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L'isola dell'angelo caduto

Di

Editore: La Biblioteca di Repubblica - L'Espresso

3.6
(1686)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 213 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese

Isbn-10: A000136265 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Gennaio 1925. Mentre il Duce si assume alla Camera la responsabilità del delitto Matteotti, su una sperduta isola italiana, sede di una Colonia penale per delinquenti comuni e prigionieri politici, viene trovato il cadavere di una camicia nera. A indagare su questa morte, e su quelle che seguiranno, è chiamato un giovane commissario senza illusioni, né fascista né antifascista, un piccolo malinconico eroe involontario. Ha una moglie resa folle dalla tristezza, dalla solitudine e dagli influssi malefici che aleggiano sull'isola. Che sembra intanto sprofondare in una sorta di incantesimo sempre più insondabile, tanto che forse, ormai, allontanarsi è davvero impossibile...
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  • 0

    comunque sono d'accordo

    I.
    un mio amico era in libreria, stamane, e ha detto
    alla ragazza "vorrei un libro di Lucarelli..." e poi

    è stato con la voce sospesa e la ragazza ha fatto
    "Carlo?" e lui (il mio amico è una merda) ha ...continua

    I.
    un mio amico era in libreria, stamane, e ha detto
    alla ragazza "vorrei un libro di Lucarelli..." e poi

    è stato con la voce sospesa e la ragazza ha fatto
    "Carlo?" e lui (il mio amico è una merda) ha risposto

    "Ma Carlo chi? Valerio, signorina, Va-le-rio".
    La ragazza voleva dirgli di andare tranquillamente

    a quel paese invece si è contenuta e ha cercato Valerio.
    I libri di Valerio non erano in libreria (il futuro non

    è adesso in libreria) allora il mio amico (una merda)
    ha detto: "e mi dica signorina, del Lucarelli Carlo cosa

    avete, al momento dico".

    II.
    quando il mio amico ci racconta queste cosine a noi
    sembrano impossibili e vorremmo non credergli.

    Purtroppo noi temiamo che siano vere.

    III.
    Il mio amico si scusa ma dice che se uno in libreria
    chiede un libro di Calvino potrebbe essere

    Giovanni Calvino, porcaputtana, dice il mio amico.
    E Se chiede Roth, vaccaboia, non è detto che sia

    una pastorale potrebbe essere una cripta.
    E se chiede Anderson, ha poco da fare lo spiritoso

    dicendo "lo storico, eh", perché tutti e due sono storici.
    E via così.

    IV.

    comunque ieri in un mercatino un altro mio amico
    guardava i libri

    di fianco a lui un tale sfoglia un pajetta e poi
    lo mette giù il mio amico guarda il tale, vede che ha

    sotto braccio un petacco e gli fa:
    "pajetta è meglio di petacco, eh" e ride.

    il tale ha fatto mmm un paio di volte.
    dicendo poi "ce l'ho già" e basta.

    Poi silenzio.
    Silenzio.

    Silenzio.
    Allora il mio amico torna a guardare i libri, sentendosi

    un po' un inutile idiota.
    Ma poi il tale (dopo un bel po') gli fa

    di punto in bianco:
    "comunque sono d'accordo".

    Il mio amico si è rincuorato di brutto.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo nel 1925 e l'isola del titolo è una Colonia penali per criminali, prigionieri politici e oppositori di Mussolini. Protagonisa è i commissario capitato lì un paio di anni prima che deve indagare ...continua

    Siamo nel 1925 e l'isola del titolo è una Colonia penali per criminali, prigionieri politici e oppositori di Mussolini. Protagonisa è i commissario capitato lì un paio di anni prima che deve indagare sulle morti di un camicia nera, di una spia, di un telegrafista e mi fermo qui, ma la lista sarebbe anche più lunga. In tutto questo ha il pensiero di una moglie fotofobica che dà segni di instabilità a causa della solitudine. Un romanzo strano, dallo stile però impeccabile, un romanzo cupo e fosco e in certi tratti ho avuto anche qualche difficoltà a proseguire. Non perché fosse noioso, al contrario, ma evidentemente non ero io nella giusta condizione. Sicuramente da rileggere. Ah, dimenticavo: grandissimo colpo di scena finale che però non posso raccontare!

    ha scritto il 

  • 3

    Un'isola senza il mare.

    Isola malsana e nebbiosa –nonostante soffi sempre il vento – abitata da prigionieri confinati, che godono di una semi-libertà, da un manipolo di fascisti, che fungono da guardiani e da un ispettore co ...continua

    Isola malsana e nebbiosa –nonostante soffi sempre il vento – abitata da prigionieri confinati, che godono di una semi-libertà, da un manipolo di fascisti, che fungono da guardiani e da un ispettore con la moglie.
    Nell’isola abitano inoltre altri personaggi accessori. Alcune morti sospette sconvolgono il tram tram della comunità. Fra corna, scirocco che genera fantasmi e desiderio spasmodico di lasciare l’isola da parte di tutti, la storia procede con alti e bassi e un finale furbo, adatto e verosimile.

    ha scritto il 

  • 4

    bello e raffinato

    Uno dei migliori Lucarelli di sempre. Non solo per la storia ambientato nel periodo in cui il fascismo cominciava a conquistare il potere, non solo per i personaggi a volte descritti con capacità intr ...continua

    Uno dei migliori Lucarelli di sempre. Non solo per la storia ambientato nel periodo in cui il fascismo cominciava a conquistare il potere, non solo per i personaggi a volte descritti con capacità introspettiva e mai superficiali ma soprattutto per lo stile, uno stile asciutto ma ricercato, con le parole giuste nei tempi giusti. Da leggere con piacere. Da dimenticare il film, diretto dallo stesso Lucarelli. Lo preferisco con una penna in mano

    ha scritto il 

  • 4

    Personaggi oscuri, complessi, tormentati che vivono su un'isola destinata al confino al tempo del fascismo, fino a quando inizia una serie di omicidi. La storia, tragica, è potente e surreale.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'isola misteriosa bruciata dal sole e sferzata dai venti, un commissario con la moglie impazzita di tristezza, i delitti, l'ambientazione e l'atmosfera mi avevano incuriosito, ma...
    ... ma il protag ...continua

    Un'isola misteriosa bruciata dal sole e sferzata dai venti, un commissario con la moglie impazzita di tristezza, i delitti, l'ambientazione e l'atmosfera mi avevano incuriosito, ma...
    ... ma il protagonista, il commissario, non ha reazioni, non ci sono indagini e tra gli altri personaggi non ne ho trovato uno di particolarmente incisivo.
    La storia si risolleva un po' nelle pagine finali, però quel senso di insoddisfazione rimane, secondo me.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'isola in mezzo al nulla, una serie di morti misteriose, gli anni del fascismo pre guerra, il commissario che indaga faticosamente...
    Non uno dei migliori Lucarelli, a mio avviso.

    ha scritto il 

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