L'occhio del Golem

Trilogia di Bartimeus Vol.2

Di

Editore: Salani

4.1
(1229)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 553 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Chi tradizionale , Chi semplificata

Isbn-10: 8884513022 | Isbn-13: 9788884513021 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Riccardo Cravero

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Un compito tanto arduo quanto delicato spetta a Nathaniel, ora che fa parte del Ministero degli Interni. Il giovanissimo e intraprendente mago deve individuare i membri della "Resistenza", responsabili degli attentati che colpiscono Londra. Ma le sue indagini si rivelano infruttuose, come i tentativi di infilarsi nel gruppo. Sulle tracce del golem, il mostro apparentemente indistruttibile che getta la città nel panico, Nathaniel parte alla volta di Praga, ed evoca il jinn Bartimeus.
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  • 5

    "E' bello volere fortemente qualcosa"

    Il modus operandi di Stroud è sempre uguale. Come in una scatola cinese, ci svela i fatti e i cattivi, per poi farci scoprire altri fatti e altri cattivi a scalare, ma è una tecnica che con lui funzio ...continua

    Il modus operandi di Stroud è sempre uguale. Come in una scatola cinese, ci svela i fatti e i cattivi, per poi farci scoprire altri fatti e altri cattivi a scalare, ma è una tecnica che con lui funziona ed è quindi apprezzabile. Gustosi come sempre i dialoghi e i pensieri di Bartimeus, triste la trasformazione, ormai irreversibile, di Nathaniel da ragazzo saccente e desideroso di riscatto a personaggio politico che poco si discosta dagli altri ministri corrotti e disumani. A ricordarci che c'è ancora del buono nel genere umano la nostra (in qualche modo) magica Kitty, che avrà nelle sue mani il potere di dispensare la morte o la vita e dovrà lasciarsi per sempre alle spalle la propria. Una piccola pausa e poi mi tufferò nel finale di questa splendida trilogia. < 3

    ha scritto il 

  • 4

    Anche il secondo libro della saga di Bartimeus si rivela avvincente.
    Un Nathaniel ormai cresciuto dovrà avvalersi nuovamente dell'aiuto del simpaticissimo jinn per stroncare una nuova cospirazione nel ...continua

    Anche il secondo libro della saga di Bartimeus si rivela avvincente.
    Un Nathaniel ormai cresciuto dovrà avvalersi nuovamente dell'aiuto del simpaticissimo jinn per stroncare una nuova cospirazione nella Londra dominata dai maghi.
    Un Nathaniel che, appunto perchè ormai cresciuto, perde di umanità e si lascia accecare egli stesso da brame di potere e ambizione.

    ha scritto il 

  • 4

    Pubblicato nel 2005 ed edito in Italia da Salani, questo secondo volume vede un ampliamento della trama rispetto al primo.
    Una narrazione più densa e con una trama più fitta e complicata che presenta ...continua

    Pubblicato nel 2005 ed edito in Italia da Salani, questo secondo volume vede un ampliamento della trama rispetto al primo.
    Una narrazione più densa e con una trama più fitta e complicata che presenta una più vasta gamma di elementi.
    Un romanzo più maturo, se vogliamo, rispetto al precedente L’amuleto di Samarcanda.
    Sono passati quasi tre anni dalle vicende del primo libro, e Nathaniel si è confermato il mago più giovane e intraprendente di tutto il Ministero. Ed è proprio in virtù delle sue capacità straordinarie che viene scelto per risolvere un mistero inquietante: una specie di enorme mostro, circondato da una nube di oscurità, getta Londra nel panico e fa strage di cose e persone. Il primo ministro è convinto che sia colpa della Resistenza, un gruppo di londinesi privi di poteri magici che si oppone alla classe dominante dei maghi. Messo alle strette e circondato dall’invidia e dall’odio degli altri membri del Parlamento, Nathaniel deve andare a Praga alla ricerca del colpevole, ed evoca di nuovo il jinn Bartimeus che già l’aveva aiutato tre anni prima. Ma stavolta Bartimeus non è affatto d’accordo.
    Anche volta la vicenda è divisa in tre parti che scandiscono le tre fasi della narrazione.
    Ritornano l’esuberanza, l’ironia e il sarcasmo di Bartimeus, caratteristiche che lo rendono ancora una volta il personaggio più interessante e divertente dell’intero romanzo.
    Troviamo poi un Nathaniel cresciuto, più consapevole delle proprie capacità ed ancor più ambizioso e avido di potere. Il carattere del giovane mago in questo romanzo perde quella bonarietà fanciullesca che traspariva ne L’amuleto di Samarcanda. Per quasi tutto il romanzo non si percepisce in lui alcun segno di umanità, umiltà e compassione. Oramai sembra essersi totalmente integrato nell’ambiente del Ministero, ed il suo personaggio è molto simile a quello di Simon Lovelace, il “cattivo” del libro precedente.
    A sdrammatizzare l’eccessiva serietà della figura del ragazzo, che tenta in tutti i modi di apparire ben più maturo dei suoi quattordici anni, è l’ironia di Bartimeus, che non fa altro che ricoprirlo di ridicolo, facendolo sembrare un’impacciata caricatura di un mago.
    Abbiamo poi una new entry con il personaggio di Kitty Jones, una comune impegnata nella Resistenza che viene solo citata nel primo volume della saga, che vede una buona parte di capitoli a lei dedicati, in cui viene approfondita la sua storia e il suo rapporto con la Resistenza.
    Lo stile di Jonathan Stroud è come sempre molto scorrevole e la struttura narrativa è ben organizzata e, come per il precedente capitolo della saga, si rimane col fiato sospeso fino alle ultime pagine del romanzo. Non mancano poi i colpi di scena che tengono il lettore incollato alle pagine dall’inizio alla fine.
    Nel complesso devo dire che ho trovato L’occhio del Golem un buon libro di intrattenimento, anche se devo dire che ho avvertito un po’ la mancanza dell semplicità narrativa del primo libro e dei buoni sentimenti che rendevano Nathaniel un ragazzino capace di provare dell’affetto per le persone che gli erano vicine. Ecco…questo aspetto un po’ fanciullesco è andato un po’ a perdersi, ma resta comunque un libro che mi sento di consigliare, magari durante il periodo delle vacanze o se volete distrarvi e siete in cerca di una lettura leggera e piacevole.
    Ora sono curiosa di vedere come andrà a finire questa trilogia.

    ha scritto il 

  • 5

    ‘L’occhio del Golem’, secondo volume della Trilogia di Bartimeus e' un libro piacevole e dalla trama più' articolata rispetto al primo capitolo.
    Bartimeus torna a farci compagnia con e la sua ironi ...continua

    ‘L’occhio del Golem’, secondo volume della Trilogia di Bartimeus e' un libro piacevole e dalla trama più' articolata rispetto al primo capitolo.
    Bartimeus torna a farci compagnia con e la sua ironia, insieme a nuovi e vecchi personaggi, la narrazione si sposta da un protagonista all’altro, la storia e' ben strutturata e il ritmo buono, anche questo secondo libro si dimostra simpatico, ironico, divertente e ci invita a proseguire con la lettura del terzo capitolo della trilogia.

    ha scritto il 

  • 4

    "ah, e chi perde viene sacrificato"

    Storia un po' più complessa rispetto al primo libro, che ha come personaggio principale anche la giovane forza della Resistenza, Kitty. Più magia, più spiegazioni, il piccolo Nat che se la tira di bru ...continua

    Storia un po' più complessa rispetto al primo libro, che ha come personaggio principale anche la giovane forza della Resistenza, Kitty. Più magia, più spiegazioni, il piccolo Nat che se la tira di brutto (è un mondo difficile quello dei maghi), gente che ci lascia le penne e un Bartimeus scocciato che si ritrova convocato a fare da balia per la seconda volta.
    Simpatico come il precedente e l'aggiunta di personaggi lo rende anche più interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    «Guarda quello laggiù in fondo. Ha preso la forma di un poggiapiedi». «Quello è un poggiapiedi. Nessuno sta usando quel pentacolo».

    Un salto di qualità rispetto al primo. Più impegnato, se così si può dire, più complesso e decisamente più carico di promesse.

    Lo sviluppo dei personaggi è, come ho già accennato precedentemente, ciò ...continua

    Un salto di qualità rispetto al primo. Più impegnato, se così si può dire, più complesso e decisamente più carico di promesse.

    Lo sviluppo dei personaggi è, come ho già accennato precedentemente, ciò che di Stroud mi lascia più sorpresa e soddisfatta, e anche qui nell'Occhio del Golem l'autore non smentisce affatto la sua bravura: la scelta di intrattenersi con un personaggio principale come Nathaniel, che pagina dopo pagina sguazza con sempre più compiacimento in quella fanghiglia di sentina che è l'élite dirigente dei maghi londinesi, che pagina dopo pagina diventa sempre più avido, viscido, pigro, insopportabile, è coraggiosa e già da sola, assieme alla maestria e al buon senso con cui è stata gestito, guadagna al libro non poco merito.
    In quanto a Bartimeus... se parlassi di lui, non potrei sfuggire al profondermi in banalità su quanto mi faccia ridere e quanto lo adori, per cui starò zitta. Bella la scelta di introdurre come terza co-protagonista una comune; Kitty è stata ben al di là delle mie aspettative.

    La trama è costruita ottimamente, come già per il primo. Ho apprezzato in particolar modo la conclusione: pensavamo di aver avuto delle risposte, ma con poche riflessioni Nathaniel le spazza via rivelandole per quelle che sono, e cioè nientemeno che un'ulteriore complicazione delle domande precedenti.
    Come se mi servisse un motivo in più per correre a leggere il terzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto meglio del primo!

    Non so se sia dovuto al fatto che ormai, avendo preso nota di alcuni difettucci del primo, in questo secondo libro ci ho fatto meno caso o se è oggettivamente è migliorato, ma l'ho trovato molto megli ...continua

    Non so se sia dovuto al fatto che ormai, avendo preso nota di alcuni difettucci del primo, in questo secondo libro ci ho fatto meno caso o se è oggettivamente è migliorato, ma l'ho trovato molto meglio strutturato, con un intreccio semplice e forse un po' telefonato, ma comunque avvincente fino alla fine. Curiosissimo di completare la trilogia :D

    ha scritto il 

  • 4

    Non credo stia inseguendo voi

    Oggi vi voglio parlare del secondo libro della Trilogia di Bartimeus intitolato ‘L’occhio del Golem’. Vi avevo parlato di questa trilogia creata da Jonathan Stroud già con una mia opinione precedente ...continua

    Oggi vi voglio parlare del secondo libro della Trilogia di Bartimeus intitolato ‘L’occhio del Golem’. Vi avevo parlato di questa trilogia creata da Jonathan Stroud già con una mia opinione precedente dove vi descrivevo che cosa avevo provato nella lettura del primo libro ‘L’amuleto di Samarcanda’.

    Ho letto ‘L’occhio del Golem’ in successione al primo libro e quindi ero davvero fresca nella lettura e particolarmente affezionata ad uno dei suoi protagonisti. Già nella prima opinione infatti, ricordo di avere stra adulato Bartimeus e la sua sarcastica ironia.
    Ma facciamo un breve ripasso, infatti, sono passati solo due anni da quando avevamo lasciato i nostri due protagonisti, al finale del primo libro e per Nathaniel, il giovane apprendista mago, le cose sono cambiate parecchio…Lo ritroviamo, infatti, come membro importante del governo di Londra e notiamo immediatamente come il suo potere sia aumentato grazie alla stima da parte del primo ministro e dei suoi diretti rappresentanti. Ovviamente tutta questa riconoscenza è soltanto apparente e nonostante Nathaniel sia realizzato e felice nella sua posizione, giornalmente si trova a fare i conti con i continui attacchi da parte dei suoi superiori e dei colleghi. I compagni di lavoro infatti non sono molto convinti delle capacità del mago, reputandolo semplicemente un ragazzino fortunato.

    Nathaniel collabora presso il Ministero degli Interni, dove il suo compito è tentare di sventare un organizzazione antigovernativa segreta chiamata ‘Resistenza’. Dalle sue informazioni la ‘Resistenza’ sembrerebbe essere composta da un gruppo di giovani che lottano contro il potere instaurato dalla magia. I ragazzi sembrerebbero dei ‘comuni’ nonostante siano in grado di utilizzare alcuni dispositivi magici.
    La Resistenza non è un movimento esageratamente violento, le azioni spesso si riconducono soltanto a furti di oggetti magici, che vengono poi utilizzati nelle missioni contro il governo. Missioni che, risultano tutte sventate dalle capacità o dalla fortuna del Ministero degli Interni e della Polizia.

    Nathaniel non ha alcuna pista da seguire, soltanto alcuni ricordi di qualche anno prima. Il giovane mago non conosce la ‘Resistenza’ ma ricorda di averla vista all’opera, durante un furto ai suoi danni. In particolare ricorda l’aspetto ed il nome di una ragazza:Kitty.
    Kitty è la vera novità di questo secondo libro. Infatti, nonostante facesse parte già del primo libro, in questo secondo romanzo il suo spazio aumenta essendo ‘coprotagonista’ con Nathaniel e Bartimeus. Bastano poche pagine per conoscere la sua storia e le ragioni del suo odio verso i maghi e la magia.

    Kitty è una ‘comune’ abituata alle prepotenze dei maghi. La ragazza è cresciuta in una famiglia sottomessa alle richieste dei maghi ma che però non è riuscita a trasmetterle la fiducia dei confronti del governo magico. Kitty odia la sopraffazione ma soprattutto odia la violenza immotivata e la supposta superiorità dei maghi rispetto ai comuni.
    Per la ragazza è molto semplice riuscire ad entrare nella ‘Resistenza’ mentre è più complesso seguire le regole che le vengono imposte all’interno di quest’organizzazione. Sebbene spesso ritenga inutili alcune azioni vi partecipa comunque nell’attesa che questi eventi portino ad un cambiamento nel governo.

    Come ci aveva abituati nel primo libro Stroud è molto bravo nel descrivere i vari punti di vista dei suoi protagonisti. Anche in questo romanzo infatti la narrazione si sposta in continuazione da un protagonista all’altro, e così in modo separato possiamo guardare la magia dal punto di vista di un ambizioso giovane mago, di una comune sottomessa a regole ingiuste e di uno spirito che deve obbedire agli ordini di un mago.

    Ovviamente anche in questo secondo romanzo Bartimeus rimane il mio personaggio preferito. Le parti in cui il narratore è Bartimeus, per me sono senza dubbio le migliori, e davvero sono quelle che ti tengono attaccata al libro anche se è notte fonda e si dovrebbe dormire. Bartimeus è spiritoso e sincero, ed è molto più umano di altri personaggi, prova affetto e simpatia ed è speciale proprio perché nonostante sia parecchio linguacciuto alla fine è il personaggio che agisce con buon senso, e questo avviene nonostante sia obbligato ad eseguire gli ordini di un mago.
    Migliore proprio per il rapporto che crea con gli altri personaggi. Bartimeus è vincolato alle scelte del proprio padrone temporaneo Nathaniel, che a causa della sua giovane età è spesso troppo avventato nelle sue decisioni. Bartimeus essendo uno spirito è più distaccato nelle sue considerazioni, e si non si lascia trascinare facilmente in azioni precipitose. Per sua natura è infatti indifferente agli esiti della storia, e spesso nonostante sia costretto ad eseguire gli ordini di un mago rimane comunque su un livello diverso. Lo spirito è ben conscio che a volte vince il bene ed a volte il male, conosce la storia ed ha già vissuto troppo a lungo per farsi prendere troppo dai sentimentalismi. Nonostante questa sua freddezza rispetto al termine della storia Bartimeus rimane un personaggio fondamentalmente corretto ed onesto nei ‘consigli’ che esprime verso il suo padrone. Lo spirito non può agire in autonomia, perché non dispone di libero arbitrio, ma nonostante svolga delle azioni che non approva, contesta gli ordini dimostrando anche una sorta di sensibilità (che non è da tutti gli spiriti).

    Il nuovo personaggio, Kitty mi è piaciuto davvero molto. E’ una protagonista differente dalla solita ragazzina perfetta in tutto cui ci hanno abituati altri romanzi. Kitty lotta per raggiungere i suoi obiettivi, ma non è un personaggio banale, sceglie con coraggio la propria strada e non si preoccupa delle difficoltà che dovrà affrontare. Kitty è una ragazza abituata a proteggere le persone accanto a se, ed è davvero degna di fiducia dalla prima fino all’ultima pagina.
    Nathaniel, è un personaggio un po’ particolare. Ritengo sia difficile emergere con due personalità come Kitty e Bartimeus, proprio perché è quasi impossibile non provare simpatia immediata per loro due. Come avevo già detto nell’opinione del primo libro ho apprezzato il fatto che Nathaniel sia un protagonista completamente diverso dal solito mago buono e perfetto. Finalmente ci ritroviamo un personaggio principale che non nasconde la propria ambizione e che lotta per affermarsi. Certo rispetto agli altri due il paragone è un po’squilibrato, Nathaniel non ha l’ironia, che rende vincente Bartimeus e nemmeno il coraggio di Kitty ma allo stesso tempo dimostra impegno e caparbietà. Nathaniel riesce nella magia perché studia con assiduità non è un talento naturale, è semplicemente una persona che si impegna e questo davvero mi è piaciuto molto soprattutto perché lo differenzia dai protagonisti di altri romanzi. Mentre altri protagonisti farebbero della loro bontà una bandiera da esporre, Nathaniel non si maschera dietro delle ragioni inesistenti, non nasconde la sua ambizione e agisce per surclassare gli altri, in qualche modo questa sua ‘sincerità’ lo rende vincente rispetto ai soliti ragazzini che agiscono soltanto per il benessere altrui.

    Il libro è da leggere, e se avete già letto il primo vi posso anticipare che il secondo è, a mio parere, molto più bello. Ad essere sincera non sono un appassionata delle saghe, amo molto cambiare le mie letture, e quindi spesso e volentieri mi trovo ad affrontare generi e testi molto differenti senza soluzione di continuità. Amo aprire un libro e non sapere nulla di quello che troverò al suo interno. Aprendo il secondo di Bartimeus e conoscendo i personaggi fondamentali la mia paura era quella che alla fine mi sarei annoiata un pochino. In realtà questo non succede, grazie al ‘L’Occhio del Golem’ il mondo creato da Stroud diventa più reale, agli occhi del lettore ed i tre personaggi riescono a descriverci meglio la situazione in cui vivono.
    A mio parere questo libro rende giustizia al primo. Mentre nell’’Amuleto di Samarcanda’ la narrazione era quasi totalmente incentrata sul mondo dei maghi in questo secondo romanzo la narrazione si completa con uno sguardo sul mondo dei comuni. L’incontro dei due mondi ci fa capire parzialmente quanto siano forti le differenze e come probabilmente sarà difficile giungere ad una soluzione finale equa per entrambe le parti. A mio parere non ha senso leggere il primo libro se si esclude il secondo e questa mia opinione mi porta diritta alla lettura del terzo ed ultimo romanzo della saga. Al momento non ho nemmeno ancora aperto il terzo libro, e quindi sono ancora un po’ in attesa, ma sicuramente inizierò a leggerlo e vi aggiornerò quanto prima in modo da vedere se giustificata o meno, anche la lettura del terzo libro.

    Ps. il titolo rimane un mistero fino alla prossima opinione sulla trilogia...

    ha scritto il 

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