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L'omino verde

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

3.6
(68)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8882462927 | Isbn-13: 9788882462925 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luca Guernieri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Basta un giro di telefonate a riunire gli amici di un tempo, "quelli con i quali sei cresciuto, quelli che nemmeno ti ricordi da quanto tempo è che li conosci". Basta poco a legarli ancora: una partita a calcetto, una bevuta insieme e un'antica statuetta di giada. Lo sa bene Barney quando, curiosando nella sua soffitta, ritrova proprio quella statuetta, "l'omino verde" che, durante l'adolescenza, era diventato il totem del gruppo, il segno del comando da conquistare in una girandola di sfide reciproche e prove di coraggio.
Gli anni sono passati per Barney che, senza un lavoro fisso, con un matrimonio fallito alle spalle e un figlio autistico, rimane comunque il più tenace depositario della memoria collettiva dei cinque a cui decide di lanciare una sfida proprio come ai vecchi tempi: il vincitore potrà aggiudicarsi definitivamente la statuetta in cui forse - ecco la scoperta e l'esca - si nasconde un prezioso smeraldo.
Ma gli anni sono passati anche per Winkie, Tony Football, Stubbs e Pompus. Alcuni di loro hanno un titolo di studio e se la passano meglio di altri; ma tutti recano il segno di qualche ferita, tutti nascondono un segreto che sarebbe meglio gli altri non sapessero. E a tutti fa gola la prospettiva di aggiudicarsi l'omino verde una volta per sempre: non importa come e a quale prezzo...
Attraverso le vicende di un gruppo di trentacinquenni, Simon Armitage costruisce un brillante romanzo d'esordio in cui, toccando i toni più diversi - da quelli divertiti e grotteschi fino a quelli più aspri e allucinati -, mette in discussione le possibilità e i limiti di un sentimento difficile: l'amicizia.
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  • 4

    ... E questo libro avrebbe dovuto far ridere? I casi sono due: o le montagne di critici che sostengono questo hanno una strana idea della comicità, o sono io, al contrario, che ho delle idee strane. Non lo dico con cattiveria: non avevo vere e proprie aspettative su questo libro, quindi non sono ...continua

    ... E questo libro avrebbe dovuto far ridere? I casi sono due: o le montagne di critici che sostengono questo hanno una strana idea della comicità, o sono io, al contrario, che ho delle idee strane. Non lo dico con cattiveria: non avevo vere e proprie aspettative su questo libro, quindi non sono affatto rimasta delusa. L'autore ha una proprietà di linguaggio che non si trova molto spesso nei romanzi d'esordio, i personaggi sono tridimensionali, evolvendosi con il trascorrere della storia. Aggiungiamoci poi dei colpi di scena ben congegnati - anche se un po' troppo accavallati tra di loro - e il quadro è completo. Un bel quadro, per giunta...

    ha scritto il 

  • 4

    Bhè, quando trovi su uno scaffale della biblioteca un libro con un simile titolo, non puoi non prenderlo. Una volta tanto la mia curiosità è stata ripagata, di solito prendo delle sòle pazzesche! Questo invece è proprio un bel romanzo.

    ha scritto il 

  • 2

    In questo romanzo c'è qualcosa che non va, non so bene cosa, ma qualcosa c'è.
    E' un romanzo che in pratica mi ha lasciato nella più totale indifferenza: non mi ha fatto ridere, non mi ha fatto piangere, mi ha fatto pensare ben poco.
    Il genere a cui si fa riferimento è in realtà un gen ...continua

    In questo romanzo c'è qualcosa che non va, non so bene cosa, ma qualcosa c'è.
    E' un romanzo che in pratica mi ha lasciato nella più totale indifferenza: non mi ha fatto ridere, non mi ha fatto piangere, mi ha fatto pensare ben poco.
    Il genere a cui si fa riferimento è in realtà un genere vincente, con molti scrittori di successo che hanno scritto romanzi carini (pur non essendo quasi mai dei capolavori), mi vengono in mente Mike Gayle, Jonathan Tropper, Nick Hornby è il più celebre, e tutti se la sono sempre cavata. Simon Armitage no, se ne esce con questo libro trascurabilissimo che ha tutte le carte in tavola per vincere ma che invece fallisce abbastanza miseramente.

    http://ladydarcy.wordpress.com/2011/02/22/simon-armitage-lomino-verde/

    ha scritto il 

  • 3

    Un bel libro, ben scritto, appassionante e scorrevole, ma mi aspettavo di più. Forse semplicemente speravo che la vicenda andasse a finire in un modo diverso.

    ha scritto il 

  • 4

    Il santo graal :-)

    A pensarci bene per me questo libro "e' stato" come il santo graal, tutti ne parlano, molti dicono che esiste, ci hanno anche fatto qualche film ma, a parte Indiana Jones :-), nessuno lo ha preso in mano. L'omino verde e' stato questo per me, lo vedevo da molti anni sulla libreria di casa mia, m ...continua

    A pensarci bene per me questo libro "e' stato" come il santo graal, tutti ne parlano, molti dicono che esiste, ci hanno anche fatto qualche film ma, a parte Indiana Jones :-), nessuno lo ha preso in mano. L'omino verde e' stato questo per me, lo vedevo da molti anni sulla libreria di casa mia, mio fratello lo aveva anche cominciato a leggere, un mio amico ogni tanto ne chiedeva notizie, ma di scoprire chi o cosa era questo omino verde nemmeno a parlarne. Ci sono solo due modi per leggere un libro, per scelta o per obbligo, questa volta e' stato obbligo, me lo sono imposto e alla fine lo sforzo e' stato ripagato.
    Un bel romanzo, non di quelli semplici, scorrevoli, levigati ma che in alcune parti ti "costringe" alla lettura, a superare qualche ostacolo per godere appieno dellla lettura. Arrivati alla fine, quando ormai l'ultima pagina si chiude, ti dici che lo sforzo non e' stato inutile. Magari ti interrogherai sulla sorte del protagonista, ma in fondo non e' troppo importante quel che sara' ma solo quello che e' stato.

    ha scritto il 

  • 3

    consigliato agli uomini

    Credo da donna di non riuscire ad apprezzarlo in pieno, lo consiglierei ad un "pubblico" maschile. Verso il finale ha incominciato ad intrigarmi.. salvo poi non capire del tutto l'epilogo, comunque di piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche come scrittore di prosa Simon Armitage resta poeta, e se il meccanismo del gioco tra ex amici dopo un po'si fa prevedibile, il racconto è pieno di delicatezze taciute, senza sentimentalismi convenzionali.

    ha scritto il