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L'isola del tesoro

I capolavori della letteratura, n. 1

Di

Editore: A. Mondadori (Ed. Speciale per Panorama)

4.0
(6662)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Chi semplificata , Tedesco , Catalano , Francese , Portoghese , Olandese , Svedese , Basco , Greco , Giapponese , Indiano (Hindi)

Isbn-10: A000088811 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Angiolo Silvio Novaro ; Prefazione: Emma Letley

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , eBook , CD audio

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
Mai un libro fu scritto con ritmo insieme così rapido e così trattenuto, come la corsa dell'Hispaniola verso l'isola invisibile. Ogni parola manda un suono doppio. Viviamo con freschezza e intensità giovanile negli spazi immacolati dell'avventura: nell'assoluta realtà dove le navi solcano i mari lasciando un segno di spuma nelle onde, dove il sangue versato macchia il suolo, dove si scava la terra per nascondere i tesori. Ma, al tempo stesso, non ci abbandona mai un sottilissimo e delicatissimo profumo di ironia - perché non abitiamo nella realtà ma nello spazio fittizio di un libro nel quale le cose più inverosimili accadono naturalmente; e le navi non lasciano segni nelle onde, il sangue bagna la terra di inchiostro, i tesori non hanno bisogno di luogo". (Pietro Citati) Il romanzo più noto e popolare del grande scrittore scozzese. La mappa del tesoro del Capitano Flint, la spedizione dell'Hispaniola, Long John Silver, l'ammutinamento, i pirati... una trama celebre che non smette di esercitare il suo fascino, un libro che è da tempo un classico riconosciuto.
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  • 4

    la genesi di Long John Silver

    Angiolo Silvio Novaro, emule dandy di D'Annunzio, primo traduttore di Stevenson italiano, ebbe l'ardire di definire lo scrittore scozzese come il figlio di Melville e il padre di Conrad; non era azzardata come definizione, e forse aiuta molto nella comprensione di questo stupendo e sempreverde ro ...continua

    Angiolo Silvio Novaro, emule dandy di D'Annunzio, primo traduttore di Stevenson italiano, ebbe l'ardire di definire lo scrittore scozzese come il figlio di Melville e il padre di Conrad; non era azzardata come definizione, e forse aiuta molto nella comprensione di questo stupendo e sempreverde romanzo. Stevenson come lo scrittore nord americano e il capitano anglo polacco era figlio del mare, e nei loro scritti portano l'ignoto, il senso della cieca avventura, la paura e l'accettazione degli eventi come elemento incontrastabile quanto per questo seducente. Un'attrazione atavica quasi religiosa del mistero, il mistero che prende forma nell'immaginazine del mare oscuro come i suoi abissi, come la fatalità e l'incontrollabile forza che esso genera dalla quale è impossibile divincolarsi, ma solo cercare di mantenerne l'onda. Stevenson è il giovanissimo Jim, il ragazzino che vede fantasmi nei derelitti figli del mare, la paura di una porta sprangata in una desolata catapecchia circondata da loschi e malintenzionati individui, la paura della nebbia che circonda l'ignoto, l'insalubrità e il putridume dell'isola , degli incubi che spaventano e attraggono. Questi sentimenti prendono corpo nel personaggio capolavoro Stevenson, Long John Silver, come Achab di "moby dick", o il Kurz di "cuore di tenebra" sono orribilmente sconci, crudeli, ma nel contempo splendidi nell'attrazione quasi mistica che provocano negli uomini che li circondano,come l'onda dell'oceano che travolge e sparisce, proprio come il terribile mare nel cuore dei marinai. Forse non resterà molto della vicenda; lo si può leggere quasi come fosse un Verne, deliziarsi dell'avventura per puro svago, oppure si può decidere di scavare più a fondo, allora realmente Stevenson avrà raggiunto il suo scopo, farci respirare a piedi polmoni la nebbia, riempirci i capelli di salsedine, e insozzarci le scarpe con il fango dell'isola, e farci amare la paura dell'inevitabie, dell'incontrollabile, proprio come fa il mare, ricordandoci sempre quanto siamo piccoli.

    ha scritto il 

  • 2

    Il libro è ben scritto, dettagliato (anche troppo a volte), con un buon intreccio, personaggi ben delineati,… ma sarà stata l’età, sarà che sono troppo femmina, ad un certo punto è subentrata una noia mortale e ho fatto davvero fatica a completare la lettura. Capisco che l’idea fosse quella di de ...continua

    Il libro è ben scritto, dettagliato (anche troppo a volte), con un buon intreccio, personaggi ben delineati,… ma sarà stata l’età, sarà che sono troppo femmina, ad un certo punto è subentrata una noia mortale e ho fatto davvero fatica a completare la lettura. Capisco che l’idea fosse quella di delineare una storia di avventura pura, ma dal momento in cui arrivano sull’isola, il mio interesse è via via scemato.
    Confesso però che un giro sull’isola del Tesoro lo avrei fatto volentieri! Sicuramente degni di nota sono il Long John Silver e il suo pappagallo, il Capitano Flint, mentre il Dottore non mi ha convinta fino in fondo. Jim mi è piaciuto, ma avrei voluto sapere come ha investito la sua parte di bottino

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2014/10/lisola-d…

    Un ragazzino, Jim, figlio di locandieri, si imbarca - nel vero senso della parola - nell'avventura più grande della sua vita: insieme ad una ciurma di marinai parte alla ri ...continua

    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2014/10/lisola-del-tesoro.html

    Un ragazzino, Jim, figlio di locandieri, si imbarca - nel vero senso della parola - nell'avventura più grande della sua vita: insieme ad una ciurma di marinai parte alla ricerca del tesoro abbandonato su un'isola.
    Lungo il suo percorso troverà pirati cattivi che vogliono depredare la nave e pirati invece dall'animo buono, comandanti integerrimi e antagonisti dalla morale dubbiosa, marinai ciechi e cuochi con una gamba di legno fino a tentati ammutinamenti.
    Riuscirà il nostro eroe a portare a casa qualche moneta d'oro? O il vero tesoro che troverà sarà ben altro, ovvero la crescita personale e l'avventura misteriosa?

    All'inizio la storia mi aveva preso benissimo: piena di personaggi che, finalmente, facevano qualcosa in più dell'andare in carrozza o di bere il the coi biscotti prima delle danze, le promesse erano tutte benevole. Poi però, a metà lettura, ho cominciato a soffrire un po' il mal di mare: tra ammutinamenti, marinai che saltavano da una nave all'altra, gambe di legno ed occhi di vetro, dottori e capitani, la mia mente stava cominciando a fare un po' di confusione. Prima mi sono immaginata il capitano Smollet con la faccia di Jason Statham, poi grazie ad un suggerimento di Nuvolette ho cominciato a vederli come cartoni animati, infine ho cominciato ad immaginarmeli tipo Pirati dei Caraibi. Alla fine si è ripreso, e l'inseguimento sull'isola alla ricerca del tesoro dorato ha fatto sì che lo finissi soddisfatta.

    Ma poi, il tesoro di cui tanto si parla nel libro, è veramente quello fatto di denari e gioielli custoditi nel nascondiglio .. o più in generale si tratta dell'adolescenza perduta del giovane protagonista?

    ha scritto il 

  • 5

    Fa paura o no questo libro?!

    Questo libro l'ho letto lentamente perchè dopo aver visto "I pirati dei Caraibi" in TV mi sono un po'traumatizzata quando mi è passata ho ricominciato a leggerlo e l'ho finito in due giorni.
    Era un po' triste perchè il capitano Flint muore d'infarto dopo aver letto una lettera di condanna a ...continua

    Questo libro l'ho letto lentamente perchè dopo aver visto "I pirati dei Caraibi" in TV mi sono un po'traumatizzata quando mi è passata ho ricominciato a leggerlo e l'ho finito in due giorni.
    Era un po' triste perchè il capitano Flint muore d'infarto dopo aver letto una lettera di condanna a morte.
    Era buffo perchè un pirata per scappare si arrampica sulle vele e cade in acqua.
    La parte che mi è piaciuta di più è quella in cui i pirati cercavano il tesoro e davanti a loro si ritrovarono una gigantesca fossa vuota senza il tesoro.
    Alla fine Long John Silver sparisce.
    Quindi a questo libro gli do 5 stelline per la comicità e le avventure che ho letto.

    ha scritto il 

  • 3

    Credo che questo sia il primo libro d' avventura che leggo, ebbene si. Inizialmente ero titubante ma allo stesso tempo curiosa di immergermi in quest'avventura così famosa e che tutto sommato mi è anche piaciuta ma ancora una volta ho avuto a che fare con il mio più grande "problema letterario" e ...continua

    Credo che questo sia il primo libro d' avventura che leggo, ebbene si. Inizialmente ero titubante ma allo stesso tempo curiosa di immergermi in quest'avventura così famosa e che tutto sommato mi è anche piaciuta ma ancora una volta ho avuto a che fare con il mio più grande "problema letterario" e cioè leggere la scrittura classica che trovo troppo complicata e pesante già di suo, in più con l'aggiunta di termini tecnici (seppur interessanti) ha reso il tutto ancora più pesante...per me. Mi piacerebbe rileggere questo libro se riscritto in tempi recenti, probabilmente perderà gran parte del suo fascino ma almeno mi permetterebbe di assaporare meglio quest'avventura. Al libro do 2 stelline ma aggiungo la 3 solo per l'ambientazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'avventura ben scritta e ben raccontata, per un classico che tutti dovrebbero leggere (quando ne hanno voglia però, non a scuola).
    Un ragazzo irresponsabile, che ha più fortuna che capelli, è il protagonista dell'Isola del tesoro.
    Romanzo pieno zeppo di pirati, marinai e termini tec ...continua

    Un'avventura ben scritta e ben raccontata, per un classico che tutti dovrebbero leggere (quando ne hanno voglia però, non a scuola).
    Un ragazzo irresponsabile, che ha più fortuna che capelli, è il protagonista dell'Isola del tesoro.
    Romanzo pieno zeppo di pirati, marinai e termini tecnici, per una completa immedesimazione.
    Scrivo anche io che il personaggio di Long John Silver è indimentabile, perché fa mainstream. In realtà, l'ho trovato semplicemente un approfittatore parac..o.

    Ps. Credo che già all'epoca, il parmigiano reggiano pagasse per le pubblicità, vista la marchetta messa in bocca al cavaliere.

    ha scritto il 

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