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L'odore dell'India

Di

Editore: Guanda

4.0
(577)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri

Isbn-10: 8882462471 | Isbn-13: 9788882462475 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
Nel 1961, in compagnia di Alberto Moravia e Elsa Morante, Pasolini si reca perla prima volta in India. Le emozioni e le sensazioni provate sono così intenseda spingerlo a scrivere queste pagine, un diario di viaggio divenuto un librodi culto. Pasolini si aggira attento nella realtà caotica del subcontinenteindiano, osservando i gesti e le movenze della gente, seguendo i colori deipaesaggi e soprattutto l'odore della vita. I templi di Benares, le notti diBombay, tutto l'incanto di una terra ammaliante e, insieme, l'orroredell'esistenza che vi si conduce ci vengono restituiti con l'originalità divisione di uno dei nostri più grandi scrittori.Con un'intervista di Renzo Paris ad Alberto Moravia.
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  • 4

    E' incredibile come i miei occhi, a più di mezzo secolo di distanza, abbiano visto pressoché le stesse identiche cose osservate da Pasolini.
    "Subito comincia il brulichio, come di tanti vermiciattoli colorati. E' il bazar, la strada centrale del villaggio: l'eterna fila di negozietti sos ...continua

    E' incredibile come i miei occhi, a più di mezzo secolo di distanza, abbiano visto pressoché le stesse identiche cose osservate da Pasolini.
    "Subito comincia il brulichio, come di tanti vermiciattoli colorati. E' il bazar, la strada centrale del villaggio: l'eterna fila di negozietti sostenuti da zampe di legno, con dentro merci e venditore accoccolato, e, davanti il vortice dei vecchi, dei ragazzi, delle donne, con gli stracci colorati e i dolcissimi sorrisi tra le turpi gobbe delle vacche randage."
    L'India è un mondo incredibile, colmo di dolorose contraddizioni e struggente bellezza.
    Occhi profondi e languidi e sorrisi larghi e dolcissimi sono ancora dipinti sui volti della sua gente.

    ha scritto il 

  • 4

    PPP mon amour

    L'india di Pasolini non ha nulla di analitico o di obiettivo. E' un'India viscerale, convulsa, contratta, agonizzante, spumeggiante. Un India "primitiva", come direbbero alcuni. E PPP non scrive, ma filma, le sue parole saltano fuori dall apagina e ci investono in pieno.


    La prosa, del gra ...continua

    L'india di Pasolini non ha nulla di analitico o di obiettivo. E' un'India viscerale, convulsa, contratta, agonizzante, spumeggiante. Un India "primitiva", come direbbero alcuni. E PPP non scrive, ma filma, le sue parole saltano fuori dall apagina e ci investono in pieno.

    La prosa, del grande PPP, del poeta PPP, è di una bellezza struggente, di una bellezza che fa invidiare quest'uomo per la sua capacità di scegliere le parole.

    Devo dire che l'approccio più analitico, più storico, più razionale mi è mancato, e forse lo troverò nella controparte di questo libro, quellos critto da MOravia, dove, mi dicono, si analizzano di più questi aspetti.

    Mi lascia anche un po' di amaro in bocca la prospettiva molto "coloniale", da colore locale, da successione di curiosità di viaggio, l'ignoranza pasoliniana su alcuni degli aspetti più banali ( possibile non sapesse che è impensabile mangiare ocn la sinistra?). Ma questa ingenuita, questa naiveté un po' autentica un po' forse studiata, costituiscon nello stesso tempo la forza del testo. Ed è così che me lo sono goduto.

    "Le cose mi colpivano ancora con violenza inaudita: cariche di interrogativi, e, come dire, di potenza espressiva. I colori dei pepli delle donne, che lì erano perdutamente accesi, senza nessuna delicatezza, verdi che erano azzurri, azzurri che erano viola; l‘oro delle conchette per l’acqua, piccole e preziose come scrigni; i mucchi di folla vestita di stracci svolazzanti; i sorrisi nelle facce nere sotto i turbanti bianchi: tutto mi si riverberava nella cornea, imprimendosi con tale violenza da scalfirla. "

    http://youtu.be/ozbn6GIN7GA

    ha scritto il 

  • 5

    Dolcezza

    Ciò che più mi ha colpito è l'uso delle parole e della punteggiatura: una completa abilità nell'uso della lingua. I colori, le immagini, i sentimenti e i pensieri vengono a galla con facilità e leggerezza, le osservazioni e le sue opinioni prendono forma con leggerezza e dolcezza. Mi ha colpito p ...continua

    Ciò che più mi ha colpito è l'uso delle parole e della punteggiatura: una completa abilità nell'uso della lingua. I colori, le immagini, i sentimenti e i pensieri vengono a galla con facilità e leggerezza, le osservazioni e le sue opinioni prendono forma con leggerezza e dolcezza. Mi ha colpito particolarmente.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi incuriosiva Pasolini, e questo era un modo per iniziare a conoscerlo.
    E’ un libricino che non va a fondo nella religione, nella cultura, nei luoghi di un popolo, come potrebbe farlo un Fosco Maraini, ma che ama piuttosto soffermarsi sulle descrizioni specialmente delle persone, degli at ...continua

    Mi incuriosiva Pasolini, e questo era un modo per iniziare a conoscerlo.
    E’ un libricino che non va a fondo nella religione, nella cultura, nei luoghi di un popolo, come potrebbe farlo un Fosco Maraini, ma che ama piuttosto soffermarsi sulle descrizioni specialmente delle persone, degli atteggiamenti, e poi del disordine amorfo, colorato, misero delle povere casupole, dei mercati, delle città, delle masse di persone e di edifici, della povertà, della stasi, della dolcezza, con un atteggiamento dello scrittore che tende al sentimento di pietà, al desiderio di camminare, vedere, essere vicino, pur senza comprendere appieno.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo negli anni '60. Pasolini arriva in India e va alla scoperta di una terra lontana piena di miseria, di malattie e di colori.
    Il giornalista ci spiega le sensazioni che ha provato durante il viaggio in questa terra dai paesaggi sempre uguali e durante gli incontri con gli abitanti del l ...continua

    Siamo negli anni '60. Pasolini arriva in India e va alla scoperta di una terra lontana piena di miseria, di malattie e di colori.
    Il giornalista ci spiega le sensazioni che ha provato durante il viaggio in questa terra dai paesaggi sempre uguali e durante gli incontri con gli abitanti del luogo dediti a mille rituali religiosi.

    ha scritto il 

  • 5

    Un piccolo diamante letterario che irradia la luce della conoscenza

    In questo diario di viaggio c'è tutto Pasolini, le sue idee, la sua poetica, il suo sguardo aperto e preveggente che scandaglia l'essere umano, la società. Descrive l'India non nella sua esteriorità, ma nella sua interiorità, per questo le sue parole in un italiano evocativo e melodioso sono semp ...continua

    In questo diario di viaggio c'è tutto Pasolini, le sue idee, la sua poetica, il suo sguardo aperto e preveggente che scandaglia l'essere umano, la società. Descrive l'India non nella sua esteriorità, ma nella sua interiorità, per questo le sue parole in un italiano evocativo e melodioso sono sempre attuali e danno a chi (come me) ha visitato come a chi non ha mai visitato questo grande paese tutte le sensazioni dell'essere lì. In questo che ieri come oggi è un continente, anzi un mondo a parte.

    ha scritto il 

  • 0

    Solo un intellettuale come Pasolini è stato in grado di regalarci pagine così intense sull'India. Qui ci sono sensazioni olfattive, uditive, visive, insomma profondamente corporali e filtrate solo dalla sua scrittura, per sempre inimitabile.
    Indimenticabile l'incontro con Maria Teresa di Ca ...continua

    Solo un intellettuale come Pasolini è stato in grado di regalarci pagine così intense sull'India. Qui ci sono sensazioni olfattive, uditive, visive, insomma profondamente corporali e filtrate solo dalla sua scrittura, per sempre inimitabile.
    Indimenticabile l'incontro con Maria Teresa di Calcutta, ma anche il primo capitolo, la prima commozione nel vedere gli indiani non ridere di allegria ma sorridere di dolcezza.
    STUPENDO.

    ha scritto il