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L'isola della noce moscata

Di

Editore: Rizzoli

3.8
(173)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 373 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8817862150 | Isbn-13: 9788817862158 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
Nell'Europa tra il Quattrocento e il Seicento, l'età delle grandi scoperte geografiche, le spezie erano più preziose dell'oro, così preziose che le maggiori potenze si disputarono a lungo il controllo della loro produzione e del commercio, fino a combattere vere e proprie guerre. Fra le spezie la più rimasta era il seme della 'Myristica fragrans', la noce moscata. Per secoli, tutta la noce moscata consumata nel mondo proveniva da un remoto ed inacessibile atollo vulcanico dell'arcipelago indonesiano, l'isola di Run. Il libro di Milton racconta le avventure eroiche, bizzarre, ignobili, crudeli di esploratori e pirati, coltivatori e mercanti che cercano di raggiungere e conquistare questa vera isola del tesoro.
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  • 4

    Attraverso la lettura di antichi documenti e dei diari di bordo, Giles Milton ricostruisce la storia delle Compagnie delle Indie Orientali che con il semplice intento di commerciare in spezie si ritrovarono poi a cambiare la storia del mondo moderno, contribuendo in modo significativo a farlo div ...continua

    Attraverso la lettura di antichi documenti e dei diari di bordo, Giles Milton ricostruisce la storia delle Compagnie delle Indie Orientali che con il semplice intento di commerciare in spezie si ritrovarono poi a cambiare la storia del mondo moderno, contribuendo in modo significativo a farlo diventare quello che è oggi.
    Un romanzo storico davvero ben sviluppato, che ripercorre tutte le tappe e i conflitti dei più industrializzati paesi europei che tra lotte interne, ammutinamenti, omicidi e torture cercarono di accaparrarsi un mercato in crescente espansione, che portò notevoli profitti nelle casse dei regnanti dell'epoca. New York non sarebbe quella che conosciamo oggi se nel '600 non ci fossero stati i mercanti di spezie.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle e mezzo, se potessi: magnetico più di un romanzo, pecca forse di aver molto poco attinto a fonti olandesi rispetto a quanto l'autore si sia basato sui diari inglesi. Ne esce fuori un ritratto impietoso di olandesi perversi ed inclementi, probabilmente veritiero, ma ho i miei dubbi ...continua

    Quattro stelle e mezzo, se potessi: magnetico più di un romanzo, pecca forse di aver molto poco attinto a fonti olandesi rispetto a quanto l'autore si sia basato sui diari inglesi. Ne esce fuori un ritratto impietoso di olandesi perversi ed inclementi, probabilmente veritiero, ma ho i miei dubbi sulla "bontà d'animo" britannica che per contrasto ne risulta.
    L'epilogo, inoltre, mi ha lasciata perplessa:
    "[gli odierni nativi di Run]neppure sanno che la loro patria [...] fu un tempo considerata uno scambio vantaggioso con un'altra isola molto diversa -Manhattan- dall'altra parte del globo.
    Eppure non si scompongono quando spieghiamo il crudele colpo che la fortuna ha inferto loro, felici di trascorrere i loro giorni su questo atollo intatto e sconosciuto. Perché, anche se le loro lattiginose televisioni permettono di dare uno sguardo all'America, ti diranno che la vista dalle loro finestre è infinitamente più bello dello scintillante profilo di Manhattan. "
    Quale crudele colpo? Il fatto di non essere infine diventati, nonostante secoli di lotte, colonie dell'Impero Britannico? Di essere rimasti in mano agli olandesi, e non aver conosciuto la gloria di ospitare megalopoli al pari di New York... con i nativi cacciati nelle riserve e il paesaggio divenuto irriconoscibile? O forse il crudele colpo inferto all'arcipelago delle Banda è stato invece esser stata vittima della sua ricchezza naturale, litigato da due popoli che, entrambi illegittimamente, accampavano diritti su una terra tirando le sue redini come un burattinaio fa con i fili delle sue marionette?
    Non so cosa avesse voluto intendere Milton, ma io dico che ai Bandanesi, alla fine, è andata bene così.
    Nel complesso, comunque, un libro davvero avvincente, non perdibile per chi ha un debole per la storia delle esplorazioni e le avventure di comandanti e marinai.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastico!

    Senza ombra di dubbio un libro che lascia a bocca aperta. Insegna risvolti della storia insospettati e lo fa con stile romanzato di grande capacità. Da leggere assolutamente. Per capire come l'oggetto del desiderio (le spezie) hanno cambiato la storia e la geografia del mondo attuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Sino a che non ho letto questo libro, le varie spezie erano solo un gradevole ingrediente della buona cucina. Ora le vedo come protagoniste della storia e di avvenimenti che avrebbero inciso significativamente sugli attuali assetti del mondo. E chi lo poteva immaginare!! Saggio documentatissimo ...continua

    Sino a che non ho letto questo libro, le varie spezie erano solo un gradevole ingrediente della buona cucina. Ora le vedo come protagoniste della storia e di avvenimenti che avrebbero inciso significativamente sugli attuali assetti del mondo. E chi lo poteva immaginare!! Saggio documentatissimo su un aspetto, sconosciuto ai più, delle grandi esplorazioni marittime della prima metà del '600. E' anche una conferma di come nei rapporti fra potere costituito e commerci i primi spesso vadano a seguito dei secondi. Forse un po' troppo sbilanciato a favore degli inglesi, che qui vengono raffigurati come “i buoni” a scapito degli olandesi “i cattivi”, risulta comunque un libro scorrevole, ed assai interessante. Nel complesso una gradevole scoperta

    ha scritto il 

  • 4

    托爾德西里亞斯條約(Treaty of Tordesillas)
    http://bit.ly/l8hW6O
    香料群島一般指[[馬魯古群島]](舊稱摩鹿加Moluccas)
    http://bit.ly/jE34Ki
    不列顛東印度公司
    http://bit.ly/mjllst
    法蘭西斯·德瑞克
    http://bit.ly/le0I3f

    ha scritto il 

  • 2

    E' insopportabile leggere un libro di storia come se fosse un romanzo. O è un romanzo storico ben fatto o è un saggio di storia. La fusione tra i due rende il libro nè carne nè pesce. E' una sorta di meltin' pot noioso e anche superficiale, in certi punti, perchè tende a dire "ehi lettore leggimi ...continua

    E' insopportabile leggere un libro di storia come se fosse un romanzo. O è un romanzo storico ben fatto o è un saggio di storia. La fusione tra i due rende il libro nè carne nè pesce. E' una sorta di meltin' pot noioso e anche superficiale, in certi punti, perchè tende a dire "ehi lettore leggimi! non sono un vecchio polveroso libro di storia ma un simpatico saggio romanzato". Non siamo all'asilo, viene da dire a me.

    ha scritto il 

  • 4

    Navigatori coraggiosi, pirati spietati, spregiudicati mercanti, tagliagole, avventurieri e avanzi di galera di vario tipo sono i protagonisti di questa storia.
    Un libro di storia che si legge come un romanzo, molto coinvolgente, il periodo del mercantilismo è il set ideale per raccontare vi ...continua

    Navigatori coraggiosi, pirati spietati, spregiudicati mercanti, tagliagole, avventurieri e avanzi di galera di vario tipo sono i protagonisti di questa storia.
    Un libro di storia che si legge come un romanzo, molto coinvolgente, il periodo del mercantilismo è il set ideale per raccontare vicende avventurose come queste.

    leggi la recensione completa qui: http://cellulosaecelluloide.blogspot.com/2011/01/lisola-della-noce-moscata.html

    ha scritto il 

  • 4

    "La noce moscata, il frutto dell'albero, era il lusso più ambito dell'Europa del diciassettesimo secolo. Si trattava di spezie ritenute in possesso di tali formidabili virtù terapeutiche che gli uomini rischiavano la vita pur di ottenerle. Da tempo assai cara, lo era diventata ancor più quando i ...continua

    "La noce moscata, il frutto dell'albero, era il lusso più ambito dell'Europa del diciassettesimo secolo. Si trattava di spezie ritenute in possesso di tali formidabili virtù terapeutiche che gli uomini rischiavano la vita pur di ottenerle. Da tempo assai cara, lo era diventata ancor più quando i medici della Londra elisabettiana avevano cominciato ad affermare che le loro palline di noce moscata fossero l'unica cura certa contro la peste, quella "nociva pestilenza" che cominciava con uno starnuto e finiva con la morte. Da un giorno all'altro, questa piccola noce avvizzita -finora usata per curare la flatulenza e il comune raffreddore- divenne preziosa come e più dell'oro".
    Ha altri mille usi miracolosi, il seme della Myristica fragrans: cura la dissenteria e la colite ulcerosa, regola la virilità mitigandone gli eccessi e risvegliandola quando è carente. E poi rallenta la putrefazione delle carni. Questa pianta prodigiosa, allora, cresceva soltanto nell'atollo vulcanico di Run, oggi neppure segnato sulle carte geografiche, ieri la più estrema delle isole Banda al largo dell'arcipelago indonesiano verso l'Australia. Tra il 1511, data in cui i portoghesi vi approdano per la prima volta, e il 1667, quando a Breda viene siglata la pace fra inglesi e olandesi, l'isolotto è oggetto di contese feroci. Questo libro affascinante le ricostruice, facendo sfilare mercanti e avventurieri, pirati ed esploratori, marinai e militari. Dopo un secolo e mezzo di guerre, vincono gli olandesi: dopo alcuni anni di assedio gli inglesi lasciano l'isola.
    Sarà una vittoria si Pirro, per due buone ragioni. In primo luogo, gli inglesi che abbandonano Run recano nelle stive cinquanta pianticelle di noce moscata che, trapiantate a Ceylon, toglieranno il monopolio della spezia all'atollo indonesiano. E in secondo luogo, l'accordo di Breda del 1667 scambia due territori: agli olandesi viene confermato il possesso del prezioso isolotto di Run che di lì a poco si sarebbe inaridito, mentre gli inglesi ricevono in cambio un altro isolotto di nessun valore strappato agli olandesi in terra americana: New Amsterdam, che viene ribattezzata New York. Un capitolo poco noto della storia delle esplorazioni, narrato con brio e gusto per il dettaglio romanzesco.

    ha scritto il 

  • 4

    Tempo fa lessi "Il Grande Gioco" di Hopkirk: un buon libro sulla conquista della Via della Seta da parte dei britannici, contro i rivali russi. Benchè rappresenti tuttora uno dei pochi testi sull'argomento, lo trovai smaccatamente pro-England, tanto da inficiare (a mio parere) l'obiettività dell' ...continua

    Tempo fa lessi "Il Grande Gioco" di Hopkirk: un buon libro sulla conquista della Via della Seta da parte dei britannici, contro i rivali russi. Benchè rappresenti tuttora uno dei pochi testi sull'argomento, lo trovai smaccatamente pro-England, tanto da inficiare (a mio parere) l'obiettività dell'intera opera.

    Milton, invece, riesce ad accantonare il nazionalismo, ci catapulta nel XVII secolo svelandoci l'appassionante storia della genesi della Compagnia delle Indie Orientali inglese e la lotta contro gli olandesi per la conquista del bene di lusso più prezioso dell'epoca: la noce moscata.

    Questa spezia ha cambiato il corso della storia, stimolando una nazione povera, patria dei corsari, nel primo impero globale della storia.

    Leggetelo!

    ha scritto il