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L'isola di Arturo

Di

Editore: Einaudi (Einaudi Tascabili. Scrittori)

4.1
(4854)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806175041 | Isbn-13: 9788806175047 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Il romanzo è un'esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti noninquinate della vita. L'isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L'isola, dunque, è ilpunto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l'eroe ragazzo-Arturo. E' una sceltarischiosa perché non si dà uscita dall'isola senza la traversata del marematerno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia ela coscienza.
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  • 4

    Nel mondo mitizzato della bellissima Procida si compie un processo di crescta che porta il giovane Arturo da trasformarsi da bambino in adolescente e spiccare il volo verso la maturità: pieno di sogni di grandezza, eroismo e avventura che vede rappresentati dal padre, Arturo legge tutta la realtà ...continua

    Nel mondo mitizzato della bellissima Procida si compie un processo di crescta che porta il giovane Arturo da trasformarsi da bambino in adolescente e spiccare il volo verso la maturità: pieno di sogni di grandezza, eroismo e avventura che vede rappresentati dal padre, Arturo legge tutta la realtà che lo circonda come un piccolo epos, ma anche con una graduale disillusione. http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/12/lisola-di-arturo-morante.html

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni uomo è un'isola

    Con questo romanzo di formazione non convenzionale, scritto nel pieno della corrente del Realismo, l'autrice crea un capolavoro di letteratura contemporanea: una narrazione ironica, illusionistica, allusiva e ambivalente, sospesa tra fantasticheria di nuove avventure eccitanti e disincanto.
    ...continua

    Con questo romanzo di formazione non convenzionale, scritto nel pieno della corrente del Realismo, l'autrice crea un capolavoro di letteratura contemporanea: una narrazione ironica, illusionistica, allusiva e ambivalente, sospesa tra fantasticheria di nuove avventure eccitanti e disincanto.
    In modo del tutto singolare rispetto alla letteratura memorialistica della prima metà del Novecento, la mitica iniziazione di Arturo alla vita non viene tanto raccontata quanto, piuttosto, con distaccata precisione chirurgica, indagata e illustrata dall'autrice, al fine di esemplificare le tappe fondamentali di quel difficile percorso che conduce dall'infanzia alla coscienza di sé e al mistero della vita adulta, in una maniera brusca, senza possibilità di ritorno. E ritornano i temi amati della disgregazione della famiglia e dei suoi oscuri segreti: l'amore per la matrigna, l'agnizione della bisessualità del padre e la conseguente fine della sua mitizzazione da parte di Arturo, in quel conflittuale rapporto asimmetrico padri-figli che porta alla ribellione, al distacco e al rifiuto. L'elemento ultimo della partenza di Arturo dall'isola di Procida, immobile, solitaria, onirica e quasi fiabesca, costituisce il cardine della fine dell'Eden infantile, fatto di "Certezze Assolute", e dell'inizio della realtà, bruciante, fatta di desiderio, di lotta, di ignoto.
    Con le sue capacità stilistiche, la sua sensibilità letteraria e d'animo, senza prepotenza descrittiva, Elsa Morante accompagna cordialmente il lettore all'interno di questa delicatissima storia.

    ha scritto il 

  • 4

    SORPRESA

    Prendi un libro a caso di un'autrice il cui nomie ti dice qualcosa ma non troppo e scopri che ti piace ... semplice, lineare, senza troppi fronzoli ma piacevole.... una bella scoperta

    ha scritto il 

  • 3

    Ben fatto!

    Arturo e il suo percorso da adolescente a adulto nella bella isoletta di Procida, con un padre inesistente che ho odiato! :P Ho messo tre stelle semplicemente perché non è il tipo di storia che piace a me, ma la scrittura della Morante mi è piaciuta molto...leggerò sicuramente altro di suo!

    ha scritto il 

  • 5

    Considerato uno dei più grandi libri di formazione. Ambientato in un’isola di Procida visionaria vista con gli occhi preadolescenziali incentrati e dominati dalla figura di un padre idealizzato, sensuale, sfuggente, in perfetta sintonia con una visione della vita epica e avventurosamente soltanto ...continua

    Considerato uno dei più grandi libri di formazione. Ambientato in un’isola di Procida visionaria vista con gli occhi preadolescenziali incentrati e dominati dalla figura di un padre idealizzato, sensuale, sfuggente, in perfetta sintonia con una visione della vita epica e avventurosamente soltanto vagheggiata e perciò incompiuta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Arturo vive un'infanzia strana, su un'isola e in un tempo indefinito; trascorre gran parte della sua fanciullezza in compagnia della solitudine; gli unici contatti col mondo esterno, nei suoi primi sedici anni di vita, sono il ricordo di sua madre e del balio Silvestro, la figura miserevole, ma i ...continua

    Arturo vive un'infanzia strana, su un'isola e in un tempo indefinito; trascorre gran parte della sua fanciullezza in compagnia della solitudine; gli unici contatti col mondo esterno, nei suoi primi sedici anni di vita, sono il ricordo di sua madre e del balio Silvestro, la figura miserevole, ma idealizzata di suo padre, la sua cagnolina Immacolatella e Nunziata, la matrigna coetanea e suo primo amore. Ciononostante i suoi turbamenti, descritti minuziosamente, sono universali. Il romanzo si conclude con la sua partenza dall'isola allorché la verità viene disvelata e lì non c'è più posto per lui. La Morante, inoltre, in vari passaggi indugia sulla condizione femminile (attraverso la figura di Nunziata) stretta tra pregiudizi maschilisti e una religiosità repressiva e, specie all'inizio, non lesina particolari anche sugli animali (Immacolatella è la prima amica di Arturo) confermando un'ammirevole sensibilità per tutti gli esseri viventi e confermandosi, a mio avviso, come una delle più grandi scrittrici italiane e non solo.

    ha scritto il 

  • 5

    "È una grande soddisfazione per me il pensiero che tu potrai risparmiarti di lavorare, perché il lavoro non è per gli uomini, è per i ciucciarelli. Anche una fatica,magari, può dar gusto qualche volta, purché non sia un lavoro. Una fatica oziosa può
    riuscire utile e simpatica, ma il lavoro, ...continua

    "È una grande soddisfazione per me il pensiero che tu potrai risparmiarti di lavorare, perché il lavoro non è per gli uomini, è per i ciucciarelli. Anche una fatica,magari, può dar gusto qualche volta, purché non sia un lavoro. Una fatica oziosa può
    riuscire utile e simpatica, ma il lavoro, invece, è una cosa inutile, e mortifica la fantasia. A ogni modo, se per caso non ti bastassero i soldi, e tu dovessi proprio adattarti a un lavoro, ti consiglio un mestiere che favorisca la fantasia quanto più è
    possibile, per esempio lo spedizioniere. Ma vivere senza nessun mestiere è la miglior cosa: magari accontentarsi di mangiare pane solo, purché non sia guadagnato."

    ha scritto il 

  • 2

    « Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell’arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l’ha in se stessa, il proprio miele: ...continua

    « Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell’arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l’ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l’ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri. »

    ha scritto il 

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