L'onore perduto di Katharina Blum

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Di

3.9
(674)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo , Francese , Olandese , Greco

Isbn-10: A000013641 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Politica

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Descrizione del libro
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  • 3

    Il quarto potere

    Il racconto descrive come una donna qualunque diventa vittima della stampa scandalistica a causa della sua relazione con un ricercato. La donna finisce per uccidere un giornalista che le aveva reso la ...continua

    Il racconto descrive come una donna qualunque diventa vittima della stampa scandalistica a causa della sua relazione con un ricercato. La donna finisce per uccidere un giornalista che le aveva reso la vita un inferno.
    Un racconto davvero interessante, che si sofferma sulle conseguenze di quella che è, per la protagonista, diffamazione.
    In un mondo in cui la reputazione è tutto, è interessante osservare ciò che accade a chiunque abbia mai sfiorato la vita di Katharina, una gran lavoratrice, una ragazza sfortunata e un po' ingenua, una donna la cui indole buona è macchiata dall'inchiostro della stampa, del "Giornale"... Una tragedia annunciata, una ricostruzione dei fatti che fa luce sulla psiche e la società...

    ha scritto il 

  • 4

    “... Dove si vede che la correttezza, unita all'intelligenza organizzativa, non è gradita in nessun luogo , nemmeno nelle prigioni, e nemmeno agli stessi amministratori. “

    Un romanzo breve che , similmente a “Foto di gruppo con signora”, pone al centro una figura femminile il cui carattere viene tratteggiato dalle persone che la conoscono a fondo interrogate in merito a ...continua

    Un romanzo breve che , similmente a “Foto di gruppo con signora”, pone al centro una figura femminile il cui carattere viene tratteggiato dalle persone che la conoscono a fondo interrogate in merito all'assassinio di un giornalista , avvenuto per mano della stessa , nella ricerca di una verità che appare diversa da quella costruita dal “Giornale” di maggior tiratura della città .
    Fatti avvenuti in una non precisata città tedesca nel 1974 basati su “alcune fonti secondarie e tre principali e tre secondarie che citeremo qui all'inizio e poi non più” e che , con la consueta e sottile ironia che contraddistingue lo stile dell'autore , sviluppano temi legati al pregiudizio ed al potere , talvolta vile e fuorviante , degli organi di stampa .
    E pur se l'andamento incalzante ed il ritmo stesso della narrazione fanno pensare ad una cronaca puntuale degli avvenimenti , la storia è in realtà totalmente frutto di fantasia come si legge nella nota in calce alla prima pagina.
    Le quattro stelle , data anche la brevità della lettura , sono forse eccessive ma , come mi capita spesso, il mio è un giudizio “di parte” su un autore che apprezzo molto.

    ha scritto il 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/02/11/lonore-perduto-di-katharina-blum-heinrich-boll/

    “Lei intanto aveva perfettamente capito che era più che giustificato interrogarla, anche se non vedeva il ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/02/11/lonore-perduto-di-katharina-blum-heinrich-boll/

    “Lei intanto aveva perfettamente capito che era più che giustificato interrogarla, anche se non vedeva il bisogno di , ma le riusciva incomprensibile come certi dettagli del suo interrogatorio - ad esempio le famose visite maschili - fossero potuti giungere a conoscenza del giornale, e poi tutte quelle dichiarazioni false e bugiarde. A questo punto intervenne il procuratore Hach e disse che, dato l’enorme interesse suscitato nel pubblico dal caso Götten, naturalmente era stato necessario diramare un comunicato stampa; non c’era ancora stata una conferenza stampa, ma sarebbe stato difficile evitarla, a causa dell’agitazione e del terrore provocati dalla fuga di Götten, che lei, Katharina, aveva reso possibile. Del resto, grazie ai suoi rapporti con Götten lei era ormai un e perciò oggetto di un giustificato interesse da parte del pubblico.”
    (Heinrich Böll, “L’onore perduto di Katharina Blum”, ed. Einaudi)

    Katharina Blum, ventisettenne cameriera al servizio dell’avvocato Blorna e di sua moglie Trude “La rossa”, conosce, a un ballo di Carnevale, il giovane Ludwig. Il giorno seguente, dopo averlo aiutato a scappare da casa sua, si ritrova accusata di aver favorito la fuga di un pericoloso criminale, per l’appunto Ludwig. Per gli inquirenti il sospetto che lei conoscesse da tempo l’uomo è forte, per la stampa la storia diventa una ghiotta occasione per indagare a fondo sul passato di Katharina, stravolgendo le dichiarazioni di chi la conosce, così da meglio delineare l’immagine di complice che è necessaria per una perfetta storia di sesso e crimine. La morbosità dei cronisti del GIORNALE non ha limiti, così come la faciloneria di alcuni degli inquirenti. A nulla valgono le testimonianza dell’avvocato Blorna e di chi conosceva Katharina, anzi, ogni parola, fino a prova contraria, può essere sbattuta in prima pagina in modo da avvalorare le tesi accusatorie. Katharina, dopo quattro giorni di assedio mediatico, crolla e uccide un cronista, adeguandosi così, infine, a ciò che gli altri avevano costruito su di lei.
    Böll, del quale avevo già letto in passato “Opinioni di un clown” ed “E l’angelo tacque”, ricostruisce i quattro giorni che caratterizzano la discesa di Katharina, quelli tra l’incontro con Ludwig e l’assassinio del giornalista. Lo fa con quello che egli chiama “una specie di drenaggio o prosciugamento”, facendo confluire i diversi rivoli in un unico grosso fiume. I capitolo che compongono la storia sono tutti brevi, piccoli “quadri”, tessere di un mosaico che si ricompone lentamente, ma del quale già sappiamo, sin dalla prima pagina (perciò l’ho svelato in precedenza), chi ha commesso cosa.
    “L’onore perduto di Katharina Blum”, infatti, non è un giallo, bensì una sarcastica riflessione sul potere distruttivo che certa stampa può avere sui destini di singoli individui, che magari, come la protagonista del romanzo, si ritrovano invischiati in vicende certo poco chiare (Ludwig è effettivamente un criminale), ma in maniera quasi del tutto casuale, e che soprattutto sono messi alla gogna pubblica attraverso una minuziosa rivisitazione di aspetti della loro esistenza che nulla hanno a che fare con la suddetta “vicenda poco chiara”. Emblematico, nel romanzo, la spietata attenzione che il GIORNALE e anche gli investigatori dedicano a certe “visite maschili” che Katharina avrebbe ricevuto nel corso degli anni, tutte da dimostrare e che, comunque, nulla hanno a che fare con il criminale Ludwig, ma servono solo a soddisfare il palato libidinoso dei lettori.
    Per concludere, va detto che, nonostante l’argomento “serio” (o proprio per tale motivo), il libro si legge con piacere, perché Böll è abile nel dosare sarcasmo, ironia e fredda cronaca dei fatti.

    “Uno dei grandi organizzatori del carnevale, commerciante di vini e rappresentante d’una ditta di spumanti, il quale poteva vantarsi di aver rimesso in piedi il buon umore, espresse sollievo per il fatto che i due omicidi erano stati resi noti solo il lunedì e il mercoledì.

    ha scritto il 

  • 4

    Se ne consiglia l'assunzione per il trattamento sintomatico dei processi mediatici.

    Dall'intervista rilasciata da Frank Cimini a Roberto Loddo per www.ilmanifestosardo.org:

    "con la diffusione delle nuove tecnologie, dai nuovi media ai social network, i danni causati dal processo medi ...continua

    Dall'intervista rilasciata da Frank Cimini a Roberto Loddo per www.ilmanifestosardo.org:

    "con la diffusione delle nuove tecnologie, dai nuovi media ai social network, i danni causati dal processo mediatico sono mille volte superiori. I grandi quotidiani si sono piegati alla ricerca del contenuto scandalistico. Il problema è quello dei contenuti depositati tra gli atti dalle procure. Pensiamo al caso Bossetti: La procura ha depositato le pagelle dei figli di Bossetti, e ha chiesto alla Corte d’Assise di sentire come testimoni gli amanti della signora Bossetti. Faccio l’esempio di questo processo perché è un processo comune, come tanti. [...] Da un processo mediatico non puoi difenderti. Le fatiche della difesa sono inimmaginabili perché i giornali spalleggiano le procure. Nelle indagini preliminari praticamente la difesa non esiste, perché ha tutto in mano la procura e quando si arriva in aula al processo i primi ad essere influenzati da quello che è uscito dai giornali sono i giudici. Esce tutto prima nei giornali, anche cose che non dovrebbero uscire e che non c’entrano con il processo".

    (Qui l'intervista integrale: http://www.manifestosardo.org/frank-cimini-e-la-politica-che-trasforma-la-societa-non-il-diritto/#more-21504)

    http://www.ilmiogiornale.org/se-katharina-blum-non-avesse-perduto-lonore/

    ha scritto il 

  • 3

    Autore che amo particolarmente, che non mi ha delusa neanche questa volta. In alcuni passaggi un pò pedante. La sua secca e incalzante ironia dona al testo il tocco che serviva ad una storia poco avvi ...continua

    Autore che amo particolarmente, che non mi ha delusa neanche questa volta. In alcuni passaggi un pò pedante. La sua secca e incalzante ironia dona al testo il tocco che serviva ad una storia poco avvincente ma abbastanza accattivante. Consigliato, ma come detto sono di parte.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo è una forte accusa contro l'atteggiamento della stampa scandalistica, che, negli anni '70, insieme a polizia e giustizia creò un clima generale che vedeva i terroristi spuntare dietro ogni ...continua

    Il romanzo è una forte accusa contro l'atteggiamento della stampa scandalistica, che, negli anni '70, insieme a polizia e giustizia creò un clima generale che vedeva i terroristi spuntare dietro ogni angolo e che era pronta a dimenticarsi dei più elementari diritti dell'uomo. Affresco superlativo della Germania borghese e benpensante, nella quale però non mancavano i fermenti e gli stimoli verso un futuro un po' meno ipocrita. Stile perfetto, trama avvincente, davvero una prestazione degna d'un Premio Nobel.

    ha scritto il 

  • 4

    "Prima di passare alle ultime manovre diversive, inversive e lenitive, ci si permetta a questo punto una parentesi di carattere, diciamo così, tecnico. In questa storia succedono troppe cose. È ricca ...continua

    "Prima di passare alle ultime manovre diversive, inversive e lenitive, ci si permetta a questo punto una parentesi di carattere, diciamo così, tecnico. In questa storia succedono troppe cose. È ricca di azione in maniera imbarazzante, irrefrenabile: e questo non le giova."

    ha scritto il 

  • 4

    E' la stampa bellezza!

    Devo essere in crisi creativa. Non trovo niente a che ridire!

    Preziosa la forma imbastita sulla trama degli ottusi rapporti di polizia, e l’uso spietato della satira che non la manda a dire alla sta ...continua

    Devo essere in crisi creativa. Non trovo niente a che ridire!

    Preziosa la forma imbastita sulla trama degli ottusi rapporti di polizia, e l’uso spietato della satira che non la manda a dire alla stampa scandalistica, alle forze del disordine e alla società tedesca perbenista degli anni ’70.
    Dubito che sia migliorata, questa benedetta società, perché alla paura dell’impero del male comunista si è sostituito il pregiudizio contro tutto ciò che non rientra nell’ordine sociale liberista, operoso e in quant’altro crede l’imperativo categorico tedesco.

    Chissà cosa direbbe ora, il nostro Heinrich, della scomparsa anche della mera velleità di una stampa libera e della proliferazione incontrollata, più pimpante che mai, dell’uso scandaloso, più che scandalistico, da parte di tutti i media di ciò che dalle mie parti si dice “fari curtigghiu”: le riunioni semiclandestine, nelle portinerie, delle comari che tagliano e cuciono i vicini malvisti.
    Comari che hanno ora voce “giuridica” diventando testi in processi mediatici, in cui il non detto dei sedicenti “cronisti” che le intervistano crea più danno al malcapitato, di quanto ne avrebbe procurato la sua stessa colpa se fosse mai dimostrata (cosa di cui non c’è certezza e non importa per niente).

    Almeno Katerina Blum ha lavato il suo onore somministrando il bum-bum al giornalista del “Giornale” che le aveva rovinato la vita!
    Dalle nostre parti, invece, la ventilata comminazione della condanna per “diffamazione a mezzo stampa” al direttore dell’omonimo giornale (provvidenziale coincidenza) ha attivato l’ex presidente- re della Repubblica (Giorgio Napolitano quello che, negli anni di Katharina, inciuciava di notte con Crazzo, mentre l’Enrico predicava la “moralità.), il quale ha commutato la condanna detentiva inflitta in una pena pecuniaria, in nome della libertà di diffamazione e cazzeggiamento di stampa.

    Hasta la victoria, compagno Boll. Tu, cattocomunista, te la stai godendo in paradiso.
    Per me, non cattolica, la vedo dura! Anche se con Bergoglio non si può mai sapere: che ti cambi anche qualche dogma?

    ha scritto il 

  • 3

    Con un linguaggio ed un ritmo che fanno il verso da un verbale di polizia si ricostruisce la storia della signorina Katharina Blum,
    Quando non esisteva la playstation e si giocava in cortile, dopo una ...continua

    Con un linguaggio ed un ritmo che fanno il verso da un verbale di polizia si ricostruisce la storia della signorina Katharina Blum,
    Quando non esisteva la playstation e si giocava in cortile, dopo una giornata di pioggia un gioco possibile era dato dalle pozzanghere. piccoli canali, deviazioni, dighe e l'acque piovana raccolta diventava lo scenario di un mondo fantastico dove far navigare la propria barchetta.
    Con questa metafora Boll dipana una storia dove un'onesta esistenza viene "sporcata" da un piccolo fatto di cronaca.
    Una forte satira contro l'accanirsi dei mass- media che facilmente condizionano la mentalità borghese e a nulla valgono le resistenze.
    L'onore di Katharina Blum è così perduto.

    ha scritto il 

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