L'isola del giorno prima

Di

Editore: Bompiani

3.4
(2703)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 473 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8845246442 | Isbn-13: 9788845246449 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Filosofia

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Descrizione del libro
Nell'estate del 1643 un giovane piemontese naufraga, nei mari del sud, su di una nave deserta. Di fronte a lui un'Isola che non può raggiungere. Intorno a lui un ambiente apparentemente accogliente. Solo, su un mare sconosciuto, Roberto de la Grive vede per la prima volta in vita sua cieli, acque, uccelli, piante, pesci e coralli che non sa come nominare. Scrive lettere d'amore, attraverso le quali si indovina la sua storia: una lenta e traumatica iniziazione al mondo secentesco della nuova scienza, della ragion di stato, di un cosmo in cui la terra non è più al centro dell'universo. Roberto vive la sua vicenda tutta giocata sulla memoria e sull'attesa di approdare a un'Isola che non è lontana solo nello spazio, ma anche nel tempo.
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  • 4

    lento esplodere di una noiosità illuminante. la fine del romanzo è metafora della valificazione (accezione di validità del confine) della sottile linea dilatata e invisibile tra la comprensione ed il ...continua

    lento esplodere di una noiosità illuminante. la fine del romanzo è metafora della valificazione (accezione di validità del confine) della sottile linea dilatata e invisibile tra la comprensione ed il sentire. attraversare un confine di terra non sapendo nuotare è possibile (il leggere)... l'impossibilità di descriverlo (la scrittura) racchiude l'incertezza della comprensione.
    ecco, volevo scrivere qualcosa sulla luce incolore della comprensione (noiosa) e l'indescrivibile mondo della sensazione. merito a l'eco eolico del navigare, merito della sua poliedricità romanzesca che propina un notevole intriso di riferimenti storico-filosofici di cui i personaggi seicenteschi sono capaci, ma giustificati dalla necessità del burattinaio narrante di costruire il suo percorso narrativo pieno di particolari soprattutto lessicali che ti immergono nel contesto storico. giustamente un immergersi nell'acqua che separa la nave dall'isola del giorno prima senza che il lettore sappia nuotare proprio come i protagonisti della vicenda che pur vedendo l'isola (la comprensione) non possono toccarla con i loro goffi e tragici tentativi (l'incomprensione). l'anonimo narratore, chissà come, conosce (scritti, mappe, resoconti) le vicende agli antipodi del mappamondo. le interpreta con gli strumenti allora possibili, seziona con dotti particolari il pensiero di questi naufraghi seicenteschi per essere d'aiuto al lettore, per far da galleggiante al povero viandante imbattutosi nel suo romanzo. impresa ardua e notevole. leggendo non imparo a nuotare, ma a galleggiare nell'impossibilità dell'universo a cavallo di astruse teorie di astronomia, alchimia, politica militare (il famosissimo assedio di casale) e fantascientifici massimi sistemi nei misteri delle longitudini e latitudini.
    ciò che hanno gradito i miei occhi è la dimensione utopica della teoria scientifica che dà accesso all'utopia letteraria, la possibilità di sovrastare l'impossibile, varcare questo labile confine che si annida nell'avventura del sogno, nell'ingegno dei tentativi, della capacità di tornare indietro nel giorno prima quando deve ancora accadere ciò che è già accaduto. per fare cosa, per dare cosa? per salvare la città dell'amore o per dare il potere di distruggere la fortezza di casale a beneficio de la francia?

    ha scritto il 

  • 2

    Un brutto romanzo

    Questo Eco minore è assolutamente trascurabile, aneddoti, nozioni e stile danno un senso alla lettura ma è davvero troppo poco a fronte di un intreccio che fa acqua da tutte le parti (rimanendo in tem ...continua

    Questo Eco minore è assolutamente trascurabile, aneddoti, nozioni e stile danno un senso alla lettura ma è davvero troppo poco a fronte di un intreccio che fa acqua da tutte le parti (rimanendo in tema) e non arriva da nessuna parte.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    “E la terra era lì, sulla linea dell’orizzonte, una enorme incombente sconfinata polenta di maiz, che ancora cuoceva in cielo e quasi gli cascava addosso gorgogliando di febbriciosa e febbricante febb ...continua

    “E la terra era lì, sulla linea dell’orizzonte, una enorme incombente sconfinata polenta di maiz, che ancora cuoceva in cielo e quasi gli cascava addosso gorgogliando di febbriciosa e febbricante febbrosità febbrifera, febbricitando febbriciante in bolle boglienti nel loro bollimento, bollicanti di un bollichio bollicamentoso, ploppete ploppete plop.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/04/23/lisola-del-giorno-prima-umberto-eco/

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha coinvolto

    Tanto mi erano piaciuti "Il nome della rosa" e "Il pendolo di Foucault", tanto mi ero fatta coinvolgere dall'atmosfera medievale del primo e dal mistero dei Templari nel secondo, così "L'isola del gio ...continua

    Tanto mi erano piaciuti "Il nome della rosa" e "Il pendolo di Foucault", tanto mi ero fatta coinvolgere dall'atmosfera medievale del primo e dal mistero dei Templari nel secondo, così "L'isola del giorno prima" mi ha lasciato piuttosto indifferente, se non annoiata.
    Ricordo che l'ho letto in vacanza a Hyères, sulla spiaggia. Ricordo tutto di quel soggiorno al mare, tranne la trama del libro in questione. O forse sono io che non l'ho capito.
    A volte Eco è irraggiungibile, è troppo colto, è oltre le mie possibilità.

    ha scritto il 

  • 1

    Credo sia stata la mia ultima volta con Eco ;) ... Quarto libro che leggo ed eccezion fatta per la Storia della Bruttezza (per altro non è un romanzo) ho sempre avuto le stesse difficoltà nella lettur ...continua

    Credo sia stata la mia ultima volta con Eco ;) ... Quarto libro che leggo ed eccezion fatta per la Storia della Bruttezza (per altro non è un romanzo) ho sempre avuto le stesse difficoltà nella lettura. La trama mi aveva stuzzicato ma lo sviluppo non mi è digeribile... Lento, ridondante, laborioso...pesante.... Non mi è proprio piaciuto.

    ha scritto il 

  • 2

    Pesante ma interessante

    Ho letto tutti i libri di Eco e devo dire che questo lo ritengo il più noioso di tutti. Molto erudito, alcuni passi sono talmente alti a livello culturale che davvero diventano stucchevoli, non perché ...continua

    Ho letto tutti i libri di Eco e devo dire che questo lo ritengo il più noioso di tutti. Molto erudito, alcuni passi sono talmente alti a livello culturale che davvero diventano stucchevoli, non perché incomprensibili, ma proprio perché pesanti, viene proprio voglia di saltare intere pagine e di proiettarsi al capitolo successivo. Peccato perché la storia in sé è curiosa ed interessante, la trama ben sviluppata, con continui flashback e rimandi a vicende storiche realmente accadute, persino lo scopo di tutto, innovativo, è davvero ben inserito nella vicenda, soltanto che per arrivarci bisogna sudare leggendo.

    ha scritto il 

  • 5

    8.5/10

    La struttura della storia è geniale. Un romanzo tratto da delle carte ritrovate tra le quali c'è anche un romanzo, adoro quando vengono utilizzati meccanismi di questo tipo.
    Eco poi è fantastico, iron ...continua

    La struttura della storia è geniale. Un romanzo tratto da delle carte ritrovate tra le quali c'è anche un romanzo, adoro quando vengono utilizzati meccanismi di questo tipo.
    Eco poi è fantastico, ironico e sagace è sempre veramente una chicca da non perdere, stile perfetto, erudito come sempre.
    Non gli do un voto più alto solo perchè in certi punti mi ha annoiato, va bene l'erudizione, vanno bene gli esercizi di stile ma a seconda dell'argomento possono essere sia interessantissimi che difficili da leggere senza l'arrivo dell'abbiocco.
    Non è un libro per tutti, ma se letto nel periodo giusto e nel modo giusto ne vale davvero la pena.

    ha scritto il 

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