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L'inventore del cavallo e altre quindici commedie

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(52)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 431 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8817128678 | Isbn-13: 9788817128674 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Campanile ha sempre amato il teatro e ha sempre amato scrivere per il teatro, ma la sua misura è la battuta, la gag assurda, il nonsenso, l'equivoco, il caso grottesco, il gioco di parole che diventa a volte gioco di cose. Basti pensare alle Tragedie in due battute, che esprimono al meglio l'umorismo assurdo e patafisico di Campanile. Il teatro di Campanile è più rappresentato di quanto si pensi. Questo volume raccoglie le quindici "commedie corte" che erano state pubblicate da Einaudi nel 1971 e ormai fuori commercio da anni.
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  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/09/30/linventore-del-cavallo-e-altre-quindici-commedie-achille-campanile/

    BERTA No. Domandavo da che professione, arte o mestiere ella proviene.
    ZIO Ah, dal teatro. Prima appartenevo al teatro. Ma ho appartenuto al teatro pochissimo, in forma a ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/09/30/linventore-del-cavallo-e-altre-quindici-commedie-achille-campanile/

    BERTA No. Domandavo da che professione, arte o mestiere ella proviene.
    ZIO Ah, dal teatro. Prima appartenevo al teatro. Ma ho appartenuto al teatro pochissimo, in forma assai superficiale. Potrei quasi dire di non aver mai appartenuto al teatro. (Dopo una breve riflessione) Anzi, lo posso dire benissimo. (In tono perentorio, come se volesse smentire una diceria) Non ho mai appartenuto al teatro, non ho mai visto un teatro, neppure di lontano, né so cosa significhi la parola “teatro”.
    LUDOVICO Bravo lo zio, bene lo zio.
    BERTA (allo zio, esaminandolo con l’occhialino) E così, eh, lei s’è stabilito in campagna?
    ZIO Ah, sì, francamente la campagna è una gran cosa.
    BERTA Io, però, preferisco il mare. In fondo, il mare...
    ZIO Ma vede, il mare...Lei forse non ha bambini...
    BERTA Non ho che questo.
    ZIO Me lo immaginavo. Sa, per chi ha bambini, la campagna è una gran cosa.
    BERTA Lo capisco. Ma, le dirò; il mare è, come dire? È un’altra cosa.
    ZIO Non dico di no, non dico di no. Ma sa...
    BERTA E lei ha figlioli?
    ZIO Cinque.
    BERTA Beato lei. Di che età?
    ZIO Il più piccolo ha sessant’anni.
    BERTA A quell’età sono così carini. E li tiene sempre in campagna?
    ZIO Sempre. È un piacere vederli ruzzare sui prati, rincorrersi, giocare.
    (Achille Campanile, “L’inventore del cavallo”, ed. Einaudi)

    Nel volume che ho letto sono raccolte sedici commedie scritte da Achille Campanile tra il 1924 e il 1939, alcune molto brevi, di anche solo una pagina, altre ben più articolate, rappresentate in teatro all’epoca e anche nel dopoguerra, talvolta riadattate ai tempi. La prima considerazione da fare circa questi scritti è che nel leggerli si ride spesso, grazie alle trovate comiche dell’autore, talvolta davvero esilaranti. Campanile padroneggia al meglio i meccanismi del comico, attingendo a episodi della quotidianità che poi evolvono in vicende grottesche e stracolme di personaggi stralunati, che dialogano spesso sul nulla ma rivestendolo di parole altisonanti. Il paradosso, la ripetizione delle battute volte a creare l’effetto marionetta di alcuni personaggi, l’estro lessicale dell’autore messo al servizio delle rocambolesche trame rendono molto gradevole la lettura di queste commedie. I protagonisti sono coppie che litigano perché vanno troppo d’accordo, inopportuni partecipanti a una cerimonia funebre, nervosi pazienti in sala d’attesa dal dentista, investigatori maldestri, avvocati poco perspicaci, giornalisti d’assalto, professori rinomati che per amore si comportano come bimbi di due anni e tutta una serie di altri personaggi che, per quanto enfatizzati e portati all’assurdo, rispecchiano atteggiamenti umani che possiamo riscontrare in noi stessi, per esempio nell’inconsapevole utilizzo di frasi stereotipate o nelle affettare conversazioni che eviteremmo volentieri d’intrattenere e che invece sopportiamo con nostro e altrui disagio malcelato.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando sei giù di morale e le persone intorno ti sembrano piccole e ottuse, non c'è niente di meglio di Campanile per consolarti e ricordarti che al mondo esistono anche persone come lui.

    ha scritto il 

  • 4

    avendo letto molti altri libri di Campanile, alcune di queste commedie le conoscevo, e non mi hanno fatto ridere fino alle lacrime come al solito. Ma mi sono piaciuti moltissimo il surrealismo, le riflessioni serie, la punta di malinconia, le prese in giro tipiche di Campanile.


    Meraviglio ...continua

    avendo letto molti altri libri di Campanile, alcune di queste commedie le conoscevo, e non mi hanno fatto ridere fino alle lacrime come al solito. Ma mi sono piaciuti moltissimo il surrealismo, le riflessioni serie, la punta di malinconia, le prese in giro tipiche di Campanile.

    Meravigliosa l'ultima.

    ha scritto il 

  • 3

    12.02.2010
    Errore mio: ho letto Centocinquanta la gallina canta (Febbraio 1925) in quel momento della giornata che tacitamente oltrepassa il confine della sera, e si fa notte.
    Sguaiate risate hanno svegliato mezza casa; l'altra metà, è stata disturbata dai centrotrenta -no, qua ...continua

    12.02.2010
    Errore mio: ho letto Centocinquanta la gallina canta (Febbraio 1925) in quel momento della giornata che tacitamente oltrepassa il confine della sera, e si fa notte.
    Sguaiate risate hanno svegliato mezza casa; l'altra metà, è stata disturbata dai centrotrenta -no, quaranta -no, sessanta -no, settanta -insommafacciamocinquecentoenonseneparlipiù minuti di applausi che quest'atto unico merita.
    *****

    14.02.2010
    Un umorismo molto diverso dall'opera precedente della raccolta pervade Il ciambellone (Marzo 1925); Campanile si avvicina con questa commedia corta all'assurdo: è uno di quei testi che probabilmente hanno fatto di Campanile uno degli autori più amati di Ionesco.
    Personalmente, invece, not my cup of tea.
    **

    15.02.2010
    Indisciplinata è l'aggettivo che meglio si confà alla commedia che dà il titolo alla raccolta, L'inventore del cavallo (Aprile 1925); come un equino irrequieto scalcia e sgroppa, calmandosi infine in un nulla di fatto. Un po' deludente.
    **

    15.02.2010
    Quanto dura un bacio? Il bacio (1925) non dà una risposta, ma non manca di promuovere una riflessione che sorge, ahinoi, spontanea: è tutto vero!
    ***

    ha scritto il 

  • 4

    Discontinuo, ma geniale...

    Come la maggior parte delle opere di Campanile, questo libro è ricco di trovate geniali, entrate nell'empireo dell'umorismo senza spesso che si sappia da dove provengo (si licet parva... paragonerei per questo Campanile a Dante: metà del repertorio umoristico italiano l'ha inventato Campanile). C ...continua

    Come la maggior parte delle opere di Campanile, questo libro è ricco di trovate geniali, entrate nell'empireo dell'umorismo senza spesso che si sappia da dove provengo (si licet parva... paragonerei per questo Campanile a Dante: metà del repertorio umoristico italiano l'ha inventato Campanile). Cito solo l'Accademica Professoressa che sapeva tutte le date, ma non cosa fosse eventualmente avvenuto in esse...
    Purtroppo, i lavori raccolti in questa antologia non sono tutti eccelsi, e in Campanile, ahimè, quello che non è brillante è mediocre. Ma val la pena di pagare il prezzo di qualche pagina opaca pur di leggere, che so, "Centocinquanta, la gallina canta"

    ha scritto il