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L'ispettore generale

Di

Editore: Biblioteca Universale Rizzoli

4.2
(173)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 182 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000078627 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Attualissimo !

    Una sapida e corrosiva satira sulla corruzione dilagante fra gli alti notabili di un paese della Russia zarista proposta in forma di “piece” teatrale che ben si adatta , purtroppo, alla realtà dei tempi attuali .
    E se la farsa è di per sé gustosissima , ho trovato la seconda parte del romanzo ge ...continua

    Una sapida e corrosiva satira sulla corruzione dilagante fra gli alti notabili di un paese della Russia zarista proposta in forma di “piece” teatrale che ben si adatta , purtroppo, alla realtà dei tempi attuali . E se la farsa è di per sé gustosissima , ho trovato la seconda parte del romanzo genialmente pregevole . Un vero gioiellino da leggere assolutamente .

    ha scritto il 

  • 5

    Quanti spunti avrebbe, da noi, oggi

    L'ispettore generale è la più conosciuta opera teatrale di Gogol' – autore che per inciso noi consideriamo russo, ma che in realtà era ucraino, a dimostrazione della relatività e della inconsistenza di un “ordine mondiale” odierno che per certi versi ci sta riportando al medioevo – e in qu ...continua

    L'ispettore generale è la più conosciuta opera teatrale di Gogol' – autore che per inciso noi consideriamo russo, ma che in realtà era ucraino, a dimostrazione della relatività e della inconsistenza di un “ordine mondiale” odierno che per certi versi ci sta riportando al medioevo – e in quanto tale è complicata da recensire senza abbandonarsi a sterili soggettività o cadere nel già detto. Eppure la forza del testo è tale da lasciare (come per la gran parte dell'opera di questo grandissimo autore) nel lettore sensazioni indelebili, e da rappresentare un paradigma di critica sociale talmente universale da essere attualissimo, tanto più in una società decadente come quella italiana di questo inizio di millennio. Per questo ritengo giusto, anche attraverso queste mie poche ed indegne righe, richiamare l'attenzione sulla necessità di leggere questo testo o di andare a vederne una rappresentazione teatrale. La storia è semplicissima. In una città di provincia dell'impero zarista si viene a sapere che sta per giungere un ispettore da Pietroburgo per controllare l'andamento della cosa pubblica. Subito il Sindaco e gli altri maggiorenti si riuniscono per decidere come parare il colpo, visto che naturalmente tutto va male a causa della loro corruzione e ingordigia. Quando poco dopo apprendono che in un albergo è sceso un giovane proveniente dalla capitale, nessuno dubita che sia il temuto ispettore, per cui lo vanno a trovare in delegazione per blandirlo e per ingraziarselo; il giovane, che in realtà è un funzionario di infimo livello che sta tornando dai suoi dopo avere perso tutti i soldi al gioco, all'inizio non capisce come mai venga così riverito, ma subito decide di trarre vantaggio dalla situazione. Conferma quindi le opinioni dei provinciali sul suo potere, sulla bella vita condotta a Pietroburgo, fa la corte alla moglie e alla figlia del sindaco, gli promette di farlo diventare generale, si fa prestare denaro da tutti. Naturalmente tutti esaudiscono i suoi desideri senza fiatare. Quando il gioco è portato troppo avanti e rischia di essere scoperto il giovane scappa con una scusa; mentre il Sindaco si vede già generale a Pietroburgo e comincia ad attirarsi l'invidia degli altri notabili della cittadina giunge la notizia che è arrivato il vero Ispettore generale. Con un colpo di genio teatrale Gogol' chiude la commedia con una scena muta, sorta di crocifissione laica che immortala gli astanti nella loro sorpresa per essere stati gabbati. La critica alla corruzione della società zarista dell'800 è tanto più feroce in quanto deriva dalla descrizione di un episodio marginale, perfettamente verosimile. L'autore stesso è pienamente consapevole che l'effetto comico e la capacità di far riflettere il pubblico sarà tanto più grande quanto meno si eccederà in atteggiamenti caricaturali: l'ottima edizione Garzanti che ho letto riporta parecchie appendici, tra cui l'Avvertenza per coloro che desiderano recitare come si deve “L'ispettore generale”, che Gogol' apre proprio così: ”Soprattutto è necessario evitare di cadere nella caricatura. Non ci deve essere nulla di esagerato o di triviale. Neppure nei ruoli meno importanti”. Questa avvertenza mi induce a riflettere su come, invece, molte delle rappresentazioni teatrali che ho potuto vedere dal vivo (una) o in video puntino proprio sulla caricatura dei personaggi, dando al testo un sentore di farsa che non solo tradisce i dettami dell'autore, ma ne sminuisce la forza corrosiva. Un elemento fondamentale del testo, che non a caso costituì una delle cause principali dell'accoglienza tiepida che ebbe al debutto, è che non ci sono personaggi positivi. Tutti i notabili della città operano solo per nascondere le loro malefatte, per passare indenni l'ispezione e continuare ad arricchirsi come prima: anzi, nella famiglia del Sindaco si coltiva l'illusione che proprio grazie alla capacità di corrompere il supposto ispettore il loro status sociale possa grandemente elevarsi. Chlestakov, il falso ispettore, a sua volta è un approfittatore di bassa lega, che non esita a sparare le panzane più grosse (tra l'altro si attribuisce la paternità de Le nozze di figaro) non appena si rende conto dell'ingenuità e del provincialismo di chi ha davanti. Nella commedia ci sono ovviamente molti autentici colpi di genio, tra i quali mi piace citare i personaggi di Dobčinskij e Bobčinskij, che come dice la similitudine del nome sono uguali, rappresentando quindi la serialità anche corporea del piccolo possidente russo avido e pavido. Dopo aver letto questa opera immortale mi sono domandato quanti spunti avrebbe un Gogol' nella nostra Italia odierna, e quanto a questa nostra derelitta società manchi un autore della sua forza. Quindi, ho acceso la televisione.

    ha scritto il 

  • 0

    Stupefacente commedia del grande autore russo. Attraverso gag modernissime viene preso in giro un’intera classe dirigente di una cittadina russa dove regna la disorganizzazione, il malgoverno, la corruzione (viene in mente qualcosa a qualcuno?) e dove ciò fa mergere la modestia culturale ed intel ...continua

    Stupefacente commedia del grande autore russo. Attraverso gag modernissime viene preso in giro un’intera classe dirigente di una cittadina russa dove regna la disorganizzazione, il malgoverno, la corruzione (viene in mente qualcosa a qualcuno?) e dove ciò fa mergere la modestia culturale ed intellettuale della stessa tanto da essere abbindolata (e truffata) in maniera grottesca. Alcuni passaggi sono degni delle cronache recente a dimostrazione del coraggio e dell’acume dell’autore che nel 1838 individua, elenca e rende evidenti al grande pubblico le miserie e le piccolezze dell’organizzazione pubblica russa. Altri sono paragonabili al teatro espressionista contemporaneo (Living theatre?)come il minuto e mezzo di "scena muta" finale. Lettura consigibilissima.

    ha scritto il 

  • 4

    Ah Gogol! quanto mi diverte!!
    Peccato per la brutta fama di mattone che infelici titolazioni e facili ironie da liceali gli fanno conquistare nell'età della gran curiosità letteraria.
    L'ispettore generale è una commedia leggera, quasi hollywoodiana, ma con l'acutezza di Gogol e l'ampiezza della ...continua

    Ah Gogol! quanto mi diverte!! Peccato per la brutta fama di mattone che infelici titolazioni e facili ironie da liceali gli fanno conquistare nell'età della gran curiosità letteraria. L'ispettore generale è una commedia leggera, quasi hollywoodiana, ma con l'acutezza di Gogol e l'ampiezza della grande Russia. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Il realismo russo, condito con lo spirito satirico tipico di Gogol, non può che dare frutti smaglianti. Funzionari statali e corruzione, niente di più attuale. E si ha l'impressione, leggendola, che i loro vizi si attaccherebbero anche a noi, se solo ne avessimo l'occasione..
    Bella commedia, succ ...continua

    Il realismo russo, condito con lo spirito satirico tipico di Gogol, non può che dare frutti smaglianti. Funzionari statali e corruzione, niente di più attuale. E si ha l'impressione, leggendola, che i loro vizi si attaccherebbero anche a noi, se solo ne avessimo l'occasione.. Bella commedia, successiva ma non inferiore, sicuramente, alla famosissima, super citata, "Che disgrazia, l'ingegno" di Gribojedov. Nel mio libro, il testo della commedia è seguito da interessanti testi teatrali, scritti di contorno a questa commedia, come "all'uscita dal teatro dopo la recita di una commedia nuova", scena corale e vivace con cui Gogol simula i commenti e le reazioni del pubblico, "spiegazione dell'ispettore generale", dialogo tra gli attori che hanno interpretato la commedia, e alcune lettere scritte da Gogol aventi ad oggetto sempre questo testo teatrale.

    ha scritto il 

  • 4

    Una delle commedie più divertenti del grande Gogol' con una folla di personaggi pronta a prostrarsi davanti a un ispettore governativo. Ovviamente è un grosso abbaglio e il falso ispettore si prende gioco dei lacché del potere.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro! satira violenta contro la burocrazia zarista. Denigrato da molti (con l'eccezione di Puskin...). Una commedia spietata sulla mediocrità umana e quindi di valore universale e sempre attuale (rappresentato nel 1836) Esilarante. Imperdibile

    ha scritto il