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L'occhio del tempo

Biblioteca Cosmo 23

Di ,

Editore: Nord

3.6
(96)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8842915963 | Isbn-13: 9788842915966 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
1885. John Patefield è un brutale e cinico ufficiale dell'esercito inglese che deve presidiare con le proprie truppe i confini nord-occidentali dell'India e dell'impero inglese, minacciati da una possibile invasione russa e dalla guerriglia pashtun. Ma Patefield è entrato in possesso di un idolo sequestrato al leader religioso indiano Shri Ramakrishna e, quando i suoi uomini assaltano una posizione dei ribelli, Patefield sale in cima alla collina alzando l'idolo e invocando il suo aiuto: improvvisamente una squadra di carri armati del XXI secolo arrivano rombando da dietro la collina. Tutto questo accade sotto gli occhi di due giornalisti, Rudyard Kipling e un suo collega americano, Joshua White...
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  • 5

    http://clarkevivo.blogspot.it/2013/08/locchio-del-tempo…
    Sarà, ma il ciclo dell'odissea del tempo (Time Odissey), trilogia aperta da questo romanzo, è forse ciò che di meglio sia riuscita a produrre la nuova gestione della casa editrice Nord. A "L'occhio del tempo" segu ...continua

    http://clarkevivo.blogspot.it/2013/08/locchio-del-tempo-arthur-c-clarke.html
    Sarà, ma il ciclo dell'odissea del tempo (Time Odissey), trilogia aperta da questo romanzo, è forse ciò che di meglio sia riuscita a produrre la nuova gestione della casa editrice Nord. A "L'occhio del tempo" seguono, in ordine, "L'occhio del sole" e "L'occhio dell'Universo".
    In "L'occhio del tempo" la costruzione della storia è quasi esclusivamente incentrata sul lato puramente narrativo, e questo potrebbe far inorridire gli amanti di Sir Clarke o in generale coloro che si aspettano un libro con tutta quella scienza e quei concetti complicati tipici dell'hard science fiction di cui lo stesso Clarke è stato uno degli autori di punta. Vanno verso l'hard science fiction, però, i successivi due capitoli della saga, e da quel punto di vista non scherzano affatto, anzi ci vanno giù pesante, al punto che potrebbero essere criticati da chi l'hard sf non la digerisce affatto, cioè da coloro che forse hanno maggiormente apprezzato L'occhio del tempo. Non che questi due libri siano chissà quanto complicati, solo che presentano almeno un paio di capitoli in cui bisogna sforzarsi un pochino, capitoli la cui comprensione resta alla portata di tutti grazie alle capacità divulgative degli autori.
    Non bisogna dimenticare che la trilogia è stata scritta a quattro mani. Si può immaginare che Stephen Baxter (classe 1957), sicuramente più giovane e più fresco, ci abbia messo l'impronta maggiore. Va infatti considerato che la trilogia inizia e finisce nell'arco di tempo tra il 2004 e il 2007, con un Clarke acciaccato prossimo ai novant'anni che, tra l'altro, morirà proprio nel 2008, un anno prima della pubblicazione de "L'occhio dell'Universo" in Italia. Sempre in quel periodo lo stesso autore ha pubblicato "L'ultimo teorema" insieme a un altro grande maestro della fantascienza, Frederik Pohl. "L'ultimo teorema" è il suo ultimo libro, ritenuto un flop dalla maggior parte della critica italiana, che però ha mantenuto un sommo rispetto verso l'autore che, per dirne una, ha aperto le danze dell'eterna collana Urania con Le sabbie di Marte (I Romanzi di Urania n. 1, 10 ottobre 1952).
    L'occhio del tempo non è affatto un romanzo noioso, si direbbe anzi dinamico, e sebbene l'idea generale possa apparire non originalissima o, se originale, non proprio geniale, lo sviluppo della trama insieme alle tante piccole idee che la arricchiscono fanno di questo libro un'opera scritta con esperienza, un macchinario ben funzionante che magari i più giovani, non conoscendo la vasta bibliografia di Arthur C. Clarke scritta nel suo mirabolante passato, possono meglio apprezzare, divertendosi senza badare a questa o quella idea meno originale (come, per l'ennesima volta, l'ascensore spaziale che ritroviamo anche qui come in "2001: Odissea nello spazio" e "L'ultimo teorema"), gustandosi l'opera con maggiore spensieratezza, non aspettandosi nemmeno quella profondità che i lettori e le lettrici veterani/e hanno potuto apprezzare in altre opere dello scrittore britannico.

    ha scritto il 

  • 3

    By itself this novel isn't bad. I like the historical details of the Macedonians and Mongols (reminds me of Michael Crichton's Timeline), and the battle scene is reasonably done (though a bit short). But anyone reading this is apt to compare it with the classic 2001: A Space Odyssey ...continua

    By itself this novel isn't bad. I like the historical details of the Macedonians and Mongols (reminds me of Michael Crichton's Timeline), and the battle scene is reasonably done (though a bit short). But anyone reading this is apt to compare it with the classic 2001: A Space Odyssey, and Time's Eye just pales in comparison. It's unoriginal, it's unexciting, and it doesn't advance new ideas at all. It's rather like taking a cold old dish and reheating it again, sprinkling in some spices to make it look like a new dish. Unfortunately, the spices don't add any flavour.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello come tutte le opere di Clarke

    Davvero un bel libro. Il primo di una trilogia che, alla fine, perde un po' i contorni delineati da questo primo romanzo. L'affascinante idea dei primogeniti, concepita dalla mente dell'insuperabile Sir Clarke, risulta sempre più interessante seppur analoga, volutamente, a quella proposta nel lon ...continua

    Davvero un bel libro. Il primo di una trilogia che, alla fine, perde un po' i contorni delineati da questo primo romanzo. L'affascinante idea dei primogeniti, concepita dalla mente dell'insuperabile Sir Clarke, risulta sempre più interessante seppur analoga, volutamente, a quella proposta nel lontano (temporalmente) ma sempre magistrale 2001: Odissea nello spazio.
    Lo stile a volte è un po'tortuoso e sono moltiplici i riferimenti scientifici, ma ciò rende questo libro, come tutte le opere del grande scrittore nonchè scienziato Arthur.C. Clarke, un vero capolavoro della fantascienza.

    ha scritto il 

  • 3

    gli eventi narrati sono tutto sommato scorrevoli e leggibili...lascia perplessi il fatto che, alla fine, non si capisca dove si vada a parare...resta l'impressione che in fondo si tratti del preludio al secondo libro della trilogia...sperando che tutto acquisisca un senso

    ha scritto il 

  • 1

    E' una vera e propria stupidata. La prossima volta metteranno contro Alessandro e le armate di Stalin. Non so perchè ma dubito che stavolta Alessandro possa vincere. E'un libro di stupidi luoghi comuni della fantascienza.

    non leggerò il seguito

    ha scritto il 

  • 5

    Ti lascia sempre più spiazzato...

    Eccomi qua a recensire un libro collegato alla serie delle Odissee nello spazio. In questo caso nell'introduzione del libro gli autori parlano di un odissea nel tempo, che non segue ne precede i fatti dell'altra serie, semplicemente rimane ortogonale a loro, formando un angolo retto, come un pian ...continua

    Eccomi qua a recensire un libro collegato alla serie delle Odissee nello spazio. In questo caso nell'introduzione del libro gli autori parlano di un odissea nel tempo, che non segue ne precede i fatti dell'altra serie, semplicemente rimane ortogonale a loro, formando un angolo retto, come un piano cartesiano (e qua l'ingegnere che è in me è andato in brodo di giuggiole) Non è ne un prologo se un epilogo è un "ortogolo".
    Con queste premesse il libro non poteva che essere coinvolgente e mi ha saputo rapire all'interno del suo mondo, all'interno dei suoi tempi, come del resto fece già la serie dello spazio

    ha scritto il 

  • 3

    Sono rimasto un po deluso.
    E' il primo romanzo di Clarke che ho letto (sebbene lo conoscessi già di fama) e mi aspettavo qualcosa di più articolato.
    Un argomento del genere penso che debba essere sviluppato con più profondità, meno superficialmente.
    Ci sono comunque delle buone ...continua

    Sono rimasto un po deluso.
    E' il primo romanzo di Clarke che ho letto (sebbene lo conoscessi già di fama) e mi aspettavo qualcosa di più articolato.
    Un argomento del genere penso che debba essere sviluppato con più profondità, meno superficialmente.
    Ci sono comunque delle buone idee e degli interessanti spunti, ma ho letto di meglio.
    Trovo inoltre che sia poco credibile l'adattabilità dell'uomo a situazioni straordinarie come quelle che affronteranno i protagonisti della vicenda.
    Vedremo se i romanzi successivi, di quella che credo sia una trilogia, mi faranno ricredere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Clarke è l'inventore della trilogia (da poco quadrologia) di "Odissea nello spazio", quella del monolite nero per capirsi, e anche Baxter di libri di fantascienza ne ha scritti parecchi.
    Penso che questo romanzo sia carino, perchè le discontinuità temporali (della serie se torni indietro ne ...continua

    Clarke è l'inventore della trilogia (da poco quadrologia) di "Odissea nello spazio", quella del monolite nero per capirsi, e anche Baxter di libri di fantascienza ne ha scritti parecchi.
    Penso che questo romanzo sia carino, perchè le discontinuità temporali (della serie se torni indietro nel tempo e uccidi tua nonna come fai a farlo?) mi piacciono molto e l'idea di mettere assieme una terra fatta come un'arancia, i cui spicchi hanno provenienze temporali diverse, anche se non proprio una novità, è interessante.
    Pure l'idea di un esercito di mongoli contro uno di macedoni ha il suo perchè, ma forse la cosa più interessante è la scoperta che la parola Mir (anche nome della stazione internazionale orbitante reale) in russo significa sia mondo che pace.

    ha scritto il 

  • 2

    L'idea di una nuova odissea nel tempo dopo quella dello spazio, affascina il lettore amante della Fantascienza. Purtroppo il libro da solo, non convince: lo scontro Gengis Khan contro Alessandro Magno è ridicolo ed inutile; i personaggi sono piatti (che centra Kipling?) e stereotipati sullo stile ...continua

    L'idea di una nuova odissea nel tempo dopo quella dello spazio, affascina il lettore amante della Fantascienza. Purtroppo il libro da solo, non convince: lo scontro Gengis Khan contro Alessandro Magno è ridicolo ed inutile; i personaggi sono piatti (che centra Kipling?) e stereotipati sullo stile bello (l'inglese), brutto (il mongolo) e cattivo (l'americana). Non manca l'eroe nè il prode imperatore. Peccato perchè lo spunto iniziale è lodevole: un nuovo mondo creato con un puzzle spazio-temporale terrestre. Forse occorre leggere il seguito per cambiare giudizio.... Morale va benissimo come lettura sotto l'ombrellone (che è ciò che ho fatto).

    ha scritto il 

  • 3

    Originale.

    L'avvio di questo romanzo, che da "2001 Odissea nelo spazio" (scritto da uno dei due autori, AC Clarke) ruba l'ispirazione, appare subito già letto. Una volta superata però l'incertezza iniziale, la storia schiude un'idea originale: l'intero pianeta terra subisce uno sfasamento temporale diverso ...continua

    L'avvio di questo romanzo, che da "2001 Odissea nelo spazio" (scritto da uno dei due autori, AC Clarke) ruba l'ispirazione, appare subito già letto. Una volta superata però l'incertezza iniziale, la storia schiude un'idea originale: l'intero pianeta terra subisce uno sfasamento temporale diverso i ogni sua parte. Il risultato è un pianeta ri-assemblato, costituito da fette temporali diverse. Buon finale.

    ha scritto il