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L'ombra della maledizione

Di

Editore: TEA

4.2
(376)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 566 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8850210051 | Isbn-13: 9788850210053 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. C. Stoppani , A. Guarnieri

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Provato nel corpo e nello spirito da una lunghissima prigionia, il comandanteLupe dy Cazaril ritorna nei regno di Chalion, in cui aveva servito comepaggio, e viene nominato tutore di Royesse, bella e intelligente sorelladell'erede al trono. Ma quell'occasione di riscatto si trasforma presto in unincubo, poiché Cazaril scopre che a corte proprio quegli uomini che lo hannotradito ora occupano posti di grande potere. E scopre soprattutto che l'interastirpe di Chalion è gravata da una terribile maledizione, che non può essereannullata se non con la magia più nera...
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  • 4

    Recensione completa qui: http://ilsociopatico.wordpress.com/2014/10/20/recension…

    L’ombra della maledizione è il genere di fantasy che piace a me. Un fantasy politico che affonda le proprie radici in eventi storici riconoscibili (l’ascesa a ...continua

    Recensione completa qui: http://ilsociopatico.wordpress.com/2014/10/20/recensione-lombra-della-maledizione-di-lois-mcmaster-bujold/

    L’ombra della maledizione è il genere di fantasy che piace a me. Un fantasy politico che affonda le proprie radici in eventi storici riconoscibili (l’ascesa al trono di Isabella di Castiglia). Certo, gli eventi storici non sono al cento percento accurati, del resto è un romanzo dotato di vita propria, non un saggio storico. E anche gli intrighi e le macchinazioni politiche non sono poi così complicati. Ma sono fatti bene, e spesso alle trame bizantine è preferibile qualcosa di più lineare, se alla fine si ottengono gli stessi risultati.

    Punto di forza del romanzo sono i personaggi e l’ambientazione. In un mondo in cui il fantasy è brutto, sporco e cattivo, con gente che dice parolacce, si sbudella e scopa dalla mattina alla sera, con o senza il consenso della fanciulla coinvolta, un romanzo come L’ombra della maledizione riesce a essere adulto basandosi non sull’effetto shock, ma sulla maturità dei propri personaggi e la profondità dell’ambientazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Non si può certo dire che nella letteratura fantasy abbondino i romanzi che vertano sulla religione e tanto meno sulla santità. Persino in ambito fantascientifico mi sovvengono almeno un paio di titoli rimarchevoli, "Un cantico per Leibowitz" di Walter Miller e la saga di Hyperion di Dan Simmons, ...continua

    Non si può certo dire che nella letteratura fantasy abbondino i romanzi che vertano sulla religione e tanto meno sulla santità. Persino in ambito fantascientifico mi sovvengono almeno un paio di titoli rimarchevoli, "Un cantico per Leibowitz" di Walter Miller e la saga di Hyperion di Dan Simmons, che trattano di questo tema, ma in ambito fantasy ecco non me ne viene in mente nessuno nonostante lo spazio per parlare di religioni e sacerdoti tutto sommato abbondi ben più che nei futuri remoti. Ci prova quindi la Bujold a esplorare un tema così inusuale come la santità e lo fa coi suoi soliti eroi sbilenchi e con esiti tutto sommato non disprezzabili in questo primo libro della saga, disegnando un universo coerente e personaggi che stanno tranquillamente in piedi da soli seppure caschi qua e là in qualche ingenuità, sicuramente perdonabile.

    ha scritto il 

  • 0

    Noiosissimo

    Non sono abituata ad abbandonare i libri che inizio, ma con questo romanzo proprio non riuscivo a proseguire, era una tortura prenderlo in mano e sfogliarlo. Duecento pagine di descrizioni dove non succede niente di niente, e me ne mancavano altre trecento...
    Per non parlare dei nomi dei pe ...continua

    Non sono abituata ad abbandonare i libri che inizio, ma con questo romanzo proprio non riuscivo a proseguire, era una tortura prenderlo in mano e sfogliarlo. Duecento pagine di descrizioni dove non succede niente di niente, e me ne mancavano altre trecento...
    Per non parlare dei nomi dei personaggi, tutti uguali, indistinguibile. Avevo in testa un tale caos che non sono proprio riuscita a portarlo avanti!

    ha scritto il 

  • 4

    "Il mondo si aspetta che io prenda decisioni valide senza avere informazioni, salvo poi attribuire gli errori che commetto alla mia verginità, come se essa fosse la causa della mia ignoranza. L'ignoranza non è stupidità, ma può benissimo diventarlo...

    Ultimamente sto sperimentando un sacco di prime volte in campo letterario, soprattutto se si parla del genere fantasy (di cui sono quasi digiuna) per quanto, in effetti, questa trilogia di Chalion sembra essere molto low, a differenza di molti altri titoli, ma questo non è stato un ...continua

    Ultimamente sto sperimentando un sacco di prime volte in campo letterario, soprattutto se si parla del genere fantasy (di cui sono quasi digiuna) per quanto, in effetti, questa trilogia di Chalion sembra essere molto low, a differenza di molti altri titoli, ma questo non è stato un problema.
    Non è stata una lettura facilissima, non tanto per gli avvenimenti, che sono comunque molti, ma per il modo in cui è scritto (o tradotto... anche se in effetti una traduzione dovrebbe rispecchiare abbastanza fedelmente un testo originale)
    Non è una scrittura complessa o di difficile assimilazione, quanto il riuscire a seguire il filo dei pensieri del protagonista.

    Cazaril è un protagonista molto chiuso e la maggior parte dei capitoli trascorre il suo tempo a riflettere, ponderare, ed essendo, il suo punto di vista, l'unico di tutto il romanzo, il lettore è "costretto a seguire" i suoi pensieri, oltre che al resto.
    Non mi è dispiaciuto, però non è sempre stato facile, a volte, forse perché ero poco concentrata, mi è capitato di perdere un filo dei suoi monologhi interiori e pertanto mi sono vista costretta a riprendere da capo, perché altrimenti rischiavo seriamente di non capirci un accidente!

    ha scritto il 

  • 4

    7/10

    Un fantasy per molti versi atipico: ambientazione pseudomedioevale, ma spagnola invece che anglosassone; un protagonista non adolescente e di buone speranze ma maturo, fisicamente provato da anni di schiavitù, che soffre e commette errori come un qualsiasi essere umano; un sistema magico che non ...continua

    Un fantasy per molti versi atipico: ambientazione pseudomedioevale, ma spagnola invece che anglosassone; un protagonista non adolescente e di buone speranze ma maturo, fisicamente provato da anni di schiavitù, che soffre e commette errori come un qualsiasi essere umano; un sistema magico che non è basato sulle palle di fuoco random ma strettamente legato a quello religioso, con dei degni di questo nome e peculiarità interessanti; nessuna reticenza nel far morire un personaggio importante a metà del libro. La trama è in sostanza basata sui giochi di potere e psicologici tra i diversi personaggi, analogamente a quel che accade nella serie del "Trono di Spade"; tutti hanno una caratterizzazione almeno sufficiente quando non buona, quindi il gioco regge.
    Con tutto ciò il libro non è esente da difetti: un paio di colpi di scena che dovrebbero essere clamorosi sono subodorabili con pagine di anticipo, un mystero mysteriosissimo si risolve anch'esso nell'istante in cui è posto (ma il protagonista ci metterà molto di più per motivi sconosciuti), ci sono una Profezia e un Prescelto che ormai andrebbero bruciati col fuoco purificatore per quanto sono orridamente cliché - pur se in questo caso gestiti meglio che in tanti altri, cliché restano, una fanciulla in odore di Merisù, una storia d'amore che il protagonista stesso trova vagamente pedofila e un finale loffio, nel quale chi ormai era dato per morto viene salvato perché sì. E' comunque stilisticamente buono, superiore a molti altri, e i pregi superano i difetti, ragion per cui regalo l'ormai famosa mezza stellina.

    ha scritto il 

  • 3

    (...) Per un bel po’ non mi è importato granché di Cazaril. Mi faceva pena, ma appassionarmi al suo destino? Ci sono intrighi, ma comunque hanno impiegato davvero troppo tempo ad avvilupparmi. Il finale è scritto bene, e la conclusione risolleva molto la storia, ma l’idea di iniziare un altro lib ...continua

    (...) Per un bel po’ non mi è importato granché di Cazaril. Mi faceva pena, ma appassionarmi al suo destino? Ci sono intrighi, ma comunque hanno impiegato davvero troppo tempo ad avvilupparmi. Il finale è scritto bene, e la conclusione risolleva molto la storia, ma l’idea di iniziare un altro libro e faticare così tanto all’inizio prima di divertirmi non mi ha mai attirata, perciò ho abbandonato la vicenda. Il romanzo, pur facendo parte di una trilogia, è autoconclusivo, quindi non sono nemmeno rimasta nel bel mezzo della storia. (...)
    Su Lois McMaster Bujold: http://librolandia.wordpress.com/2012/02/04/lois-mcmaster-bujold-fra-fantasy-e-fantascienza/

    ha scritto il 

  • 5

    Per me veramente molto bello, era da tempo che non leggevo qualcosa con tanto piacere. Lo stile della Bujold ricorda vagamente quello di Robin Hobb quindi l'azione viene messa un po' da parte per fare spazio alla spicologia dei personaggi e alle emozioni che li fanno agire, la storia risulta comu ...continua

    Per me veramente molto bello, era da tempo che non leggevo qualcosa con tanto piacere. Lo stile della Bujold ricorda vagamente quello di Robin Hobb quindi l'azione viene messa un po' da parte per fare spazio alla spicologia dei personaggi e alle emozioni che li fanno agire, la storia risulta comunque intensa e mai noiosa. Tutto è incentrato sulla lotta politica e il controllo del potere con una antica maledizione che aleggia sulla famiglia reggente, non aspettatevi creature fantastiche o maghi spara fuoco

    ha scritto il 

  • 4

    前三分之一可以跳過

    前面的三分之一花很多力力氣在場景與不相干的事件上做描述,看起來有點枯燥,必須熬過才會開始出現吸引力,過了中段之後故事就好看多了,流暢而且目不轉睛。整體感覺有點像刺客學徒與迷霧之子的混合體,但氣氛與細節上比不上刺客與迷霧,不是那種能反覆咀嚼的書。

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    The Curse of Chalion

    Qui recensione completa! http://lostvalyria.iobloggo.com


    La saga di Chalion! Finalmente nelle mie mani, dopo aver girato tutte le libreria dell'Oltrepó pavese, ho deciso di ordinarlo su internet. Triste destino, quello dei fantasy di qualità, densi di emozione ed espressione di vera creati ...continua

    Qui recensione completa! http://lostvalyria.iobloggo.com

    La saga di Chalion! Finalmente nelle mie mani, dopo aver girato tutte le libreria dell'Oltrepó pavese, ho deciso di ordinarlo su internet. Triste destino, quello dei fantasy di qualità, densi di emozione ed espressione di vera creatività e talento letterario: sono ormai pressoché introvabili! Perché, invece, di fantasy banali scritti da sgrammaticate e penose esordienti che parlano di vampiri, demoni arrapati e angeli caduti -con una trama inconsistente farcita di pesantissimi e retorici dialoghi- sono pieni gli scaffali. Parentesi chiusa. Parliamo di questo primo capitolo del Ciclo di Chalion, inizialmente progettato come una pentalogia -in cui ciascuno dei libri doveva essere dedicato ad un dio della religione chalionese- , per ora composto da soli tre volumi.
    L' "Ombra della maledizione" racconta di un soldato, Lupe dy Cazaril, che, sconfitto dalle tante battaglie e reduce da un periodo di schiavitù a bordo di una galea roknari (un principato di ribelli eretici) giunge, dopo un lungo viaggio, al castello di Valenda, sede dell'autorità locale. Lì conoscerà la bella royesse Yselle, (principessa di Chalion) e la sua affascinante dama di compagnia, lady Betriz, e ne diventerà il segretario- tutore, con il compito di guidarla e proteggerla nelle insidie della sinistra corte di Cardegoss, capitale del regno. Presto scoprirà che una terribile maledizione grava sulla stirpe reale e spetterà a lui, prescelto dagli dei, il compito di sconfiggerla.
    Il luogo: tutto si svolge nella penisola di Chalion-ibra, che è una sorta di alternativa Spagna rinascimentaleggiante. Tuttavia, ci si rende presto conto che geograficamente il mondo in cui Cazaril muove i suoi passi corrisponde ad una penisola iberica rovesciata. Infatti l'arcopelago roknari ( le Canarie) si trovano a Nord.
    Il mondo tratteggiato dalla Bujold è affascinante, a tratti oscuro e spietato come l'universo martiniano, ma pervaso di un'intensa spiritualità. La religione, tratteggiata in maniera superba e a tratti commovente, prevede un'influenza molto forte delle cinque divinità (il Padre dell'Inverno, la Madre dell'Estate, il Figlio dell'Autunno, la Figlia della Primavera e il Bastardo) nelle faccende umane, facendo di loro una sorta di dei "omerici" , ma lungimiranti e saggi, e della visione del mondo un determinismo solo apparente, a metà tra divina provvidenza e provvida sventura, in quanto gli dei agiscono tramite degli esseri umani speciali, i Santi, individui che hanno sacrificato la propria volontà per portare avanti il progetto divino. Sono affettuosi, ironici e protettivi verso i loro prescelti mortali, molto vicini all'umanità, separati da loro attraverso una cortina sottile ed evanescente e non isolati in un muto "iperuranio" e impermeabili alle preghiere.
    Questo mistico e Profondo universo, che fa riflettere sul destino e sul libero arbitrio mi aveva già catturata con "La Messaggera delle anime", il secondo libro del ciclo, letto quando ero adolescente.
    L'eroe in questione, Cazaril, è un personaggio assolutamente adorabile, al quale ci si affeziona con estrema facilità: non è l'eroe prototipico, ma se fossi una dea, lo prenderei anche io sotto la mia azzurra ala: è una persona umile, è timido, dolce e coraggioso, altruista e semplice. É portato al sacrificio e si pone sempre in secondo piano rispetto a coloro che ama, e nonostante abbia sopportato sofferenze indicibili non pretende nulla, e si accontenta del suo rettangolino di mondo e della sua modestia, pur di stare tranquillo. Ciononostante, affronterà il suo miracoloso compito con stoica determinazione. In più, la sua straordinaria autoironia condisce la lettura suscitando piacevoli sorrisi spontanei, nello stile velatamente sarcastico che caratterizza questa straordinaria autrice (nelle Note ne ho riportato alcuni esempi).
    Cosa ci da la cifra di un personaggio riuscito? Avere una tale vicinanza empatica con lui da volerlo abbracciare, e ridere di sollievo nell'assistere al suo lieto fine, pensando: -Si! se l'è meritato!- questo tipo di coinvolgimento e di speranza, quasi che il Castillar fosse una persona vera, fa parte di quella straordinaria ed irrazionale magia evocata da una caratterizzazione a tutto tondo, ottimamente riuscita.
    A mio avviso un po meno credibile la sicurezza e la maturitá della royesse Yselle ( appena sedicenne).

    Splendida prova e cinque stelle come i cinque dei di Chalion!

    ha scritto il 

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