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L'ombra e la grazia

Investigazioni spirituali

Di

Editore: Rusconi Libri

4.3
(103)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8818590022 | Isbn-13: 9788818590029 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Fortini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Non-fiction , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 0

    Dice un anobiano: Che razza di masochista. Sarà intelligente, ma lo è in modo irritante. Soprattutto a pg.299: "Non è forse la massima sventura, quando si lotta contro Dio, quella di non esser vinto?".
    Sì certo, che cosa c'è di peggio!
    ... invece che il sano eroismo pagano, dell'uomo che si r
    ...continua

    Dice un anobiano: Che razza di masochista. Sarà intelligente, ma lo è in modo irritante. Soprattutto a pg.299: "Non è forse la massima sventura, quando si lotta contro Dio, quella di non esser vinto?". Sì certo, che cosa c'è di peggio! ... invece che il sano eroismo pagano, dell'uomo che si ribella al fato, e che surclassa il dio che ha vinto qui c'è la vittoria del masochismo stupido e beota. Poi non tutti i pensieri sono così (...). Alcuni sono belli, molto, ma molti sono stupidi. La sofferenza ottunde la mente, diceva Krishnamurti. La sua era parecchio ottusa, tanto da esserne compiaciuta.

    ma voi non trovate che quel pensiero, proprio quel pensiero, che per il nostro amico anobiano è “masochismo stupido e beota”, sia un piccolo miracolo di sintesi poetica? Spesso diciamo che nel petto di una persona imperturbabile un poeta è morto giovane. E la capacità di farsi attraversare dalla grazia, e volendo possiamo sostituire, in maniera divinamente interscambiabile, altri credi o feticci o idoli alla grazia, è proporzionale alla nostra capacità di accogliere e farci perturbare. Ma noi non siamo radar efficaci del sublime, se resistiamo. Narrano gli uomini una storia che è un esempio memorabile di chi a questa lotta si è arreso: la storia di un monaco che uscì una mattina dal suo convento e si fermò in un bosco e qui ascoltò un usignolo. Quando fece ritorno, nessuno più tra i fratelli sapeva chi fosse, perché era stato lontano, in una sorta di malia magica, la bellezza di trecento anni.

    ha scritto il 

  • 2

    Che razza di masochista. Sarà intelligente, ma lo è in modo irritante. Soprattutto a pg.299: "Non è forse la massima sventura, quanndo si lotta contro Dio, quella di non esser vinto?".
    Sì certo, che cosa c'è di peggio!


    ... invece che il sano eroismo pagano, dell'uomo che si ribella al fato ...continua

    Che razza di masochista. Sarà intelligente, ma lo è in modo irritante. Soprattutto a pg.299: "Non è forse la massima sventura, quanndo si lotta contro Dio, quella di non esser vinto?". Sì certo, che cosa c'è di peggio!

    ... invece che il sano eroismo pagano, dell'uomo che si ribella al fato, e che surclassa il dio che ha vinto qui c'è la vittoria del masochismo stupido e beota. Poi non tutti i pensieri sono così, infatti ho messo 2 stelle e non 1. Alcuni sono belli, molto, ma molti sono stupidi. La sofferenza ottunde la mente, diceva Krishnamurti. La sua era parecchio ottusa, tanto da esserne compiaciuta.

    ha scritto il 

  • 5

    Decreazione (o discreazione)

    La Weil ci insegna che per congiungersi (o ricongiungersi) a Dio bisogna tornare a essere Dio e rinunciare a essere noi stessi. È un messaggio che risale agli anni della Seconda Guerra Mondiale e che, con sorprendente modernità, fa pensare all'annullamento del sé predicato dal buddhismo. Queste r ...continua

    La Weil ci insegna che per congiungersi (o ricongiungersi) a Dio bisogna tornare a essere Dio e rinunciare a essere noi stessi. È un messaggio che risale agli anni della Seconda Guerra Mondiale e che, con sorprendente modernità, fa pensare all'annullamento del sé predicato dal buddhismo. Queste riflessioni intime di una grande pensatrice, scritte in un momento storico in cui quasi tutti simpatizzavano per uno degli opposti totalitarismi, dimostrano come uno spirito libero possa testimoniare la verità anche quando storicamente la verità tende a essere taciuta

    ha scritto il 

  • 5

    Quanta bellezza e profondità...

    "C'è una colpa sola: non aver la capacità di nutrirsi di luce. Perché, abolita questa capacità, tutte le colpe sono possibili." Nel soffermarsi sulle riflessioni della Weil vi è il rischio di rimanere abbagliati così come quando si fissa il sole al tramonto. Eccezionale e molto poetica la traduzi ...continua

    "C'è una colpa sola: non aver la capacità di nutrirsi di luce. Perché, abolita questa capacità, tutte le colpe sono possibili." Nel soffermarsi sulle riflessioni della Weil vi è il rischio di rimanere abbagliati così come quando si fissa il sole al tramonto. Eccezionale e molto poetica la traduzione di Franco Fortini.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto tanti scritti della Weil quando ero giovane. Più per dovere che per passione. Qualche cosa però mi è rimasto, le sue pagine sul 'sentirsi schiavo', alcune di questo libro. Ebrea e cristiana, giovane e intollerante, fino a giungere al sacrificio di sè. Un personaggio interessante, ma le s ...continua

    Ho letto tanti scritti della Weil quando ero giovane. Più per dovere che per passione. Qualche cosa però mi è rimasto, le sue pagine sul 'sentirsi schiavo', alcune di questo libro. Ebrea e cristiana, giovane e intollerante, fino a giungere al sacrificio di sè. Un personaggio interessante, ma le sue pagine sull'Israele biblico son teribili ...

    ha scritto il 

  • 5

    Simone Weil geometra dell'anima

    Non era il primo saggio della Weil che iniziavo quando ho aperto questo libro. Subito son rimasto scioccato: com'è possibile comporre scintille di pensiero così definitive ed efficaci esplorando terreni così scivolosi come la grazia, il bene e il male, la pietà...? Simone Weil tratta questi temi ...continua

    Non era il primo saggio della Weil che iniziavo quando ho aperto questo libro. Subito son rimasto scioccato: com'è possibile comporre scintille di pensiero così definitive ed efficaci esplorando terreni così scivolosi come la grazia, il bene e il male, la pietà...? Simone Weil tratta questi temi con geometrica precisione, come se fosse possibile rappresentare l'"Amor che muove il mondo e le altre stelle" così come farebbe Newton descrivendo la dinamica del un punto materiale (si leggano ad esempio gli aforismi ai capitoli "La pesantezza e la grazia"e "Bilancia e leva"). Per intenderci è il genere di aforismi che si possono confrontare in profondità ed efficacia a quelli del Nietzsche della Gaia Scienza. Per un confronto di questo tipo si leggano gli ultimi capitoli, quelli in cui si tratta del "Grosso animale" (così come Platone, nei dialoghi di Repubblica, chiamava sarcasticamente la maggioranza nella società). Ma gli aforismi più incredibili rimangono quelli in cui la meccanica celeste dei moti dell'anima viene esposta attraverso la meccanica razionale o più in generale attraverso una certezza propria del pensiero matematico. "Tragedia di coloro che, essendosi inoltrati per amor del bene in una via dove c'è da soffrire, giungono dopo un certo tempo ai propri confini; e si degradano"

    ha scritto il 

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