L'occhio del lupo

Di

Editore: Salani

4.0
(2212)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 109 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese , Catalano

Isbn-10: 8884516587 | Isbn-13: 9788884516589 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: D. Ziliotto

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Animali

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Descrizione del libro
In uno zoo, un ragazzo si sofferma affascinato davanti alla gabbia di un lupoe, siccome l'animale ha soltanto un occhio, anche il ragazzo, con estremasensibilità, tiene chiuso uno dei suoi. Questo colpisce il lupo che, per laprima volta, supera l'atavica diffidenza nei confronti degli esseri umani edecide di raccontare al ragazzo la sua storia, tutta vissuta sullo sfondo dipaesaggi nevosi e cacce solitarie. Anche il ragazzo si confida col lupo e gliparla delle tre Afriche per cui è passato, quella Gialla, quella Grigia equella Verde: l'Africa dei deserti, L'Africa delle savane e l'Africa equatoriale delle foreste. Il paesaggio, con i suoi colori e le sue atmosfere, hamolta importanza sia nella storia del lupo che in quella del ragazzo africano.
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  • 2

    2+

    Insomma..sì, è molto carino ma mi aspettavo qualcosa di diverso. Poi non mi sono nemmeno commossa e a me basta davvero un niente se parliamo di storie di animali.
    è stata piuttosto piatta come lettura ...continua

    Insomma..sì, è molto carino ma mi aspettavo qualcosa di diverso. Poi non mi sono nemmeno commossa e a me basta davvero un niente se parliamo di storie di animali.
    è stata piuttosto piatta come lettura

    ha scritto il 

  • 4

    Quando ho girato l'ultima pagina di questo libro il mio primo pensiero è stato: solo dalla penna di Pennac poteva uscire una storia del genere!
    L'occhio del lupo è il racconto surreale della nascita d ...continua

    Quando ho girato l'ultima pagina di questo libro il mio primo pensiero è stato: solo dalla penna di Pennac poteva uscire una storia del genere!
    L'occhio del lupo è il racconto surreale della nascita di un'amicizia in cui le parole non servono, bastano gli sguardi per conoscersi e comprendersi.
    Lupo Azzurro è rinchiuso in uno zoo da tanti anni e guarda la limitata realtà che lo circonda con un occhio solo, avendo perso l'altro per sfuggire ai bracconieri. Africa - così si chiama il ragazzo, bravissimo a raccontare storie - lo scruta al di là della recinzione.
    Giorno dopo giorno l'insofferenza del lupo nei confronti del ragazzo si fa sempre più forte, rendendolo sempre più irrequieto.
    “-Vuoi guardarmi? D’accordo, anch’io ti guardo!-
    Ma qualcosa disturba il lupo: lui non ha che un occhio, mentre il ragazzo ne ha due. Il lupo è a disagio. Allora il ragazzo fa una cosa curiosa: chiude un occhio”.
    È questo gesto a segnare l'inizio della loro amicizia. Attraverso i loro due occhi si scrutano dentro, tra loro c'è un flusso ininterrotto di immagini attraverso le quali l'uno racconta all'altro la sua vita e le vicissitudini che l'hanno portato a trovarsi lì, in quello zoo.
    Pennac racconta con estrema semplicità una storia di gran significato, affrontando tematiche molto importanti come il bisogno di libertà, la solitudine, l'amicizia tra creature diverse. La delicatezza del suo stile ricorda la Trilogia di Luis Sepùlveda, che ha come tema portante proprio l'amicizia che supera i confini della diversità.
    L'occhio del lupo, quindi, è un inno all'amicizia nel senso più puro del termine, alla fiducia nel prossimo e al confronto costruttivo con gli altri.

    Se vi va' passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, La piccola biblioteca dei libri dimenticati! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ritrovo davanti un libro, che più che un libro è un racconto, poche pagine che ho letto in poco più di un'ora. Età consigliata: bambini di otto anni. Io l'ho letto adesso che ne ho ben venti in più ...continua

    Mi ritrovo davanti un libro, che più che un libro è un racconto, poche pagine che ho letto in poco più di un'ora. Età consigliata: bambini di otto anni. Io l'ho letto adesso che ne ho ben venti in più e mi trovo in difficoltà.
    Come spesso accade, con libri destinati ai giovanissimi. libri piccini che si leggono rapidamente proprio perchè destinati a giovani lettori, il contenuto che presentano è molto ma molto più profondo della lunghezza delle pagine e qui viene la difficoltà a parlarne, la difficoltà ad esprimere a parole il significato più profondo che ho colto dalle parole dell'autore, la difficoltà di non saper rendere giustizia ad un racconto che vale davvero la pena leggere.
    Nelle parole dell'autore, ho colto tanto sentimento verso il mondo degli animali, sentimenti verso cui io sono estremamente sensibile, tanto che evito di leggere libri che parlano proprio degli animali, a maggior ragione se questi animali non sono propriamente felici, ed è proprio ciò che descrivono le pagine di questo libro. Parla di animali in gabbia, animali che vengono braccati, catturati e costretti a vivere in un ambiente non consono alla loro natura, un ambiente ostile, solo per far piacere a noi uomini, solo per soddisfare la curiosità umana di conoscere una natura lontana dalla nostra e di osservare da vicino animali che non fanno parte del nostro mondo e non ne fanno parte perchè la natura non lo permette, perchè ogni creatura creata è fatta per vivere in assoluta libertà, in un ambiente creato apposta, ma questa libertà l'uomo non la permette, strappa gli animali selvatici e non, dal loro ambiente naturale per farli vivere in gabbia o per creare dei capi d'abbigliamento come pellicce, l'uomo è un "collezionista", come scrive Pennac, e come scoprirà a sue spese il Lupo Azzuro, catturato dagli uomini per finire dietro le sbarre di uno zoo. E noi conosceremo la sofferenza e la solitudine del lupo privato della sua libertà, del suo ambiente, dei suoi simili. Un lupo che non ha più la forza e la voglia di guardare chi o cosa lo circonda, che non ha più il bisogno di cacciare, correre, semplicemente vivere. Ma chi siamo noi esseri umani per impedire tutto ciò ad un altro essere vivente?!
    E' questo che mi sono chiesta durante la lettura di queste poche pagine e la rabbia che mi è montata dentro è stata tanta. Queste sono tematiche scottanti, di cui si parla tanto, ma per cui si fa ancora poco.. troppo poco. E per questo non mi do pace. Mi auguro solo che un giorno l'uomo, che si crede il padrone del mondo, possa rivenire e ricordare le sue origini, poichè anche l'uomo viene dalla natura, quella stessa natura che quotidianamente distrugge.
    Ma se questa è la parte che mi ha fatto più rabbia e che viene presentata proprio attraverso l'occhio del lupo, dall'altro lato abbiamo l'occhio dell'uomo. Quest'uomo è un ragazzo Africa, anche a lui l'uomo ha giocato brutti scherzi, ha conosciuto l'abbandono, lo sfruttamento, l'ira ma per fortuna anche l'amore e la bontà che, se vuole, l'uomo sa donare. Ma il dono più grande di Africa, e se Dio un giorno lo vorrà, è proprio l'amore dell'uomo per gli animali, e viceversa. Tra uomini e animali può nascere il rapporto più solidale che possa mai esistere. Un rapporto fatto di lealtà, promesse mantenute, amore profondo e soprattutto senza nessun tornaconto. Un amore puro che solo gli animali possono concedere all'uomo e da cui l'uomo può imparare i valori più significativi della vita. Africa saprà regalare a Lupo Azzurro quella speranza che ormai ha perso e in cambio riceverà il dono dell'accoglienza, proprio perchè il Lupo riuscirà ad accogliere nel suo cuore questo giovane ragazzo giunto dall'Africa che ha il raro dono di comunicare con gli animali, e soprattutto il prezioso dono di rispettare tutti gli esseri viventi presenti nel pianeta.

    ha scritto il 

  • 4

    QUESTO LIBRO HA UN GRANDE SIGNIFICATO CHE ALL' INIZIO POTREBBE SEMBRARE DIFFICILE DA COMPRENDERE, MA UNA VOLTA APPRESO SI PUO'CAPIRE L' INTENSITA', LA TRISTEZZA E LA STRISCIA DI MAGIA CHE I DUE SGUAR ...continua

    QUESTO LIBRO HA UN GRANDE SIGNIFICATO CHE ALL' INIZIO POTREBBE SEMBRARE DIFFICILE DA COMPRENDERE, MA UNA VOLTA APPRESO SI PUO'CAPIRE L' INTENSITA', LA TRISTEZZA E LA STRISCIA DI MAGIA CHE I DUE SGUARDI SI SCAMBIANO DI CONTINUO.
    Martina, prima media

    ha scritto il 

  • 4

    Favola ad occhio aperto

    Si può recensire un libro paragonandolo ad un altro?
    Forse no, ma a me è venuto in mente "Il piccolo principe". Non certamente per la trama raccontata, forse per lo stile della scrittura.
    "Il piccolo ...continua

    Si può recensire un libro paragonandolo ad un altro?
    Forse no, ma a me è venuto in mente "Il piccolo principe". Non certamente per la trama raccontata, forse per lo stile della scrittura.
    "Il piccolo principe" non mi ha entusiasmato. "L'occhio del lupo" l'ho trovato meno scontato, banale in un certo senso. Senza continue frasi ad effetto pronte a "insegnarti" qualcosa, ma quell'intenzione di farti pensare all'azione compiuta dai protagonisti.
    Una storia, che sconfina nella favola, che ti prende per mano e ti fa immaginare.
    Mai banale.
    Un libro "semplice" e l'aggettivo l'ho scelto per farne un complimento.

    ha scritto il 

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