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L'isola deserta e altri scritti

Testi e interviste 1953 - 1974

Di

Editore: Einaudi

4.4
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 880618508X | Isbn-13: 9788806185084 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Biography , Philosophy

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Descrizione del libro
Questo libro, che raccoglie gli scritti brevi di Gilles Deleuze dal 1953 al 1974, costituisce uno strumento prezioso per tutti. Sia per la generazione che visse direttamente un percorso straordinario che si condensava attorno alle parole chiave di "Differenza e ripetizione", ai nomi di Bergson e di Nietzsche, e poi, con "L'anti- Edipo", esplodeva in una vera e propria guerra contro la macchina psicoanalitica. Sia, soprattutto, per la generazione successiva e ha avuto a disposizione solo notizie di riporto e qualche lettura già filtrata. A piú di dieci anni dalla morte, Deleuze continua in realtà a essere un oggetto misterioso, un pensatore difficilmente definibile perché sta stretto in qualunque cornice. L'incontro con questo autore, cosí singolare e apparentemente così lontano dalla sensibilità culturale media di oggi, tarda a verificarsi. L'efficacia dell'"Isola deserta" sta proprio nel rendere meno difficile questo incontro finora mancato, conducendo il lettore attraverso la multiversità dello spettro teorico di Deleuze (un romanzo, un film, un fatto teatrale, un'occasione artistica) e insieme verso la costruzione rigorosa di un modo di pensare.
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    La prima cosa che ho pensato, chiuso il libro, è stata "Grazie". Grazie perché questo libro libera da nubi, permette di accostarsi allo sviluppo non-lineare di una mente insostituibile. Non ci fa ...continua

    La prima cosa che ho pensato, chiuso il libro, è stata "Grazie". Grazie perché questo libro libera da nubi, permette di accostarsi allo sviluppo non-lineare di una mente insostituibile. Non ci fa capire "cosa è" Deleuze, quello è una cosa che possiamo tranquillamente lasciare alla storia, ma ci guida verso un persorso di accostamento. Spinoza, Nietzsche, Foucault, il suo rapporto tardivo ma folgorante con le scienze psicanalitiche, il suo percorso formativo. Deleuze è stato un mostro inqualificabile, fuori da tutte le categorie del XX secolo. Ed è per questo che su di me esercita un fascino senza pari. Da leggere, per abbozzare una critica vera a tutto ciò che ci circonda, attraverso strumenti intellettuali straordinari.

    ha scritto il 

  • 5

    gli spunti contenuti negli articoli su foucault, nietzsche o spinoza sono ancora attualissimi, e soprattutto mostrano una chiarezza di espressione che era chiarezza di pensiero, da cui c'è molto da ...continua

    gli spunti contenuti negli articoli su foucault, nietzsche o spinoza sono ancora attualissimi, e soprattutto mostrano una chiarezza di espressione che era chiarezza di pensiero, da cui c'è molto da imparare

    ha scritto il 

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    Deleuze celato, Deleuze del frammento, del commento. In compagnia di Nietzsche, Rousseau e Bergson la possibilità umana di ri-cominciare, l'origine seconda di un'isola circondata dall'oceanico ...continua

    Deleuze celato, Deleuze del frammento, del commento. In compagnia di Nietzsche, Rousseau e Bergson la possibilità umana di ri-cominciare, l'origine seconda di un'isola circondata dall'oceanico deserto.

    ha scritto il 

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    L'isola deserta è un po' un emblema del pensiero di Deleuze. Nel senso che l'opposizione tra oceano e terra che ruota attorno alla figura dell'isola deserta, ci invita a non cadere nella trappola ...continua

    L'isola deserta è un po' un emblema del pensiero di Deleuze. Nel senso che l'opposizione tra oceano e terra che ruota attorno alla figura dell'isola deserta, ci invita a non cadere nella trappola dei modelli prestabiliti, della ripetizione, degli automatismi. Questa raccolta di suoi interventi, saggi e quant'altro può essere a mio parere un ottimo modo per avvicinarsi alla figura di questo intellettuale al tempo stesso così vicino e così lontano.
    Queste parole che Deleuze scrisse nel 1964 per Sartre oggi valgono anche nei suoi confronti come per tanti della sua generazione:
    "I nostri maestri non sono solo i professori pubblici, sebbene ci sia un grande bisogno di professori. Nel momento in cui diventiamo adulti, i nostri maestri sono quelli che ci colpiscono per una radicale novità, quelli che sanno inventare una tecnica artistica o letteraria, trovare i modi di pensare che corrispondono alla nostra modernità, ovvero alle nostre difficoltà e ai nostri entusiasmi diffusi" (p. 95).

    ha scritto il