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L'irritante questione delle camere a gas

Logica del negazionismo

Di

Editore: Bompiani

4.1
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845235882 | Isbn-13: 9788845235887 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
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  • 4

    Mi è piaciuto molto. Inoltre l'edizione di quest'anno presenta un capitolo in più in cui l'autrice parla di come si presenta il negazionismo nella realtà sociale e in quella informatica.

    ha scritto il 

  • 4

    ***Recensione a cura de La Redazione di PescePirata***

    Il titolo di questo saggio è provocatorio, quindi non fatevi spaventare e saltate al sottotitolo, che rende bene cos’è questo saggio: un paziente esercizio che smonta, attraverso una puntuale analisi retorica, semiologica e linguistica, le argomentazioni dei più famosi negazionisti (sì, quelli ch ...continua

    Il titolo di questo saggio è provocatorio, quindi non fatevi spaventare e saltate al sottotitolo, che rende bene cos’è questo saggio: un paziente esercizio che smonta, attraverso una puntuale analisi retorica, semiologica e linguistica, le argomentazioni dei più famosi negazionisti (sì, quelli che dicono che l’Olocausto è un invenzione). Il libro viene da una tesi e ne ritiene l’impostazione puntuale fino al pedissequo, ma, per fortuna, lo stile piuttosto coinciso e chiaro rende scorrevole la lettura. La tesi esposta nel libro, però, è interessante e si basa su due assunti. Il primo è che il discorso negazionista parte sempre da un’opinione assunta come verità assoluta e di conseguenza agirà soltanto per smontare tutti quegli elementi che nel discorso storico-fattuale si oppongono a questa idea precostituita, usando varie strategie retoriche efficaci nel convincere, ma fallaci dal punto di vista metodologico (come, ad es., non osservare mai un documento nel suo complesso e nel suo contesto; adoperare il principio del falsum in unum falsum in omnibus per cui se un dettaglio di un documento più ampio si rivela in esatto, l’intero documento viene ritenuto mendace etc.). In questo modo il negazionista si pone al di fuori delle premesse condivise sul discorso storico (o più in generale scientifico). Il secondo assunto è quello di non lasciare mai spazio alla casualità degli eventi, ma di assumere la causalità come supremo principio guida: nulla avviene per caso, tutto è preordinato o quanto meno effetto di un’azione consapevole. Questo modo di ragionare, a dire la verità molto popolare anche in altri campi, forma la base del cosiddetto complottismo.
    Identificando queste due premesse, Valentina Pisanty svolge con pazienza e meticolosità un vero e proprio lavoro di smontamento delle più famose argomentazioni negazioniste, costruendo allo stesso tempo una storia del pensiero negazionista dai suoi albori fino al giorno d’oggi. Infine, l’ultimo capitolo si rivela forse il più interessante. Qui l’autrice mette a fuoco come il negazionismo, fino a quindici anni fa comunque una corrente di pensiero marginale, abbia saputo abilmente sfruttare le potenzialità della rete per fare proselitismo, spesso facendo leva su una diffusa incapacità di analizzare criticamente il discorso storico-politico e nutrendosi sia delle semplificazioni attorno al discorso sulla Shoah, troppo spesso banalizzato (quante volte si usa nel linguaggio dei media la metafora della Shoah per indicare stermini o tragedie di altra natura?) o cristallizzato nelle forme della memoria istituzionalizzata (la retorica del giorno della Memoria) e non più partecipata, sia di un antisemitismo diffuso trasversalmente nella società italiana e che ha ripreso vigore con l’acuirsi del conflitto israelo-palestinese (quante volte nel discorso comune viene usato il termine ‘ebraico’ come equivalente di ‘israeliano’?).
    A me il libro è piaciuto molto, anzi, devo dire che l’ho trovato utile, sia perché unisce rigore scientifico e afflato civile, sia perché le strategie usate nel libro per controbattere le tesi negazioniste forniscono una metodologia utile per affrontare altre forme di complottismo.

    Lo consiglieresti: sì. Soprattutto agli appassionati di semiotica e scienze della comunicazione, di storia del Novecento e di politica.
    Piacerà a chi ama: Pierre Vidal Naquet. Gli assassini della memoria. Saggi sul revisionismo e la Shoah.
    Claudio Vercelli. Il negazionismo. Storia di una menzogna.

    Florelle
    http://www.pescepirata.it
    http://www.pescepirata.it/aspiranti_scrittori/viewtopic.php?f=140&t=3372

    ha scritto il 

  • 5

    Dicasi "Demolire Faurisson dalla A alla Z"

    Da leggere comunque con la massima criticità, verso chiunque. Infatti sono assenti alcune relativamente recenti 'scoperte storiche' riguardo strutture presenti nei campi (e nella stessa Auschwitz). Tanto per citarne alcune, le piscine che, secondo opinione comune, sarebbero da considerarsi cister ...continua

    Da leggere comunque con la massima criticità, verso chiunque. Infatti sono assenti alcune relativamente recenti 'scoperte storiche' riguardo strutture presenti nei campi (e nella stessa Auschwitz). Tanto per citarne alcune, le piscine che, secondo opinione comune, sarebbero da considerarsi cisterne d'acqua, oppure gli studi fatti riguardo l'utilizzo dello Zyklon B. È comunque da imputarsi al fatto che come testo non è recentissimo. Tuttavia, una cosa è la critica, un'altra è il negazionismo. Felderer per esempio (pur ponendo domande potenzialmente interessanti) rasenta il ridicolo.
    http://vho.org/GB/Journals/JHR/1/1/Felderer69-80.html
    Per legge universale si sa che tutto ciò che finisce con -ismo fa male alla pelle. Tranne il panismo. Comunque, i dogmi e i pessimi metodi di ricerca son brutti.

    ha scritto il