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L'isola di Arturo

Di

Editore: Einaudi (Einaudi Tascabili. Scrittori)

4.0
(4888)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806175041 | Isbn-13: 9788806175047 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Il romanzo è un'esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti noninquinate della vita. L'isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L'isola, dunque, è ilpunto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l'eroe ragazzo-Arturo. E' una sceltarischiosa perché non si dà uscita dall'isola senza la traversata del marematerno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia ela coscienza.
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  • 5

    Ci sono libri che per qualche motivo meritano un posto d'onore nella tua libreria, meritano una lettura lenta anche solo per il piacere di tenerli più a lungo possibile fra le tue mani quasi ti facess ...continua

    Ci sono libri che per qualche motivo meritano un posto d'onore nella tua libreria, meritano una lettura lenta anche solo per il piacere di tenerli più a lungo possibile fra le tue mani quasi ti facessero compagnia come mi è capitato con “L’isola di Arturo”... un romanzo splendido, ricco di significati, avvolgente nelle sue descrizioni: l’isola, i paesaggi, i personaggi….“Uscivo, e mi pareva che tutti in terra non facessero altro che baciarsi: le barche, legate vicine lungo l'orlo della spiaggia, si baciavano! Il movimento del mare era un bacio, che correva verso l'isola; le pecore brucando baciavano il terreno; l'aria in mezzo alle foglie e all'erba era un lamento di baci. Perfino le nubi, in cielo, si baciavano!”
    Qualcuno mi ha detto che “le isole sono sempre luoghi particolari”.. nulla di più vero: sono luoghi dove il mare profuma l’aria, le case, le strade, i gabbiani si rincorrono leggeri e il vento scompiglia i capelli e i pensieri..
    Spesso sono luoghi magici dove si possono vivere i sogni, ma a volte possono diventare delle vere e proprie prigioni come è capitato ad Arturo.
    Arturo era un adolescente e Procida la sua isola, il suo giardino beato dove correva spensierato e libero.. passano gli anni e cominciano i dubbi, le incertezze e si rende conto di avere un disperato bisogno d’amore, quell’amore mancato di una madre morta nel darlo alla luce e di un padre sfuggente e sempre in viaggio... e gli mancano i baci, le carezze, gli abbracci, non li aveva mai ricevuti da nessuno: “Avrei voluto che mio padre mi desse un bacio, sia pure senza svegliarsi del tutto, nella confusione del sonno, e per sbaglio; o, almeno, avrei voluto io dargli un bacio; ma non osavo. Accovacciato, come un gatto, ai suoi piedi, lo guardavo dormire. Perfino il suono sommesso del suo respiro, o del suo russare, mi pareva prezioso ad ascoltarsi…”
    Già, il padre, il suo grande delfino… quando vogliamo bene a qualcuno tendiamo a vederlo come un eroe, perfetto, lo idealizziamo, lo mettiamo sul piedistallo e accettiamo qualunque cosa lui faccia o dica, poi un bel giorno succede qualcosa che ci fa scoprire che il nostro eroe non è altro che un essere umano, con i suoi difetti, le sue insicurezze e le sue fragilità, e facciamo fatica ad accettarlo..
    Nell’isola Arturo vive un’insieme di sentimenti come l’amore, la gelosia, la tristezza, la disperazione, il dolore.. e piano piano la sua bella isola ai suoi occhi si trasforma nell’isola della solitudine “Ciò che per il momento chiedevo era solo di rintanarmi per un poco in qualche angolo deserto dell’isola dove nascondere la mia solitudine lacerante..” e l’unica soluzione resta la fuga senza guardarsi indietro, dimenticare per vivere una vita più felice…
    …“Io, da quando sono nato, non ho aspettato che il giorno pieno, la perfezione della vita: ho sempre saputo che l'isola, e quella mia primitiva felicità, non erano altro che una imperfetta notte; anche gli anni deliziosi con mio padre, anche quelle sere là con lei! erano ancora la notte della vita, in fondo l'ho sempre saputo. E adesso, lo so più che mai; e aspetto sempre che il mio giorno arrivi, simile a un fratello meraviglioso con cui ci si racconta, abbracciati, la lunga noia...”

    Un grazie a te..

    Scritto il 25 lug 2011

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Colmare le lacune

    Elsa Morante era una lacuna che non potevo più permettermi di mantenere e mi sono finalmente dedicata a leggere il suo libro forse più famoso: L'isola di Arturo.
    Come spesso accade, mi sono accostata ...continua

    Elsa Morante era una lacuna che non potevo più permettermi di mantenere e mi sono finalmente dedicata a leggere il suo libro forse più famoso: L'isola di Arturo.
    Come spesso accade, mi sono accostata a questa lettura digiuna di notizie e priva di pregiudizi, in modo da non farmi influenzare da condizionamenti esterni sulle sensazioni che il libro può suscitarmi, ho voluto affrontarlo come se l'avesse scritto l'ultimo degli scrittori ignoti, e nel complesso mi è piaciuto.
    Nonostante non sia più nell'età in cui mi rispecchi nei libri di formazione ho potuto apprezzare comunque l'evoluzione del pensiero e dei sentimenti del giovane protagonista e ricordare come mi ponevo io alla sua età nei confronti del mondo. Ma soprattutto ho potuto gustare la prosa della Morante.
    Non posso dire di essermi innamorata di questa scrittrice, tuttavia ci sono stati dei passaggi in cui ho provato un piacere puro di lettura, in cui le parole erano così ben accostate e così evocative che mi è sembrato di vivere dentro la storia; mi sono ritrovata quasi con il fiato sospeso davanti ad una descrizione come se stessi leggendo un libro giallo. Alcuni passaggi invece li ho considerati un po' superflui, ripetitivi, ma sono stati pochi e non hanno guastato lo scorrere del romanzo nel suo complesso.
    Continua su: http://lemieletturecommentate.blogspot.it/2015/01/lisola-di-arturo-di-elsa-morante.html

    ha scritto il 

  • 4

    Nel mondo mitizzato della bellissima Procida si compie un processo di crescta che porta il giovane Arturo da trasformarsi da bambino in adolescente e spiccare il volo verso la maturità: pieno di sogni ...continua

    Nel mondo mitizzato della bellissima Procida si compie un processo di crescta che porta il giovane Arturo da trasformarsi da bambino in adolescente e spiccare il volo verso la maturità: pieno di sogni di grandezza, eroismo e avventura che vede rappresentati dal padre, Arturo legge tutta la realtà che lo circonda come un piccolo epos, ma anche con una graduale disillusione. http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/12/lisola-di-arturo-morante.html

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni uomo è un'isola

    Con questo romanzo di formazione non convenzionale, scritto nel pieno della corrente del Realismo, l'autrice crea un capolavoro di letteratura contemporanea: una narrazione ironica, illusionistica, al ...continua

    Con questo romanzo di formazione non convenzionale, scritto nel pieno della corrente del Realismo, l'autrice crea un capolavoro di letteratura contemporanea: una narrazione ironica, illusionistica, allusiva e ambivalente, sospesa tra fantasticheria di nuove avventure eccitanti e disincanto.
    In modo del tutto singolare rispetto alla letteratura memorialistica della prima metà del Novecento, la mitica iniziazione di Arturo alla vita non viene tanto raccontata quanto, piuttosto, con distaccata precisione chirurgica, indagata e illustrata dall'autrice, al fine di esemplificare le tappe fondamentali di quel difficile percorso che conduce dall'infanzia alla coscienza di sé e al mistero della vita adulta, in una maniera brusca, senza possibilità di ritorno. E ritornano i temi amati della disgregazione della famiglia e dei suoi oscuri segreti: l'amore per la matrigna, l'agnizione della bisessualità del padre e la conseguente fine della sua mitizzazione da parte di Arturo, in quel conflittuale rapporto asimmetrico padri-figli che porta alla ribellione, al distacco e al rifiuto. L'elemento ultimo della partenza di Arturo dall'isola di Procida, immobile, solitaria, onirica e quasi fiabesca, costituisce il cardine della fine dell'Eden infantile, fatto di "Certezze Assolute", e dell'inizio della realtà, bruciante, fatta di desiderio, di lotta, di ignoto.
    Con le sue capacità stilistiche, la sua sensibilità letteraria e d'animo, senza prepotenza descrittiva, Elsa Morante accompagna cordialmente il lettore all'interno di questa delicatissima storia.

    ha scritto il 

  • 4

    SORPRESA

    Prendi un libro a caso di un'autrice il cui nomie ti dice qualcosa ma non troppo e scopri che ti piace ... semplice, lineare, senza troppi fronzoli ma piacevole.... una bella scoperta

    ha scritto il 

  • 3

    Ben fatto!

    Arturo e il suo percorso da adolescente a adulto nella bella isoletta di Procida, con un padre inesistente che ho odiato! :P Ho messo tre stelle semplicemente perché non è il tipo di storia che piace ...continua

    Arturo e il suo percorso da adolescente a adulto nella bella isoletta di Procida, con un padre inesistente che ho odiato! :P Ho messo tre stelle semplicemente perché non è il tipo di storia che piace a me, ma la scrittura della Morante mi è piaciuta molto...leggerò sicuramente altro di suo!

    ha scritto il 

  • 5

    Considerato uno dei più grandi libri di formazione. Ambientato in un’isola di Procida visionaria vista con gli occhi preadolescenziali incentrati e dominati dalla figura di un padre idealizzato, sensu ...continua

    Considerato uno dei più grandi libri di formazione. Ambientato in un’isola di Procida visionaria vista con gli occhi preadolescenziali incentrati e dominati dalla figura di un padre idealizzato, sensuale, sfuggente, in perfetta sintonia con una visione della vita epica e avventurosamente soltanto vagheggiata e perciò incompiuta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Arturo vive un'infanzia strana, su un'isola e in un tempo indefinito; trascorre gran parte della sua fanciullezza in compagnia della solitudine; gli unici contatti col mondo esterno, nei suoi primi se ...continua

    Arturo vive un'infanzia strana, su un'isola e in un tempo indefinito; trascorre gran parte della sua fanciullezza in compagnia della solitudine; gli unici contatti col mondo esterno, nei suoi primi sedici anni di vita, sono il ricordo di sua madre e del balio Silvestro, la figura miserevole, ma idealizzata di suo padre, la sua cagnolina Immacolatella e Nunziata, la matrigna coetanea e suo primo amore. Ciononostante i suoi turbamenti, descritti minuziosamente, sono universali. Il romanzo si conclude con la sua partenza dall'isola allorché la verità viene disvelata e lì non c'è più posto per lui. La Morante, inoltre, in vari passaggi indugia sulla condizione femminile (attraverso la figura di Nunziata) stretta tra pregiudizi maschilisti e una religiosità repressiva e, specie all'inizio, non lesina particolari anche sugli animali (Immacolatella è la prima amica di Arturo) confermando un'ammirevole sensibilità per tutti gli esseri viventi e confermandosi, a mio avviso, come una delle più grandi scrittrici italiane e non solo.

    ha scritto il 

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