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L'isola di Arturo

Di

Editore: Einaudi (Einaudi Tascabili)

4.1
(4816)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 398 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806138383 | Isbn-13: 9788806138387 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Premio Strega 1957.
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  • 3

    Ben fatto!

    Arturo e il suo percorso da adolescente a adulto nella bella isoletta di Procida, con un padre inesistente che ho odiato! :P Ho messo tre stelle semplicemente perché non è il tipo di storia che ...continua

    Arturo e il suo percorso da adolescente a adulto nella bella isoletta di Procida, con un padre inesistente che ho odiato! :P Ho messo tre stelle semplicemente perché non è il tipo di storia che piace a me, ma la scrittura della Morante mi è piaciuta molto...leggerò sicuramente altro di suo!

    ha scritto il 

  • 5

    Considerato uno dei più grandi libri di formazione. Ambientato in un’isola di Procida visionaria vista con gli occhi preadolescenziali incentrati e dominati dalla figura di un padre idealizzato, ...continua

    Considerato uno dei più grandi libri di formazione. Ambientato in un’isola di Procida visionaria vista con gli occhi preadolescenziali incentrati e dominati dalla figura di un padre idealizzato, sensuale, sfuggente, in perfetta sintonia con una visione della vita epica e avventurosamente soltanto vagheggiata e perciò incompiuta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Arturo vive un'infanzia strana, su un'isola e in un tempo indefinito; trascorre gran parte della sua fanciullezza in compagnia della solitudine; gli unici contatti col mondo esterno, nei suoi primi ...continua

    Arturo vive un'infanzia strana, su un'isola e in un tempo indefinito; trascorre gran parte della sua fanciullezza in compagnia della solitudine; gli unici contatti col mondo esterno, nei suoi primi sedici anni di vita, sono il ricordo di sua madre e del balio Silvestro, la figura miserevole, ma idealizzata di suo padre, la sua cagnolina Immacolatella e Nunziata, la matrigna coetanea e suo primo amore. Ciononostante i suoi turbamenti, descritti minuziosamente, sono universali. Il romanzo si conclude con la sua partenza dall'isola allorché la verità viene disvelata e lì non c'è più posto per lui. La Morante, inoltre, in vari passaggi indugia sulla condizione femminile (attraverso la figura di Nunziata) stretta tra pregiudizi maschilisti e una religiosità repressiva e, specie all'inizio, non lesina particolari anche sugli animali (Immacolatella è la prima amica di Arturo) confermando un'ammirevole sensibilità per tutti gli esseri viventi e confermandosi, a mio avviso, come una delle più grandi scrittrici italiane e non solo.

    ha scritto il 

  • 5

    "È una grande soddisfazione per me il pensiero che tu potrai risparmiarti di lavorare, perché il lavoro non è per gli uomini, è per i ciucciarelli. Anche una fatica,magari, può dar gusto qualche ...continua

    "È una grande soddisfazione per me il pensiero che tu potrai risparmiarti di lavorare, perché il lavoro non è per gli uomini, è per i ciucciarelli. Anche una fatica,magari, può dar gusto qualche volta, purché non sia un lavoro. Una fatica oziosa può riuscire utile e simpatica, ma il lavoro, invece, è una cosa inutile, e mortifica la fantasia. A ogni modo, se per caso non ti bastassero i soldi, e tu dovessi proprio adattarti a un lavoro, ti consiglio un mestiere che favorisca la fantasia quanto più è possibile, per esempio lo spedizioniere. Ma vivere senza nessun mestiere è la miglior cosa: magari accontentarsi di mangiare pane solo, purché non sia guadagnato."

    ha scritto il 

  • 2

    « Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, ...continua

    « Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell’arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l’ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l’ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri. »

    ha scritto il 

  • 3

    La storia mi è piaciuta, ben raccontata e il personaggio di Arturo è analizzato a fondo, fino nel profondo di ogni suo fanciullesco turbamento. Leggendo però ho provato un profondo fastidio per ...continua

    La storia mi è piaciuta, ben raccontata e il personaggio di Arturo è analizzato a fondo, fino nel profondo di ogni suo fanciullesco turbamento. Leggendo però ho provato un profondo fastidio per l'utilizzo di molti tempi verbali e dopo pagine e pagine mi sono chiesta se questo fosse semplicemente un errore (è un libro pubblicato da Einaudi, non posso nemmeno pensare ad un simile orrore), una cosa voluta, visto che a parlare è lo stesso Arturo cresciuto, oppure una caratteristica stilistica della Morante (e spero che non sia così, visto che un uso scorretto della grammatica non rende uno stile bello, anzi)..

    ha scritto il 

  • 4

    Andante con pausa.

    A distanza quasi di vent'anni, ho voluto riprendere in mano un libro che mi aveva lasciato, in prima lettura, delle sensazioni acerbe. Inizio a rileggerlo, e le prime pagine sembrano premiare la mia ...continua

    A distanza quasi di vent'anni, ho voluto riprendere in mano un libro che mi aveva lasciato, in prima lettura, delle sensazioni acerbe. Inizio a rileggerlo, e le prime pagine sembrano premiare la mia scelta; e ciò sebbene fin dall'inizio ci si imbatta in errori (cosa che non riesco a spiegarmi in una scrittrice inspirata come la Morante) che appaiono essere troppi e troppo gravi per giustificarli con l'assolutoria perifrasi "errori di stampa". In un primo momento, mi riesco a immedesimare con Arturo Gerace, padrone dell'Isola e purtuttavia anima sola. Salpato, ormai, oltre le promettenti acque della riva, la disillusione: l'annichilente déjà-vu. Mi figuro, da qui in avanti, il solito romanzo sdolcinato del figliuol incompreso. Genere, quest'ultimo, ovviamente a me inviso. Contrariato ("ho riletto un libro per il quale una prima lettura era più che sufficiente!"), continuo, imperterrito e in ogni caso speranzoso, a leggere. Quando la navigazione è ormai in mare aperto, ecco apparire l'amico del padre di Arturo e, d'incanto, i germi di una prolissa noia si mutano in un accattivante inizio della fine. La mia adolescenza, per fortuna mai del tutto abbandonatami, l'avverto (ri)prendere il largo da me nel momento stesso in cui Arturo, ormai sul vapore che lo porterà sulle rive di una maturità piena, prega il balio Silvestro di avvisarlo quando finalmente il ventre caldo delle sue estati interminabili sarà inghiottito definitivamente dal mare. Solo in presenza di quell'assenza, infatti, potrà bagnarsi nelle acque di una maturità necessariamente lontana (per sempre?) dall'isola, la sua isola: quella, per l'appunto, di Arturo Gerace. "Non si descrivono situazioni ma solo passaggi" (Montaigne)

    ha scritto il 

  • 5

    Goduria letteraria

    È il primo libro che leggo di elsa morante, dovevo leggerlo da tempo sapendo già che mi sarebbe piaciuto e così infatti è stato. È pura letteratura, e te ne accorgi già dalle prime righe. Si ...continua

    È il primo libro che leggo di elsa morante, dovevo leggerlo da tempo sapendo già che mi sarebbe piaciuto e così infatti è stato. È pura letteratura, e te ne accorgi già dalle prime righe. Si vive in ogni pagina le emozioni che prova Arturo, rabbia, spensieratezza, solitudine, euforia. Non è solo la storia di un ragazzo e della sua isola, è pura letteratura che racchiude un sacco di cose, che racchiude la vita. un libro da avere in libreria, per sapere che quando ne hai bisogno, puoi andare a trovare Arturo nella sua isola!

    ha scritto il 

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