L'ombra del carrubo

Di

Editore: Campi di Carta

4.5
(17)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 154 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8898555342 | Isbn-13: 9788898555345 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Gli occhi di un bambino di città raccontano la fine della civiltà contadina, una storia appena dietro le nostre spalle eppure già lontana nel tempo.Osservatorio privilegiato, la grande casa dei nonni paterni, in quella terra di Puglia che prima, e più che altrove nel meridione, ha subito il repentino e traumatico passaggio alla modernità.Lì, quel bambino, trascorre ogni anno un mese delle sue vacanze estive.I vari personaggi del romanzo, come Rocco il giostraio, Pinuccio e Nicola, il venditore di ghiaccio, entrano ed escono dal racconto nell’arco di un trentennio, con le loro tante, piccole storie che s’intrecciano alle vicende familiari del protagonista.Tutto sembra destinato ad essere trascinato via dalla corrente della Grande Storia.
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  • 4

    Un bel libro che mi ha riportato indietro nel tempo ai racconti di parenti e amici vissuti in campagna o in piccoli paesi della provincia. C’è un sapore di tempi belli passati, sensazioni piacevoli ma ...continua

    Un bel libro che mi ha riportato indietro nel tempo ai racconti di parenti e amici vissuti in campagna o in piccoli paesi della provincia. C’è un sapore di tempi belli passati, sensazioni piacevoli ma non nostalgiche. La scrittura delicata e leggera di Loprencipe riesce a rievocare il passato senza che questo diventi una triste rimembranza. Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 5

    rubato... si, me lo hanno rubato!

    Stavo rileggendo L'obra del carrubo e mi stavo perdendo nel sole cocente, nel vento caldo, nel canto delle cicale, nel frsco silenzio del riposo pomeridiano.
    Ero lì ì, con Marcello bambino e mi god ...continua

    Stavo rileggendo L'obra del carrubo e mi stavo perdendo nel sole cocente, nel vento caldo, nel canto delle cicale, nel frsco silenzio del riposo pomeridiano.
    Ero lì ì, con Marcello bambino e mi godevo sensazioni dolci, lievi, serene eppoi curiose, divertenti, intense.
    Ero lì e vivevo un tempo e un luogo che non sono mai stati miei, anche se il Salento mi "ospita" per le vacanze estive da tantissimi anni! Non sono stati mai miei, ma lo diventano leggendo Marcello Loprencipe.
    Lui è capace di prenderti e portarti lontano, seguendo la sua prosa che è quasi poesia.
    Ognuno di noi ha uno scrittore che tocca "corde" personalissime, intime, segrete
    Ecco, Loprencipe, per me è questo!
    Persa in queste belle immagini e sensazioni, mentre rileggevo lentamente..... la Dottora chiama il mio nome e io, nella fretta, lascio tutto sulla sedia della sala di attesa: ombrello, portatile, piumino e....il libro.
    Esco e .......L'ombra del carrubo non c'è più!
    INCREDIBILE.... una persona (che gli dei la benedicano!!!) non ha preso l'ombrello, nè la bella giacchetta o il pc. portatile, ha preso il libroooooooooooo
    Ma si, subito ci sono rimasta male, perchè sono gelosissima dei miei libri; però, se ci penso, sorrido e mi dico "che bello sapere che un altro o un'altra leggeranno di questo tempo, di questi luoghi, di queste belle persone che si sono perdute, ma vivranno sempre finchè Marcello scriverà!

    ha scritto il 

  • 0

    Siete vaccinati contro la Nostalgia?
    Qualora non lo foste ancora non leggete questo libro. Vero è che è ambientato in luoghi particolari, di sole e di mare, pieni di un vociare continuo di uomini e ci ...continua

    Siete vaccinati contro la Nostalgia?
    Qualora non lo foste ancora non leggete questo libro. Vero è che è ambientato in luoghi particolari, di sole e di mare, pieni di un vociare continuo di uomini e cicale, di lunghi silenzi scanditi dal ticchettìo di una sveglia antica in stanze dalle volte a stella.
    Siete cresciuti in Puglia, voi?
    In quella delle estati bambine di Marcello prima, della mia prima vita dopo. No? Allora siete ancora in tempo a non avere addosso questo languore che vi scalda dentro, questo vuoto da riempire dei ricordi di sveglie all'alba, di treni dagli scomodi sedili di legno, dei giochi a carte con i fratelli, di quello sguardo perso fuori dal finestrino a vivere piccole storie inventate per combattere la noia. Piccoli racconti.
    Ecco, come questi che l'autore ha riversato nel suo libro direttamente dal suo passato. Racconti di persone conosciute, di vite osservate e ricordate, di personaggi che poi hanno popolato un tratto della sua vita.
    'Raccontarsela' finalmente, per dirsi che radici abbiamo e ora che si è grandi ed è forse tempo di 'bilanci' capire il 'peso' della propria esistenza.
    Un'esistenza inserita in un contesto storico, ovvio, e anche qui i grandi avvenimenti della Storia guidano i suoi ricordi bambini fino a ritrovarsi, adulto, sotto quell'albero di carrubo, prima diffusissimo in Puglia, quando nelle case c'era la 'rimessa' per parcheggiare traino e cavallo insieme e le carrube erano parte della dieta di quest'ultimo.
    Sotto quel carrubo, Marcello, hai raccontato a te stesso la prima 'poesia'? Ti prego non smettere di scriverne.
    Il mio albero è un olivo, anzi, 'Nonna Olivo per me, che nonni non avevo.
    La vedete ora? La Nostalgia? quella malinconicamente buona, di cose buone vissute: quasi sogni nel Tempo che corre come il Vento.

    ha scritto il 

  • 5

    In questo scritto autobiografico, si ritrovano caratteristiche e temi cari all'autore: la delicatezza che sfocia in piccole perle di poesia, l'accurata descrizione dei luoghi incontrati e delle emozio ...continua

    In questo scritto autobiografico, si ritrovano caratteristiche e temi cari all'autore: la delicatezza che sfocia in piccole perle di poesia, l'accurata descrizione dei luoghi incontrati e delle emozioni che gli stessi evocano nei protagonisti. C'è bellezza, ci sono i sentimenti, c'è il vento...
    Originali i riferimenti storici e sportivi che, a fine di ogni capitolo, forniscono una connotazione importante che riporta la vicenda personale nel contesto sociale, culturale e politico del periodo attraversato.
    Anche per questo spaccato d'Italia, forse si presterebbe a essere sceneggiato.
    Lettura d'un fiato!

    ha scritto il 

  • 5

    chissà cosa potrebbe aggiungere il carrubo a questo libro?

    un libro bellerrimo.
    poesia e vita e storie di un paesino pugliese che si mischiano alla grande Storia italiana ed internazionale dagli anni sessanta ai giorni nostri in un caleidoscopio di colori em ...continua

    un libro bellerrimo.
    poesia e vita e storie di un paesino pugliese che si mischiano alla grande Storia italiana ed internazionale dagli anni sessanta ai giorni nostri in un caleidoscopio di colori emozioni ricordi sensazioni ma anche profumi sapori,quelli veri "di una volta", che è impossibile non farsi catturare e girare veloci come in un a giostra.
    stradine polverose, case imbiancate a calce, oliveti mandorli fichi a perdita d'occhio e poi quel mare azzurro e verde, così intenso da far male agli occhi, così desiderato che pure leggendo sembra di vederlo... questa luce abbacinante dell'estate piena e la fresca ombra del carrubo, proprio vicino alle sbarre del passaggio a livello, in cui c'è da attendere un bel pò di tempo il passaggio del trenino fumoso, quanti sogni a visto passare davanti il carrubo messo quasi ad albero guardiano come un crocevia tra mondi...
    e i personaggi che popolano i ricordi dell'autore, indimenticabili, per noi e per lui che ha potuto abbracciarli.. il nonno Vincenzo con le sue ritualità, la nonna Anna di Trieste che lei il bagno a l mare lo fa... lo zio Alberto e i suoi scherzi.. le zie col fazzoletto nero in testa e il loro voler curiosare nella vita degli altri senza peccare di esser pettegole, e tra tutti (per me) lo zio Pietro, con il suo traìno con il somaro, il suo saper vivere la campagna.. la cura nel duro lavoro sotto il sole.. il suo insospettabile e nascosto tesoro segreto...
    e rocco il giostraio e pescatore sui generis, e Nicola, venditore di ghiaccio.. e la base dei militari americani che non può non destare curiosità e fantasticherie...
    non resta che leggerlo... :) o rileggerlo! bellerrimo!

    ha scritto il 

  • 0

    Aldilà che il libro è magistralmente scritto queste atmosfere amarcordiane, queste autobiografie raccontate sul filo dei ricordi di bambino (ricordi spesso pilotati dagli adulti o edulcorati dal rimpi ...continua

    Aldilà che il libro è magistralmente scritto queste atmosfere amarcordiane, queste autobiografie raccontate sul filo dei ricordi di bambino (ricordi spesso pilotati dagli adulti o edulcorati dal rimpianto di una spensieratezza perduta) non sono più nelle mie corde.
    Il libro parla di un periodo che ho vissuto, di una terra che tanto ha in comune con la mia e di tradizioni che anche qui non esistono più (saremo coetanei l’autore ed io…).
    Ma il rimpianto del tempo che fu (non delle persone) che è evidente in ogni parola non mi appartiene, forse perché troppo doloroso.

    ha scritto il 

  • 3

    Aveva lo sguardo completamente assente e l’espressione di chi non riesce più ad uscire dalla porta dei propri pensieri.

    La storia dell’infanzia di Marcello, quando bambino viveva l’incanto della campagna pugliese, fra nonni, amici, gente di paese, giochi semplici e ingenui.
    Trasferitosi in una grande città torna ogni e ...continua

    La storia dell’infanzia di Marcello, quando bambino viveva l’incanto della campagna pugliese, fra nonni, amici, gente di paese, giochi semplici e ingenui.
    Trasferitosi in una grande città torna ogni estate al paese, a riassaporare la vita di un tempo, l’atmosfera un po’ addormentata della provincia. Passano gli anni e i ritorni si diradano, ma non scema la poesia dei luoghi contro l’inarrestabile progresso che avanza. Anche quando torna ormai adulto, con la “famiglia tutta sua”, viene riafferrato dai ricordi e dalla potente necessità di ritrovare i luoghi e le persone rimaste in paese, anche a costo delle inevitabili delusioni, quando il tempo le ha trasformate.

    ha scritto il 

  • 0

    Terzo appuntamento con la scrittura di Marcello Loprencipe, dopo
    l’esordio brillante di "Si era alzato il vento" e la colata di poesia de "Il contanuvole".
    L’astronave e le radici, quelle dell’ombroso ...continua

    Terzo appuntamento con la scrittura di Marcello Loprencipe, dopo
    l’esordio brillante di "Si era alzato il vento" e la colata di poesia de "Il contanuvole".
    L’astronave e le radici, quelle dell’ombroso carrubo e quelle di milioni di noi baby boomers,
    figli dei figli dei nostri nonni che poterono studiare e sfuggire alla campagna senza poesia.
    Per poi tornarci con noi figli, per rimettere in fila i ricordi e onorare quei vecchi
    duri come ceppi d’ulivo, un po’ bizzarri e con l’affetto scarno di parole.
    Tutti insieme, lo scrittore e i suoi lettori, persi tra la memoria più dolce,
    con il naso all’insù verso il futuro, con la Storia che passa e va.
    Pagine che sono anche i nostri specchi, con il susseguirsi dei ricordi
    di cui riconosciamo immediatamente ogni singolo odore.
    Un’opera matura, come un frutto consumato a tempo debito

    ha scritto il 

  • 4

    E’ certamente un libro diverso dall’altro che avevo letto dello stesso autore, ma ugualmente intrigante e affascinante. Aldi là del racconto di una infanzia molto diversa dall’attuale anche se non mo ...continua

    E’ certamente un libro diverso dall’altro che avevo letto dello stesso autore, ma ugualmente intrigante e affascinante. Aldi là del racconto di una infanzia molto diversa dall’attuale anche se non molto lontana nel tempo, al di là delle atmosfere che rivivono nitidamente, veri pezzi di vita che risorgono nella memoria. Magari non sono per me le campagne e il mare di Puglia ma le colline e le viti del Piemonte ma l’atmosfera è la stessa. Al di là, dicevo di queste cose ci sono momenti di rara incisività, brevi annotazioni puntuali che ti fanno vedere ciò che è scritto sulla pagina come se davanti a te ci fosse un quadro (“Comparivano, d’improvviso, le immense distese dorate dei campi di grano, ormai raccolto, che davano un colore particolare al paesaggio. E poi la presenza del fumo che saliva al cielo, macchiandolo di grigio, mentre a terra le stoppie mandavano baglio rossastri”). Un libro da leggere e rileggere con calma soffermandosi su frasi che ti colpiscono, che condividi, che esprimono in modo chiaro pensieri magari finora inespressi, come ad esempio quando l’A. dice di preferire “le mappe fisiche, perché non hanno confini, se non quei limiti naturali imposti dai fiumi, dai mari e dalle montagne.”. E per finire bellissima la breve poesia nella quarta di copertina

    ha scritto il 

  • 4

    Un dolcissimo romanzo breve visto con gli occhi sognanti e semplici di un bambino. Loprencipe ci rende partecipi della poesia del suo cuore, facendoci vivere posti e tempi ormai dimenticati o addiritt ...continua

    Un dolcissimo romanzo breve visto con gli occhi sognanti e semplici di un bambino. Loprencipe ci rende partecipi della poesia del suo cuore, facendoci vivere posti e tempi ormai dimenticati o addirittura non "conosciuti", se non per i racconti di nonni e genitori. Mi ha fatto ricordare un fatto curioso della mia infanzia: mia madre mi parlava spesso dei frutti del carrubo e di quando li mangiava da ragazza, mi raccontava che erano buonissimi e finalmente una volta li trovò e me li fece assaggiare...per me furono una grande delusione e lessi nei suoi occhi lo stupore sulla mia non accettazione di questo sapore! Ora capisco, perché con gli occhi dell'autore ho rivissuto i sentimenti di mia madre per quella pianta, ormai quasi scomparsa (nonostante il bellissimo portamento): per mia madre era un simbolo ed un ricordo meraviglioso della sua gioventù!

    ha scritto il 

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