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L'isola dei cani

Di

Editore: A. Mondadori (I Miti 251)

3.0
(785)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 439 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8804512997 | Isbn-13: 9788804512998 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Annamaria Biavasco

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Quando il governatore della Virginia mette in vigore una legge molto severasull'eccesso di velocità, avvertendo i cittadini che gli elicotteri avrebberosorvegliato il traffico, gli abitanti dell'isola di Tangiers, al largo dellecoste nella Chesapeake Bay e un tempo covo di pirati, insorgono dichiarando lostato di rivolta e chiedendo l'indipendenza dalla Virginia. Afflitto da grossiproblemi personali, il governatore Crimm è in difficoltà anche perché, oltrealle presunte infedeltà di sua moglie e dei suoi collaboratori, alcuni delittie feroci aggressioni stanno insanguinando le strade. La responsabilità ditutto ricade sulle spalle di Judy Hammer, da poco nominata capo della poliziadi Richmond, e di Andy Brazil, che gestisce il sito Internet "Vigile Verità".
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  • 1

    Scritto da cani.

    Unico libro che ho buttato via. Lo so che non si dovrebbe fare, ma non volevo più vederlo nella mia libreria e regalarlo a qualcuno sarebbe stata una cattiveria troppo grossa.

    ha scritto il 

  • 2

    Minchia, che boiata!

    Io non so cosa avesse in mente la Patty di fare con questo libro. Ironia, surrealismo, droghe pesanti e leggere. Non si capisce niente e la storia fa abbastanza senso. Granchi che parlano, trote che fingono di essere morte. Un guazzabuglio di assurdità.
    Da starci vivamente alla larga.

    ha scritto il 

  • 3

    preferisco Scarpetta!

    Questo romanzo, di per sè, non è brutto ma...decisamente difficile e complicato. Si fa fatica a seguire l'intreccio e i personaggi...uno dei romanzi meno riusciti della Cornwell.

    ha scritto il 

  • 2

    Boh ?

    Io ho un grosso problema...quando inizio un libro, anche se non mi piace, non riesco ad abbandonarlo, tranne qualche raro caso.
    Non sono capace neanche di buttarli via.
    Questo spero vengano gli zingari e me lo rubino.
    Apprezzavo i lavori della Cornwell con Key Scarpetta, sono li ...continua

    Io ho un grosso problema...quando inizio un libro, anche se non mi piace, non riesco ad abbandonarlo, tranne qualche raro caso.
    Non sono capace neanche di buttarli via.
    Questo spero vengano gli zingari e me lo rubino.
    Apprezzavo i lavori della Cornwell con Key Scarpetta, sono libri leggeri, scontati quindi rilassanti e di facile lettura.
    Questo e osceno.
    Non ne capisco nè il senso nè la ragione.
    Mi mancano poche pagine poi la tortura sarà finita.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro fa parte del filone di Andy Brazil e Judy Hammer. E' il terzo di questa serie. La Cornwell cambia stile e si butta in una storia ironica e divertente. In alcuni punti è anche un po' surreale quindi per chi si avvicina a questo libro (o a questo ciclo) posso consigliare di approcciars ...continua

    Questo libro fa parte del filone di Andy Brazil e Judy Hammer. E' il terzo di questa serie. La Cornwell cambia stile e si butta in una storia ironica e divertente. In alcuni punti è anche un po' surreale quindi per chi si avvicina a questo libro (o a questo ciclo) posso consigliare di approcciarsi con molta ironia altrimenti rimane deluso.
    Qui la parte "thriller" è secondaria rispetto alla descrizione della storia dei personaggi. Ho trovato molto bella la parte in cui ci vengono raccontate le storie dei pirati legate alla colonizzazione della Virginia e ho trovato buffissimi e un po' inqiuetanti gli abitanti dell'isola del titolo. Comunque un romanzo carino da leggere se avvicinato con il giusto stato d'animo. Se vi aspettate una storia ad alta tensione è meglio andare altrove.

    ha scritto il 

  • 1

    Che delusione!

    La Cornwell è un'autrice che nella mia personale libreria chiamo "croce e delizia". Nel senso che ho letto molte recensioni positive su alcuni lavori che mi hanno spinto ad acquistare due titoli (per fortuna in edizione economica). Non l'avessi mai fatto, uno peggio dell'altro! L'altro era L'ulti ...continua

    La Cornwell è un'autrice che nella mia personale libreria chiamo "croce e delizia". Nel senso che ho letto molte recensioni positive su alcuni lavori che mi hanno spinto ad acquistare due titoli (per fortuna in edizione economica). Non l'avessi mai fatto, uno peggio dell'altro! L'altro era L'ultimo distretto. Dopo di questi non ho più avuto il coraggio di avvicinarmi ai libri dell'autrice, anzi mi stò ancora disintossicando con i miei preferiti. Se qualcuno mi può garantire un titolo assolutamente valido sono pronto a rivalutare la Cornwell.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastica miscela di suspense e humour

    Con questo romanzo Andy Brazil è diventato uno dei miei personaggi letterari preferiti. Terzo del filone dedicato a Brazil e a Judy Hammer, "L'isola dei cani" è un gran bel romanzo, che prima di tutto diverte il lettore.
    Nonostante si tratti sempre e comunque di un thriller, il tono leggero ...continua

    Con questo romanzo Andy Brazil è diventato uno dei miei personaggi letterari preferiti. Terzo del filone dedicato a Brazil e a Judy Hammer, "L'isola dei cani" è un gran bel romanzo, che prima di tutto diverte il lettore.
    Nonostante si tratti sempre e comunque di un thriller, il tono leggero con cui è scritto ti fa spesso sorridere e talvolta ridere di gusto, cosa che difficilmente accade nella serie ben più drammatica dedicata a Kay Scarpetta, la quale però è presente in un piccolo "cameo" anche in questo romanzo, rivelando che i due filoni in realtà si trovano nella stessa linea temporale.
    Molto interessante è inoltre la parte storica, che ci racconta la colonizzazione dell'attuale Virginia e le storie di pirati ad essa collegate, come pure la descrizione dei bizzarri abitanti di Tangier Island e del loro bizzarro modo di parlare.
    Mi è inoltre piaciuto particolarmente l'uso del blog (mezzo di comunicazione sul web a me molto caro) da parte del protagonista, che rispecchia l'esplosione di una vera e propria moda nel periodo in cui il romanzo è stato scritto (2001), la quale a suo volta anticipa la nascita degli odierni social network.
    Sulla trama non voglio dire molto, anche per non togliere la sorpresa a chi deve ancora leggerlo. La quarta di copertina è un po' fuorviante e non rivela affatto il tono con cui è scritto il libro.
    Non attendetevi il solito thriller drammatico, con tanti morti ed efferati killer. Qualcuno muore e ci sono i cattivi, ma il bello della storia è tutt'altro e senza dubbio ti lascia col sorriso sulle labbra quando arrivi alla fine.
    Mi chiedo quando la Cornwell ci delizierà di nuovo col prossimo episodio di questa serie.

    Unico neo riguarda l'edizione italiana: la Biavasco è decisamente molto avara di congiuntivi!

    ha scritto il