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L'invasione degli ultracorpi

Urania Collezione 004

Di ,,

Editore: Mondadori (Urania Collezione)

3.9
(452)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Giapponese

Isbn-10: A000007221 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stanis La Bruna ; Illustrazione di copertina: Giacomo Callo

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Sarà presunzione, ma penso che nessuno meglio di uno psichiatra appassionato di fantascienza possa accompagnarvi alla prima pagina del romanzo di Jack Finney... Il gioco è fatto: vera protagonista del meccanismo è la paranoia. Il libro è eccezionale nella sua modernità; la modernità della disumanizzazione, della impossibilità a riconoscere ed essere riconosciuti. Una descrizione, quella del conoscente e dell'amico trasformato, che sembra tratta dall'esperienza clinica di un reparto psichiatrico, la rappresentazione più inquietante del folle, dell'alienato: al confine tra la vita e la morte, incapace di provare emozioni, solo una caricatura delle emozioni.
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  • 0

    6.5/10

    La trama mi è piaciuta moltissimo, il libro mi ha inquietata e l'ho letto tutto d'un fiato. È scritto però in maniera sbrigativa e superficiale perciò non posso dargli un voto troppo alto. È un ...continua

    La trama mi è piaciuta moltissimo, il libro mi ha inquietata e l'ho letto tutto d'un fiato. È scritto però in maniera sbrigativa e superficiale perciò non posso dargli un voto troppo alto. È un peccato, è uno di quei classici libri che mi fa pensare ' eh se l'avesse scritto un altro autore chissà che bello!!'Comunque lo consiglio come lettura di evasione!

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di una invasione aliena, senza clamore, senza guerra, nascosta, sub urbe e per questo ancor più pericolosa. Il capolavoro di Finney. Se vi raccontassero che questo romanzo fosse stato ...continua

    La storia di una invasione aliena, senza clamore, senza guerra, nascosta, sub urbe e per questo ancor più pericolosa. Il capolavoro di Finney. Se vi raccontassero che questo romanzo fosse stato scritto ieri, ben pochi elementi e tutti di carattere secondario permetterebbero a chi legge di capire ha quasi 60 anni.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli Invasati, Jack Finney

    Quando ero piccola avevo una paura simile a quella dei personaggi di questa storia. Se qualcuno mi avesse detto che era stato scritto un libro in cui si narrava quel mio stesso timore e mi avesse ...continua

    Quando ero piccola avevo una paura simile a quella dei personaggi di questa storia. Se qualcuno mi avesse detto che era stato scritto un libro in cui si narrava quel mio stesso timore e mi avesse raccontato la trama, probabilmente avrei vissuto terrorizzata il resto della mia infanzia. Finney racconta una storia avvincente e affascinante, costruisce personaggi forti, insinua dubbi, mette in evidenza questioni che ancora oggi non vengono dibattute abbastanza. Il parallelismo tra i baccelli parassiti e l'uomo, che è egli stesso un parassita della propria terra, non può sfuggire. Gli Invasati è un libro che fa riflettere e, come tale, l'ho trovato arguto, intelligente, interessante, tant'è che l'ho finito in una notte. Una lettura che consiglio a tutti, amanti del genere e non.

    ha scritto il 

  • 3

    Tutto sommato pensavo peggio

    Mi aspettavo sicuramente di peggio: questo libro, nel complesso, è stato una sorpresa positiva. La prima parte, bisogna ammetterlo: un po' d'inquietudine la trasmette. Le atmosfere sono surreali ...continua

    Mi aspettavo sicuramente di peggio: questo libro, nel complesso, è stato una sorpresa positiva. La prima parte, bisogna ammetterlo: un po' d'inquietudine la trasmette. Le atmosfere sono surreali quel che basta. Però, ritengo che purtroppo lo "spiegone" della seconda parte abbia rovinato tutto quanto. Infatti esso a mio parere non era necessario ai fini della comprensione degli avvenimenti, e non ha certo migliorato la storia, semmai il contrario: ha ucciso la suspence. Quindi avrei preferito che l'alone di mistero - peraltro molto sottile - non venisse sollevato. Insomma, che c'è di male nelle domande lasciate aperte? Il finale, poi, l'ho trovato addirittura stupido. Non tanto per la scelta in sè di quel particolare finale per la storia; quanto per il modo un po' troppo entusiastico e patriottico in cui il protagonista lo commenta. Poi, oltre a questi dettagli già espressi, un'altra cosa che mi ha dato particolarmente fastidio è stato il maschilismo - ...o meglio, la virilità da bellimbusto - del protagonista. Dall'inizio alla fine, il libro a tratti regolari è punteggiato da osservazioni inappropriate da decerebrato, come ad esempio: "ehi, attento a non baciarla, o ti farai incastrare in un matrimonio!". Oppure: "ah, queste donne, non si sa mai come reagiranno!". O ancora: "le donne si alzarono per prepararci il thè". Ecco, tutto ciò, com'è facile immaginare, l'ho trovato vagamente fastidioso. Ma del resto è un libro scritto negli anni Cinquanta! Insomma, questo giustifica tutto! No? ...No. Quindi, tirando le somme è stata una lettura piacevole, che probabilmente consiglierei a chi avesse qualche ora a disposizione e niente di meglio da fare... Ma niente di più di questo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Ottima e felice l'intuizione di fondo del libro, l'idea di un'invasione aliena fatta da baccelloni che, venuti dallo spazio, colonizzano una ridente e sonnolenta cittadina californiana, duplicando e ...continua

    Ottima e felice l'intuizione di fondo del libro, l'idea di un'invasione aliena fatta da baccelloni che, venuti dallo spazio, colonizzano una ridente e sonnolenta cittadina californiana, duplicando e sostituendo come parassiti gli abitanti. Peccato però che la storia sia veramente esile e la resa narrativa non certo delle migliori. Stilisticamente e narrativamente banale, direi. Decisamente superiori e nettamente più inquietanti i film che ha ispirato, in particolare "L'invasione degli ultracorpi" di Don Siegel, ma anche "Terrore dallo spazio profondo" di Philip Kaufman.

    ha scritto il 

  • 3

    Una piacevole avventura che sa appassionare ancora a distanza di tanti anni da quando il libro fu scritto. Un classico di genere che non delude e regala qualche brivido e qualche spunto di ...continua

    Una piacevole avventura che sa appassionare ancora a distanza di tanti anni da quando il libro fu scritto. Un classico di genere che non delude e regala qualche brivido e qualche spunto di riflessione sulla importanza, per il genere umano, del provare emozioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Classico senza tempo

    Si fa veramente fatica a credere che questo libro di fantascienza sia stato scritto negli anni ’50. Spesso nei romanzi un po’ datati di questo genere si nota il cosiddetto effetto scadenza, che ...continua

    Si fa veramente fatica a credere che questo libro di fantascienza sia stato scritto negli anni ’50. Spesso nei romanzi un po’ datati di questo genere si nota il cosiddetto effetto scadenza, che colpisce sia la trama ricca di elementi anacronistici, ma anche e soprattutto lo stile dell’autore (o del traduttore, in questo caso), in cui sono evidenti espressioni che non appartengono alla nostra lingua di tutti i giorni. In maniera del tutto sorprendente non ho notato nulla del genere ne “Gli invasati”. È una storia ambientata nel tempo in cui è stata scritta e racchiude tutte le caratteristiche dell’epoca, ma potrebbe essere stata scritta anche ieri. Finney ci coinvolge in una trama ricca di mistero, raccontata dal punto di vista di un medico di una piccola cittadina della California dove la gente sta cambiando in maniera indefinibile. A metà strada tra l’horror e la fantascienza il romanzo trascina il lettore attraverso le sue pagine, trasmettendogli una costante sensazione di angoscia crescente, fino a fargli credere che i protagonisti non abbiano davvero alcuno scampo. Unico aspetto riconoscibile di questo tipo di fantascienza classica è proprio il finale in cui la minaccia viene meno in maniera quasi casuale, fortuita. I protagonisti non sono veri artefici della loro vittoria, ma la subiscono con stupore. Un aspetto questo che è forse uno dei miei preferiti, perché lo ritengo estremamente realistico. Spesso nei romanzi contemporanei i protagonisti sono eroi, persone che, prima normali, riescono a prendere in mano la situazione e salvare il mondo contro nemici potentissimi. Una storia in cui la vittoria contro i cattivi sia dovuta a una rinuncia di questi ultimi o a un fattore esterno fortunoso restituisce ai protagonisti la loro normalità e permette a noi, normali lettori, di immedesimarci meglio nelle loro gioie e nelle loro paure.

    ha scritto il 

  • 4

    Un manifesto della fanta-letteratura!

    Se temete di addentrarvi in terreni inesplorabili e di difficile comprensione, scacciate subito questo pensiero e dategli una possibilità: l'Invasione degli Ultracorpi avrà anche 58 anni, ma se li ...continua

    Se temete di addentrarvi in terreni inesplorabili e di difficile comprensione, scacciate subito questo pensiero e dategli una possibilità: l'Invasione degli Ultracorpi avrà anche 58 anni, ma se li porta benissimo!

    Recensione su ...il piacere della lettura http://leggiamo.altervista.org/fanta_linvasionedegliultracorpi.htm

    ha scritto il 

  • 3

    "Sei vecchio, non capisci"

    Ai tempi sarà pur stata un'idea originale, diversa dalle "invasioni marziane", ma risente dei decenni trascorsi. È, insomma, la "solita" SF anni '50 americana e per quanto riguarda l'aggettivo ...continua

    Ai tempi sarà pur stata un'idea originale, diversa dalle "invasioni marziane", ma risente dei decenni trascorsi. È, insomma, la "solita" SF anni '50 americana e per quanto riguarda l'aggettivo "americana" il finale ne è l'ultima, evidentissima prova... Si fa apprezzare come lettura leggera, blanda, ma senza fronzoli.

    ha scritto il