Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'isola misteriosa

Di

Editore: Aurora

4.2
(1155)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 215 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Chi semplificata , Catalano , Sloveno , Norvegese , Portoghese , Olandese

Isbn-10: 8809190246 | Isbn-13: 9788809190245 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

Ti piace L'isola misteriosa?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Un grande classico

    Un romanzo veramente gigantesco. La vita di 5 naufraghi dell'aria su un'isola deserta e sconosciuta. Colpi di scena e trovate geniali a ripetizione fino al finale che riserva sorprese ad ogni capoverso. Per non parlare poi dei comprimari che si susseguono, fra tutti il mitico e misterioso capitan ...continua

    Un romanzo veramente gigantesco. La vita di 5 naufraghi dell'aria su un'isola deserta e sconosciuta. Colpi di scena e trovate geniali a ripetizione fino al finale che riserva sorprese ad ogni capoverso. Per non parlare poi dei comprimari che si susseguono, fra tutti il mitico e misterioso capitano Nemo che qui svela tutti i suoi segreti. Verme non sbaglia un colpo e qui supera se stesso raccontando un'avventura che copre un arco di tempo di ben 4 anni. Consiglio di leggerlo dopo Ventimila leghe sotto i mari e dopo I figli del capitano Grant di cui ne è l'ideale conclusione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bel romanzo di avventura, anche se sapendo già chi sia il misterioso genio che aiuta i naufraghi dell’Isola di Lincoln il pathos ne risente un po’. Nonostante questo è sicuramente un degno finale per la trilogia verniana che anni dopo aver letto il primo libro, “I figli del capitano Grant”, final ...continua

    Bel romanzo di avventura, anche se sapendo già chi sia il misterioso genio che aiuta i naufraghi dell’Isola di Lincoln il pathos ne risente un po’. Nonostante questo è sicuramente un degno finale per la trilogia verniana che anni dopo aver letto il primo libro, “I figli del capitano Grant”, finalmente concludo.
    Scagliati da un tremendo uragano su un’isola deserta i protagonisti di quest’avventura devono cavarsela contando solamente sulle proprie forze e conoscenze, ma grazie alla vasta scienza teorica e pratica posseduta soprattutto dall’ingegnere Cyrus Smith e alla loro coesione riusciranno a cavarsela egregiamente, in un perfetto esempio pratico del pensiero ottocentesco che vede l’uomo plasmare la natura e assoggettarla ai propri bisogni.

    ha scritto il 

  • 4

    parla di un ragazzo, un giornalista, uno scienziato, un marinaio, un ex schiavo, un criminale ravvedutosi e una scimmia divenuta maggiordomo che, durante la guerra di seccessione, decidono di scappare a bordo di un pallone. ma esso viene bucato e sbarcano su un'isola misteriosa. riusciranno a cav ...continua

    parla di un ragazzo, un giornalista, uno scienziato, un marinaio, un ex schiavo, un criminale ravvedutosi e una scimmia divenuta maggiordomo che, durante la guerra di seccessione, decidono di scappare a bordo di un pallone. ma esso viene bucato e sbarcano su un'isola misteriosa. riusciranno a cavarsela in quella foresta primitiva?

    ha scritto il 

  • 4

    “Ah, quanto è dura la solitudine per un’anima lacerata dai rimorsi!”

    Quanti ricordi sopiti risvegliano alla mia mente i libri di Jules Verne, leggendoli mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando da bambina iniziai i “primi passi” nel mondo della lettura.
    Erano soprattutto i libri di Verne che leggevo, insieme a quelli di Emilio Salgari, tutti libri che ...continua

    Quanti ricordi sopiti risvegliano alla mia mente i libri di Jules Verne, leggendoli mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando da bambina iniziai i “primi passi” nel mondo della lettura.
    Erano soprattutto i libri di Verne che leggevo, insieme a quelli di Emilio Salgari, tutti libri che solleticavano la mia fantasia, che mi permettevano di fare viaggi in terre a me lontane e sconosciute, che mi permettevano di vivere avventure uniche e straordinarie, il tutto usando solo la mia fantasia.
    Non c’erano videogiochi all’epoca, non c’erano i cellulari, non c’erano i computer, non c’erano le diavolerie tecnologiche quotidiane, c’era solo ed esclusivamente la fantasia, un aspetto che andrebbe fatto riscoprire anche ai bimbi di oggi, che di fantasia, purtroppo, ne usano ben poca.
    Verne era davvero bravo a inventare storie e ci sono delle volte in cui mi dispiace davvero per il fatto che sia stato relegato solo a scrittore per l’infanzia, quando avrebbe meritato molto di più.
    Questo straordinario scrittore sapeva scrivere di avventure straordinarie, ma a differenza di Salgari che amava più la natura incontaminata, lui si affidava alla sua amata scienza, quell’innato amore per la scienza che gli permise di scrivere di viaggi al centro della Terra o di costruire con la mente un meraviglioso sottomarino.
    “L’isola misteriosa” è a mio modesto parere il suo miglior romanzo, terzo e ultimo capitolo della trilogia dedicata al capitano Nemo(gli altri due sono “I figli del capitano Grant” e “Ventimila leghe sotto i mari”, da leggere in questo rigoroso ordine).
    Protagonisti della storia sono un gruppo di cinque naufraghi americani, scappati dalla guerra di Secessione e che si ritrovano, loro malgrado, dispersi durante un naufragio su un’isola dell’oceano Pacifico, un’isola situata nell’emisfero australe e che nessuna mappa ha mai rilevato.
    Grazie alla determinazione e intelligenza di uno di loro, l’ingegnere Ciro Smith, i cinque riescono a sopravvivere alla dura vita dell’isola, avvalendosi anche delle tante risorse naturali, sia animali che vegetali, che l’isola dona loro ogni giorno.
    Come dei piccoli e novelli Robinson Crosue si costruiscono una casa, si producono da loro dei vestiti, coltivano ortaggi, allevano animali selvatici, addomesticano persino un orango, Jup, che diviene un loro fedele servitore.
    Però non tutto è così rose e fiori come sembra, tanti pericoli sono in agguato dietro ogni angolo, pericoli ai quali riusciranno sempre a scampare grazie all’inspiegabile intervento di un fattore esterno che loro attribuiscono alla Provvidenza.
    Ma è davvero la Provvidenza? Ciro Smith, il più razionale del gruppo, non ci crede…questi interventi insperati e piovuti dal nulla fanno sempre più balenare nella sua mente che non sono soli sull’isola, che una presenza misteriosa e benefattrice sta tentando di mettersi in contatto con loro…
    Potrei trovare milioni di aggettivi per descrivere la bellezza di quello che è , senza dubbio, il romanzo più complesso e affascinante di Verne, un’ambientazione selvaggia e bellissima, un alone di mistero che si percepisce dalla prima all’ultima pagina e che accompagna, come una silenziosa ombra, la vita e le avventure dei naufraghi, un finale dolce, struggente e malinconico, che conclude al meglio una trilogia che è entrata di diritto nei cuori di tutti coloro che amano i romanzi di avventura.
    Un piccolo capolavoro, un tributo a quello che è l’impegno umano, a quella che è l’infinita sapienza che un uomo può conquistare.
    Uno di quei libri che rileggerei all’infinito…avventura allo stato puro, narrata con passione da colui che l’amava forse più di sé stesso.
    Un romanzo purtroppo sottovalutato, relegato a letteratura per l’infanzia quando in realtà dietro c’è molto, molto di più.
    E quanto vorrei vivere anch’io su quell’isola…

    ha scritto il 

  • 4

    No es ni con mucho la mejor de Verne, pero siempre despierta en mí un cariño mágico y especial.
    Novela clásica de aventuras, secretos y enigmas, en una isla aparentemente desierta de los mares del sur.
    En ella el autor hace un canto exhaustivo al honor, a la camaradería y a la supervi ...continua

    No es ni con mucho la mejor de Verne, pero siempre despierta en mí un cariño mágico y especial.
    Novela clásica de aventuras, secretos y enigmas, en una isla aparentemente desierta de los mares del sur.
    En ella el autor hace un canto exhaustivo al honor, a la camaradería y a la supervivencia.
    La reaparición estelar del capitán Nemo y su Nautilus, pone el broche final a un entretenimiento excepcional.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro assoluto: forse il miglior libro d'avventura che si possa scrivere, sicuramente il miglior libro d'avventura che si possa ambientare su un'isola sperduta. C'è pura una comparsata finale da antologia. Consigliatissimo a tutti, soprattutto agli adulti: i ragazzini se ne restino pure a ri ...continua

    Capolavoro assoluto: forse il miglior libro d'avventura che si possa scrivere, sicuramente il miglior libro d'avventura che si possa ambientare su un'isola sperduta. C'è pura una comparsata finale da antologia. Consigliatissimo a tutti, soprattutto agli adulti: i ragazzini se ne restino pure a rincoglionirsi su facebook.

    ha scritto il 

  • 2

    eh, se solo Cyrus lavorasse al nostro reparto ingegneria!

    Pura avventura in stile 1800, di solito iscritta nelle liste dei libri di fantascienza senza altro motivo che la presenza di un personaggio in comune con 20000 leghe sotto i mari.
    Ottimo - forse ancora oggi - per un ragazzo (direi pre-teenage), a rileggerlo da adulto salta fuori imperioso, ...continua

    Pura avventura in stile 1800, di solito iscritta nelle liste dei libri di fantascienza senza altro motivo che la presenza di un personaggio in comune con 20000 leghe sotto i mari.
    Ottimo - forse ancora oggi - per un ragazzo (direi pre-teenage), a rileggerlo da adulto salta fuori imperioso, continuo (e improponibile) quello che e' il vero elemento fantastico del testo: la pazzesca efficienza e velocita' con cui i naufraghi realizzano ogni cosa. Con la sola forza di 5 uomini (2 dei quali si suppongono mediamente impegnati a tempo quasi pieno per procacciare cibo) in pochissimi mesi, senza nessun utensile, impiantano miniere, fonderie, forni, allevamenti, case, dighe, ponti, mulini, barche e quanto altro serve a creare una colonia comoda e funzionante.
    In questo senso si puo' effettivamente che l' Isola fa parte dei precursori della fantascienza, di quel ramo di essa che nei decenni fino al 1930 produsse quei ridicoli racconti di superscienza (in realta' magia, come faceva giustamente osservare - se non erro - Marzio Tosello) in cui il Cyrus Smith di turno in mezza giornata, con un cacciavite, una forcina per capelli e una decina di chili di rottami assortiti inventava, progettava e realizzava una propoulsione stellare o un raggio disintegratore.
    In realta', sappiamo bene che nello stesso tempo, una moderna industria come quella dove lavoro, riesce a mamlapena a portarsi a casa e mettere in funzione un macchinario di quelli semplici, tipo un serbatoio... se qualcun altro glielo fabbrica, naturalmente!

    ha scritto il 

  • 4

    Anche quest'anno, a dicembre, mi sono regalato un tuffo nell'avventura più pura con il buon vecchio Verne. E anche questa volta non sono rimasto deluso. I soliti ingredienti ci sono tutti, e anche le ingenuità, ma il divertimento è sempre assicurato. Da sconsigliare vivamente a tutti gli animalis ...continua

    Anche quest'anno, a dicembre, mi sono regalato un tuffo nell'avventura più pura con il buon vecchio Verne. E anche questa volta non sono rimasto deluso. I soliti ingredienti ci sono tutti, e anche le ingenuità, ma il divertimento è sempre assicurato. Da sconsigliare vivamente a tutti gli animalisti radical-chic.

    ha scritto il 

  • 5

    È un libro che continuo e continuo a rileggere. Sarà che è un libro positivo che ti riconcilia col mondo, sarà per l'uomo di scienza che risolve tutti i problemi con le sue conoscenze, ma la sua lettura mi lascia sempre soddisfatto.
    Ora, guardando il libro un po' più dall'esterno, non me ne ...continua

    È un libro che continuo e continuo a rileggere. Sarà che è un libro positivo che ti riconcilia col mondo, sarà per l'uomo di scienza che risolve tutti i problemi con le sue conoscenze, ma la sua lettura mi lascia sempre soddisfatto.
    Ora, guardando il libro un po' più dall'esterno, non me ne voglia Verne, ma è l'equivalente hard SF di un romanzo Harmony: nessun conflitto tra i protagonisti, caratteri lineari, il “genio dell’isola” che li aiuta al momento opportuno... Ma per me tutto questo viene controbilanciato dalla precisione delle descrizioni scientifiche e tecniche. Insomma, un po' di sana evasione non guasta ogni tanto, no?

    ha scritto il 

Ordina per