L'isola di Arturo

I capolavori del Premio Strega

Di

Editore: Il Sole 24 Ore

4.1
(5699)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 482 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

Ti piace L'isola di Arturo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    un capolavoro scoperto per caso che ha segnato di indelebile ricordo gli anni della mia adolescenza, letto e riletto più volte, intero e per passaggi, indimenticabile. infinita voglia di conoscere Art ...continua

    un capolavoro scoperto per caso che ha segnato di indelebile ricordo gli anni della mia adolescenza, letto e riletto più volte, intero e per passaggi, indimenticabile. infinita voglia di conoscere Arturo e i suoi luoghi

    ha scritto il 

  • 3

    Bella metafora del passaggio dall'infanzia all'età adulta, che tutto il racconto rappresenta. Arturo mi risulta pesante nella prima parte, almeno fino a 3/4 del libro, con la sua pedante adorazione de ...continua

    Bella metafora del passaggio dall'infanzia all'età adulta, che tutto il racconto rappresenta. Arturo mi risulta pesante nella prima parte, almeno fino a 3/4 del libro, con la sua pedante adorazione del padre, anch'essa immagine necessaria alla comprensione della solitudine e isolamento involontario del ragazzo.

    Non amo la scrittura troppo lenta e senza magia della Morante, nel complesso una buona storia per passare un paio di giorni.

    ha scritto il 

  • 4

    La casa dei guaglioni

    Ho trovato un po’ eccessive le lodi sperticate a questo romanzo, che certamente è bello e merita una lettura partecipata, ma non mi è sembrato quel capolavoro della letteratura del novecento che tanti ...continua

    Ho trovato un po’ eccessive le lodi sperticate a questo romanzo, che certamente è bello e merita una lettura partecipata, ma non mi è sembrato quel capolavoro della letteratura del novecento che tanti considerano.

    Vanta fra i suoi maggiori punti di forza, forse il principale, la perfetta ambientazione nell’isola di Procida, non tanto dal punto di vista descrittivo e celebrativo delle bellezze naturali, quanto per la capacità di rendere palpabile lo scabro fascino dei luoghi, il senso del mare, delle rocce, delle stradine scoscese, delle casupole di pescatori e del castello/penitenziario che sovrasta questo mondo isolato.

    E proprio nell’isolamento risiede la metafora cardine del racconto, nel parallelo col carattere del giovane Arturo, re e prigioniero di quel mare circostante oltre il quale si immaginano terre, genti, destini su cui vagheggia la fantasia del protagonista con l’unico legame rappresentato da quel piroscafo da cui parte e arriva l’inafferabile padre.

    Ma è la lunga e melodrammatica parte centrale del libro a convincermi meno, con l’interminabile evoluzione del rapporto fra Arturo e Nunziatella che condensa in sé oltre la metà del romanzo per sfociare in una direzione altamente prevedibile.

    Lo studio psicologico delle mutazioni del protagonista, punteggiate dagli atteggiamenti tipici di un ragazzino scontroso intento a liberarsi dagli esiti di un’infanzia difficile e segnata dalla solitudine e dalla misoginia, è accurato e tocca particolari di intima verosimiglianza, ma un melodramma consegue il suo precipuo obiettivo quando tocca le corde del cuore e, per quanto mi riguarda, ciò non è avvenuto lasciandomi a tratti snervato dai soliloqui di un io narrante invadente come un adolescente egocentrico.

    Il finale scioglie comunque i dubbi sulla valutazione del romanzo lasciando un retrogusto dolceamaro intriso di malinconia con una delicatezza che non sempre ha sostenuto il percorso del racconto e del suo tormentato scugnizzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Nella mia vita ho conosciuto libri che, al solo bussare alla mia porta, hanno suonato una melodia di ricordi dolci e trasognati; di ricordi dimenticati. Nella mia vita ho incontrato libri che bastava ...continua

    Nella mia vita ho conosciuto libri che, al solo bussare alla mia porta, hanno suonato una melodia di ricordi dolci e trasognati; di ricordi dimenticati. Nella mia vita ho incontrato libri che bastava rigirare tra le mani, toccare a sfogliare per udire il canto di una voce nuova e familiare. Ho trovato libri, rari come perle preziose, che al solo aprirli mi annunciavano una promessa già compiuta. L’isola d’Arturo, devo ammettere, è uno di questi libri. Io, che L’isola di Arturo, lo avevo guardato di sbieco pensando “sarà un mattone senza capo né coda; sarà uno di quei grandi libri pallosi che diventano grandi proporzionalmente alla noia che arrecano”. Forse è stata la vecchia copertina ad indurmi a questa malefica convinzione. Perché poi, lo divorai sempre più affamata, incespicando nella ricerca convulsa della motivazione logica di tanta fame. Ma in questo labirinto che aveva preso la forma di un’isola, mi apparivano solo nuove immagini (come le conchiglie che vengono lasciate sul bagnasciuga da quel mare che è la lettura): un corallo, un orecchino insanguinato, un orologio non ancora smarrito. Immagini e parole che si impastano in un romanzo magistrale e fiabesco, dove l’isola di Procida funge da scenario e alleato della trasformazione e della crescita di Arturo. Splendido.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando parlo di introspezione psicologica fatta come si deve io intendo questo! Elsa Morante, con la sua prosa sopraffina, è riuscita a dipingere un personaggio dalle mille tonalità, dai mille umori, ...continua

    Quando parlo di introspezione psicologica fatta come si deve io intendo questo! Elsa Morante, con la sua prosa sopraffina, è riuscita a dipingere un personaggio dalle mille tonalità, dai mille umori, indimenticabile. E' una scrittura forte, d'impatto, grave. Alcune scene sono memorabili e mi hanno colpito nel profondo. Secondo me è un romanzo di formazione eccellente e lo sfondo dell'isola di Procida rende il tutto più etereo e affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che mi ha letteralmente rapito, che mi ha fatto sentire come parte di quella casa, di quell'isola, di quella famiglia, che mi ha fatto pensare ad Arturo come a qualcuno da abbracciare, da non ...continua

    Un libro che mi ha letteralmente rapito, che mi ha fatto sentire come parte di quella casa, di quell'isola, di quella famiglia, che mi ha fatto pensare ad Arturo come a qualcuno da abbracciare, da non abbandonare in quella sua smania di crescere senza rinunciare ai capricci di quando era bambino. Coinvolgente lo stile narrativo, originale la trama, ricercata la definizione dei personaggi. Un libro che ti ruba l'attenzione e la mente. Struggente il finale, con la grande consapevolezza che non si può vivere nel ricordo del passato e che crescere significa voltare pagina. Superlativo

    ha scritto il 

  • 5

    Ognuno di noi ha avuto la propria Isola da vivere, amare e rimpiangere, che troppo in fretta si è voluta rigettare ma da cui è stato pressoché impossibile separarsi davvero.
    Quella di Arturo è scandit ...continua

    Ognuno di noi ha avuto la propria Isola da vivere, amare e rimpiangere, che troppo in fretta si è voluta rigettare ma da cui è stato pressoché impossibile separarsi davvero.
    Quella di Arturo è scandita da un ritmo crescente: lento e dilatato all'inizio e via via più repentino; è mitica e fantastica, dolorosa, ma colma di tormentata meraviglia.

    Questo grande romanzo di Elsa Morante insegna a salutare una parte di noi dicendole "arrivederci", nonostante si abbia la consapevolezza di non ritrovarla mai più.

    "E dissi a Silvestro: - Senti. Non mi va di vedere Procida mentre s'allontana, e si confonde, diventa come una cosa grigia... Preferisco fingere che non sia esistita. Perciò, fino al momento che non se ne vede più niente, sarà meglio che io non guardi là."

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: un giovane solitario alla scoperta del mondo, un mondo circoscritto ad una piccola isola selvaggia, un padre idealizzato come un eroe omerico, un rapporto di odio-amore con una matrigna q ...continua

    Ingredienti: un giovane solitario alla scoperta del mondo, un mondo circoscritto ad una piccola isola selvaggia, un padre idealizzato come un eroe omerico, un rapporto di odio-amore con una matrigna quasi coetanea.
    Consigliato: a chi vuol rivivere il passaggio dall’inconsapevole felicità alla dolorosa consapevolezza, a chi cerca un romanzo di formazione che unisce epos, tragedia, psicanalisi.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia che si distacca dal concetto di stabilità emotiva…

    Questo romanzo ci riporta inevitabilmente ai periodi in cui ogni emozione ci sembrava amplificata da certi turbamenti personali, che stavano ad indicare magari un episodio di passaggio quasi sempre t ...continua

    Questo romanzo ci riporta inevitabilmente ai periodi in cui ogni emozione ci sembrava amplificata da certi turbamenti personali, che stavano ad indicare magari un episodio di passaggio quasi sempre turbolento, nella nostra vita da adolescente. Arturo è un ragazzino prima, e un adolescente poi, che passa la prima parte della propria vita sognando di andare via, per poi rimpiangere, da una terra lontana e ad una età magistralmente non definita dall’autore, la sua coloratissima isola. Elsa Morante è davvero il più grande scrittore italiano del Novecento? Il profumo sembro quello, ma rimaniamo in attesa del prossimo incontro per avere conferme in tal senso.

    ha scritto il 

  • 2

    recensione a cura di lunaticamente.com

    Link diretto alla recensione: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/90-l-isola-di-arturo-di-elsa-morante.html

    Ne ho sentito parlare come "la bella infanzia di Arturo, fra magia e fanta ...continua

    Link diretto alla recensione: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/90-l-isola-di-arturo-di-elsa-morante.html

    Ne ho sentito parlare come "la bella infanzia di Arturo, fra magia e fantasia, a volte misteriosa e imprevedibile".
    Dell'infanzia magica e fantasiosa dei bambini c'è ben poco, spesso ho fatto fatica ad andare avanti, quasi si creasse tra me e il libro una sorta di resistenza che mi obbligava a prendere respiro. Ebbene si, io ho odiato il padre, l'ho odiato visceralmente.
    Nel momento in cui questo compariva iniziavo a sbuffare, a roteare gli occhi e poco mancava la bava alla bocca dalla rabbia.
    Arturo, lasciato solo, è cresciuto grazie alla compagnia dei libri con i quali ha nutrito la sua infanzia ma non appena è diventato ragazzo ha capito quanta illusione nelle sue visioni ci potessero essere realmente. Mi ha intristito e mi ha fatto arrabbiare.
    Per non parlare dell'unico momento in cui il libro ha iniziato a decollare, cioè quando la dolcissima Nunziata entra a fare parte della vita dei due e in cui è successo di tutto.
    Lei, unico personaggio degno di nota nella storia, porta un raggio di sole nella vita nuvolosa di Arturo.
    Le sue immagini da credente in cui parla della morte mi hanno fatto respirare e mi hanno portato un velo di serenità; ma nel momento in cui compariva di nuovo suo padre, ecco che avrei fatto volare il libro fuori dalla finestra.
    Ho fatto fatica! Si, tantissima fatica perché della magia della fanciullezza non c'è nulla e della fantasia dei ragazzini c'è pochissimo; c'è solo l'amara consapevolezza che le donne sono state fatte per cucinare e procreare, i bambini sono bambini finché non crescono e si rendono utili, il padre è libero di trattare la moglie in malo modo e senza rispetto e tutto ciò che di bello può esserci nella vita viene macchiato dalla presenza degli adulti.
    Riflettendo qui e ora, se lo consiglierei o no, ammetto che per la prima volta non saprei cosa rispondere.
    Però c'è da dire che sono contenta di averlo letto, ero curiosa di scoprire cosa questa scrittrice avesse in serbo per me.
    Ovviamente non posso dire che è scritto male perché direi una bugia, non posso affermare che non mi ha lasciato nulla perché mi ha fatto riflettere, non posso dire che non è una bella storia perché mentirei ma l'ho trovata cruda, difficile da digerire e non per tutti.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per