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L'obbedienza non è più una virtù e gli altri scritti pubblici

Di

Editore: Nuovi Equilibri

4.4
(240)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri

Isbn-10: 8872264065 | Isbn-13: 9788872264065 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , Tascabile economico

Genere: Education & Teaching , Political , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Quegli ufficiali e quei soldati obbedienti che buttavano barili d'iprite sono criminali di guerra e non sono ancora stati processati. Son processato invece io perchè ho scritto una lettera che ...continua

    "Quegli ufficiali e quei soldati obbedienti che buttavano barili d'iprite sono criminali di guerra e non sono ancora stati processati. Son processato invece io perchè ho scritto una lettera che molti considerano nobile. Che idea si potranno fare i giovani di ciò che è crimine?"

    ha scritto il 

  • 5

    ISAIA ricordiamocelo, Ci vorrebbero tanti maestri così

    Guai a voi che fate leggi ingiuste per opprimere il mio popolo. Così negate la giustizia ai poveri e li private dei loro diritti; sottraete alle vedove e agli orfani i loro beni. Isaia 10, ...continua

    Guai a voi che fate leggi ingiuste per opprimere il mio popolo. Così negate la giustizia ai poveri e li private dei loro diritti; sottraete alle vedove e agli orfani i loro beni. Isaia 10, 1-2 Premessa "Chi riceve uno schiaffo, se è in mala fede, reagisce male, si ribella. Se invece è in buona fede, viene scosso, e poi è portato a riflettere. Con la dolcezza lo lascerei nell'illusione!". In buona sostanza l'obiezione di coscienza è solo un appiglio per continuare ad essere maestro di libertà.

    Pag 5 (MIO ALLUCINANTE W DON MILANI)nel ritrovo dei cappellani militari Considerano un insulto alla Patria e ai suoi caduti la cosiddetta "obiezione di coscienza" che, estranea al comandamento cristiano dell'amore, è espressione di viltà". Pag 6 Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. Pag 6 i poveri possono e debbono combattere i ricchi le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto. se siete ancora vivi e graduati è segno che non avete mai obiettato a nulla. Pag 8 Nel 1898 il Re "Buono" onorò della Gran Croce Militare il generale Bava Beccaris per i suoi meriti in una guerra che è bene ricordare. L'avversario era una folla di mendicanti che aspettavano la minestra davanti a un convento a Milano. Il Generale li prese a colpi di cannone e di mortaio solo perché i ricchi (allora come oggi) esigevano il privilegio di non pagare tasse. Pag 9 Era nel '22 che bisognava difendere la Patria aggredita. Ma l'esercito non la difese. Stette a aspettare gli ordini che non vennero. Se i suoi preti l'avessero educato a guidarsi con la Coscienza invece che con l'Obbedienza "cieca, pronta, assoluta" quanti mali sarebbero stati evitati alla Patria e al mondo (50.000.000 di morti). Così la Patria andò in mano a un pugno di criminali che violò ogni legge umana e divina e riempiendosi la bocca della parola Patria, condusse la Patria allo sfacelo. Pag 10 Poi dal '39 in là fu una frana: i soldati italiani aggredirono una dopo l'altra altre sei Patrie che non avevano certo attentato alla loro (Albania, Francia, Grecia, Egitto, Jugoslavia, Russia). Era una guerra che aveva per l'Italia due fronti. L'uno contro il sistema democratico. L'altro contro il sistema socialista. Erano e sono per ora i due sistemi politici più nobili che l'umanità si sia data. L'uno rappresenta il più alto tentativo dell'umanità di dare, anche su questa terra, libertà e dignità umana ai poveri. L'altro il più alto tentativo dell'umanità di dare, anche su questa terra, giustizia e eguaglianza ai poveri. Sappiamo che son cose umane. Ma in questi cento anni di storia italiana c'è stata anche una guerra "giusta" (se guerra giusta esiste). L'unica che non fosse offesa delle altrui Patrie, ma difesa della nostra: la guerra partigiana. Da un lato c'erano dei civili, dall'altra dei militari. Da un lato soldati che avevano obbedito, dall'altra soldati che avevano obiettato. Pag 11 Aspettate a insultarli. Domani forse scoprirete che sono dei profeti. Pag 12 non facciamo pericolose confusioni fra il bene e il male, fra la verità e l'errore, fra la morte di un aggressore e quella della sua vittima. Se volete diciamo: preghiamo per quegli infelici che, avvelenati senza loro colpa da una propaganda d'odio, si son sacrificati per il solo malinteso ideale di Patria calpestando senza avvedersene ogni altro nobile ideale umano. Pag 14 Ora io sedevo davanti ai miei ragazzi nella duplice veste di maestro e di sacerdote e loro mi guardavano sdegnati e appassionati. Un sacerdote che ingiuria un carcerato ha sempre torto. Tanto più se ingiuria chi è in carcere per un ideale. E avevano anche intuito che ero ormai impegnato a dar loro una lezione di vita. Dovevo ben insegnare come il cittadino reagisce all'ingiustizia. Come ha libertà di parola e di stampa. Come il cristiano reagisce anche al sacerdote e perfino al vescovo che erra. Come ognuno deve sentirsi responsabile di tutto. Pag 15 Abbiamo dunque preso i nostri libri di storia (umili testi di scuola media, non monografie da specialisti) e siamo riandati cento anni di storia italiana in cerca d'una "guerra giusta". D'una guerra cioè che fosse in regola con l'articolo 11 della Costituzione. Non è colpa nostra se non l'abbiamo trovata. Da quel giorno a oggi abbiamo avuto molti dispiaceri: Ci sono arrivate decine di lettere anonime di ingiurie e di minacce firmate solo con la svastica o col fascio. Siamo stati feriti da alcuni giornalisti con "interviste" piene di falsità. Da altri con incredibili illazioni tratte da quelle "interviste" senza curarsi di controllarne la serietà. Siamo stati poco compresi dal nostro stesso Arcivescovo (Lettera al Clero 14-4-1965). La nostra lettera è stata incriminata. Pag 16 E siamo giunti, io penso, alla chiave di questo processo perché io maestro sono accusato di apologia di reato cioè di scuola cattiva. Bisognerà dunque accordarci su ciò che è scuola buona. La scuola invece siede fra il passato e il futuro e deve averli presenti entrambi. È l'arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità (e in questo somiglia alla vostra funzione), dall'altro la volontà di leggi migliori cioè il senso politico (e in questo si differenzia dalla vostra funzione). E allora il maestro deve essere per quanto può profeta, scrutare i "segni dei tempi", indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso. Pag 17 Chi paga di persona testimonia che vuole la legge migliore, cioè che ama la legge più degli altri. Non capisco come qualcuno possa confonderlo con l'anarchico. Questa tecnica di amore costruttivo per la legge l'ho imparata insieme ai ragazzi mentre leggevamo il Critone, l'Apologia di Socrate, la vita del Signore nei quattro Vangeli, l'autobiografia di Gandhi, le lettere del pilota di Hiroshima. Pag 18 I nostri maestri si dimenticavano di farci notare una cosa lapalissiana e cioè che gli eserciti marciano agli ordini della classe dominante. Pag 19 Anche la Patria è una creatura cioè qualcosa di meno di Dio, cioè un idolo se la si adora. Io penso che non si può dar la vita per qualcosa di meno di Dio. Ma se anche si dovesse concedere che si può dar la vita per l'idolo buono (la Patria), certo non si potrà concedere che si possa dar la vita per l'idolo cattivo (le speculazioni degli industriali). Pag 20 In quanto a me, io ai miei ragazzi insegno che le frontiere son concetti superati. Pag 21 Nel testo stesso dell'art. 40 c.p.m.p. e nella giurisprudenza all'art. 51 del c.p. abbiamo trovato che il soldato non deve obbedire quando l'atto comandato è manifestamente delittuoso. Che gli italiani in Etiopia abbiano usato gas è un fatto su cui è inutile chiuder gli occhi. Il Protocollo di Ginevra del 17-5-1925 ratificato dall'Italia il 3-4-1928 fu violato dall'Italia per prima il 23-12-1935 sul Tacazzé. L'Enciclopedia Britannica lo dà per pacifico. Pag 22 c'è una legge che gli uomini non hanno forse ancora ben scritta nei loro codici, ma che è scritta nel loro cuore. Una gran parte dell'umanità la chiama legge di Dio, l'altra parte la chiama legge della Coscienza. Quelli che non credono né nell'una né nell'altra non sono che un'infima minoranza malata. Sono i cultori dell'obbedienza cieca. Pag 23 Ho poi studiato a teologia morale un vecchio principio di diritto romano che anche voi accettate. Il principio della responsabilità in solido. Il popolo lo conosce sotto forma di proverbio: "Tant'è ladro chi ruba che chi para il sacco". Pag 24 Li ho indirizzati per quanto ho potuto verso i sindacati (le uniche organizzazioni che applichino su larga scala le tecniche non-violente). Ma la non-violenza non è ancora la dottrina ufficiale di tutta la Chiesa. Mentre la dottrina del primato della coscienza sulla legge dello Stato lo è certamente. Pag 24 C'è chi cita a sproposito il detto di S. Pietro: "Obbedite ai vostri superiori anche se son cattivi". Infatti. Non ha nessuna importanza se chi comanda è personalmente buono o cattivo. Delle sue azioni risponderà lui davanti a Dio. Ha però importanza se ci comanda cose buone o cattive perché delle nostre azioni risponderemo noi davanti a Dio. Pag 25 In una sola religione (roma antica) il loro profondo senso del diritto ravvisò un pericolo mortale per le loro istituzioni. Quella il cui primo comandamento dice: "Io sono un Dio geloso. Non avere altro Dio fuori che me". A quei tempi pareva dunque inevitabile che i buoni ebrei e i buoni cristiani paressero cattivi cittadini. Pag 27 Dice che nella prima guerra mondiale i morti furono 5% civili 95% militari (si poteva ancora sostenere che i civili erano morti "incidentalmente"). Nella seconda 48% civili 52% militari (non si poteva più sostenere che i civili fossero morti "incidentalmente"). In quella di Corea 84% civili 16% militari (si può ormai sostenere che i militari muoiono "incidentalmente"). Pag 28 Ma nella guerra futura l'inadeguatezza dei termini della nostra teologia e della vostra legislazione è ancora più evidente. Allora la guerra difensiva non esiste più. Allora non esiste più una "guerra giusta" né per la Chiesa né per la Costituzione. Pag 32 Numerose le visite a Barbiana: da Pietro Ingrao al teorico della nonviolenza Aldo Capitini. A marzo del '58 viene pubblicato Esperienze pastorali con l'imprimatur del cardinale. Il tema di fondo è la nuova pastorale utile a ricostruire un rapporto con la classe operaia, con i poveri. Tra gli estimatori del capolavoro di don Lorenzo: Luigi Einaudi, don Primo Mazzolari, monsignor Giulio Facibeni. Pag 33 Il 15 febbraio 1966 i giudici romani, dopo tre ore di camera di consiglio, assolvono Lorenzo Milani e Luca Pavolini perché il fatto non costituisce reato. Don Lorenzo morirà prima del processo d'appello in cui la corte sentenzierà la condanna per Pavolini a cinque mesi e dieci giorni. Per il priore di Barbiana "il reato è estinto per morte del reo". Una condanna.

    ha scritto il 

  • 5

    Un po’ come La democrazia in America di Tocqueville, anche L’obbedienza non è più una virtù di don Milani è uno di quei testi spesso citati e raramente letti, col pregio di essere decisamente ...continua

    Un po’ come La democrazia in America di Tocqueville, anche L’obbedienza non è più una virtù di don Milani è uno di quei testi spesso citati e raramente letti, col pregio di essere decisamente più agile del poderoso tomo di Tocqueville...

    (continua qua: http://cheremone.wordpress.com/2012/03/14/living-a-law-just-short-of-delusion/ )

    ha scritto il 

  • 4

    "Io son sicuro che la differenza fra il mio figliolo e il vostro non è nella quantità nè nella qualità del tesoro chiuso dentro la mente e il cuore, ma in qualcosa che è sulla soglia fra il ...continua

    "Io son sicuro che la differenza fra il mio figliolo e il vostro non è nella quantità nè nella qualità del tesoro chiuso dentro la mente e il cuore, ma in qualcosa che è sulla soglia fra il dentro e il fuori, anzi è la soglia stessa: la Parola."

    ha scritto il 

  • 5

    Un testo semplice ma pieno di forza, ricco di stimoli per chi vuole riflettere sul senso di patria, legalità e senso civico. Ben oltre il tema dell'obiezione di coscienza.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro coraggioso e cristiano nel senso più profondo del termine. Da un altro punto di vista quanto di più lontano dal cattolicesimo imperante e trionfante. Lettura obbligatoria per ogni utopista o ...continua

    Libro coraggioso e cristiano nel senso più profondo del termine. Da un altro punto di vista quanto di più lontano dal cattolicesimo imperante e trionfante. Lettura obbligatoria per ogni utopista o qualcuno che semplicemente vorrebbe una chiesa più vicina alla gente, ai volontari, ai pacifisti. L'obbedienza non è più una virtù. Lo è invece la capacità di combattere per ciò che si crede.

    ha scritto il 

  • 4

    Una stella in meno solo perchè alcuni problemi sollevati da Milani riguardano l'etica "professionale" della chiesa verso i fedeli e non sono di facile comprensione. Il Don Milani che si spinge nel ...continua

    Una stella in meno solo perchè alcuni problemi sollevati da Milani riguardano l'etica "professionale" della chiesa verso i fedeli e non sono di facile comprensione. Il Don Milani che si spinge nel sociale ha invece una lucidità soprendente, tagliente e in grado di "scavare" con poche parole tra le ipocrisie italiane (anche attuali). Una raccolta di lettere che risulta molto completa: pubblica infatti anche le risposte date a Milani dai vari interlocutori chiamati in causa (memorabile quella del vescovo di Firenze che dimostra di non aver capito assolutamente nulla [o di aver letto un "bigino"] della lettera di Milani e Don Borghi)

    ha scritto il 

  • 5

    La mia Bibbia

    Un libro bellissimo, pieno di morale e di etica. La verità del comportarsi. Un libro da leggere per recuperare il senso critico verso il mondo e la politica.

    ha scritto il 

  • 5

    Altro che educazione civica..

    Questo libro raggruppa alcuni tra gli scritti pubblici meno celebri di Don Milani, alcune lettere ai giornali, alcuni volantini, la sua lettera nel processo in cui venne accusato di apologia di reato ...continua

    Questo libro raggruppa alcuni tra gli scritti pubblici meno celebri di Don Milani, alcune lettere ai giornali, alcuni volantini, la sua lettera nel processo in cui venne accusato di apologia di reato e altre.. Trattano i temi più disparati, dall'obiezione di coscienza, al dialogo nelle gerarchie religiose, dal diritto alla casa fino a quello all'istruzione. C'è in ogni sua parola la precisione chirugica di un intelletto acuto..Ogni fatto viene sviscerato, analizzato e spiegato, ogni motivazione è fondata e inattaccabile.. Una lezione di oratoria e dialettica che meriterebbe ammirazione anche solo per la sua impeccabilità. Nonostante il tempo passato dalla loro pubblicazione non perdono attualità ( e questo dovrebbe rattristarci ). Offre spunti di riflessione che trascendono l'ideale cristiano cattolico, pur essendone, a mio avviso una delle espressioni più autentiche e sincere. Le pagine sul ruolo dell'istruzione, sulla figura del maestro, sulla necessità di una critica continua dell'ordine costituito perchè esso possa evolvere costantemente in una dimesione più giusta ed equa..sono commoventi! Una parola dura, che spezza e ferisce ma una parola che stimola.. Qualsiasi spirito critico dovrebbe mettersi alla prova su questi scritti! Non solo per il messaggio ( per quanto condivisibile dalla sottoscritta) ma anche e soprattutto per la forma e il rigore con cui affronta la realtà.

    ha scritto il