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L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica

Di

Editore: Einaudi

4.1
(885)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 161 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000061707 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Art, Architecture & Photography , Non-fiction , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 0

    Non c'ho capito nulla

    Non c'ho capito nulla, ed è un limite mio, ma le riflessioni sul cinema in rapporto al teatro oggi suonano quasi ridicole.

    Ma ero stato comunque avvertito.

    ha scritto il 

  • 3

    Opera notissima e citatissima, è pubblicata assieme ad altri brevi saggi sulla storia della fotografia, su un collezionista d'arte e su Bertolt Brecht.
    Ha più di uno spunto acuto e interessante, ma in generale è molto datata e ancorata all'epoca storica in cui è scritta. Proprio questo però ...continua

    Opera notissima e citatissima, è pubblicata assieme ad altri brevi saggi sulla storia della fotografia, su un collezionista d'arte e su Bertolt Brecht.
    Ha più di uno spunto acuto e interessante, ma in generale è molto datata e ancorata all'epoca storica in cui è scritta. Proprio questo però è un ulteriore motivo di interesse: l'arte negli anni '30 del '900 era in ebollizione la fotografia e il cinema, ancor molto giovani, mostravano esplosivamente che il linguaggio artistico stava cambiando.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'officina di riflessioni

    Spinto come sempre dalla curiosità, nonché da un titolo che da solo è tutto un programma, ho voluto affrontare questo breve saggio di Benjamin, in modo da dare un senso compiuto ad alcune citazioni in cui mi ero imbattuto. Come per tutte le opere importanti, la qualità di questo saggio sul cambia ...continua

    Spinto come sempre dalla curiosità, nonché da un titolo che da solo è tutto un programma, ho voluto affrontare questo breve saggio di Benjamin, in modo da dare un senso compiuto ad alcune citazioni in cui mi ero imbattuto. Come per tutte le opere importanti, la qualità di questo saggio sul cambiamento radicale dell'arte e della sua percezione nel ventesimo secolo, più che fornire risposte alimenta domande, riflessioni, idee. Nonostante sia stato portato a compimento negli anni trenta, riesce a far luce su molta dell'arte che è seguita, nonché sugli sviluppi della fotografia e del cinema, qui attentamente analizzati, che sono venuti in seguito, la televisione in primis. E' vero: l'arte ha perso la sua "aura" mitica, sacra, irraggiungibile, sia per volontà degli artisti stessi, sia perché è radicalmente cambiato il modo di avvicinarsi a essa. L'arte non sta più nell'oggetto: ce l'abbiamo ovunque, la possiamo riprodurre quando ci piace ed è diventata parte della nostra esperienza quotidiana. Questo significa che non ne abbiamo più bisogno? Al contrario: è diventata altro, ma rimane fondamentale per la nostra umanità. Molto consigliato, se l'arte, per voi, non ha mai smesso di porvi domande e se voi stessi volete continuare a porvene.

    ha scritto il 

  • 4

    L'estetica è una disciplina che (mi) affascina molto. Tuttavia, alcuni saggi sono più scorrevoli ed inerenti all'argomento, ed altri un po' meno, così come lo stile, nonostante W.Benjamin sia un autore moderno (di conseguenza lo stile dovrebbe essere abbastanza "accessibile"). Ma soprattutto mi c ...continua

    L'estetica è una disciplina che (mi) affascina molto. Tuttavia, alcuni saggi sono più scorrevoli ed inerenti all'argomento, ed altri un po' meno, così come lo stile, nonostante W.Benjamin sia un autore moderno (di conseguenza lo stile dovrebbe essere abbastanza "accessibile"). Ma soprattutto mi chiedo: sarò io ignorante o non avrò capito nulla, ma che cavolo c'entra il proletariato, il comunismo, ecc. con l'estetica? D'accordo, in quest'opera, l'estetica è correlata all'arte e alle altre manifestazioni letterarie e culturali, alla politica e alla contemporaneità, però bah!
    Do la quarta stellina perchè l'estetica mi piace molto.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un'enorme pippa mentale utilissima se studi filosofia estetica o storia dell'arte. Non consiglio la lettura del saggio di Cacciari all'inizio di questa edizione del libro, perchè ti viene voglia di vomitare e stracciare il libro.

    ha scritto il 

  • 1

    Lo sto rileggendo più volte, ma veramente non capisco quale sia il senso, a quale conclusione finale voglia arrivare questo contorto discorso. L'arte che è diventata di massa è uno strumento delle dittature? E poi tutto il discorso sul fatto che l'arte perde la sua aura eccetera eccetera che gran ...continua

    Lo sto rileggendo più volte, ma veramente non capisco quale sia il senso, a quale conclusione finale voglia arrivare questo contorto discorso. L'arte che è diventata di massa è uno strumento delle dittature? E poi tutto il discorso sul fatto che l'arte perde la sua aura eccetera eccetera che gran pippone assurdo è???
    Un testo che gira "a vuoto" con riflessioni casuali spacciate come grandi analisi. Il classico testo in cui l'autore, dall'alto della propria "conoscenza", vuole parlare a tutti i costi di proprie riflessioni campate per aria come se fossero scoperte incredibili facendole sembrare tali perché scritte in modo colto/filosofico/persuasivo. Modi di scrivere che ti fanno quasi stare dalla parte dell'autore, quando non si sta parlando altro che del nulla, di qualcosa che non è per nulla così nei fatti, ma solo nelle testa di qualcuno che prima ha scritto/detto qualcosa di veramente interessante e ora tutto quello che dice è "oro colato", come in questo caso in cui la situazione descritta da Benjamin è diametralmente opposta a quella reale!

    ha scritto il 

  • 5

    L'opera d'arte, nell'epoca della riproducibilità tecnica, ha ormai perso la sua aura, che la collocava ancora nell'ambito del rituale e del religioso. Non è più unica ed irripetibile. Per sopperire a questa mancanza, secondo Benjamin non vi sono state che due risposte: l'arte pura (o estetizzazio ...continua

    L'opera d'arte, nell'epoca della riproducibilità tecnica, ha ormai perso la sua aura, che la collocava ancora nell'ambito del rituale e del religioso. Non è più unica ed irripetibile. Per sopperire a questa mancanza, secondo Benjamin non vi sono state che due risposte: l'arte pura (o estetizzazione dell'arte) dei futuristi e il rovescio della medaglia, ovvero l'arte a carattere politico, tipica dei regimi totalitari comunisti. Ma come diceva Cortazar, né solo la tecnica, né solo la passione possono fare l'artista (o lo scrittore visto che lui parlava di quella forma d'arte che è il racconto).

    Analisi interessante su come sia cambiato il concetto di arte con l'avvento della fotografia e soprattutto del cinema, medium tattile e dalla fruizione distratta. Bello anche il paragone con l'architettura.

    ha scritto il