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L'italiano

ovvero Il confessionale dei penitenti neri

Di ,

Editore: A. Mondadori (Oscar classici)

3.8
(63)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 545 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804605154 | Isbn-13: 9788804605157 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Descrizione del libro
Napoli, 1764: Vincenzo di Vivaldi ed Elena di Rosalba, giovani innamorati dall'animo semplice e puro, vedono il loro sogno d'amore contrastato dalla perfida marchesa, la madre di lui, che non ritiene la ragazza all'altezza della sua nobile e ricca famiglia. Ad aiutare la malvagia donna nel tessere la sua trama è il diabolico monaco Schedoni, uno dei personaggi più riusciti della Radcliffe: è lui "l'italiano" che dà il titolo al romanzo, losco figuro dal passato ambiguo, di nobili natali ma caduto in disgrazia dopo essersi macchiato di un'orribile colpa. Discendente del Satana di Milton e fratello dei Masnadieri di Schiller, Schedoni è diventato in breve prototipo di tutti gli antagonisti del romanzo gotico e oltre. Tra atmosfere cupe e spaventose, colpi di scena, misteri inspiegabili, terribili prove cui sono sottoposti i personaggi, si dispiega una trama che a suo tempo conquistò tantissimi lettori in Inghilterra contribuendo al diffondersi della nuova sensibilità romantica.
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  • 4

    Mrs. Radcliffe colpisce ancora!

    Che dire? Dopo "I misteri di Udolpho" non vedevo l'ora di rituffarmi nuovamente nelle magiche atmosfere gotiche di Ann Radcliffe. "L'italiano" (ovvero, "il confessionale dei penitenti neri", come ...continua

    Che dire? Dopo "I misteri di Udolpho" non vedevo l'ora di rituffarmi nuovamente nelle magiche atmosfere gotiche di Ann Radcliffe. "L'italiano" (ovvero, "il confessionale dei penitenti neri", come aggiunge l'autrice nel titolo completo dell'opera) è un romanzo decisamente più breve di Udolpho (praticamente è lungo la metà), ma non meno affascinante! Una stellina in meno solamente perché Udolpho mantiene vive quelle atmosfere gotiche tipiche (il castello, i fantasmi, i suoni percepiti, i segreti celati in passaggi segreti) che - per la differente ambientazione - ne "L'italiano" vengono sostituite con elementi meno sublimi...

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo bello, traduzione a tratti deludente

    ***Recensione ALLA STORIA***

    Mi è piaciuto sia per la trama sia per le ambientazioni; per me non è un difetto il fatto che l'autrice abbia usato molta fantasia nel descrivere l'Italia, anzi! E' un ...continua

    ***Recensione ALLA STORIA***

    Mi è piaciuto sia per la trama sia per le ambientazioni; per me non è un difetto il fatto che l'autrice abbia usato molta fantasia nel descrivere l'Italia, anzi! E' un romanzo, quindi anche se non c'è il realismo va bene lo stesso, anzi è anche meglio così è più suggestivo, come quei dipinti in cui vengono raffigurate insieme rovine romane inventate o messe fuori posto. C'è il gusto romantico di associare paesaggio e sentimento, e c'è un noir-gotico-orrido che lascia comunque qualche brivido, anche se probabilmente è all'acqua di rose rispetto a cosa si scrive e si vede nei libri moderni.

    ***Recensione ALLA TRADUZIONE***

    Nelle note si parla di una traduzione moderna, di un disprezzo per «i baroni della letteratura degli anni '50 che scrivevano in un italiano più antiquato di quello usato da DeAmicis in Cuore»... ma scherziamo o che cosa? Se questo è l'italiano moderno, che Dio ce ne scampi e liberi, ed evviva alle traduzioni antiquate di una volta! Io leggo la versione italiana perché non ho voglia di sbattermi a leggere quella originale, ma a saperlo che la traduzione era così avrei letto l'inglese senza dubbio! Possibile che il libro debba essere pieno che versa di frasette di mezza-una riga l'una, con punti di sospensione a ogni passo? A parte che a me viene l'affanno a leggere un libro così, mi chiedo: se l'inglese usa spesso punti e virgola, due punti, verbi al gerundio, etc... che ti costa, traduttore, a far lo stesso in italiano, sforzandoti almeno di rendere le frasi con la loro bella costruzione, invece di spezzarle in questa maniera indegna???

    Esempio: «Il giovane passò tutta la serata a Portici PUNTO All'ora del suo rientro a Napoli il marchese non era ancora tornato e perciò non riuscì a sapere di che cosa volesse parlargli PUNTO Gli arrivò un biglietto da Bonarmo PUNTO Si rifiutava di accompagnarlo alla fortezza e gli consigliava di fare a meno di andare in quel luogo, era troppo pericoloso PUNTO». E avanti così... prego ora considerare l'inglese. «He remained at Portici the following evening, and, on his return to Naples, the Marchese being again absent, he continued ignorant of the intended subject of the interview. A note from Bonarmo brought a refusal to accompany him to the fortress, and urged him to forbear so dangerous a visit»

    Io non sto criticando con il fine di dire che farei meglio (perciò non state a commentare cose tipo "se sei tanto intelligente fattelo da sola"; il punto è che io non sono una traduttrice :) Ma visto che c'è gente che fa il traduttore di mestiere, sarebbe bene che lo facesse meglio, e non in questo modo che secondo me è pietoso. E tutte queste frasi così spezzate mi rovinano tutto ciò che invece della traduzione è fatto bene. Oh, e un'altra cosa: ho notato qualche congiuntivo latitante e un paio di elementi grammaticali che, se non proprio errati, sono sicuramente stridenti per chi cerca un italiano tradizionale (e in un romanzo così, che non è moderno, mi sarebbe piaciuto in alcuni punti maggior cura per rendere l'atmosfera "antica", senza voler a tutti i costi rendere moderno ciò che non lo è).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Premettendo che il romanzo gotico negli ultimi tempi forse è il genere che preferisco, mi sono accostato a questo romanzo proprio perchè suggerito da molti come pilastro del "romanzo nero". Devo ...continua

    Premettendo che il romanzo gotico negli ultimi tempi forse è il genere che preferisco, mi sono accostato a questo romanzo proprio perchè suggerito da molti come pilastro del "romanzo nero". Devo dire che le ambientazioni, i segreti, la storia d'amore dei protagonisti sono tipici del genere, ma forse in questo caso siamo ancora agli albori. I personaggi son tutti decisamente fuori le righe; chi troppo ligio al dovere, chi troppo meschino, chi troppo stupido, chi decisamente improbabile. La trama anch'essa in alcuni punti è decisamente scialba; non tanto per alcune ambientazioni italiane "tipicamente falsate", ma soprattutto per le varie situazioni simili più al grottesco rispetto al vero Gotico. Dovranno giungere gli anni di Frankestein e di Dracula. Da considerare in maniera positiva sono invece le possibilità date dalla Radcliffe al personaggio femminile che diverrà una vera eroina del tempo, in quanto vengono concesse scelte decisionali fuori del tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Capolavoro di romanzo romantico, perchè di questo si tratta, con spunti gotici. La definizione classica del romanzo (classificato all' unisono come romanzo gotico) è dovuta a un approfonditissimo ...continua

    Capolavoro di romanzo romantico, perchè di questo si tratta, con spunti gotici. La definizione classica del romanzo (classificato all' unisono come romanzo gotico) è dovuta a un approfonditissimo studio delle paure dei personaggi derivate dalle terribili prove che sono portati a superare. E quindi nella loro mente una caverna buia diventa covo di spiriti malvagi, e le camere di tortura dell' inquisizione, così tanto poco illuminate da rendere equivoca ogni sagoma divengono l' inferno in terra, con tanto di urla agghiaccianti provenienti da un luogo indistino nell' oscurità. Ma il soprannaturale, quello che presto o tardi compare sempre nel romanzo gotico, non si mostra mai, rimanendo latente per tutto lo scorrere del libro. Meraviglioso lo studio della psiche dei personaggi che, per quanto stereotipati, funzionano sempre. Ma il vero protagonista non è Vivaldi, nè tantomeno Elena, ma Schedoni, la cui storia coincide con la storia stesssa del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Amore contrastato, ville diroccate, sotterranei misteriosi, la Santa Inquisizione, omicidi ed avvelenamenti, rapimenti, un losco figuro di nome Schedoni,sono gli ingredienti di questo romanzo ...continua

    Amore contrastato, ville diroccate, sotterranei misteriosi, la Santa Inquisizione, omicidi ed avvelenamenti, rapimenti, un losco figuro di nome Schedoni,sono gli ingredienti di questo romanzo ambientato nella Napoli del '700.Pubblicato nel 1797, è il prototipo del romanzo gotico o "nero". Ben costruito, trama credibile, personaggi ben caratterizzati. Ovviamente, c'è il lieto fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Monaci tenebrosi, prigioni e Inquisizione

    Questo è stato il primo romanzo della Radcliffe che ho letto, e devo ammettere che non è male. I protagonisti, forse, lasciano un po' a desiderare, soprattutto Elena; Schedoni, però, con la sua ...continua

    Questo è stato il primo romanzo della Radcliffe che ho letto, e devo ammettere che non è male. I protagonisti, forse, lasciano un po' a desiderare, soprattutto Elena; Schedoni, però, con la sua aura di oscuri misteri, riesce davvero ad appassionare il lettore in tutta la sua terribile malvagità. Sceglierel'Italia come luogo di svolgimento dell'azione è in teoria una buona idea, ma magari la Radcliffe avrebbe potuto "informarsi meglio" sulla geografia e le usanze del nostro paese. Quattro stelle meritate per i brividi che ha provocato.

    P.S.: è stato alquanto sconvolgente notare quanto le vicende di Elena e Vincenzo somigliassero a quelle di Renzo e Lucia; e ancora più stupefacente leggere che Manzoni era effettivamente appassionato di romanzi gotici. Inaspettato.

    ha scritto il 

  • 4

    The Italian, or the Confessional of the Black Penitents 1797

    The Italian è il terzo romanzo di ambientazione italiana di Ann Radcliffe, dopo I misteri di Udolpho e A Sicilian Romance . Potrebbe sembrare ( e di fatto lo è ) che Inghilterra, Irlanda , ...continua

    The Italian è il terzo romanzo di ambientazione italiana di Ann Radcliffe, dopo I misteri di Udolpho e A Sicilian Romance . Potrebbe sembrare ( e di fatto lo è ) che Inghilterra, Irlanda , Scozia siano perfetti luoghi per ambientare un romanzo gotico. C’è l’effetto latitudine ,con le sue piogge e le brume, le coste frastagliate dall' erosione ; la vastità delle brughiere , chilometri di eriche e cespugli battute dal vento dove la nebbia crea figure fantasmatiche. . . E gli abitanti, solitari e aspri quanto le loro contrade , almeno negli anni tra il 700 e l’800 che videro la nascita del romanzo gotico. Eppure Ann Radcliffe scelse l'Italia per i suoi romanzi neri. Non fu la sola e nemmeno la prima. Horace Walpole ambientò il suo romanzo più famoso, The Castle of Otranto ( 1764 ) , in Italia. Nell' opera di Walpole, castelli gotici , labirinti sotterranei , che sembrano disegnati da Piranesi, spettri, , assassini, 'revenants' , profezie, danno forma a una miscela romanzesca a cui attingeranno in molti, successivamente. Sono queste le pagine che faranno da apripista alla letteratura europea dell' orrore. l'Italia era lo scenario ideale per quel tipo di romanzi. Aveva fama di essere un paese arretrato, selvaggio, superstizioso, una terra di briganti , segnata da aspre catene montuose, fitte foreste e pianure cosparse di antiche rovine. Ann Rdcliffe non mise mai piede in Italia e non si preoccupò di documentarsi per le sue ricostruzioni . Si affidò interamente all' immaginazione e ai resoconti di viaggio dei suoi contemporanei. Nei suoi romanzi accade di imbattersi in una fortezza romana poco distante da Napoli o in monasteri gotici arrampicati sui monti, dove monaci e monache convivevano lietamente. Ma ad Ann non importava affatto di eventuali errori o imprecisioni. Lei si rivolgeva al lettore inglese del '700 che ne sapeva più o meno quanto lei di come era fatta l'Italia. Quello che contava era creare una certa atmosfera e suscitare emozioni 'forti' nei suoi lettori. ' The Italians' è il romanzo di Schedoni, il monaco del convento dello Spirito Santo a Napoli. Uomo dal passato misterioso, orgoglioso, austero, ama il silenzio e la solitudine. Ed è la solitudine il tratto più affascinante di Schedoni. La solitudine è la condizione della sua esistenza : solo con i suoi confratelli, solo con le sue colpe, con i suoi pensieri. Un uomo o forse uno spirito, un genio maligno. Per certi suoi tratti Schedoni assomiglia al Satana di Milton , il più bello degli angeli, che l' orgoglio , l'invidia e la superbia hanno fatto precipitare negli inferi. Schedoni è una figura letteraria. Accattivante e prolissa, la Radcliffe si abbandona a descrizioni di paesaggi romantici , a potenti fantasie, ingegnose trovate e grottesche superstizioni popolari. Invano cercheremmo nei suoi tumultuosi racconti quei cupi riflessi di fiamma, quelle fosforescenze psichiche, che si levano dalle pagine del Monaco di Lewis, che è il capolavoro assoluto dei romanzi neri. E tuttavia Ann è una scrittrice notevole e nei confini del genere gotico, riesce a trasmettere emozioni e suspence. Il romanzo corre velocissimo per 600 pagine attraverso le polverose strade di un'Italia dipìnta con i più audaci colori della fantasia Apparizioni, scene madri, sensazionali colpi di scena si susseguono tra ruderi abbandonati, inaccessibili gole abitate solo dal vento, chiostri silenziosi e chiese immerse nell'oscurità. . E C'è anche una decisa intenzione polemica nei confronti della Chiesa romana, spiegabilissima in una dama protestante del tardo Settecento inglese. Riletto oggi il libro mostra tutte le sue manchevolezze ma le pagine in cui la Radcliffe si sofferma a descrivere i paesaggi mediterranei e appenninici sono le più belle in assoluto. La natura , nell' autrice, non ha mai una funzione soltanto decorativa. A volte è il riflesso, la proiezione dello stato d'animo dei personaggi , altre volte è fonte ispiratrice di sentimenti 'sublimi' in chi osserva. Detto questo, andando in giro nei blog , molti giovani conoscono il romanzo e lo amano, ma quello che a loro non piace affatto sono le lunghe pagine di descrizione dei paesaggi. C'è da capirli, Ann Radcliffe dopotutto scriveva in epoca preromantica . C'è un libro molto interessante sull' importanza del paesaggio nella letteratura gotica inglese : ' Paesaggi e misteri. Riscoprire Ann Radcliffe' di Beatrice Battaglia, Liguori, 2008.

    ha scritto il