L'occhio del coniglio

Di

Editore: La Donna Camél (lulu.com)

4.4
(5)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Paperback

Isbn-10: 1291540970 | Isbn-13: 9781291540970 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Due trame all'apparenza parallele, ma che la forza della lettura riesce a far convergere fino al seme stesso della storia, quello da cui germoglia tutto: il passato e il futuro, il vento e la bonaccia.

Cerchiamo spesso di dare un senso alla vita, ma si tratta di una forzatura da parte nostra. L’esistenza è fatta di libri dimenticati e ritrovati, verdure affettate, paura di tuffarsi da una barca, primi baci raccontati alla compagna di banco, pulizie di casa, genitori autoritari, passeggiate in bicicletta. Piccoli gesti, sorrisi più che risate, sguardi più che parole, detto senza dire.

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    Questo l'ho scritto io

    Approfitto dello spazio dei commenti per scrivere qualcosa su questo romanzo, qualcosa che non ho ancora detto o scritto da nessuna parte.
    Mettiti comodo.
    Qualche giorno fa ho preso in prestito nella ...continua

    Approfitto dello spazio dei commenti per scrivere qualcosa su questo romanzo, qualcosa che non ho ancora detto o scritto da nessuna parte.
    Mettiti comodo.
    Qualche giorno fa ho preso in prestito nella biblioteca di Crescenzago La vista da Castle Rock di Alice Munro. Non l'avevo ancora letto perché a un certo punto ho finito i soldi per i libri e la mia biblioteca non ce l'aveva. Non voglio paragonarmi a Alice Munro, ci mancherebbe altro. Volevo solo raccontare come mai, leggendo l'introduzione a questa raccolta, ho capito perché qualcuno mi aveva strizzato l'occhio dandomi di gomito, come se avessi preso ispirazione proprio da qui. Alice Munro è una maestra per me, l'ho sempre detto, ho letto la maggior parte delle cose che ha scritto ma non questa che è proprio quella dove, proprio nella premessa, dà conto e in qualche modo giustifica la mescolanza di vicende vere e reali che riguardano la sua famiglia e l'invenzione che, a capriccio, in certi casi le va a cambiare, stravolgere o addirittura capovolgere.
    Una precisazione in questo senso io non ho sentito il bisogno di scriverla, infatti tutta la narrativa è costituita da elementi biografici che si mescolano con invenzioni, personaggi che si ispirano al vero ma quando credi di riconoscerli, sterzano improvvisamente e svaniscono in una risata. Dunque non ho messo premesse nel mio romanzo perché è proprio così che succede sempre, per quanto ci si possa affezionare all'attore che recita un ruolo, rimangono due forme distinte e sarebbe sbagliato confonderli, anche se a volte succede.
    Alcune delle storie che racconto qui hanno qualche fondamento di realtà, ma molti tra quelli che potrebbero confermarlo o smentirlo sono già morti e sepolti. Il resto ha preso forma intorno alle indicazioni (piuttosto reticenti, va detto) di un editor, alle mie buone o cattive letture, ai capricci di quel momento lì, ai consigli dei miei revisori. Ho usato magari i nomi di miei amici e parenti, per affetto, oppure ne ho rubato un tic, una caratteristica fisica, un'abitudine innestata in contesti completamente differenti. Ho utilizzato leggende della mitologia familiare e le ho piegate alle esigenze della mia narrazione, per portare la storia là dove la vedevo andare, dove mi pareva necessario portarla, cioè verso la verità, credo e spero.
    E' autobiografico? Io direi di no, non mi sembra, non credo. Non più di chiunque altro.

    ha scritto il