Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'italiano nella società della comunicazione

Di

Editore: Il Mulino

3.7
(45)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Altri

Isbn-10: 8815113762 | Isbn-13: 9788815113764 | Data di pubblicazione: 

Genere: Education & Teaching

Ti piace L'italiano nella società della comunicazione?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Nell'odierno "villaggio globale", fatto di parola, immagine, suono, evoluzione tecnologica, che ne è dell'italiano? Quali sono le strategie linguistiche che la comunicazione multimediale adotta nel parlato e nello scritto? Il volume si sofferma sugli usi dell'italiano che nel periodo recente hanno conosciuto la loro prima diffusione (attraverso Internet e la telefonia cellulare) o un significativo rinnovamento (come la lingua dei politici nella cosiddetta seconda Repubblica). Ma gli spunti sono molteplici: dal "cybertesto" dei videogiochi alla "lingua ipermedia" della nuova narrativa, dal gergo giovanile a quello aziendale, dalla lingua della pubblicità a quella dei fumetti e della fiction televisiva. Un frastagliato panorama dell'italiano contemporaneo, che l'autore delinea senza trascurare il confronto tra i fenomeni attuali e la storia (anche remota) della nostra lingua.
Ordina per
  • 3

    Chiaro e sintetico. Approccio troppo tradizionale a una realtà in veloce cambiamento. Analisi comunque solida, dà mazzi di analisi validi anche attraverso i cambiamenti e quindi, necessariamente, generici.

    ha scritto il 

  • 4

    La lingua italiana è un po’ come il pongo o come il dash: a partire dalla presenza indispensabile di una buona dose di materiale senza la quale non è neanche possibile dare il là alle operazioni, è talmente plasmabile (ma allo stesso tempo molto ostico e scorbutico) e manipolabile (a volte legitt ...continua

    La lingua italiana è un po’ come il pongo o come il dash: a partire dalla presenza indispensabile di una buona dose di materiale senza la quale non è neanche possibile dare il là alle operazioni, è talmente plasmabile (ma allo stesso tempo molto ostico e scorbutico) e manipolabile (a volte legittimamente, altre meno),per cui è possibile conferirle forme, identità, fisionomie in continuo divenire tra le più svariate, fino ad assumere le sembianze e i contorni di una vera e propria arte del comunicare. Diventa mezzo e soggetto creativo, allo stesso tempo. Il linguaggio è creatività, non soltanto un canale attraverso cui comunicare. Basti pensare ai numerosissimi usi che se ne fa, e alle nette differenze che separano un tipo di linguaggio utilizzato in un contesto (ad esempio quello giornalistico) a dispetto di un altro tipo di linguaggio ad uso e consumo della pubblicità nei confronti del consumatore che dev’essere persuaso, o ancora il linguaggio del fumetto o quello del cinema, che a sua volta sembra essere dotato di vita propria che non ha nulla a che vedere con la forma linguistica adoperata per comunicare in azienda o a livello istituzionale. Oppure alle differenze nette che intercorrono tra diverse generazioni (figli-genitori ad esempio) o come il linguaggio di una precisa fascia d’età si sia evoluto (o involuto, a seconda dei punti di vista) negli anni. Forse è proprio il linguaggio uno dei segnalatori piu’ importanti e incisivi del passaggio del testimone da un’epoca a un’altra, da un decennio a un altro. E questo avviene in tutti i settori. Non solo quello del parlato ma anche dello scritto, o dell’ibrido, perché ad esempio la chat è considerato un mezzo di comunicazione si scritto ma che si ispira per diverse caratteristiche, decisamente al parlato. E ci si rincorre, cercando sempre di rimanere al pari coi cambiamenti. Perché restare indietro, spesso, fa rima con “restare fuori”, escluso, estraniato dalla società. Basti vedere il linguaggio giovanile, com è codificato, chiuso, selettivo, in continuo cambiamento, per riconoscersi in un gruppo, per piantare i confini da segnare con il mondo degli adulti, per avvalersi di un’ indipendenza e un riconoscimento di sé nel mondo che non ancora si puo’ loro garantire, almeno per come vorrebbero. Il linguaggio è una ricchezza, senza il quale (dico una banalità ma è cosi’), non si puo’ comunicare. Un gran bel libro, molto attento, molto preciso e puntuale, anche divertente se vogliamo perché ci si vede e ci si riflette un po’ in quello che l’autore descrive, e si sorride.

    ha scritto il 

  • 4

    Un breve saggio di linguistica, chiaro e sintetico, sulle varietà dell'italiano nella società contemporanea... dalla politica al marketing (salvo rendersi conto che, in fondo, sono la stessa cosa O_o).

    ha scritto il