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L'isola dei cacciatori di uccelli

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

4.0
(271)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 415 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco , Francese , Olandese

Isbn-10: 8806204904 | Isbn-13: 9788806204907 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Mioni

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
L'ispettore Fin Macleod ha appena perso un figlio e il suo matrimonio sta andando letteralmente alla deriva. Quando, per indagare su un omicidio, viene spedito sulla sua isola natia, poco più di uno scoglio al largo delle coste scozzesi, Macleod è costretto ad accettare. Il caso è la sua ultima chance per rimettersi in gioco e uscire dal totale isolamento in cui si è autorelegato. Anche se questo significa riprecipitare nel proprio passato, negli echi di una violenza aspra e senza redenzione che ogni anno trova sfogo nel massacro sistematico delle sule, uccelli che sull'isola vengono a nidificare. E a morire.
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  • 5

    Gente di mare...

    Sorge quasi spontaneo paragonare questo romanzo ad un quadro dell'arte romantica, inizio Ottocento, principalmente la pittura tedesca, mi vengono in mente per esempio artisti come Friedrich o forse, m ...continua

    Sorge quasi spontaneo paragonare questo romanzo ad un quadro dell'arte romantica, inizio Ottocento, principalmente la pittura tedesca, mi vengono in mente per esempio artisti come Friedrich o forse, meglio ancora, l'inglese William Turner che hanno spesso incentrato le loro opere sulla natura, la sua forza, la sua selvaggia grandiosità che l'uomo non potrà mai dominare in quanto segno evidente del potere di Dio; può solo ammirarne e contemplarne la potenza e l'energia che sprigiona e di cui l'uomo può trarne beneficio o esserne travolto soccombendo.
    E quale tra le molteplici manifestazioni della natura può meglio ispirare questo senso di maestosità se non il mare, l'oceano, ed immaginate quindi uno di quei quadri in cui un uomo viene ritratto mentre osserva estasiato ed intimorito dall'alto di uno scoglio la suprema bellezza del mare in tempesta.
    Ecco.. non so se esiste qualcosa di simile alla sindrome di Stendhal per un libro, ma vi posso garantire che leggendo le pagine di questo romanzo potevo quasi sentire la brezza dell'oceano sulla pelle, il rimbombo delle onde nella testa mentre si frantumano sulla scogliera.
    "Alla loro destra la torbiera si perdeva in un'infinita foschia interrotta solo da qualche pecora stoica che resisteva saldamente al vento forte dell'Atlantico. Alla sinistra l'oceano si abbatteva in cicli eterni sulle spiagge e nelle insenature rocciose con la schiuma bianca e cremosa che cozzava sullo gneiss scuro e caparbio, la roccia più antica del mondo."

    Siamo sull'isola di Lewis, un pezzo di terra nell'arcipelago scozzese delle Ebridi circondata dall'Oceano Atlantico che, come si può facilmente immaginare, condiziona col suo 'umore' e con la sua capricciosa mutevolezza la vita degli uomini che la abitano.
    Una vita non facile, soprattutto per i giovani sempre più inclini a non seguire le orme dei loro genitori, desiderosi di abbandonare il prima possibile quel luogo così primitivo e lontano dal mondo, congelato in tradizioni che si tramandano da secoli e nell'ottusa mentalità imposta dalla chiesa protestante che soffoca sul nascere ogni loro sogno ed ambizione.
    Per questo motivo molti ragazzi, una volta concluso il liceo, si trasferiscono in Scozia per completare gli studi e crearsi una propria vita, liberi di costruirla senza imposizioni esterne, commettendo errori anche ma seguendo comunque la propria indole.
    Fin Macleod è uno di questi: originario di Crobost, una piccola cittadina sull'isola di Lewis, vive in Scozia e lavora come ispettore nella squadra omicidi. Sconvolto per la perdita del figlio di soli 8 anni a causa di un incidente stradale che porta anche alla rottura definitiva del già fragile rapporto con la moglie, decide di partecipare alle indagini su un caso di omicidio nella sua città natale Crobost, nella sua isola.
    Ma le indagini per il delitto diventano solo il filo conduttore di un racconto che, alternandosi sapientemente tra flash back raccontati dal protagonista e narrazione in terza persona, ripercorre diversi episodi della vita di Fin, sin dalla sua infanzia, svelando debolezze, virtù, ossessioni e desideri dei suoi amici di un tempo e nella cui vita ora Fin deve scavare al fine di riconoscere il colpevole, l'assassino.
    E' sicuramente questo ritorno al passato il fulcro di tutto il romanzo, l'indagine poliziesca sembra quasi un pretesto per poter scandagliare e 'perquisire' a fondo l'animo degli abitanti di Crobost, in particolar modo quelli con cui Fin ha vissuto gli anni più importanti della sua vita, quelli dell'adolescenza. Ed un episodio, in particolare, quello che per i ragazzi di Crobost segna il passaggio all'età adulta, una sorta di rito di iniziazione, la caccia annuale alle guga, uccelli che vanno a nidificare sull’An Sgeir, una striscia di gneiss lunga un chilometro a largo dell’isola di Lewis, battuta da venti e da intense mareggiate; su questa striscia di terra, senza alcun riparo se non una caverna scavata dal mare nella roccia, un gruppo di uomini e ragazzi - come imposto da una tradizione secolare - convivono per due settimane massacrando duemila cuccioli di guga prima di tornare sull'isola.
    E ciò che accade durante la caccia alla guga rimane sepolto lì, sull'An Sgeir.. e nei cuori di chi vi partecipa, perchè nessuno parlerà mai di ciò che accade in quei quindici giorni, una volta tornati all'isola.
    Inevitabilmente, quindi, anche Fin cadrà vittima delle sue stesse indagini, perchè anche il suo passato non è limpido, anche lui nasconde un segreto, anche lui è vissuto sull'isola dei cacciatori di uccelli.

    Vi consiglio senza ombra di dubbio la lettura di questo romanzo sia perchè ben scritto, di sicuro uno dei migliori noir che abbia mai letto (e ne ho letti tanti), ma principalmente perchè è impossibile non rimanere affascinati dalla straordinaria potenza descrittiva con cui Peter May 'dipinge' come in un quadro quei luoghi:
    "Dal bordo dell'acqua alzai lo sguardo su un cielo libero da ogni inquinamento luminoso e mi sentivo pieno di meraviglia per la sua vasta volta stellata nera come l'inchiostro. Ci sono momenti in cui si guarda il cielo e si sente che tutto ruota intorno a noi e altri in cui ci si sente infinitamente piccoli. Quella notte mi sentii come un infimo granello di polvere nella storia dell'infinito."

    ha scritto il 

  • 5

    Finlay (“Fin”) Macleod is introduced to readers in this first book of a trilogy. He is a detective inspector in Edinburgh, investigating a murder. Born and raised on the Isle of Edward, the largest ...continua

    Finlay (“Fin”) Macleod is introduced to readers in this first book of a trilogy. He is a detective inspector in Edinburgh, investigating a murder. Born and raised on the Isle of Edward, the largest island in the Outer Hebrides off the west coast of Scotland, he couldn’t wait to get off the austere island, very set in its ways with a harsh environment and a closed society. Almost two decades later, the murder he had investigated seems to have been repeated on the island, and he is ordered to go there to lend assistance and determine if the similarities are for real.

    The plot serves two purposes: Of course this is a murder mystery. But more important is the opportunity for Fin to visit old friends and recount what had taken place and affected him during the first 18 years of his life, and the reader begins to learn the relationship between the past and the present.

    It is a riveting plot, so well written that it carries the reader forward effortlessly. And the ending is so unexpected as to take one’s breath away. This highly recommended novel is all the more reason to begin the second volume in the trilogy, “The Lewis Man,” next up for this reviewer.

    ha scritto il 

  • 5

    Ben fatto!

    Dopo tanti anni un giallo che è una bomba e merita di essere letto, anche per come è scritto (bene)! Anche se le ultime 10 (di numero) righe mi hanno fatto incazzare come una bestia. Ho rischiato di t ...continua

    Dopo tanti anni un giallo che è una bomba e merita di essere letto, anche per come è scritto (bene)! Anche se le ultime 10 (di numero) righe mi hanno fatto incazzare come una bestia. Ho rischiato di togliere una stellina dal nervoso.

    ha scritto il 

  • 5

    Del dove l'ambientazione, particolarmente azzeccata in questo caso, affascina a tal punto che rende la lettura imperdibile. Poi è scritto bene, è appassionante, è un giallo; da fan della letteratura i ...continua

    Del dove l'ambientazione, particolarmente azzeccata in questo caso, affascina a tal punto che rende la lettura imperdibile. Poi è scritto bene, è appassionante, è un giallo; da fan della letteratura inglese, cinque stelle meritatissime.

    ha scritto il 

  • 4

    L'isola dei cacciatori di uccelli è la prova che un'ambientazione, da sola, può tenere tranquillamente in piedi un intero romanzo. May non ha allestito un giallo perfetto (anzi, le parti migliori sono ...continua

    L'isola dei cacciatori di uccelli è la prova che un'ambientazione, da sola, può tenere tranquillamente in piedi un intero romanzo. May non ha allestito un giallo perfetto (anzi, le parti migliori sono i flash-back sulla vita del protagonista), ma l'unione di un cast tutto sommato credibile alla dura bellezza dell'isola di Lewis e Harris mi ha fatto arrivare all'ultima pagina in un baleno. Se cercate un buon giallo con un'ambientazione affascinante questo libro fa al caso vostro.

    ha scritto il 

  • 4

    Giallo che mi ha colpito molto per l'accuratezza dei fatti narrati, la bellezza delle descrizioni dei luoghi e le complesse caratterizzazioni dei personaggi. Voglio fare un viaggio sull'isola di Lewis ...continua

    Giallo che mi ha colpito molto per l'accuratezza dei fatti narrati, la bellezza delle descrizioni dei luoghi e le complesse caratterizzazioni dei personaggi. Voglio fare un viaggio sull'isola di Lewis :)

    ha scritto il 

  • 4

    Un inutile giallo con una ambientazione incredibile. Così ben scritto che senti il vento, vedi la miseria, condividi la claustrofobia della vita su quell'isola scozzese.

    ha scritto il 

  • 5

    Un bel romanzo. Ero incerto se meritasse le 5 stelle. Ma solo perché è pieno di storie, sentimenti, crudeltà, rimpianti, delitti, colpi di scena, amore, morte, abusi, perdite, scheletri nell'armadio e ...continua

    Un bel romanzo. Ero incerto se meritasse le 5 stelle. Ma solo perché è pieno di storie, sentimenti, crudeltà, rimpianti, delitti, colpi di scena, amore, morte, abusi, perdite, scheletri nell'armadio e tanto, tanto vento e poi freddo, pioggia, tradimenti, violenze, tenerezza, natura incontaminata, ossessioni religiose, sesso, droga e rock'n roll... Troppo forse, ma avercene di libri così....
    http://youtu.be/mVSN9DMvl6I

    ha scritto il 

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