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L'opera

Di

Editore: Garzanti (I Grandi Libri)

4.0
(118)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 374 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8811362229 | Isbn-13: 9788811362227 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Traduttore: Franco Cordelli

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il dramma del protagonista, il pittore Claude Lantier, è quello - scriveLanfranco Binni nell'introduzione - "del rapporto con il proprio lavoro, conla durezza della materia; è lo stesso dramma del lavoro-passione e dellavoro-fatica che Zola medesimo prova quotidianamente. "L'opera" infatti non èun romanzo autobiografico soltanto per l'ambiente che accuratamente descrive,l'ambiente più direttamente conosciuto da Zola; è un romanzo autobiograficosoprattutto perché testimonia l'atteggiamento dello stesso Zola nei confrontidel proprio lavoro letterario, ed è proprio per questa ragione un romanzo dicentrale importanza per conoscere la sua concezione del mondo e la suapoetica".
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'opera

    Quattordicesimo libro del ciclo Rougon- Macquart, "L’opera" parla della vicenda di Claude Lantier, Figlio maggiore di Gervaise, che all’età di nove anni viene spedito a Plassans dove trascorre la sua ...continua

    Quattordicesimo libro del ciclo Rougon- Macquart, "L’opera" parla della vicenda di Claude Lantier, Figlio maggiore di Gervaise, che all’età di nove anni viene spedito a Plassans dove trascorre la sua adolescenza e dove conosce i suoi amici ,primo tra tutti Sandoz , con i quali vive gli anni più belli e liberi della sua vita. Claude ha talento nella pittura e Sandoz già esprime la sua arte nella scrittura.
    Sono pieni di entusiasmo e vogliono cambiare il mondo rivoluzionando il modo di dipingere e di scrivere. Insieme si ritrovano a Parigi e le loro riunioni alimentano i loro sogni, la grande città è fonte di stimoli e ispirazione. Claude ha in mente un’opera grandiosa e per un caso fortuito incontra Christine, una ragazza per bene, che , spaventata e affascinata dal suo genio, finirà per fargli da modella e compagna di vita. Nasce un amore folle, intenso, esclusivo e si trasferiscono in campagna dove vivranno tre anni meravigliosi. Ma Claude è inconcludente, ha mille idee che però non riesce a portare a compimento. Nasce il piccolo Jacques, ma i due genitori sono troppo presi per occuparsi di lui; lei pensa solo a Claude e lui all’opera che strabilierà il mondo dell’arte!
    Tornano a Parigi e come spesso succede con Zola, tutto si complica, tanti ostacoli si frappongono alla realizzazione del progetto. Tutto precipita in un angosciante palude di ossessioni. I geni malsani ereditati di Claude hanno la meglio e il fallimento è inevitabile.
    Non dico altro, solamente che Zola ha messo se stesso dentro questo romanzo; possiamo riconoscerlo nella figura di Sandoz, infatti lo dice chiaramente nel VI capitolo:

    "Prenderò una famiglia e ne studierò i membri , uno per uno da dove vengono, dove vanno, come reagiscono, gli uni rispetto agli altri; infine, una umanità in piccolo, la maniera in cui l'umanità preme e si comporta...D'altra parte metterò i miei pupazzi in un periodo storico determinato, per disporre dell'ambiente e delle circostanze, un brano di storia..Eh? capisci, una serie di libretti, quindici, venti episodi che saranno connessi pur avendo ciascuno una propria autonomia, una serie di romanzi che mi procureranno una casa per la vecchiaia, sempre che non mi distruggano."

    Zola si conferma come uno degli autori che più mi piace con il suo occhio impietoso, ma attento alle disgrazie di una umanità sofferente e piena di difetti.
    Bello, bello!!

    ha scritto il 

  • 5

    Zola è per me una certezza: anche questo, che è il più autobiografico dei suoi romanzi, mi ha preso l'anima e la mente. Un potente quadro dell'ambiente artistico della Parigi del secondo impero, dove ...continua

    Zola è per me una certezza: anche questo, che è il più autobiografico dei suoi romanzi, mi ha preso l'anima e la mente. Un potente quadro dell'ambiente artistico della Parigi del secondo impero, dove le vite dei pittori della nuova arte impressionistica si intrecciano e si scontrano, tutte intorno alla figura del protagonista Claude (molti lettori anche dell'epoca hanno intravisto in lui il grande Cezanne). Claude Lantier, appartenente alla grande famiglia dei Rougon-Macquart, è innamorato della sua arte, la pittura, talmente innamorato da morire suicida per lei, nell'impossibilità di raggiungere la perfezione e conscio dei limiti del suo genio incompiuto. Intorno al protagonista ruotano una serie di personaggi superbamente disegnati dall'autore, primi fra tutti la dolcissima e passionale moglie Christine e il fedele amico Sandoz, in cui ravvisiamo Zola stesso che descrive il suo modo di vedere la letteratura, che gli sarà vicino fino alla morte e oltre.

    ha scritto il 

  • 4

    La tentazione sarebbe di assegnare cinque stelline, perche' si tratta di un romanzo davvero poderoso (specialmente da meta' in poi) con alcune scene magistrali e terribili.
    Romanzo che presenta parec ...continua

    La tentazione sarebbe di assegnare cinque stelline, perche' si tratta di un romanzo davvero poderoso (specialmente da meta' in poi) con alcune scene magistrali e terribili.
    Romanzo che presenta parecchi centri di interesse (l'evocazione della Parigi dei primi impressionisti, le riflessioni su arte e vita, l'aspetto chiaramente autobiografico rappresentato dallo scrittore Sandoz, amico del protagonista il pittore Claude Lantier e le sue riflessioni sulla creativita' artistica in generale e sulla scrittura in particolare - solo per dirne alcuni) e parecchi possibili livelli di lettura.
    Formidabili e struggenti descrizioni di Parigi, un interessantissimo personaggio femminile (Christine, la donna di Lantier).
    Un romanzo sulla potenza e forse soprattutto sull'impotenza creativa, sulla genialita' che non riesce ad esprimersi, a farsi riconoscere, sulla difficolta del "nuovo" in arte di nascere, e poi di venire riconosciuto ed apprezzato.
    .. Ma se assegno cinque stelline a "L'opera" quante dovrei assegnarne a Germinal, Terese Raquin, Pot-Bouille, a Nana, al Ventre di Parigi, al Paradiso delle Signore e soprattutto a quello che per me e' il grande capolavoro di Zola, e cioe' L' Assommoir?
    Percio' quattro stelline, ma da relativizzare.

    ha scritto il 

  • 4

    I romanzi di Zola sono cupe descrizioni dell'annientamento e della follia insite nel sangue malato di una famiglia, quella dei Rougon-Macquart, segnata dalla tara della progenitrice, morta in un manic ...continua

    I romanzi di Zola sono cupe descrizioni dell'annientamento e della follia insite nel sangue malato di una famiglia, quella dei Rougon-Macquart, segnata dalla tara della progenitrice, morta in un manicomio. Tuttavia la volontà di descrivere il male senza rifuggere da nulla mi sembra possa derivare dalla ottimistica illusione che il denunciare l'infelicità della vita sia un modo per curare il mondo, per farlo diventare un luogo più piacevole in cui vivere, più giusto, più razionale, più illuminato. Forse Zola, come Machiavelli, nasconde sotto il suo apparente pessimismo una gran voglia di fare qualcosa per combattere e forse un giorno vincere l'immane desolazione della realtà della vita umana.

    ha scritto il 

  • 3

    Memento mori

    Ovviamente un quadro doveva essere paragonato a questa monumentale opera sulla distruzione del se. Zolà ci porta nella Parigi della pittura, delle vendette tra colleghi, tra l'amicizia perenne, le scu ...continua

    Ovviamente un quadro doveva essere paragonato a questa monumentale opera sulla distruzione del se. Zolà ci porta nella Parigi della pittura, delle vendette tra colleghi, tra l'amicizia perenne, le sculture ed i palazzi che albergano nelle nostre anime ma, il protagonista non certamente Claude o la sua disfatta sulla vita, è Parigi, demone rotondo e luminoso che ci trascina nell'abisso dell'ambizione e della desolazione, della consapevolezza delle nostre sconfitte e ci ricorda che, prima o poi, moriremo. Lei noi, lei ci sarà sempre, eternamente giovane e bella, eternamente nei nostri ricordi.

    ha scritto il 

  • 5

    Una grande "Opera", un vero e proprio affresco capace di raccontare in maniera davvero viva la Parigi in cui nacque l'Impressionismo. Divertente è riconoscere nei personaggi i principali protagonisti ...continua

    Una grande "Opera", un vero e proprio affresco capace di raccontare in maniera davvero viva la Parigi in cui nacque l'Impressionismo. Divertente è riconoscere nei personaggi i principali protagonisti della scena artistica parigina, da Courbet a Boldini, passando per Manet. Vale la pena ogni quando se ne ha voglia affrontare questi autori "poderosi", ci ricordano cos'è davvero la grande letteratura europea.

    ha scritto il 

  • 3

    ***/****

    Nel 1886 Zola pubblica L'opera e perde l'amicizia di Cézanne, offeso e tradito da un libro in cui il protagonista, Claude Lantier, è palesemente ispirato a lui. C'è qualche tratto di Manet, sì, ma i d ...continua

    Nel 1886 Zola pubblica L'opera e perde l'amicizia di Cézanne, offeso e tradito da un libro in cui il protagonista, Claude Lantier, è palesemente ispirato a lui. C'è qualche tratto di Manet, sì, ma i difetti, le abitudini, il carattere sono i suoi – così come Sandoz, il migliore amico e scrittore, è altrettanto palesemente basato sullo stesso Zola.

    Vediamo la Parigi degli artisti, divisa tra accademismo e nuove tendenze, con i saloni, i gruppi di artisti e amici, le prostitute-modelle, gli studi, i critici, le giurie: se si vuole toccare con mano quest'epoca è un libro imprescindibile.
    Ma L'opera è anche la storia di Claude Lantier, un genio incompreso precursore di una nuova arte senza riuscire a esserne il vero esponente, e di Christine, un'amante devota e maltrattata.
    È un romanzo intenso, denso, non claustrofobico come Teresa Raquin ma comunque asfissiante.
    Anche qui c'è l'ossessione, anche qui non mancano dettagli scabrosi, anche qui il senso di sollievo a chiudere il libro – che dette così sembrano cose per cui potrei anche rimpiangere di aver intrapreso la lettura, quando invece penso che Zola fosse davvero un maestro per riuscire a essere disturbante anche dopo più di un secolo.

    Tre stelline e mezzo, per difetto tre. Per quanto possa averlo gustato, per quanto la fine del nono capitolo da sola meritava cinque stelline, ho trovato la conclusione troppo struggente e la morale sulla sorte di certi artisti calcata in maniera esagerata.

    ha scritto il 

  • 4

    All'inizio lento, poi cattura e coinvolge, per diventare sempre più incalzante, ossessivo, ossessionante...come l'"opera" per il protagonista...quasi per giustificare la fine tragica, che sconvolge, e ...continua

    All'inizio lento, poi cattura e coinvolge, per diventare sempre più incalzante, ossessivo, ossessionante...come l'"opera" per il protagonista...quasi per giustificare la fine tragica, che sconvolge, e lascia un'angoscia, una tristezza infinita...

    ha scritto il 

  • 3

    noiosetto

    Anche questo libro ambientato a Parigi nella famiglia degli artisti è un po' lento e noioso... bello perchè autobiografico di Zola che descrive i suoi inizi e i suoi amici.

    ha scritto il