L'isola di Arturo

I capolavori del Premio Strega

Di

Editore: Il Sole 24 Ore

4.0
(5426)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 482 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Buono

    La storia narra la biografia di Arturo Gerace, orfano di madre, morta nel darlo alla luce, cresce quasi in solitudine nelle spiagge della sua isola natale, portandosi appresso il peso di un nome lumi ...continua

    La storia narra la biografia di Arturo Gerace, orfano di madre, morta nel darlo alla luce, cresce quasi in solitudine nelle spiagge della sua isola natale, portandosi appresso il peso di un nome luminoso come quello di una stella. Il padre, Wilhelm Gerace, mezzo tedesco e mezzo napoletano, è una figura vana e assente nella vita del figlio: per lavoro è costretto a lasciare spesso l’isola, così Arturo passa l’infanzia a idolatrarlo inventando storie fantasiose sui suoi viaggi, tanto da vivere le sue sporadiche visite come dei doni del cielo.
    Arturo-bambino è un guerriero: beve latte di capra, non ha quasi vestiti né cibo, ma è libero di correre in ogni angolo di quel paradiso terrestre, tra spiagge e scogliere, affamato di letture cavalleresche e di sogni a occhi aperti. Ha solo due amici: il cane, Immacolatella, e un bambino, Silvestro. Per il resto vive nel palazzo diroccato di famiglia, altra fonte inesauribile di fiabesche vicissitudini e di sterminata solitudine.
    Nella vita di Arturo non compare nessuna figura femminile, se non la foto sbiadita della madre, anch’essa divinizzata come una regina. Un giorno il padre porta a casa la sua giovane sposa, coetanea di Arturo, una bambina-madre che segna, in modo involontario, una linea di confine tra l’infanzia del piccolo Gerace e il primo passo verso l’età adulta. Per la prima volta Arturo scopre il mondo femminile, i sentimenti amorosi e l’attrazione carnale. Nunziata crea in lui una gamma di sentimenti contrastanti, repulsione e gelosia nei confronti del fratellino appena nato, Carmine Arturo (a causa del quale tenta anche il suicidio con una dose di sonniferi). Il ragazzo scopre infine di essere profondamente attratto da Nunziata che però lo respinge; deluso e insoddisfatto Arturo sfoga il suo amore non corrisposto con una giovane vedova lasciva, Assunta, che lo inizia al sesso.
    Con la crescita Arturo sta scoprendo la dura realtà della disillusione, soprattutto nei confronti del padre che non riesce più a venerare come un tempo. Si scopre, inoltre, che Wilhelm è un omosessuale che vive nell’opprimente ricordo di una madre dispotica, il quale consente a sposare una donna solo per mascherare a sé stesso la sua vera natura.
    Si svela la realtà: l’Eden di Procida è diventato troppo stretto per il giovane sedicenne, è giunto il momento di oltrepassare i confini per dare inizio alle avventure, quelle della vita vera e non sognata. Arturo abbandona così la sua infanzia, il suo paradiso, la sua isola, per partire arruolato verso la terraferma.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro mi è stato regalato, non ha mai attirato la mia attenzione fino a quando l'ho letto durante il gruppo di lettura che frequento da più di un anno, ed è stato una scoperta molto piacevole: ...continua

    Questo libro mi è stato regalato, non ha mai attirato la mia attenzione fino a quando l'ho letto durante il gruppo di lettura che frequento da più di un anno, ed è stato una scoperta molto piacevole: la scrittura è scorrevole, le descrizioni dei paesaggi sono prolisse e molto particolareggiate, sembra di guardare il panorama di Procida, anche la trama è ben sviluppata, Arturo è il protagonista, questo è un romanzo di formazione, dove si può riflettere anche su altri temi come: la condizione della donna, infatti la matrigna ha un ruolo importante nella vicenda, il padre è un personaggio strano che li abbandona per lunghi periodi, il perchè anche se è non scritto a chiare lettere si intuisce tra le righe, lo consiglio!

    ha scritto il 

  • 5

    Re e stella del cielo

    Con una scrittura simile a pittura di parole Elsa Morante dipinge l’esistenza del piccolo Arturo Gerace. Una storia ricca di accenti realistici ma raccontata attraverso una cifra espressiva fiabesca ...continua

    Con una scrittura simile a pittura di parole Elsa Morante dipinge l’esistenza del piccolo Arturo Gerace. Una storia ricca di accenti realistici ma raccontata attraverso una cifra espressiva fiabesca e dal fascino epico. Arturo, protagonista e voce narrante, rievoca da adulto la sua avventurosa infanzia trascorsa nel piccolo mondo della solare isola di Procida, e i giorni della sua adolescenza vissuti all’aperto tra cielo e mare in perfetta solitudine. Ricorda la sua adorazione per Wilhelm, il padre che gli sta pochissimo accanto come un re in continua partenza. Un biondo taciturno, dal broncio maestoso come l’oscurarsi del giorno, che nonostante sia fuggevole rimane sempre nei suoi pensieri, ammirato e amato come un eroe antico e lontano. A questa figura dall’indole quasi guerresca si affianca il mito della madre, più che una sovrana per Arturo, scomparsa precocemente e conosciuta soltanto attraverso una foto sbiadita. L’esistenza spensierata di Arturo conosce una svolta fatale con l’arrivo di Nunziatina, la giovanissima sposa del padre e la prima donna ad entrare nella “Casa dei Guaglioni”, la fatiscente e maestosa dimora dei Gerace da cui le donne erano bandite per volontà di un antico proprietario, Romeo l’amalfitano, fanaticamente misogino. Intanto, la piccola isola del mare napoletano, che accoglie nel suo grembo vulcanico i personaggi di un romanzo delicatissimo e umano, è descritta fedelmente nei suoi luoghi e nei suoi abitanti, liricamente trasfigurata nella nostalgia del ricordo da un suggestivo e sapiente gioco di similitudini e immagini. Una bravura descrittiva capace di richiamare la bellezza delle tele marinaresche di Attilio Pratella e di certi artisti della Scuola di Posillipo. Questa prosa meravigliosa, come una tenera sostanza stregata, rivela esperienze, affetti, sentimenti di gelosia, di attrazione, e le scoperte di quel ragazzo dal nome di una stella, che segnano il passaggio dal sogno alla realtà, e l’allontanamento doloroso ma necessario, dal suo paradiso selvaggio.

    ha scritto il 

  • 5

    L'isola di Arturo di Elsa Morante

    LIBRO ITINERANTE DELL'ANNO 2013-2014
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/libro-itinerante/10497-libro-itinerante-2013-lisola-di-arturo.html
    http://www.ilclubdellibro.it/news/437-il-libro-itinerante-del ...continua

    LIBRO ITINERANTE DELL'ANNO 2013-2014
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/libro-itinerante/10497-libro-itinerante-2013-lisola-di-arturo.html
    http://www.ilclubdellibro.it/news/437-il-libro-itinerante-del-club-del-libro.html

    SINOSSI
    Premio Strega 1957. Il romanzo è un'esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L'isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L'isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l'eroe ragazzo-Arturo. E' una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall'isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.

    RECENSIONE
    Nel fantastico scenario di Procida, Elsa Morante ci racconta le vicende di Arturo Gerace, prima bambino poi ragazzo, alla scoperta delle vere emozioni della vita come amore, gelosia e delusione. Il difficile rapporto con la famiglia è alla base del racconto, dal padre spesso lontano da Procida (ma assente anche quando è in casa con il figlio) alla mancanza della madre e dell’affetto materno, di cui ogni figlio ha bisogno. La scomparsa prematura della madre di Arturo affiancata dalla presenza di una figura paterna inadeguata condizioneranno molto la vita emotiva del piccolo protagonista, che vivrà i primi anni della sua vita senza conoscere l’affetto e le attenzioni genitoriali che ogni bambino dovrebbe avere.
    La vita di Arturo subisce poi un brusco cambiamento in seguito al secondo matrimonio del padre che porterà una nuova figura nella vita del ragazzo, Arturo dovrà imparare a conoscere e convivere con Nunziata, una ragazza Napoletana catapultata nell’isola da un marito ( non voluto) e con un figliastro complesso e cupo. La figura di Nunziata metterà sotto gli occhi di Arturo tutto ciò che nella vita gli è mancato, infatti quando la donna metterà al mondo il fratello di Arturo, accudendolo con il giusto amore materno, renderà palese cosa è mancato al piccolo procidano.
    A colpire in particolare sono gli scenari e le descrizioni che la Morante fa di Procida, del mare e della vita dell’isola. La storia di Arturo è una storia a volte triste che spesso lascia con dell’amaro in bocca, ma che rimane in continua evoluzione per tutta la narrazione.

    RECENSIONE A CURA DI CLAUDIA1221

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 3

    Letto molti anni fa per la prima volta, ad un'età non proprio adatta per la profondità di questo romanzo. Rileggendolo a distanza di anni e con una predisposizione d'animo diversa, mi rendo conto dell ...continua

    Letto molti anni fa per la prima volta, ad un'età non proprio adatta per la profondità di questo romanzo. Rileggendolo a distanza di anni e con una predisposizione d'animo diversa, mi rendo conto della profondità e dell'importanza del romanzo.
    Esso racconta di Arturo, che da giovane e ingenuo ragazzino diventa un adulto responsabile e autonomo. Per arrivare a ciò, però, Arturo passerà davvero i peggiori traumi della vita, vedendo crollare le proprie certezze e scoprendo le nuove cose della vita, come l'amore. Neanche questi, però, saranno d'aiuto ad Arturo, anzi lo porteranno a crescere in maniera brutale e repentina, insieme alle delusioni e alle scoperte sulla sua isola di Procida e su suo padre, da lui considerato un eroe.
    Molto pesante, sia come tematiche che per come è scritto, ma vale la pena leggerlo e conoscere, in parte, anche le realtà dell'Italia degli inizi del XX secolo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Re e stella del cielo

    Re e stella del cielo.
    Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della
    ...continua

    Re e stella del cielo.
    Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato pure da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli.

    Uno degli incipit più belli mai letti.
    E' dall'eccellente partenza che capì, nel lontano 2002, che fosse il libro adatto a me.
    Divorato, ho amato l'infanzia e l'adolescenza di Arturo, così indifeso e in balia della sua solitudine interiore, vittima di un'isola che a volte non fa sviluppare bene le ali di un ragazzo.
    Ma Arturo riesce a farsi crescere delle forti ali e alla fine, volerà via da quell'isola che gli ha strappato la madre, per certi versi anche il padre e la serenità che tutti meritano.
    A tratti una lettura sofferta, dolorosa per la trama e per certi avvenimenti, ma comunque di mio gradimento tanto da essere ancora tra i miei libri preferiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Forse è questo lo scopo della buona letteratura, parlarci della condizione universale dell'uomo e farci sentire meno soli; che passano i secoli, cambiano i luoghi, e noi ci sentiamo sempre uguali, all ...continua

    Forse è questo lo scopo della buona letteratura, parlarci della condizione universale dell'uomo e farci sentire meno soli; che passano i secoli, cambiano i luoghi, e noi ci sentiamo sempre uguali, alle volte così disperati, alle volte molto felici, quasi sempre abbandonati ed incompresi, eppure non lo siamo, finché c'è un qualche Arturo pronto a raccontarci di sé.

    ha scritto il 

  • 5

    “Quelli come te, che hanno due sangui diversi nelle vene, non trovano mai riposo né contentezza; e mentre sono là, vorrebbero trovarsi qua, e appena tornati qua, subito hanno voglia di scappar via. Tu ...continua

    “Quelli come te, che hanno due sangui diversi nelle vene, non trovano mai riposo né contentezza; e mentre sono là, vorrebbero trovarsi qua, e appena tornati qua, subito hanno voglia di scappar via. Tu te ne andrai da un luogo all’altro, come se fuggissi di prigione, o corressi in cerca di qualcuno; ma in realtà inseguirai soltanto le sorti diverse che si mischiano nel tuo sangue, perché il tuo sangue è come un animale doppio, è come un cavallo grifone, come una sirena”.

    Acquistato alla libreria Ricci di ischia, su consiglio, indovinatissimo, del libraio.

    Bellissimo.

    Qui un mio breve scritto:
    https://auventmauvais.wordpress.com/2015/08/10/storie-di-procida/

    ha scritto il 

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