L'invenzione di Morel

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili)

4.0
(743)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 151 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8845223892 | Isbn-13: 9788845223891 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Livio Bacchi Wilcock

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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    Purtroppo si avverte il grande sforzo dell'autore di apparire il più possibile intelligente & sagace, tanto che anche il colpo di scena che dovrebbe costituire il perno di tutta la narrazione risulta ...continua

    Purtroppo si avverte il grande sforzo dell'autore di apparire il più possibile intelligente & sagace, tanto che anche il colpo di scena che dovrebbe costituire il perno di tutta la narrazione risulta abbastanza scialbo, se non prevedibile.

    ha scritto il 

  • 4

    L'invenzione di Morel è un romanzo breve fantascientifico di Adolfo Bioy Casares pubblicato nel 1941 con l'introduzione dell'amico Jorge Luis Borges.
    L’invenzione di MorelIl racconto è in prima perso ...continua

    L'invenzione di Morel è un romanzo breve fantascientifico di Adolfo Bioy Casares pubblicato nel 1941 con l'introduzione dell'amico Jorge Luis Borges.
    L’invenzione di MorelIl racconto è in prima persona come un diario da voler lasciare ai posteri. Il narratore dice di essersi rifugiato in un’isola deserta, lontana dal mondo, per sfuggire alla giustizia che lo perseguita ingiustamente. Ma nell’isola egli si accorge di non essere solo, in realtà cè un gruppo di turisti che alloggia nel museo in cima alla collina e si rilassa in piscina. Il fuggitivo si nasconde nella parte bassa dell'sola e spia i turisti con la paura continua di essere visto. I suoi movimenti sono condizionati dalla paura di essere scoperto e denunciato alle forze dell’ordine che lo porterebbero in prigione o al patibolo. In realtà nessuno sembra vederlo e nessuno si cura di cercarlo. “ Fa paura accettare tanta fortuna”
    Tra i turisti c'è una donna che va a vedere il tramonto ogni giorno dalla scogliera sul lato occidentale dell'isola.La scena si ripete identica tutte le sere come a teatro. Il fuggitivo la spia e mentre lo fa si innamora di lei. Ma lei sembra ignorarlo. Faustine, così si chiama la donna, incontra un giocatore di tennis con la barba, chiamato Morel.I due parlano in francese e anche le loro conversazioni si ripetono ogni settimana
    I turisti scompaiono e ricompaiano come dal nulla. Forse il fuggitivo è vittima di allucinazioni? Inoltre ci sono degli eventi e particolari molto strani: nell’acquario ci sono i pesci chel'uomo ha visto morti giorni prima e i turisti saltellano per riscaldarsi dal freddo in una giornata molto calda. Inoltre appaiono due soli e due lune.
    Il narratore non riesce a capire quanto stia succedendo . La risposta gliela dà lo stesso Morel che racconta agli altri turisti che ha registrato le loro azioni della settimana passata con una macchina di sua invenzione capace di riprodurre la realtà: egli afferma che la registrazione catturerà le loro anime, e che attraverso la sua ripetizione essi rivivranno quella settimana per sempre .Ma l'immortalità dei personaggi passa necessariamente per la loro morte
    Il fuggitivo apprende che la macchina continua a funzionare grazie alle maree e decide di entrare egli stesso nelle registrazioni.
    L’uomo spera che la macchina possa dargli la felicità e l’amore con Faustine che nella realtà non può avere.L’amore rappresenta la vita, la solitudine la morte.
    Con uno stile conciso e asciutto Casares ci trasmette il senso di disagio e paranoia del protagonista e ci conduce in una dimensione tra il reale e l'onirico.

    ha scritto il 

  • 2

    Noiosamente contorto

    Non ho apprezzato particolarmente questo scritto, entusiasticamente recensito da Borges, e me ne rammarico per la venerazione che nutro per il grande argentino. Sicuramente, in un'epoca meno tecnologi ...continua

    Non ho apprezzato particolarmente questo scritto, entusiasticamente recensito da Borges, e me ne rammarico per la venerazione che nutro per il grande argentino. Sicuramente, in un'epoca meno tecnologica della nostra, può aver avuto un notevole impatto sull'immaginario lasciando intravedere mondi virtuali insospettabili ed allucinatori. Oggi, nell'orgia ipertecnologica in cui siamo immersi, appare ai miei occhi come un inutile sforzo finzionale, un esercizio immaginifico datato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ben scritto e avvincente, ho trovato molto moderne le descrizioni delle ossessioni del protagonista; forse mi ha deluso un po' il finale, che fa pensare a Dorian Gray (anche se di estetismo non c'è l' ...continua

    Ben scritto e avvincente, ho trovato molto moderne le descrizioni delle ossessioni del protagonista; forse mi ha deluso un po' il finale, che fa pensare a Dorian Gray (anche se di estetismo non c'è l'ombra).

    ha scritto il 

  • 0

    "L'invenzione di Morel" di Adolfo Bioy Casares è un libro estremamente complesso e intrigante, a metà tra il fantastico, il fantascientifico e il thriller psicologico: perturbante, inquietante e catti ...continua

    "L'invenzione di Morel" di Adolfo Bioy Casares è un libro estremamente complesso e intrigante, a metà tra il fantastico, il fantascientifico e il thriller psicologico: perturbante, inquietante e cattivo come pochi altri libri che mi siano capitati tra le mani; aspettavo di leggerlo da molto tempo, perché ho avuto difficoltà a trovare il libro in libreria, non volevo comprarlo sul web, poi finalmente, per caso, l'ho trovato a Roma e iniziato con curiosità enorme.
    Dire che questo sia un libro delirante non è un'iperbole per incuriosirvi, perché è proprio di deliri che si parla nelle sue pagine. Il protagonista è un ergastolano fuggito dalla prigionia, con il terrore di essere ritrovato dalla polizia, ergastolano che va a rifugiarsi su un isola deserta in mezzo ai tropici, conducendovi un'esistenza bruta, quasi primitiva, nella continua lotta con le maree, la mancanza di cibo, il caldo asfissiante, le malattie e la paura. Paura che in quell'isola ci sia qualcosa che non va. Dicerie raccontano, infatti, che in quel luogo ci sia una strana peste che distrugga a poco a poco le persone, i loro corpi e la loro memoria, e che per questo la gente non ci si avvicini più; ma il mistero è ben altro, la paura ben altra. Ed è lì che inizia il delirio. Improvvisamente su quest'isola compaiono persone ignote e tutte queste persone hanno una strana caratteristica: non vedono il protagonista, non gli rivolgono la parola, si comportano come se quest'uomo non esistesse sull'isola, pure quando ce l'hanno davanti non lo guardano, non lo calcolano. E così, da che il protagonista le teme perché non vuol essere visto e riportato alla polizia, inizia poi un gioco al massacro, fatto di pedinamenti, appostamenti, per scoprire per quale motivo questa gente lo ignori palesemente. Tra loro spiccano Faustine, una bella e fascinosa donna che parla francese, di cui il protagonista si innamora perdutamente, non ricambiato poiché non visto, e Morel, uno scienziato ambiguo che ha radunato sull'isola tutte le persone che man mano compaiono nella storia e che nel corso della narrazione si rivelano essere quasi come inesistenti, poiché non sono persone in carne e ossa, sono il frutto di una macchina, la cosiddetta "invenzione di Morel". Non sto a raccontarvi cosa sia questa macchina, per non togliervi il gusto della lettura, ma posso certamente dirvi che è un delirio di onnipotenza e che, una volta superato il difficile scoglio iniziale del tema del doppio, della dualità tra esistenza e inesistenza di ogni personaggio, questo libro diventa una vera e propria droga, perché vi obbliga a cercare di capire la verità, vi porta a provare compassione per quest'uomo vinto dall'amore per Faustine e dalla paura della morte in solitudine, della prigionia in galera o di quella sull'isola deserta. Vi porta a odiare e ad ammirare Morel al tempo stesso. Borges definisce questo libro un concentrato di perfezione per quel che riguarda la trama e l'idea, paragonandolo in qualche modo a "Giro di vite" di Henry James, altro capolavoro anche secondo me del perturbante; e in effetti non gli si può dare torto, a Borges - e chi mai oserebbe del resto? - perché ideare un qualcosa di così contorto e complesso, come ha fatto Adolfo Bioy Casares, e portarlo avanti con sicurezza narrativa fino alla fine è davvero di pochi bravi scrittori.

    (recensione di A.)

    ha scritto il 

  • 4

    Storia scorrevole dal sapore magico che tiene incollati fino alla fine. Il meccanismo narrativo, come sottolinea Borges nella prefazione, è perfetto.
    La nostra mortalità, l'arte, l'amore, la sofferenz ...continua

    Storia scorrevole dal sapore magico che tiene incollati fino alla fine. Il meccanismo narrativo, come sottolinea Borges nella prefazione, è perfetto.
    La nostra mortalità, l'arte, l'amore, la sofferenza che ne deriva trasudano dalle pagine di questo breve romanzo.

    Bella storia metafisca sulla nostra solitudine e su quanto sia immenso e incontrollabile il desiderio di lasciare una traccia: nel cuore di chi amiamo e nella porzione di mondo che ci è dato attraversare.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Non avevo mai letto Casares, che conoscevo per riflesso borgesiano. Questo piccolo libro (si legge in poche ore) è un vero piccolo capolavoro: contiene tutte le nostre ossessioni, contiene un po' di D ...continua

    Non avevo mai letto Casares, che conoscevo per riflesso borgesiano. Questo piccolo libro (si legge in poche ore) è un vero piccolo capolavoro: contiene tutte le nostre ossessioni, contiene un po' di Dorian Gray, un po' di Borges (e non poteva essere altrimenti), un po' di fantascienza d'altri tempi (Verne) e un po' di visionarie alla Philip K. Dick. Tutto in un centinaio di pagine! Certo, poi quando leggi la prefazione, e vedi che è del grandissimo JLB, il quale dice "questo libro è perfetto", è difficile non farsi impressionare.
    Merita davvero di essere letto!

    Nota di curiosità: ho letto tre libri di carta quest'anno e non so quanti ebook. Direi che per ciò che mi riguarda la transizione è totalmente compiuta. E con mia grande soddisfazione: quando leggo su carta oramai mi manca il kindle e la sua kindleosità.

    ha scritto il 

  • 2

    He estado a punto de dejarlo sin leer en un par de ocasiones, al menos. Me ha costado mucho terminarlo y eso que no llega a las cien páginas. Lo más destacable es la brillantez con la que da colofón a ...continua

    He estado a punto de dejarlo sin leer en un par de ocasiones, al menos. Me ha costado mucho terminarlo y eso que no llega a las cien páginas. Lo más destacable es la brillantez con la que da colofón a la historia. Un final que no te imaginas... No quiero destripar el libro.
    Siento decir que no me ha merecido la pena, solo un poco la "filosofía" del final.
    Por cierto, hay que leer con un diccionario en la mano, y tener ciertos conocimientos como saber que significa la "ilusión de Sosias" (o síndrome de Capgras)es un trastorno mental que afecta a la capacidad de identificación del paciente. Este cree que una persona, generalmente un familiar, es reemplazado por un impostor idéntico a esa persona.(cogido de la wikipedia).

    ha scritto il 

  • 4

    Adolfo Bioy Casares

    Romanzo breve in cui si respirano le atmosfere del fantastico e del metafisico, L’invenzione di Morel è ambientato su di un’isola remota, dove solitudine ed eternità sono narrate per suggestione. Più ...continua

    Romanzo breve in cui si respirano le atmosfere del fantastico e del metafisico, L’invenzione di Morel è ambientato su di un’isola remota, dove solitudine ed eternità sono narrate per suggestione. Più che di azioni e descrizioni, il libro si compone di quadri che indugiano nel tempo compiendo piccoli movimenti attorno al mistero centrale. Non accade molto, è più che altro una visione.

    ha scritto il 

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