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L'isola del giorno prima

Di

Editore: Bompiani

3.4
(2657)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 473 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8845246442 | Isbn-13: 9788845246449 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descrizione del libro
Nell'estate del 1643 un giovane piemontese naufraga, nei mari del sud, su di una nave deserta. Di fronte a lui un'Isola che non può raggiungere. Intorno a lui un ambiente apparentemente accogliente. Solo, su un mare sconosciuto, Roberto de la Grive vede per la prima volta in vita sua cieli, acque, uccelli, piante, pesci e coralli che non sa come nominare. Scrive lettere d'amore, attraverso le quali si indovina la sua storia: una lenta e traumatica iniziazione al mondo secentesco della nuova scienza, della ragion di stato, di un cosmo in cui la terra non è più al centro dell'universo. Roberto vive la sua vicenda tutta giocata sulla memoria e sull'attesa di approdare a un'Isola che non è lontana solo nello spazio, ma anche nel tempo.
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  • 4

    Frasi dal libro

    “E la terra era lì, sulla linea dell’orizzonte, una enorme incombente sconfinata polenta di maiz, che ancora cuoceva in cielo e quasi gli cascava addosso gorgogliando di febbriciosa e febbricante febb ...continua

    “E la terra era lì, sulla linea dell’orizzonte, una enorme incombente sconfinata polenta di maiz, che ancora cuoceva in cielo e quasi gli cascava addosso gorgogliando di febbriciosa e febbricante febbrosità febbrifera, febbricitando febbriciante in bolle boglienti nel loro bollimento, bollicanti di un bollichio bollicamentoso, ploppete ploppete plop.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/04/23/lisola-del-giorno-prima-umberto-eco/

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha coinvolto

    Tanto mi erano piaciuti "Il nome della rosa" e "Il pendolo di Foucault", tanto mi ero fatta coinvolgere dall'atmosfera medievale del primo e dal mistero dei Templari nel secondo, così "L'isola del gio ...continua

    Tanto mi erano piaciuti "Il nome della rosa" e "Il pendolo di Foucault", tanto mi ero fatta coinvolgere dall'atmosfera medievale del primo e dal mistero dei Templari nel secondo, così "L'isola del giorno prima" mi ha lasciato piuttosto indifferente, se non annoiata.
    Ricordo che l'ho letto in vacanza a Hyères, sulla spiaggia. Ricordo tutto di quel soggiorno al mare, tranne la trama del libro in questione. O forse sono io che non l'ho capito.
    A volte Eco è irraggiungibile, è troppo colto, è oltre le mie possibilità.

    ha scritto il 

  • 1

    Credo sia stata la mia ultima volta con Eco ;) ... Quarto libro che leggo ed eccezion fatta per la Storia della Bruttezza (per altro non è un romanzo) ho sempre avuto le stesse difficoltà nella lettur ...continua

    Credo sia stata la mia ultima volta con Eco ;) ... Quarto libro che leggo ed eccezion fatta per la Storia della Bruttezza (per altro non è un romanzo) ho sempre avuto le stesse difficoltà nella lettura. La trama mi aveva stuzzicato ma lo sviluppo non mi è digeribile... Lento, ridondante, laborioso...pesante.... Non mi è proprio piaciuto.

    ha scritto il 

  • 2

    Pesante ma interessante

    Ho letto tutti i libri di Eco e devo dire che questo lo ritengo il più noioso di tutti. Molto erudito, alcuni passi sono talmente alti a livello culturale che davvero diventano stucchevoli, non perché ...continua

    Ho letto tutti i libri di Eco e devo dire che questo lo ritengo il più noioso di tutti. Molto erudito, alcuni passi sono talmente alti a livello culturale che davvero diventano stucchevoli, non perché incomprensibili, ma proprio perché pesanti, viene proprio voglia di saltare intere pagine e di proiettarsi al capitolo successivo. Peccato perché la storia in sé è curiosa ed interessante, la trama ben sviluppata, con continui flashback e rimandi a vicende storiche realmente accadute, persino lo scopo di tutto, innovativo, è davvero ben inserito nella vicenda, soltanto che per arrivarci bisogna sudare leggendo.

    ha scritto il 

  • 5

    8.5/10

    La struttura della storia è geniale. Un romanzo tratto da delle carte ritrovate tra le quali c'è anche un romanzo, adoro quando vengono utilizzati meccanismi di questo tipo.
    Eco poi è fantastico, iron ...continua

    La struttura della storia è geniale. Un romanzo tratto da delle carte ritrovate tra le quali c'è anche un romanzo, adoro quando vengono utilizzati meccanismi di questo tipo.
    Eco poi è fantastico, ironico e sagace è sempre veramente una chicca da non perdere, stile perfetto, erudito come sempre.
    Non gli do un voto più alto solo perchè in certi punti mi ha annoiato, va bene l'erudizione, vanno bene gli esercizi di stile ma a seconda dell'argomento possono essere sia interessantissimi che difficili da leggere senza l'arrivo dell'abbiocco.
    Non è un libro per tutti, ma se letto nel periodo giusto e nel modo giusto ne vale davvero la pena.

    ha scritto il 

  • 3

    Arte o erudizione?

    Erudizione, archeologia. Per carità, tanto di cappello rispetto alla capacità dell'Autore di ricostruire l'universo mentale barocco, di quel momento in cui vecchio e nuovo si intersecano e confondono, ...continua

    Erudizione, archeologia. Per carità, tanto di cappello rispetto alla capacità dell'Autore di ricostruire l'universo mentale barocco, di quel momento in cui vecchio e nuovo si intersecano e confondono, in cui ogni acquisizione dei sensi diventa un'avventura. Equilibrismo intellettuale e verbale.
    Ma emozionare, tirare il lettore dentro una storia in virtù del misterioso magnetismo della Narrazione, è tutt'altra cosa.

    ha scritto il 

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