L'ombra dell'incantatrice

Di

Editore: Lulu

2.7
(14)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 325 | Formato: eBook

Isbn-10: 1409271552 | Isbn-13: 9781409271550 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    ambientazione ricca e originale

    Il libro è molto buono. Sinceramente me lo aspettavo già prima di cominciare a leggerlo, visti i favorevoli commenti in rete, ma sin dalle primissime pagine il testo mi ha stupito.
    Una caratteristica ...continua

    Il libro è molto buono. Sinceramente me lo aspettavo già prima di cominciare a leggerlo, visti i favorevoli commenti in rete, ma sin dalle primissime pagine il testo mi ha stupito.
    Una caratteristica che ho molto apprezzato è sicuramente l'originalità: "L'ombra dell'incantatrice" infatti, si discosta per molti versi dal paradigma del fantasy classico, a partire dalla scelta atipica dei personaggi.
    Recensione completa su scrittorindipendenti.com

    ha scritto il 

  • 4

    http://www.scrittorindipendenti.com/2012/09/ombra-dellincantatrice.html#more

    Il libro è molto buono. Sinceramente me lo aspettavo già prima di cominciare a leggerlo, visti i favorevoli commenti in ret ...continua

    http://www.scrittorindipendenti.com/2012/09/ombra-dellincantatrice.html#more

    Il libro è molto buono. Sinceramente me lo aspettavo già prima di cominciare a leggerlo, visti i favorevoli commenti in rete, ma sin dalle primissime pagine il testo mi ha stupito.
    Una caratteristica che ho molto apprezzato è sicuramente l'originalità: "L'ombra dell'incantatrice" infatti, si discosta per molti versi dal paradigma del fantasy classico, a partire dalla scelta atipica dei personaggi.

    Ricordate il ladro, quella classe un po' sfigata di D&D che alla fine non sceglie mai nessuno?
    Ebbene Clarion, il protagonista, è proprio un ladro, e sarà quindi coinvolto in perlustrazioni, spionaggi e furti vari, utilizzando più spesso grimaldelli che armi. Isial, la coprotagonista (il libro procede trascinato da questo binomio uomo-donna) è una potente maga alla ricerca del suo destino, ma anche dama altolocata avezza a complotti ed intrighi di potere, una sorta di Lucrezia Borgia fantasy capace anche di passare all'azione; nei loro viaggi i due incontreranno anche assassini,sciamani, corsari e molto altro.
    Un altro punto di forza del romanzo è infatti la varietà di situazioni ed ambienti, che spaziano da città dal sapore rinascimentale a jungle, fortezze e antichi monasteri, passando anche per il mare. "L'ombra dell'incantatrice" è un libro corposo, di circa 320 pagine, ma scorrevolissimo e quasi mai noioso, riesce sempre ad introdurre qualche elemento di novità per speziare gli episodi che, proprio per il loro gran numero, tendono a volte ad assomigliarsi tra loro.
    Ed effettivamente devo ammettere che la densità dell'intreccio, pur conferendo ritmo e vivacità al testo, finisce inevitabilmente a protrarre la storia più di quello che sarebbe stato narrativamente elegante.
    Il libro mi ha poi molto deluso nella parte culminante, il cosìdetto climax, dove le soluzioni narrative non convincono e si assiste ad una caduta di stile nella stessa prosa, al punto che le pagine sembrano quasi scritte da un altra penna; le interminabili sequenze in cui si descrivono le esplorazioni del dungeon di turno, dove il protagonista disinnesca trappole e scassina serrature, sono strazianti e fini a sé stesse; ho gradito l'idea di descrivere lo sporco lavoro del ladro, ma poteva essere fatto sicuramente in maniera più brillante, come avviene nelle prime pagine del libro.
    Considerazioni analoghe possono essere fatte per i personaggi, ben congeniati ed accattivanti; quasi tutti gli attori della vicenda sono stati caratterizzati con una psicologia dettagliata e dinamica, che gli immerge in un turbine di desideri e pulsioni contrastanti, finiscono però tutti per appiattirsi e perdere la loro forza ben prima della fine.
    Interessante il registro linguistico, soprattutto quello del parlato : l'autore ha il coraggio di abbandonare le forme classicheggianti tipiche del genere, per adottare un linguaggio vicino a quello odierno, a volte anche moderatamente scurrile e crudo; leggendo i dialoghi a volte si ha l'impressione di trovarsi davanti ad uno sceneggiato anni '90, e l'effetto è quello di rendere alcuni messaggi con una chiarezza verbale altrimenti impossibile; se a volte alcune battute non risultano efficaci, non credo che questo sia da imputare al linguaggio scelto, ma ad alcune ingenuità dell'autore che a volte traspaiono quà e là nel testo. Si ricordi comunque che il romanzo è dichiaratamente dilettantesco e dopotutto è assolutamnte gratuito, che diamine!
    Giacomo Mariani ha svolto un grosso lavoro che va ben oltre quello che si può pretendere da un opera autoprodotta e gratuita, non solo scrivendo un ottimo romanzo, ma costruendo una ricca e originale ambientazione che egli conta di mostrarci con altri libri. L'autore ha inoltre uno splendido blog che vi consiglio caldamente di visitare, dove potrete trovare informazioni sul suo mondo, i primi capitoli del suo prossimo libro e anche molti consigli per aspiranti scrittori.

    ha scritto il 

  • 1

    Occasione sprecata

    L’ombra dell’incantatrice è ambientato in un mondo che ricorda l’Italia rinascimentale, con la sua moltitudine di staterelli e città-stato, un’atmosfera mediterranea e un livello tecnologico paragonab ...continua

    L’ombra dell’incantatrice è ambientato in un mondo che ricorda l’Italia rinascimentale, con la sua moltitudine di staterelli e città-stato, un’atmosfera mediterranea e un livello tecnologico paragonabile; in realtà non ne sono sicuro, perché come vedremo l’ambientazione del Dr. Jack è quantomai anonima. E’ un fantasy, ma il ruolo tutto sommato modesto della magia e la totale assenza di ogni forma di “bizzarria” e di sense of wonder lo rendono in realtà più vicino a un romanzo d’avventura alla Salgari.
    L’idea alla base del romanzo è di scrivere un fantasy che abbia come protagonista un ladro anziché un guerriero o un mago, e che ponga in primo piano non combattimenti, battaglie campali e destini eroici, ma intrighi politici e diplomazia. La trovata non fa gridare al miracolo, ma poteva ugualmente uscirne una storia carina. Purtroppo non è così.

    Fazioni politiche anonime e città tutte uguali, intrighi politici raccontati nei dialoghi e in pillolni confusionari anziché adeguatamente mostrati, politici e diplomatici che si comportano come dei deficienti, e personaggi scialbi e/o sopra le righe rendono il romanzo noioso e insulso.
    A condimento di ciò, la prosa è goffa e il libro è costellato di refusi.

    Almeno è gratuito.
    Ah, e la gestione dei pov è buona.

    Leggi la recensione completa su Tapirullanza:
    http://tapirullanza.wordpress.com/2012/01/14/gli-autopubblicati-03-lombra-dellincantatrice/

    ha scritto il 

  • 3

    5/10

    Il difetto più significativo del romanzo è la (deliberata) confusionarietà: veniamo gettati in una storia per molti versi già avviata, cosicché diverse battute o scene o addirittura scelte dei persona ...continua

    Il difetto più significativo del romanzo è la (deliberata) confusionarietà: veniamo gettati in una storia per molti versi già avviata, cosicché diverse battute o scene o addirittura scelte dei personaggi sulle prime non risultano comprensibili, con il fastidio che ne deriva; specie all’inizio, bisogna spesso stare iperattenti per cogliere il senso di una battuta, l’obiettivo di un personaggio e così via. Con le dovute proporzioni è quel che ho avvertito anche ne “I Giardini della Luna”: è come origliare una conversazione tra sconosciuti, il che può anche essere molto interessante, ma la conversazione in questione è talmente incomprensibile che l’interesse sfuma e subentra la noia. Le discussioni politiche ne sono un buon esempio: si parla di alleanze, inimicizie, spie di questo, soldati di quello ma la cosa crea solo confusione, perché seguiamo una partita a Risiko che esiste nella mente dei personaggi e non trova riscontro concreto nella storia stessa.
    Diversi errori e refusi per quel che riguarda la forma, tra cui il brutto “scorsa settimana” e l’inqualificabile “centra” in luogo di “c’entra”, per dirne due. In generale il romanzo non è scritto bene, anche se a sprazzi è ben mostrato spesso cade nel raccontato dove sarebbe più opportuno mostrare, oppure risulta eccessivamente didascalico, oppure cade nell’infodump. Altri punti fastidiosi nella forma sono la ripetizione ossessiva di “uomo di colore” invece di “nero”, che personalmente trovo davvero brutta, o il “prezzo amico” che suona molto di cestoni del Lidl, o anche il tormentone del volume, “ammiccare”: chiunque ammicca in qualsiasi situazione, anche e spesso a sproposito, tanto che dopo la quarta o quinta volta in una manciata di pagine ho scorso il dizionario per vedere se mi ricordavo bene il suo significato. Un piccolo LOL me l’hanno strappato gli indigeni dell’isola selvaggia che parlano come i cannibali di Topolino, uno più sonoro l’ho dedicato alla ringhiera di un belvedere pubblico tempestata di pietre preziose (e ancora intera dopo venti minuti dalla costruzione); merita menzione anche il contrabbandiere con la gamba di legno, che ho continuato a scambiare per un pirata (no gamba di legno, no party) per tutta la lunghezza del romanzo.
    Altri difettucci sparsi: le tirate meditativo-filosofiche, che personalmente non reggo; il supercattivo che finisce a cianciare dei suoi problemi personali come la vecchia zia dal parrucchiere; il gigante nero che ormai non si può più vedere, da quanto è cliché in qualsiasi film/libro di avventura; un dungeon che mi puzza di livello finale di videogame, con tanto di ingresso “protetto” da un sistema di sicurezza quantomeno discutibile (e di comodo per i personaggi); sistema di sicurezza accuratissimo che comprende l’uso della stessa parola d’ordine da secoli; cattivi che chiacchierano invece di menare le mani, buoni che chiacchierano invece di menare le mani, un sacco di chiacchiere e racconti della propria vita tutta; conto alla rovescia irregolare, prima viene detto che manca un minuto alla fine di una clessidra e una manciata di secondi più tardi ne mancano due.
    Con tutto ciò, i pregi del romanzo rispetto al fèntasi medio ci sono: il protagonista è gradevole (anche se non direi “simpatico”); c’è attenzione alla verosimiglianza quando entrano in gioco messaggi in codice, dialoghi in codice, travestimenti, serrature da scassinare e tutto l’armamentario del mestiere del protagonista; i nomi, per una volta, sono pronunciabili e piacevoli; i personaggi non sono sagomine di cartone ma subiscono i colpi come persone reali; meravigliosa la citazione di Elaine Marley nella nave di pirati.
    Purtroppo i difetti di cui sopra finiscono IMO per superare i pregi, di qui il voto al di sotto della sufficienza.

    ha scritto il 

  • 0

    Contiene violenza, sesso, e linguaggio forte...

    Opinioni positive
    Recensione indipendente (Shaggley): http://survivalrule.wordpress.com/2011/05/03/lombra-dellincantatrice-giacomo-mariani/
    Recensione indipendente (Edhwenden): http://survivalrule.wor ...continua

    Opinioni positive
    Recensione indipendente (Shaggley): http://survivalrule.wordpress.com/2011/05/03/lombra-dellincantatrice-giacomo-mariani/
    Recensione indipendente (Edhwenden): http://survivalrule.wordpress.com/2011/05/03/lombra-dellincantatrice-giacomo-mariani/

    Opinioni negative
    Analisi del romanzo (bakakura) - Attenzione, è piena di spoiler in piena vista: http://neyven.wordpress.com/2011/08/05/lombra-dellincantatrice-di-giacomo-mariani/
    -> la mia risposta alla recensione negativa, con l'aggiunta degli spoiler: http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/o-mio-dio-oggi-e-toccata-a-me

    Link dove scaricare gratuitamente la storia (Licenza Creative Commons)
    http://www.fantasyeydor.com/ombraincantatrice

    ha scritto il