L'isola del giorno prima

Di

Editore: CDE

3.3
(2755)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 473 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000139108 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Filosofia

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Descrizione del libro
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    L'ho letto a volte con fatica, ripagata da moltissime soddisfazioni. La maestria della scrittura di Eco mi ha lasciata più volte meravigliata, e ho provato un piacere che vorrei essere capace di espri ...continua

    L'ho letto a volte con fatica, ripagata da moltissime soddisfazioni. La maestria della scrittura di Eco mi ha lasciata più volte meravigliata, e ho provato un piacere che vorrei essere capace di esprimere con un decimo della sua sconfinata capacità di giocare con la lingua. Al di là della trama, ho trovato questo libro piacevolissimo da leggere per il gusto di leggerlo, incredibile. I libri che ti fanno venire una voglia matta di scrivere, di saper scrivere, sono i migliori.

    "Aveva nuotato, stringendo i denti, con i muscoli tirati, non osando lasciarsi andare, ferocemente deciso a sopravvivere, anche a costo - si diceva - di morire"

    ha scritto il 

  • 2

    Difficile farsi prendere ed arrivare alla fine (Eco stesso conclude che il finale non sia degno di essere raccontato - tanto è insulso, aggiungo io). Prendete un protagonista debole ed ossessionato c ...continua

    Difficile farsi prendere ed arrivare alla fine (Eco stesso conclude che il finale non sia degno di essere raccontato - tanto è insulso, aggiungo io). Prendete un protagonista debole ed ossessionato che naufraga e resta solo per 3/4 del tempo: ecco, le premesse non sono delle migliori. Se poi si aggiungono le lunghe divagazioni filosofiche spesso trascurabili, non ci vuole tanto a capire che si tratta di un mattone.
    Alcuni eventi storici narrati e la questione del calcolo delle longitudini sono interessanti ma non sono sufficienti a riequilibrare il giudizio.

    ha scritto il 

  • 0

    La mia recensione de "L'isola del giorno prima" su "Il Colophon. Rivista di letteratura di Antonio Tombolini Editore"

    https://ilcolophon.it/lisola-del-giorno-prima-6a0feea412bb#.kg0b6l4cq

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Storia come sempre intrisa della grande cultura di Umberto Eco. Narra le peripezie di Roberto de la Grive, piccolo possidente delle Langhe, prima all'assedio di Casale Monferrato, poi alle prese con l ...continua

    Storia come sempre intrisa della grande cultura di Umberto Eco. Narra le peripezie di Roberto de la Grive, piccolo possidente delle Langhe, prima all'assedio di Casale Monferrato, poi alle prese con la infida politica parigina, dove il Cardinale Mazarino gli tende una trappola per costringerlo ad imbarcarsi su una nave che parte alla ricerca del cosiddetto "punto fijo", in altre parole del modo, allora sconosciuto, di calcolare la longitudine. Fa naufragio, si salva per approdare, solo e progressivamente fuori di testa, su un'altra nave deserta, in vista di un'isola che non può raggiungere. Si convince che sia la mitica isola di Salomone, l'antipodo perfetto, in cui oggi diventa ieri.
    Non è tra i migliori di Eco, ma resta un libro godibile e intriso di storia, avventura e cultura. Come sempre Eco è un maestro nel rendere il modo di pensare e parlare dell'epoca, dall'alto della sua cultura sconfinata.

    ha scritto il 

  • 5

    E' solo il secondo libro di Eco che leggo e vorrei già dedicargli una statua.
    L'esercizio di stile, il ritorno ad un italiano più o meno realistico del 1600, l'incredibile mole di nozioni scientifiche ...continua

    E' solo il secondo libro di Eco che leggo e vorrei già dedicargli una statua.
    L'esercizio di stile, il ritorno ad un italiano più o meno realistico del 1600, l'incredibile mole di nozioni scientifiche dell'epoca, la commistione tra finzione e realtà con personaggi improbabili accanto ad altri realmente esistiti, fatti reali e meno reali che si alternano in continuazione. No, direi che non manca nulla per rendere un romanzo un gran bel romanzo.
    Vorrei anche muovere una critica ad altri romanzi ed al sistema scolastico nazionale, ma mi sto rendendo conto che sta diventando una mia fissazione e un po' voglio evitarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    lento esplodere di una noiosità illuminante. la fine del romanzo è metafora della valificazione (accezione di validità del confine) della sottile linea dilatata e invisibile tra la comprensione ed il ...continua

    lento esplodere di una noiosità illuminante. la fine del romanzo è metafora della valificazione (accezione di validità del confine) della sottile linea dilatata e invisibile tra la comprensione ed il sentire. attraversare un confine di terra non sapendo nuotare è possibile (il leggere)... l'impossibilità di descriverlo (la scrittura) racchiude l'incertezza della comprensione.
    ecco, volevo scrivere qualcosa sulla luce incolore della comprensione (noiosa) e l'indescrivibile mondo della sensazione. merito a l'eco eolico del navigare, merito della sua poliedricità romanzesca che propina un notevole intriso di riferimenti storico-filosofici di cui i personaggi seicenteschi sono capaci, ma giustificati dalla necessità del burattinaio narrante di costruire il suo percorso narrativo pieno di particolari soprattutto lessicali che ti immergono nel contesto storico. giustamente un immergersi nell'acqua che separa la nave dall'isola del giorno prima senza che il lettore sappia nuotare proprio come i protagonisti della vicenda che pur vedendo l'isola (la comprensione) non possono toccarla con i loro goffi e tragici tentativi (l'incomprensione). l'anonimo narratore, chissà come, conosce (scritti, mappe, resoconti) le vicende agli antipodi del mappamondo. le interpreta con gli strumenti allora possibili, seziona con dotti particolari il pensiero di questi naufraghi seicenteschi per essere d'aiuto al lettore, per far da galleggiante al povero viandante imbattutosi nel suo romanzo. impresa ardua e notevole. leggendo non imparo a nuotare, ma a galleggiare nell'impossibilità dell'universo a cavallo di astruse teorie di astronomia, alchimia, politica militare (il famosissimo assedio di casale) e fantascientifici massimi sistemi nei misteri delle longitudini e latitudini.
    ciò che hanno gradito i miei occhi è la dimensione utopica della teoria scientifica che dà accesso all'utopia letteraria, la possibilità di sovrastare l'impossibile, varcare questo labile confine che si annida nell'avventura del sogno, nell'ingegno dei tentativi, della capacità di tornare indietro nel giorno prima quando deve ancora accadere ciò che è già accaduto. per fare cosa, per dare cosa? per salvare la città dell'amore o per dare il potere di distruggere la fortezza di casale a beneficio de la francia?

    ha scritto il 

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