L'invenzione di Morel

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili)

4.0
(774)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 151 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8845223892 | Isbn-13: 9788845223891 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Livio Bacchi Wilcock

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    ¿Ciencia Ficción?

    La Ciencia Ficción y la Fantasía muchas veces están separadas por una línea tan fina que muchos las confunden. Esta novela es uno de estos casos. Un relato corto, liviano y bien escrito que trata una ...continua

    La Ciencia Ficción y la Fantasía muchas veces están separadas por una línea tan fina que muchos las confunden. Esta novela es uno de estos casos. Un relato corto, liviano y bien escrito que trata una temática extraña y fantasiosa. Pertenece a la Ciencia Ficción Blanda o tal vez, a la Fantasía. Por momento es un tanto tediosa pero al final se esclarecen los acontecimientos de forma robusta y consistente, en un marco de Ciencia Ficción Blanda, muy blanda. No sé bien porqué, pero partes del texto me recordaron a “La Máquina del Tiempo”, de H. G. Wells.

    ha scritto il 

  • 4

    Scomporre e ricomporre : è quello che fa la natura o un binomio di divinità capricciose, all'infinito, o che fa chi vuol scoprire i segreti di un meccanismo o quello che sto per fare io per capire qu ...continua

    Scomporre e ricomporre : è quello che fa la natura o un binomio di divinità capricciose, all'infinito, o che fa chi vuol scoprire i segreti di un meccanismo o quello che sto per fare io per capire qualcosa
    de "L'invenzione di Morel".
    Gli elementi in gioco non sono molti.
    C'è un'isola. Vi approda il protagonista, un uomo in fuga; sta cercando di sottrarsi all'ergastolo a cui è stato condannato. E' questo un primo elemento di cui tener conto.
    Approdando sull'isola, l'uomo si libera da qualcosa che lo avrebbe limitato, una prigione, uno spazio buio, chiuso (la caverna di Platone o, più semplicemente la materia, il corpo?). L'isola è un grande spazio aperto, bagnato dalla luce e dall'acqua (il mondo delle idee o un paradiso?).
    L'acqua è un elemento ricorrente nel romanzo; è la via attraverso cui l'uomo approda sull'isola; avvolge il protagonista che più volte al suo risveglio vi si ritrova immerso ( il grembo ? );
    il suo movimento ciclico ( le maree ) costituisce l'energia propulsiva necessaria ad azionare l'invenzione di Morel;l'acqua è in una delle tre costruzioni che stazionano solitarie sull'isola: una piscina, una cappella, un museo ( chiamato così, è in realtà una residenza ).
    Il numero tre è ricorrente nel romanzo, così come il numero otto. Sono cifre che rimandano al trascendente, a ciò che supera la materia, all'infinito, all'eterno.
    L'8 è il numero della resurrezione, della rinascita. Ruotato di 90° è il simbolo dell'infinito.
    Alla rinascita fanno pensare l'approdo sull'isola del protagonista, la presenza della piscina ( una fonte battesimale? ).
    Al continuo ritorno rimandano le maree e il ripetersi di situazioni, di cui il protagonista è spettatore, che hanno tutta l'apparenza della realtà e che costituiscono invece il prodotto di una invenzione, "l'invenzione di Morel", appunto.
    Tra le "scene" ricorrenti a cui l'uomo assiste c'è quella di una donna, vestita in modo elegante ma antiquato, il cui incarnato ricorda quello di una zingara ( un riferimento ai tarocchi, al destino ? ), che assorta, con un libro fra le mani, guarda il tramonto, il termine del giorno.
    Il motivo della fine è presente nel romanzo tanto quanto quello dell'inizio. Per rinascere bisogna morire. L'immagine più forte in questo senso è quella della partenza degli "intrusi" dell'isola, ovvero delle persone che figurano nelle scene realizzate da Morel attraverso il congegno che ha ideato; partono con una imbarcazione, consapevoli di andare incontro alla morte; ricordano il pallido carico di altri "legni" letterari, da Dante a Coleridge, a Shiel.
    Anche la morte è momento ineludibile, necessario per garantire l'eternità, la riproduzione del ciclo ( anche in senso cinematografico... ed è una riproduzione , questa, a cui il protagonista assiste ).
    Per non rovinare il piacere della lettura non dico altro. Aggiungo solo che, leggendo il romanzo, ho intravisto altre possibilità interpretative. Una di queste è suggerita dal binomio illusione/realtà : ciò che consideriamo concreto ha invece la sostanza dei sogni, delle visioni, visioni di qualcuno che, più in alto di noi, ( ci ) sogna : Morel?

    p.s
    Borges, parlando de l'invenzione di Morel, fornisce un suggerimento:
    "Bioy rinnova letterariamente un' idea che Sant'Agostino e Origene confutarono, che Louis Auguste Blanqui ragionò e che Dante Gabriele Rossetti disse con musica memorabile:
    Sono già stato qui,
    ma quando o come non so dire:
    conosco quest'erba davanti alla mia porta,
    quel dolce intenso odore,
    quel rumore sospirante, quelle luci attorno alla costa... "

    p.p.s.
    Ci sarebbe anche un'altra chiave di lettura, più...sentimentale, più segreta
    ( cito da pag. 109 della mia edizione ) :
    "Forse abbiamo sempre voluto che la persona amata avesse un'esistenza di fantasma"

    La frase, nel romanzo, è in sordina: è riportata tra parentesi, quasi a confessare la verità inconfessabile.
    Le linee interpretative non si negano vicendevolmente. Un punto di vista più celeste ( o più terrestre ? ) del mio saprebbe come ricomporle. Io non ancora...ma mi sto attrezzando.

    ha scritto il 

  • 4

    "Forse tutta quest'igiene di non sperare è un po' ridicola. Non sperare dalla vita, per non rischiarla; considerarsi morto, per non morire. A un tratto tutto questo mi è sembrato un letargo spaventoso ...continua

    "Forse tutta quest'igiene di non sperare è un po' ridicola. Non sperare dalla vita, per non rischiarla; considerarsi morto, per non morire. A un tratto tutto questo mi è sembrato un letargo spaventoso."

    ha scritto il 

  • 5

    Casares subirà per sempre il raffronto col suo più illustre amico Borges. A giudicare da quanto ho letto finora i due narratori argentini condividono la propensione verso un genere fantastico dai risv ...continua

    Casares subirà per sempre il raffronto col suo più illustre amico Borges. A giudicare da quanto ho letto finora i due narratori argentini condividono la propensione verso un genere fantastico dai risvolti metafisici e l'uso di una prosa aristocratica ed un po' "tortuosa" (si ama definirla "labirintica"). Tortuoso è anche questo diario di un fuggiasco che per scongiurare la cattura da parte della polizia ripara in un'isola deserta che si dice sia il focolaio di una terribile peste, che consuma e scortica letteralmente le proprie vittime; la scrittura segue bene le elucubrazioni di un uomo angosciato e disperatamente solo, si ha l'impressione che la storia sia un po' inconcludente e che si risolva in un racconto onirico dal significato simbolico un po' aleatorio. Casares ed il suo sodale Borges erano però anche dei sottili esperti di enigmi polizieschi, ideatori di trame che sono come precisi congegni ad orologeria. Anche in questo caso il gioco ad incastro funziona (il solito Borges definisce la trama perfetta, chi sono io per contraddirlo?) ed il libro, che è anche la più bizzarra storia di amore che io abbia mai letto, diventa un romanzo di fantascienza filosofica che continua a far riflettere anche nei giorni successivi alla fine della lettura. Nell'interrogarsi sull'origine e lo scopo delle enigmatiche costruzioni e delle misteriose sembianze che il protagonista trova sull'isola si finisce per porsi quesiti anche sulla natura della realtà, della nostra vita e delle nostre relazioni. Non mi sembra poco.

    ha scritto il 

  • 0

    Purtroppo si avverte il grande sforzo dell'autore di apparire il più possibile intelligente & sagace, tanto che anche il colpo di scena che dovrebbe costituire il perno di tutta la narrazione risulta ...continua

    Purtroppo si avverte il grande sforzo dell'autore di apparire il più possibile intelligente & sagace, tanto che anche il colpo di scena che dovrebbe costituire il perno di tutta la narrazione risulta abbastanza scialbo, se non prevedibile.

    ha scritto il 

  • 4

    L'invenzione di Morel è un romanzo breve fantascientifico di Adolfo Bioy Casares pubblicato nel 1941 con l'introduzione dell'amico Jorge Luis Borges.
    L’invenzione di MorelIl racconto è in prima perso ...continua

    L'invenzione di Morel è un romanzo breve fantascientifico di Adolfo Bioy Casares pubblicato nel 1941 con l'introduzione dell'amico Jorge Luis Borges.
    L’invenzione di MorelIl racconto è in prima persona come un diario da voler lasciare ai posteri. Il narratore dice di essersi rifugiato in un’isola deserta, lontana dal mondo, per sfuggire alla giustizia che lo perseguita ingiustamente. Ma nell’isola egli si accorge di non essere solo, in realtà cè un gruppo di turisti che alloggia nel museo in cima alla collina e si rilassa in piscina. Il fuggitivo si nasconde nella parte bassa dell'sola e spia i turisti con la paura continua di essere visto. I suoi movimenti sono condizionati dalla paura di essere scoperto e denunciato alle forze dell’ordine che lo porterebbero in prigione o al patibolo. In realtà nessuno sembra vederlo e nessuno si cura di cercarlo. “ Fa paura accettare tanta fortuna”
    Tra i turisti c'è una donna che va a vedere il tramonto ogni giorno dalla scogliera sul lato occidentale dell'isola.La scena si ripete identica tutte le sere come a teatro. Il fuggitivo la spia e mentre lo fa si innamora di lei. Ma lei sembra ignorarlo. Faustine, così si chiama la donna, incontra un giocatore di tennis con la barba, chiamato Morel.I due parlano in francese e anche le loro conversazioni si ripetono ogni settimana
    I turisti scompaiono e ricompaiano come dal nulla. Forse il fuggitivo è vittima di allucinazioni? Inoltre ci sono degli eventi e particolari molto strani: nell’acquario ci sono i pesci chel'uomo ha visto morti giorni prima e i turisti saltellano per riscaldarsi dal freddo in una giornata molto calda. Inoltre appaiono due soli e due lune.
    Il narratore non riesce a capire quanto stia succedendo . La risposta gliela dà lo stesso Morel che racconta agli altri turisti che ha registrato le loro azioni della settimana passata con una macchina di sua invenzione capace di riprodurre la realtà: egli afferma che la registrazione catturerà le loro anime, e che attraverso la sua ripetizione essi rivivranno quella settimana per sempre .Ma l'immortalità dei personaggi passa necessariamente per la loro morte
    Il fuggitivo apprende che la macchina continua a funzionare grazie alle maree e decide di entrare egli stesso nelle registrazioni.
    L’uomo spera che la macchina possa dargli la felicità e l’amore con Faustine che nella realtà non può avere.L’amore rappresenta la vita, la solitudine la morte.
    Con uno stile conciso e asciutto Casares ci trasmette il senso di disagio e paranoia del protagonista e ci conduce in una dimensione tra il reale e l'onirico.

    ha scritto il 

  • 2

    Noiosamente contorto

    Non ho apprezzato particolarmente questo scritto, entusiasticamente recensito da Borges, e me ne rammarico per la venerazione che nutro per il grande argentino. Sicuramente, in un'epoca meno tecnologi ...continua

    Non ho apprezzato particolarmente questo scritto, entusiasticamente recensito da Borges, e me ne rammarico per la venerazione che nutro per il grande argentino. Sicuramente, in un'epoca meno tecnologica della nostra, può aver avuto un notevole impatto sull'immaginario lasciando intravedere mondi virtuali insospettabili ed allucinatori. Oggi, nell'orgia ipertecnologica in cui siamo immersi, appare ai miei occhi come un inutile sforzo finzionale, un esercizio immaginifico datato.

    ha scritto il 

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