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L'oca selvatica

Di

Editore: Marsilio

3.6
(97)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 197 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 883175937X | Isbn-13: 9788831759373 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lorenzo Costantini , Adriana Boscaro

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Otama, mantenuta di un anziano usuraio, si innamora di uno studente, Okada, che vede passare ogni giorno sotto la sua finestra. Anche Okada è attratto dalla "donna della finestra", che rappresenta per lui l'ideale della bellezza femminile irraggiungibile. Sapremo alla fine che Okada ha di proposito evitato di stringere un legame con la donna perché è in partenza per l'estero. A Otama resta la nostalgia di un sogno di giovinezza e di illusione perduta. Si tratta della prima traduzione italiana del romanzo scritto nel 1915.
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  • 4

    Racconto prezioso, pieno di rimpianto struggente, storia di un incontro mancato, di due mondo che si sfiorano senza potersi incontrare. In questo piccolo romanzo delle illusioni perdute, vera, perfetta protagonista e' Okada, l 'oca selvatica, colpita involontariamente ed inutilmente.

    ...continua

    Racconto prezioso, pieno di rimpianto struggente, storia di un incontro mancato, di due mondo che si sfiorano senza potersi incontrare. In questo piccolo romanzo delle illusioni perdute, vera, perfetta protagonista e' Okada, l 'oca selvatica, colpita involontariamente ed inutilmente.




    ha scritto il 

  • 4

    È una storia di tanti anni fa. Ricordo che ebbe luogo nel tredicesimo anno Meiji [1880]

    Gan - L'oca selvatica (1915)


    Okada nella sua passeggiata (illustrata qui
    http://followingthebrush.wordpress.com/2011/02/27/tokyo…
    ) scorge una donna rientrare in una casa una casa malinconica, solitaria e ben tenuta, che era sempre sta ...continua

    Gan - L'oca selvatica (1915)

    Okada nella sua passeggiata (illustrata qui http://followingthebrush.wordpress.com/2011/02/27/tokyo-explorations-on-foot-and-in-fiction-part-iii-mori-ogai/ ) scorge una donna rientrare in una casa una casa malinconica, solitaria e ben tenuta, che era sempre stata vista chiusa. Ella e le sue fugaci, parziali apparizioni restano impresse nel giovane universitario.

    e a poco a poco «la donna alla finestra» divenne per lui una figura familiare. Una sera, circa due settimane dopo, le rivolse istintivamente un saluto togliendosi il berretto. Il lieve pallore del volto della donna d'improvviso si tinse di porpora, e il sorriso da triste si fece luminoso.

    (…) Le donne erano per Okada creature splendide e amabili, il cui unico dovere era quello di saper conservare beltà e grazia in qualunque circostanza.

    I capitoli successivi ci parlano indirettamente di come questa donna, Otama, sia venuta a trovarsi in quella casa, dal punto di vista di Suezo che è l'usuraio che la mantiene.

    Il fulcro del romanzo diventa qui dunque Suezo stesso: i suoi desideri sensuali verso Otama, per lui poco più di una bella bambola, simile a quei bengalini in gabbia che le regalerà, le sue ripicche verso una moglie che l’ha stancato.

    Suezō, che con i suoi era solito comportarsi da tiranno - comportamento a cui la moglie rispondeva a volte con la ribellione e a volte con la sottomissione - provava una gioia mai conosciuta, delicata e discreta, nel guardare Otama la quale, dopo che la cameriera si era ritirata, con un timido sorriso sul volto che avvampava per l'imbarazzo, serviva il sake. Ma sebbene l'intuizione di un istante di felicità lo sfiorasse allora come in una visione, restava incapace di chiedersi perché mai la sua vita familiare non conoscesse lo stesso gusto, quale impegno fosse necessario per mantenere costante e vivo tale sentimento di gioia lui e la moglie sarebbero mai stati capaci di farvi fronte. (…) Suezō, che per certi aspetti era solito guardare cose e persone con occhio molto penetrante, essa rappresentava uno spazio senza angoli in ombra, come uno specchio d'acqua trasparente.

    La moglie di Suezo, Otsune, viene sempre descritta così negativamente e dall’esterno da farmi pensare a lei come una povera creatura ingannata e disorientata, che prova una pena come di una spina nel cuore. Provo a rigirare la frittata per questa moglie cui il marito rimprovera bruttezza (è una colpa?), sciattezza (però non le dà un quattrino), gelosia (mentre la tradisce), a cui fa regali (che la commuovono perché mai fatti prima) per farli uguali all’amante, alle cui richieste di aiuto non risponde.

    La narrazione passa poi dal punto di vista di Otama, la cui descrizione è deliziosa: una fanciulla sottomessa e timida, rassegnata, inizialmente, che matura nel racconto. Un chaos di sentimenti si agitava nel suo petto di fanciulla inesperta del mondo. Non le riusciva di districare quella matassa confusa, ma tale affollarsi improvviso di pensieri aveva aggiunto un nuovo e gravoso peso sul suo animo innocente sottoposto a pesanti pressioni (..) nella vergogna che provava non trovava quasi posto il rancore verso gli altri o verso il mondo; bensì era una protesta contro il suo stesso destino. Non aveva mai fatto del male a nessuno, eppure era soggetta a una sorta di persecuzione.

    Otama, la «ragazza alla finestra», cerca di crescere quando decide di prendere per se i dolori che può risparmiare al padre, questo la porta anche a sentirsi via via più indipendente e conscia di sé, siccome ha ripagato il naturale debito col genitore può iniziare a desiderare per sé

    Non intendo certo cominciare a mentire e ingannare io stessa, ma non lascerò più che gli altri continuino a ingannarmi come hanno sempre fatto.

    sperando però in sogni di cavalieri azzurri e costruendo un sentimento su pochi contatti visivi con Okada: la storia è tutta nel suo animo di fanciulla captiva. E’ lei l’oca selvatica.

    In questo strano romanzo, cui la trama è pretesto per entrare nell’animo dei protagonisti e poi d’improvviso lasciarli in stato sospeso, non si hanno grandi avvenimenti. “Esso è rivolto con sguardo nostalgico verso un sogno di giovinezza e di illusioni perdute, spicca per la sapienza dell'impianto narrativo e il tratto sicuro nel delineare i personaggi in un'opera la cui vocazione è spesso quella di una «letteratura di idee». … nel silenzioso e quasi inavvertito scorrere degli eventi del romanzo, si nascondono i temi cari alla riflessione dell'artista: la quotidianità minacciata dalla dimensione oscura e «notturna» dell'uomo, l'eccessivo rigore morale e la presa di distanza dalla realtà, sempre in procinto di mutarsi in gelido vuoto dei sentimenti.” Diventa anche un affresco della società borghese tokyense dei primi del ‘900: lo studente Okada, la mantenuta Otama che ripaga il vecchio genitore, l'usuraio Suezo, rappresentano lo studioso, l’innocente e l’avaro. L’amore alla finestra è un sentimento tutto racchiuso nell’animo di un’unica persona, un sogno senza realizzazione, resta solo un desiderio struggente e malinconico e bello proprio perché irrealizzato, la storia è come l’oca colpita: vittima del caso.

    L'oca selvatica rappresenta senza dubbio uno degli esiti più marcatamente fictional nell'insieme della produzione di Ōgai, sebbene anche qui un certo gusto per la divagazione tenda talvolta a prevalere rallentando il ritmo del racconto. L'analisi delle reazioni di Otama e della rivale Otsune di fronte agli inganni di Suezō si traduce infatti piuttosto in astratte massime sulla psicologia femminile.

    A dispetto dell'attenzione costante perché dalle azioni dei protagonisti e dal tessuto narrativo stesso sprigioni una sorta di energia quieta e «contemplativa», L'oca selvatica sembra tuttavia attraversato dal presagio e dalla minaccia di una vittoria degli istinti. Il dissidio adombrato contrappone l'io-istinto, rappresentato da Otama dopo la maturazione in lei di un sentimento adulto di indipendenza e soprattutto dopo il suo risveglio alla sensualità, e quello che potremmo definire l'io-ideale, plasmato come una corazza intorno al primo dalle convenzioni sociali

    L'oca selvatica si può anche leggere, in fondo, come il romanzo delle illusioni perdute e dei rimpianti, come un canto modulato su una nota continua di nostalgia. Lo sguardo del narratore è quello di una maturità disincantata e amara che a molti anni dagli eventi del racconto ne ripercorre amorosamente i luoghi, alterati dal tempo in modo irrimediabile. (Dalla prefazione di Lorenzo Costantini)

    Una descrizione di una delicatezza impalpabile e limpidezza visiva notevole. Molto giapponese nel sentire e progredire e nel finale “aperto”, forse poco giapponese per i dialoghi così diretti e “concludenti”.

    L’ho trovato molto più gradevole del già letto “Vita sexualis” di cui ricordo invero pochissime impressioni, praticamente nulla.

    In eBook.

    This opera by Mmorgana is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License

    ha scritto il 

  • 5

    In Mori Ogai è riconoscibile l'idea della rassegnazione, teinen, che rimanda alla capacità di accettare il proprio destino, vissuto con sereno stoicismo. C'e' in questo atteggiamento un profondo senso del dovere. Alcuni critici hanno ritenuto che in questa visione vi sia il riflessi di uno dei te ...continua

    In Mori Ogai è riconoscibile l'idea della rassegnazione, teinen, che rimanda alla capacità di accettare il proprio destino, vissuto con sereno stoicismo. C'e' in questo atteggiamento un profondo senso del dovere. Alcuni critici hanno ritenuto che in questa visione vi sia il riflessi di uno dei temi maggiori dell'estetica giapponese: il mono na aware, ossia la compenetrazione tra uomo e natura, lo scorrete del tempo nella consapevolezza della caducità della vita.

    ha scritto il 

  • 3

    In realtà meriterebbe qualcosa in più di 3 stelle. Non è una lettura particolarmente complicata o impegnativa però offre degli spunti di riflessione sul cambiamento in atto in Giappone passato dall'era Tokugawa a quella Meiji.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di un amore che non può essere...

    Pescato 'a caso' nella folta libreria della mia "fornitrice ufficiale di letteratura giapponese" (dalla quale dovrò attingere ancora a brevissimo), questo breve romanzo di Mori Ōgai, devo ammetterlo, non mi ha particolarmente impressionato, pur non essendo per nulla un brutto romanzo...


    Un ...continua

    Pescato 'a caso' nella folta libreria della mia "fornitrice ufficiale di letteratura giapponese" (dalla quale dovrò attingere ancora a brevissimo), questo breve romanzo di Mori Ōgai, devo ammetterlo, non mi ha particolarmente impressionato, pur non essendo per nulla un brutto romanzo...

    Una "storia d'amore a distanza e mai compiuta" tra Otama e Okada, lei amante mantenuta di un ricco usuraio ben conosciuto in paese, lui studente di passaggio di fronte alle sue stanze: da una casualità, dall'incrocio dei loro sguardi, l'inizio di qualcosa che non può essere e non sarà...

    Se, da una parte, la cura e l'attenzione dell'autore ai sentimenti di Otama e alla sua "situazione generale" sono veramente buone e la narrazione particolareggiata, dall'altra, la figura "sfuggente" di Okada, nominato sì e no, in 10-15 pagine al massimo su circa 130-140, è schematizzata all'eccesso e troppo poco analizzata: la gran parte della narrazione viene infatti spesa nell'analisi della relazione dell'usuraio (Suezō) con la fin-troppo-credulona moglie (Otsune) che, per quanto interessante, non rappresenta certo il "reale" fulcro della storia in oggetto...

    Una storia "molto giapponese", con una bella analisi della protagonista al femminile e delle buone riflessioni... ma niente di più!

    ps. come sempre nel caso della 'collana jappo' della Marsilio, forse anche per merito della presenza della prof. Boscaro all'editing, traduzione, note e glossario sono perfetti a dir poco!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Della fascinazione che intercorre tra lo studente e la donna alla finestra l'autore dice troppo poco. I protagonisti del romanzo sono l'usuraio, l'insopportabile moglie e il vecchio padre della giovane alla finestra.
    Gran parte della narrazione va spesa dietro a loro e non è affatto interessante ...continua

    Della fascinazione che intercorre tra lo studente e la donna alla finestra l'autore dice troppo poco. I protagonisti del romanzo sono l'usuraio, l'insopportabile moglie e il vecchio padre della giovane alla finestra. Gran parte della narrazione va spesa dietro a loro e non è affatto interessante. Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Due stelle e mezzo

    Dico la verita': l'ho letto un po' distrattamente e quindi rischio di dare un giudizio affrettato e in completo. Ammetto che mi ha lasciato una buona impressione. Ben scritto e ben tradotto. Se potessi gli darei due stelle e mezza.

    ha scritto il 

  • 0

    Otoma e Okada

    Nei protagonisti del racconto si trovano sciolte due trecce della personalità complessa di Mori Ogai, tra i padri della letteratura giapponese moderna. Lo stile è leggero e sottile, intimo e delicato. L'elemento femminino è meravigliosamete descritto.

    ha scritto il