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L'ombra di Ender

Cosmo Oro 198

Di

Editore: Nord

4.4
(368)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8842912263 | Isbn-13: 9788842912262 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianluigi Zuddas

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Descrizione del libro
Orson Scott Card prese come spunto una guerra spaziale contro invasori alieniinsettoidi e lo trasformò in un approfondito esame della natura dell'umanità edell'impulso che la spinge alla guerra. Nacque "Il gioco di Ender". Ora con"L'ombra di Ender", l'autore ritorna su quella storia da un diverso punto divista, esaminando la vita di Bean, lo stratega ancor più giovane del giàgiovane Ender che quando raggiunge la Scuola Spaziale orbitante, scopre comevanno le cose nel mondo che lo circonda, e arriva a capire i propositi dellaScuola molto prima dei suoi compagni.
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  • 3

    Parte molto bene, la storia del piccolo Bean è avvincente, Card come al solito scrive benissimo e le pagine scorrono che è un piacere, ma dopo un po', quando gli eventi incrociano quelli di Ender la trama diventa forzata. Non mi ha dato l'impressione di seguire la storia da un altro punto di vist ...continua

    Parte molto bene, la storia del piccolo Bean è avvincente, Card come al solito scrive benissimo e le pagine scorrono che è un piacere, ma dopo un po', quando gli eventi incrociano quelli di Ender la trama diventa forzata. Non mi ha dato l'impressione di seguire la storia da un altro punto di vista, mi è sembrato il racconto del back stage creato ad hoc per dar vita a un altro protagonista. Il risultato, a mio avviso, non è dei migliori, ma il romanzo si lascia leggere bene e alla fine risulta piacevole.
    Gli do tre stelle e mezzo.

    ha scritto il 

  • 5

    La serie di Ender è complicata: libro autoconclusivo, scoprii che in realtà aveva un numero allucinato di sequel, prequel, racconti brevi, che vanno ad ampliare l'universo narrativo avanti, indietro e in diagonale. La maggior parte non è reperibile in italiano, e poichè sono dell'idea che il trop ...continua

    La serie di Ender è complicata: libro autoconclusivo, scoprii che in realtà aveva un numero allucinato di sequel, prequel, racconti brevi, che vanno ad ampliare l'universo narrativo avanti, indietro e in diagonale. La maggior parte non è reperibile in italiano, e poichè sono dell'idea che il troppo stroppia li ho sempre guardati con leggera diffidenza. Poi ho letto Il Riscatto di Ender (ma preferisco il titolo originale: Speaker for the Dead).
    Dannazione, è un buon libro.
    Non ho ancora letto quello che viene dopo, per paura che il miracolo qualitativo non si ripeta.

    Poi ho scoperto che c'era un altra serie. Questa qui appunto, che comincia con un libro che ripercorre Il Gioco di Ender dal punto di vista di Bean, uno dei personaggi secondari.
    Che palle. Mai trovato interessante la stessa storia raccontata da un altro.
    Poi c'è quella quarta di copertina che fa venir voglia di cavarsi gli occhi: urla God Mode Sue a voce un po' troppo alta.

    Ma c'è un ma: dal secondo libro in poi si stacca dal filone principale. Se Ender si muove nello spazio, Bean si muove sulla Terra. Se la storia di Ender ha più risvolti di riflessione etica, quella di Bean per ora sembra più improntata all'azione. E sembra anche un po' più ottimista.
    Insomma, visto che in italiano c'è gli posso anche dare un'occhiata, giusto per avere le basi per i libri dopo che parlano dei personaggi che mi interessano (PeterPeterPeterPeterPeterPeter).

    Cavolo.
    Continuo a dimenticare che Card è un'idiota, ma sa scrivere bene e sa separare il privato dal lavoro. Ma passiamo al libro in sé per sé, che l'autore non si merita che ne parli così tanto.

    Il nostro protagonista è Bean, che ne Il Gioco di Ender avevamo conosciuto quando entrava a far parte dell'orda dei Draghi e attirava l'attenzione perchè più giovane e più minuto di tutti gli altri bambini. Poi si andava avanti e ci si rendeva conto che Bean attirava l'attenzione perchè, per quanto possibile, si presentava molto simile ad Ender anche per l'intelletto e la versabilità nelle strategie, aumentando l'impressione che il protagonista non fosse una persona unica ed irripetibile ma solo quello al posto giusto nel momento giusto: per tutto il libro ti ripetono che non c'è più tempo per istruire un nuovo potenziale comandante, e come sottolinearlo meglio, se non introducendo qualcuno che potrebbe essere un rivale, ma non c'è modo di metterli sullo stesso livello e di scegliere il migliore? Sarò onesta, ho iniziato questo libro temendo che l'intento fosse di far vedere quanto Bean sarebbe stato più adatto, e visto che adoro Ender la cosa mi ha messo sulla difensiva.
    Mi sbagliavo.
    Questo libro non si propone neanche come retelling del suo predecessore: è semplicemente la storia di qualcuno che, ad un certo punto, ha condiviso una parte della sua vita con Ender Wiggin.

    Bean è un personaggio splendido ed è grazie a lui che la storia funziona: noi seguiamo la sua vita, da quando era un senzatetto nelle vie di Rotterdam, costretto a combattere per sopravvivere. Più piccolo di tutti, Bean non ha scelta se non unirsi ad una banda di strada per non morire di fame, e lì inizia il suo addestramento, dove per la prima volta vede organizzarsi dei gruppi e può studiarne le dinamiche, dove la morte è una possibilità quotidiana. Dove Bean impara a manipolare i più forti per ottenere il risultato migliore.
    Risultati che lo fanno entrare del radar di Sorella Carlotta, suora che svolge attività di reclutamento per la F.I., perchè non sta scritto da nessuna parte che il nuovo Mazer Rackham si trovi nella classe medio-alta. Sorella Carlotta cerca tra gli straccioni i bambini che potrebbero avere una possibilità e quando trova Bean, il primo ed unico candidato con una concreata possibilità di farcela, non è disposta a permettere a nessun tipo di ostruzionismo di fermarla.
    Anche se, a quanto dicono, è già stato scelto un bambino.

    Gli eventi che vedono protagonisti Bean e Sorella Carlotta in teoria sono noiosi: è la storia di una donna sola che si prende in casa un povero orfanello. Non è che l'hai letto nella fantascienza: l'hai letto nei romanzi per bambine degli anni '50. Eppure ha una sfumatura completamente diversa, perchè Bean è segnato dagli anni di abbandono e non solo non si fida, ma non riesce neanche ad avere empatia. Sorella Carlotta vuole bene a Bean, ma ciò non toglie che voglia spedirlo nello spazio a combattere alieni. Lui capisce come ci si comporta perchè ci ragiona, ed è completamente confuso quando si trova di fronte a comportamento irrazionali perchè dettati dai sentimenti, ed è triste vederlo passare dal semplice disprezzo verso tali smancerie alla sincera preoccupazione perchè lui non riesce a provare quelle cose. Lei, dal canto suo, è implacabile nella sua ricerca per la verità, incurante di quanti saranno travolti dalle sue indagini: decisa a trovare la famiglia d'origine di Bean, la suora mostra la sua natura di cane da mastino in grado di dare del filo da torcere anche a Graff.

    L'Ombra di Ender è principalmente la storia della crescita di Bean, di come paradossalmente trovi la sua dimensione umana in un ambiente destinato a distruggere l'umanità dei giovani studenti. E succede per motivi precisi: tanto per cominciare è la prima volta che Bean si trova a stretto contatto con delle persone con cui ci aspetta che interagisca in un certo modo. All'inizio non è sincero, ma alla fine in Nikolaj trova un amico per la vita. Poi, è la prima volta che non è necessariamente il più intelligente. Beh, forse lo è, ma è la prima volta che Bean ha a che fare con menti simili alla sua, ed è buffissimo vedere come lo destabilizzi la scoperta che, parlando con gli altri, concedendo il beneficio del dubbio, possa arrivare a conclusioni che non avrebbe raggiunto da solo.
    E poi è in un ambiente che lo stimola.
    Perchè alla fine questo libro è quasi una spy-story: per via del suo background Bean ha la necessità di avere tutto sotto controllo. Deve avere sempre qualche segreto, qualcosa che gli dia la certezza di essere quello col coltello dalla parte del manico. Per questo spia gli insegnanti, ottenendo informazioni che gli permettono di giungere a conclusioni che spaventano gli adulti.
    Ma è anche interessante vedere il modo sottile in cui lui si sbaglia: per esempio buona parte di quelli che lui ritiene errori nella gestione della scuola servono a spingere gli alunni dotati per il comando ad uscire dagli schemi (col bonus di far vedere come la scuola venga percepita da qualcuno che viene lasciato a sé stesso).
    Interessantissimo è il suo rapporto con Ender: lo vede come il suo rivale, ne è ossessionato a tal punto da non voler neanche sapere che faccia abbia, si costruisce una specie di altare e quando finalmente lo incontra... rimane sconvolto.
    Sconvolto perchè Ender non sa chi sia. Lui ha passato tutto il tempo a studiarlo, ad essere il suo allegro stalker di fiducia, ed Ender manco sa che esiste. E poi fa le cose tutte in modo sbagliato, che Bean non le farebbe mai così... e alla fine ha ragione lui. Alla fine le cose funzionano meglio che se le avesse fatte Bean.
    E Bean... Bean considera Ender qualcosa tra un idolo e la persona che meglio conosce, che più analizza, e soffre nel vedere che Ender all'atto pratico si fida di più degli altri.
    Bean considera Ender importante, ma Ender non considera così importante Bean. È un sentimento non corrisposto.

    Bean è l'ombra di Ender per tanti motivi: lo è perchè il talento di Wiggin sorpassa il suo nei campi dove conta davvero. Lo è perchè alla fine viene scelto come suo eventuale sostituto, se dovesse crollare. Lo è perchè è il suo secondo in comando "non ufficiale", auto-elettosi a suo protettore, che guarda quello che lui non può guardare, quello che lo affianca nelle decisioni quando ce ne sono troppe e manca il tempo per darle tutte contemporaneamente.
    È quello che, alla fine, riconosce che non importa quanto lui possa avere un Q.I. più alto, la battaglia contro gli Scoprioni solo Ender la può affrontare.
    Perchè è il gioco di Ender.
    Ma se quella è la sua battaglia, la prossima sarà quella di Bean.

    Una delle mie paure più grandi era che, in questo libro, Ender venisse sminuito. Che si vedesse che alla fine quello che aveva capito tutto è Bean e solo per una questione di tempistica il comando non gli era toccato.
    Invece non è così: a parte che si vede come i due ragazzi abbiano un'intelligenza diversa, si vede anche che Bean scopre così tante cose non perchè è il più geniale di tutti, ma perchè ha il tempo di farlo. Tempo che ad Ender non viene concesso, perchè lui è messo sotto torchio molto più di tutti gli altri.
    E ho apprezzato che alla fine Bean lo riconoscesse, che facesse presente che il suo modo di affrontare la situazione era dettato non dall'essere migliore, ma dal non avere il peso della responsabilità.
    "Io non resto paralizzato perché non è la mia battaglia. Io aiuto, osservo, ma sono libero."
    Questo dice Bean a Graff, quando gli viene fatto presente che sembra più lucido. E quando arriva il momento decisivo, si vede che la scelta è stata giusta: Bean non vede la soluzione.
    Ender sì.

    Ad ogni modo ad avermi catturata in questo libro è la crescita di Bean, questo graduale passaggio dal piccolo orfano pronto a tutto per sopravvivere e desideroso di raggiungere il punto più alto, ad un ragazzino in grado di riconoscere i propri sentimenti, e di accettare un secondo posto perchè è giusto.
    Il suo passaggio dalla filosofia "Non essere una delle formiche capaci solo di agitarsi nelle loro piccole cose. Sii la scarpa." al "Se sarò ricordato solo perché sono stato uno dei compagni di Ender, così sia. Servire sotto di lui è già una ricompensa." è così delicato, così perfetto, che mi sono quasi sentita orgogliosa di lui, di quanto lontano era riuscito ad arrivare, quel piccolo bimbo arrogante ed egoista.

    La parte sulla Terra l'ho trovata più noiosa, che fila come l'olio solo perchè Sorella Carlotta è meravigliosa e sarebbe bello leggere anche di lei che pulisce casa. Ma la sua ricerca della famiglia naturale di Bean non mi ha entusiasmato: ho preferito il dibattito etico che ne scaturisce, e devo dire che la trovo uno dei personaggi religiosi più interessanti che abbia trovato in un libro.
    Lei è una suora, e il suo personaggio viene gestito in modo molto intelligente per inserire anche una discussione sul credo, sull'esistenza di Dio e sui Suoi piani. La cosa interessante è che, nonostante il personaggio sia quello che incarna le convinzioni religiose di Card (che è mormone), quello che dice non viene trattato come la verità in Terra. I personaggi che non sono d'accordo con lei sono dotati di dignità, pongono questioni credibili e mettono in luce la natura della fede.. cioè che è fede: prove non ne hai, e raramente il buonsenso ti sostiene, ma tu scegli di crederci e scegli di interpretare il mondo in una certa ottica.
    "Allora, alla lunga, Dio vince sempre." "Sì." "Sulla breve distanza, però, può essere triste."
    Quella di Sorella Carlotta non è il chiudere ciecamente gli occhi di fronte agli eventi, ma la forza che credere in una volontà superiore può fornirti per andare avanti, un giorno dopo l'altro, senza crollare.
    Nessuno ha torto.
    Tra l'altro ho apprezzato che una caratteristica così particolare fosse integrata così bene nel personaggio: è proprio come se fosse descritta una persona vera, non è una caratteristica che cammina e parla, ma una donna combattiva, arguta, incapace di arrendersi.

    L'unico personaggio che stona è Achilles: ben integrato nella prima parte, alla fine viene ripescato in fretta e furia per preparare un avversario per i prossimi libri. L'unica cosa interessante è che, da quello che si può intuire, Achilles potrebbe rivelarsi più una nemesi di Peter Wiggin che di Bean.
    Il che mi sta facendo sperare che nei seguiti ci possa essere un'alleanza tra il fratello di Ender e i ragazzi della scuola di guerra. O quantomeno Bean.

    In definitiva, un ottimo libro che, pur essendo una specie di retelling, riesce ad essere originale ed interessante grazie alla gestione dei personaggi e alla scelta di approfondire gli spunti che il suo fratello maggiore non aveva potuto approfondire.

    ha scritto il 

  • 5

    Prima di leggerlo ho sempre pensato che questo libro fosse solo una trovata commerciale sulla scia del successo del più famoso Ender's game. Beh, forse il successo è il motivo per cui questo romanzo è stato pubblicato, ma non è quello per cui è stato scritto. Card ripercorre quasi gli stessi esat ...continua

    Prima di leggerlo ho sempre pensato che questo libro fosse solo una trovata commerciale sulla scia del successo del più famoso Ender's game. Beh, forse il successo è il motivo per cui questo romanzo è stato pubblicato, ma non è quello per cui è stato scritto. Card ripercorre quasi gli stessi esatti eventi ma la scelta del diverso punto di vista è una vera rivelazione: la storia personale di Bean sorprende e coinvolge, è nuova ed indipendente da quella di Ender ma con il giusto grado di interconnessione, il lettore ritrova ambienti familiari ma prosegue con passione la lettura. Consiglio di leggere entrambi i libri uno di seguito all'altro per cogliere i reciproci riferimenti.

    ha scritto il 

  • 5

    decisamente molto più che l'Ombra di Ender Wiggin!!!

    Capolavoro!!! Non so se sia più bello questo o Ender's Game. Sono talmente splendidi e complementari che leggere uno senza leggere l'altro sarebbe un peccato. Rivedere con gli occhi e l'acutissima mente di Bean tutti gli eventi di Ender's Game arricchisce enormemente la compr ...continua

    Capolavoro!!! Non so se sia più bello questo o Ender's Game. Sono talmente splendidi e complementari che leggere uno senza leggere l'altro sarebbe un peccato. Rivedere con gli occhi e l'acutissima mente di Bean tutti gli eventi di Ender's Game arricchisce enormemente la comprensione. Questo romanzo è ancora più toccante e Bean stesso è così drammatico. I due libri sono da leggere assolutamente in questo ordine secondo me(e assolutamente in inglese)!

    ha scritto il 

  • 4

    Veramente molto bello questo romanzo. Sapevo che era la storia ambientata alla Scuola di Guerra al tempo di Ender, vista dagli occhi del suo gregario Bean. Ma gli eventi sono completamente diversi e legati alla crescita di Bean. Le ambientazioni sono quelle del genere Military SF che tanto mi pia ...continua

    Veramente molto bello questo romanzo. Sapevo che era la storia ambientata alla Scuola di Guerra al tempo di Ender, vista dagli occhi del suo gregario Bean. Ma gli eventi sono completamente diversi e legati alla crescita di Bean. Le ambientazioni sono quelle del genere Military SF che tanto mi piacciono e le riflessioni proposte dall'autore per dare spessore alla super intelligenza di Bean sono gradevoli. Confesso che mi ha reso curioso di provare a leggere gli altri libri del filone Shadow, il cui prossimo romanzo è Shadow of the Egemon.

    ha scritto il 

  • 5

    La verdad es que estoy muy sorprendida con este autor. Ha sido capaz de volver a contar la misma historia desde el punto de vista de otro personaje y conseguir que fuera una historia completamente diferente, igual de buena o mejor, tan original y fantástica como "El juego de Ender"

    ha scritto il 

  • 3

    Un punto di vista differente sulla vicenda de Il gioco di Ender confezionato in maniera più moderna (lo stile di Card si è sicuramente affinato) e arricchito con qualche retroscena gustoso per accontentare i fan. La freschezza ovviamente si è un po' persa per strada, così come la spinta a ...continua

    Un punto di vista differente sulla vicenda de Il gioco di Ender confezionato in maniera più moderna (lo stile di Card si è sicuramente affinato) e arricchito con qualche retroscena gustoso per accontentare i fan. La freschezza ovviamente si è un po' persa per strada, così come la spinta a divorarsi le pagine... ho trovato L'ombra di Ender un romanzo furbetto (a partire dal titolo) che niente aggiunge a un'ottima saga fantascientifica.

    ha scritto il 

  • 5

    Operazione letteraria decisamente particolare, che riprende lo splendido romanzo "Il gioco di Ender" e lo rilegge nella prospettiva di un personaggio secondario, che qui diventa il protagonista.
    Letto a distanza di tempo dal romanzo originale, è uno splendido ritorno in territori noti, ed è ...continua

    Operazione letteraria decisamente particolare, che riprende lo splendido romanzo "Il gioco di Ender" e lo rilegge nella prospettiva di un personaggio secondario, che qui diventa il protagonista.
    Letto a distanza di tempo dal romanzo originale, è uno splendido ritorno in territori noti, ed è notevole vedere come l'autore sia riuscito ad intrecciare le due vicende, inserendo dei retroscena che nello scrivere il primo romanzo non aveva sicuramente immaginato ma che si incastrano perfettamente nella vicenda.

    Occorre comunque un bel po' di sospensione dell'incredulità nell'accettare che Bean, a tre anni e anche meno, faccia quello che fa nella prima parte del romanzo (e anche dopo, quando è più grande).

    ha scritto il 

  • 5

    La Sombra de Ender es el libro que abre la saga paralela, Sombra, a El Juego de Ender, y que transcurre paralelamente a este. A todos los que todavía no hayáis acompañado a Ender a la Escuela de Batalla en su lucha contra los insectores, sólo os puedo decir una cosa: leedlo. Ya. Y d ...continua

    La Sombra de Ender es el libro que abre la saga paralela, Sombra, a El Juego de Ender, y que transcurre paralelamente a este. A todos los que todavía no hayáis acompañado a Ender a la Escuela de Batalla en su lucha contra los insectores, sólo os puedo decir una cosa: leedlo. Ya. Y después pasaros a leer este. También podéis alterar el orden, pero no os lo recomiendo. La historia se disfruta mucho más así.

    Orson Scott Card vuelve a la Escuela de Batalla de la mano de Bean, aquel niño tan inteligente que llegó a hacerse un hueco entre las filas más cercanas a Ender, el futuro de la Humanidad. Una ¿amistad? complicada, una inteligencia pareja, un destino común. La Sombra de Ender nos cuenta qué ocurría en la Escuela cuando Ender se daba la vuelta. Es por eso que esta es, en cierta manera, una novela complementaria. Paralela.

    Como único problema que puedo sacarle es que la aparición de Ender hace que Bean pierda ese algo especial; y es que al tener a dos personajes tan brillantes a mano, parece que Card tiene más hacia Ender, a pesar de que este libro esté centrado en Bean. Aún así, creo que uno acaba comprendiendo más a Ender al leer este libro. Bean analiza exhaustivamente al chico que, según todos, se parece.

    Pero no nos confundamos: Bean no es Ender. Es tan brillante como él, o incluso más SPOILER si mal no recuerdo, Ender no llegó a descubrir (al menos conscientemente) que comandaba naves de verdad, que no era sólo un juego FIN DE SPOILER, pero carece de la capacidad de liderazgo de este. Además, durante todo el libro entraremos en el juego de si considerar o no a Bean SPOILER humano, ya que está genéticamente alterado; y esto es algo que no se plantea sólo Bean, sino también sor Carlotta o Graff FIN DE SPOILER. Me ha parecido un personaje con una profundidad asombrosa: una inteligencia superior, una aparente carencia de sentimientos y un ansia de supervivencia que no se ve en otros, además de hambre de amor, comprensión y aceptación por parte de la gente en general y de Ender en particular. Y es que Bean recorre el camino desde las calles de Rottredam hasta la Escuela de Batalla solo, y la soledad será algo que no le abandone. Jamás. Vivirá en la Escuela de Batalla siendo ignorado por ser más pequeño o despreciado por ser más inteligente, siempre vigilando, siempre a la sombra, esperando a que las cosas sucedan y, más adelante, tomando parte en sucesos decisivos.

    Personalmente, me ha maravillado cómo Carda creado un paralelismo tan marcado entre estos dos personajes. Sí, es cierto que puede parecer repetitivo, ya que muchas de las cosas que sobresalen o le ocurren a Bean también le ocurrieron a Ender; pero eso no quita que sea brillante cómo a conseguido que dos personajes sean tan parecidos y a la vez tan diferentes. Sí, ambos tienen a dos mujeres que, en cierta manera, representan una protección que ansían SPOILER Val y sor Carlotta FIN DE SPOILER y una figura masculina que les atormenta constantemente SPOILER Peter y Aquiles FIN DE SPOILER. Este último me ha parecido un personaje muy interesante, del que me gustaría haber visto más.

    Creo que el final está muy bien hilado. Bean ve el mundo más allá de la Escuela de Batalla: ve una posible guerra, totalmente diferente a la de los insectores, que se puede librar en la Tierra. Aparece algo de política (muy poco), pero creo que asienta las bases para la historia de La sombra del Hegemón, continuación directa de éste y que, creo, nada tiene que ver con La voz de los muertos.

    ―Recordad ―dijo Bean irónicamente―, la puerta del enemigo está abajo.

    ha scritto il