L'inventore di sogni

Di

Editore: Einaudi

3.8
(2991)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 117 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8806196480 | Isbn-13: 9788806196486 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Un bambino sogna a occhi aperti e immagina di far sparire l'intera famiglia, un po' per noia e un po' per dispetto, con un'immaginaria Pomata Svanilina; oppure sogna di poter togliere al gatto di casa la pelliccia, di farne uscire l'anima felina e di prenderne il posto, vivendone per qualche giorno la vita, soltanto in apparenza sonnacchiosa; oppure sogna che le bambole della sorella si animino e lo aggrediscano per scacciarlo dalla sua camera... Fin dalle prime pagine di questo libro ritroviamo il consueto campionario di immagini perturbanti che sono un po' il "marchio di fabbrica" di McEwan. Specialmente nella prima stagione della sua narrativa l'autore britannico ci aveva abituato a profondi e terribili scandagli nel microcosmo della famiglia, e in quei mondi chiusi e violenti i bambini e gli adolescenti giocavano sia il ruolo delle vittime e sia quello dei carnefici. Ne "I'inventore di sogni" McEwan ritorna sul luogo del delitto, ma lo fa con un tono e uno spirito completamente diversi, scegliendo il registro sereno e sdrammatizzante per definizione: quello del "racconto per ragazzi".
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  • 3

    L’INVENTORE DI SOGNI

    Peter Fortune è un decenne taciturno e tranquillo. Gli altri lo considerano un tipo strano perché è spesso distratto e con la testa fra le nuvole. "Fu solo quando era ormai già grande da un pezzo che ...continua

    Peter Fortune è un decenne taciturno e tranquillo. Gli altri lo considerano un tipo strano perché è spesso distratto e con la testa fra le nuvole. "Fu solo quando era ormai già grande da un pezzo che Peter finalmente capì. La gente lo considerava un ragazzo difficile perché se ne stava sempre zitto".
    Ma lui è un instancabile inventore di sogni. E nessuno può immaginare la ricchezza di cose straordinarie che accadono nella sua mente: un oceano di avventure che lo sottraggono alla banalità del quotidiano. “E oltre tutto questo umano fermento, l’oceano si gonfiava e si ripiegava, perché a nulla e nessuno è dato di restare fermo, non agli uomini, non all’acqua e neppure al tempo.”
    Un romanzo destinato a lettori giovani, ma piacevole anche per gli adulti. I sogni di Peter non sono semplici storie, ma metafore che vogliono dare una chiave di lettura alternativa della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Tra sogno e realtà: un confine esplorato con occhi bambini

    Almeno quattro racconti memorabili su sette ("La Pomata Svanilina", in cui Peter, il protagonista, sogna di fa sparire tutti i membri della sua famiglia; "Il Prepotente", da leggere in classi da sensi ...continua

    Almeno quattro racconti memorabili su sette ("La Pomata Svanilina", in cui Peter, il protagonista, sogna di fa sparire tutti i membri della sua famiglia; "Il Prepotente", da leggere in classi da sensibilizzare sul tema del bullismo; "Il Piccolo", in cui Peter si ritrova - o sogna di ritrovarsi - nei panni di un bebè e capisce meglio il fascino del mondo visto dal basso; "I Grandi", in cui la prospettiva del precedente racconto si rovescia, e Peter si ritrova cresciuto di qualche anno e di qualche centimetro) rendono questa raccolta una lettura di sicuro fascino. La capacità di McEwan di guardare il mondo con gli occhi del protagonista è l'arma vincente della sua narrazione, insieme agli stratagemmi che gli permettono di lasciare sempre il dubbio nel lettore circa la natura onirica o reale dei fatti narrati. Insomma, sogni a occhi aperti per capire meglio il reale di Peter.

    ha scritto il 

  • 3

    Il potere della fantasia

    Peter è un bambino di dieci anni che, per sfuggire a una famiglia si affettuosa ma troppo soffocante, si rifugia nella sua fantasia, inventando magiche storie che hanno come protagoniste le persone e ...continua

    Peter è un bambino di dieci anni che, per sfuggire a una famiglia si affettuosa ma troppo soffocante, si rifugia nella sua fantasia, inventando magiche storie che hanno come protagoniste le persone e le cose a lui più vicine.
    Ho letto tante opinioni positive sullo scrittore statunitense Ian McEwan e ho deciso, come prima “infarinatura”, di leggere qualcosa di leggero.
    “L’inventore di sogni” è una piccola raccolta che contiene sette racconti, anzi storie partorite dalla mente del piccolo protagonista.
    E’ un libro che a primo impatto sembra rivolto solo ed esclusivamente a un pubblico di ragazzi, ma che in realtà nasconde riflessioni “adulte” sul senso della vita e della morte (“Il Gatto”), sul bullismo( “il Prepotente”) e sulla paura dell’ignoto(“Le Bambole”).
    L’ho trovato un libro intenso, lieve e “magico”, che ti fa viaggiare con la mente, che ti fa ritornare a quell’età in cui ancora si ha voglia di sognare, ma che ti dona anche spunti profondi su cui riflettere.
    Un primo approccio per me positivo con questo scrittore. Sicuramente leggerò in futuro altro di suo.
    Dolcissimo e commovente il racconto “il Gatto”, in assoluto il mio preferito della raccolta.

    Titolo dei racconti
    Le Bambole
    Il Gatto
    La Pomata Svanilina
    Il Prepotente
    Il Ladro
    Il Piccolo
    I Grandi

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro é composto da una serie di racconti per ragazzi che hanno come protagonista Peter, un bambino di 12 anni dotato di una grande immaginazione. Il mio preferito é la "Pomata Svanilina" (anche io ...continua

    Il libro é composto da una serie di racconti per ragazzi che hanno come protagonista Peter, un bambino di 12 anni dotato di una grande immaginazione. Il mio preferito é la "Pomata Svanilina" (anche io da piccola avevo quella fantasia... Ossia di avere una pomata che facesse sparire la persone!!!).
    Un libro di pochissime pagine che si legge volentieri.
    Consigliato, anche per i più giovani!

    ha scritto il 

  • 2

    Not my kind

    Un libricino di un centinaio di pagine che se ti piace il genere finisci in una giornata ma che per me è diventato un supplizio. Qualsiasi altra lettura era meglio che leggere questo raccontino di fan ...continua

    Un libricino di un centinaio di pagine che se ti piace il genere finisci in una giornata ma che per me è diventato un supplizio. Qualsiasi altra lettura era meglio che leggere questo raccontino di fantasia per bambini. Insomma una grande delusione da parte di un autore tra i miei preferiti.

    ha scritto il 

  • 4

    “Peter mangiava di tutto, tranne, s’intende il pesce, le uova, il formaggio e tutte le verdure eccetto le patate”

    Quando leggo McEwan il peso della mediocrità del mio scrivere si centuplica.
    Se i computer potessero scrivere romanzi così come conducono una partita a scacchi, forse si disimpegnerebbero allo stesso ...continua

    Quando leggo McEwan il peso della mediocrità del mio scrivere si centuplica.
    Se i computer potessero scrivere romanzi così come conducono una partita a scacchi, forse si disimpegnerebbero allo stesso modo: un pentagramma perfetto, quei puzzle senza fughe, concetti semplici ma abbaglianti.
    Come il silicio, McEwan non emana tepore, è asettico, tensioni e passioni sono centellinate. Tuttavia segui il sentiero indicato e ti ritrovi a passeggiare a braccetto con un realismo convincente. McEwan è sensibile e concreto allo stesso tempo: l’avevo recintato tra certi autori americani, invece è inglese.

    Il protagonista è un bambino di dieci anni incastrato nel mondo degli adulti, un mondo che cigola nello spazio freddo, girando e roteando intorno al Sole. Ne il bambino, né i genitori e nemmeno il Governo possono cambiare questa situazione! Eppure Peter riesce a scardinare l’ordinario, ingannandolo a modo suo.
    “Nella stanza aleggiava una certa tristezza”. C’è malinconia nel tempo lento dei bambini che soletti, nelle loro stanze, incubano i loro sogni ad occhi aperti. La tristezza è in ciò che passa ed è destinato a finire, per sempre.

    McEwan riesce nell’impresa di trasmettere agli adulti cosa sperimenta un bambino di dieci anni nel corpo di un neonato. Ho trovato questo pezzo “a tre dimensioni” straordinario. Non si cerchi troppo di comprendermi, è più facile leggere ”Il Piccolo” che spiegarlo, garantisco l’originalità.

    ha scritto il 

  • 3

    E' molto diverso dal McEwan perfido che di solito apprezzo molto, mi è piaciuto ma non eccessivamente. Ciò che ho davvero apprezzato è che in questo racconto non ha tessuto il panegirico dell'infanzia ...continua

    E' molto diverso dal McEwan perfido che di solito apprezzo molto, mi è piaciuto ma non eccessivamente. Ciò che ho davvero apprezzato è che in questo racconto non ha tessuto il panegirico dell'infanzia, come spesso vuole il luogo comune, a totale discapito dell'età adulta: ogni fase della vita ha le sue caratteristiche e questo è ciò che l'autore fa vedere e fa dire al piccolo protagonista nella parte finale del racconto.

    ha scritto il 

  • 0

    Il protagonista della storia è Peter Fortune, un ragazzino di undici anni dotato di una strepitosa fantasia, talmente fervida da portarlo a sovrapporre i mondi immaginari che continuamente crea al mon ...continua

    Il protagonista della storia è Peter Fortune, un ragazzino di undici anni dotato di una strepitosa fantasia, talmente fervida da portarlo a sovrapporre i mondi immaginari che continuamente crea al mondo reale in cui vive. Il libro è suddiviso in otto piccoli capitoli e ora ve ne scrivo i titoli, così è più intrigante, è un po' come sfogliarlo per decidere se leggerlo o no:
    Due parole su Peter
    Le bambole
    Il gatto
    La pomata svanilina
    Il prepotente
    Il ladro
    Il piccolo
    I grandi
    In tutti questi deliziosi cammei Peter si trova ad affrontare di volta in volta delle peripezie che in realtà non esistono, ma che sono solo frutto della sua fantasia: prima l'autore ce lo presenta egregiamente, poi gli tocca domare la ribellione delle bambole di sua sorella Kate, si trasforma nel suo vecchio gatto di casa e gli regala un momento di gloria tra i gatti del vicinato prima di morire, fa sparire i genitori con una pomata magica, distrugge il prepotente della scuola solo immaginando che la prepotenza di lui sia tutta un brutto sogno, si ritrova faccia a faccia con un ladro molto strano, poi si cala nei panni di un cugino lattante da lui odiato e infine cresce improvvisamente di dieci anni in una notte e scopre cosa sia l'amore. Il senso di questi stralci di vita da piccoli, raccontati con una maestria e un'ironia geniali e perfettamente calate nel mondo infantile grazie a un linguaggio dosato e scelto in maniera esemplare, è quello di imparare a osservare le cose da mille punti di vista differenti, grazie alle capacità trasformiste e di immedesimazione che ha la fantasia di un bambino. Come a dire che un bambino che può diventare ciò che gli pare nei propri pensieri è un bambino più in grado di conoscere il mondo rispetto ad altri che non giocano troppo di immaginazione, perché lo ha guardato con mille occhi diversi, da più prospettive, senza farsi intrappolare a tutti i costi dalla logica, come invece accade quasi sempre ai grandi. Ho trovato dolcissimo e pieno di spunti di riflessione questo libro non solo perché amo da tempo la scrittura fluida e accattivante di McEwan, ma soprattutto perché mi sono rivista subito in Peter, questo bimbo guardato un po' con sospetto dai suoi coetanei, perché scappa spesso e volentieri nel suo piccolo mondo fantastico, come se non avesse bisogno d'altro che di se stesso e dei suoi sogni da costruire, coltivare e accarezzare, al punto da riuscire a viverli come fossero veri, reali. Be', se anche voi siete stati bimbi un po' solitari e pensosi, questo libro vi farà stare proprio bene dentro, sarà la giusta riscossa emotiva dei piccoletti svampiti che eravate e che mi auguro siate ancora...

    (recensione di A.)

    ha scritto il 

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