L'opera struggente di un formidabile genio

Di

Editore: Mondadori (Strade blu)

3.7
(2919)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 370 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Danese , Tedesco , Francese , Olandese , Spagnolo , Ceco , Portoghese

Isbn-10: 8804488506 | Isbn-13: 9788804488507 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Strazzeri

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Un gelido inverno di Chicago, una casetta borghese ai bordi del lago Michigan travolta nel giro di pochi mesi da un duplice, inaccettabile lutto. Dave, ventiduenne, si ritrova da un giorno all'altro a fare da padre e madre al piccolo Toph, di soli otto anni. Il mondo li attende e loro due non hanno nessuna intenzione di farlo aspettare: Dave vende la casa di famiglia, sale in macchina e si dirige insieme al fratello verso il sole della California, trasformando un evento devastante nell'inizio di una nuova vita piena di libertà...
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  • 3

    Kid A

    Dopo tanti anni non ho ancora capito se i Radiohead mi piacciono o no. Tra cd e vinili ho tutta la loro discografia, eppure....Kid A per esempio quando uscì mille anni fa lo trovai pretenzioso, poi an ...continua

    Dopo tanti anni non ho ancora capito se i Radiohead mi piacciono o no. Tra cd e vinili ho tutta la loro discografia, eppure....Kid A per esempio quando uscì mille anni fa lo trovai pretenzioso, poi anni dopo lo trovai geniale, adesso lo trovo un bel disco con dei pezzi splendidi e altri noiosi alla morte. Un po' come questo libro di Dave Eggers, che a tratti si è fatto leggere con entusiasmo e a tratti ha annoiato, invogliandomi a saltare pagine. Tre stelle di media.

    ha scritto il 

  • 3

    Vorrei poter mettere le mezze stelline: perché questo libro non è solo buono ma nemmeno ottimo.
    Mi è piaciuto, mi ha fatto ridere, ma la seconda parte mi ha coinvolto meno della prima: la storia della ...continua

    Vorrei poter mettere le mezze stelline: perché questo libro non è solo buono ma nemmeno ottimo.
    Mi è piaciuto, mi ha fatto ridere, ma la seconda parte mi ha coinvolto meno della prima: la storia della rivista e della vita dei giovani americani negli anni '90. Ammetto che però è interessante come riflessione sociologica sulla mia generazione
    L'ironia logorroica dell'autore è poi adorabile

    ha scritto il 

  • 3

    Premessa: non so se questo libro mi sia piaciuto o meno. Per certi aspetti ho trovato interessante lo stile, come se l’autore vomitasse letteralmente parole sul lettore ma ne venisse catturato, quasi ...continua

    Premessa: non so se questo libro mi sia piaciuto o meno. Per certi aspetti ho trovato interessante lo stile, come se l’autore vomitasse letteralmente parole sul lettore ma ne venisse catturato, quasi come da una spirale di fatti, pensieri, ossessioni dalla quale non poter fare a meno di staccarsi, difatti, una buona prima metà del libro l’ho fatta fuori in un pomeriggio. Ho amato il modo in cui viene trattata la tragica vicenda familiare, il rapporto di Eggers col fratello Toph, cui si ritrova a fare da padre a poco più di vent’anni. Mi è anche piaciuto il modo in cui si narra di “Might”, rivista underground dei primi anni Novanta di cui l’autore fu cofondatore, le idee, l’ottimismo esagerato di una generazione ormai passata, e, questo fermento, questa voglia di fare forse le ritroviamo così amplificate per l’ultima volta a livello storico. Mi sono piaciute le citazioni anni Novanta: Mtv. “The Real world”, la musica, immaginare il contesto del periodo.

    Però.

    Sinceramente alla fine, dopo aver letto l’ultima pagina, il libro mi ha lasciato un senso di insoddisfazione, un’antipatia effettiva per l’ego eccessivo di chi scrive (al di là dello stile, come ho già detto interessante) e dopo un pò, non l’ho più tollerato. In definitiva, non mi aspettavo di finirlo con così grande stanchezza. Troppo. Parere personale, ovviamente.

    ha scritto il 

  • 4

    IL SENSO DELLE COSE

    Gran bel libro. Di non facile lettura e molto, come dire, introspettivo, intimista. L'inizio è fulminante. Si parte dalla morte della amatissima madre per planare, poco tempo dopo, a quella del meno a ...continua

    Gran bel libro. Di non facile lettura e molto, come dire, introspettivo, intimista. L'inizio è fulminante. Si parte dalla morte della amatissima madre per planare, poco tempo dopo, a quella del meno amato padre. Il resto è una lunga fuga in avanti, dalla fredda Chicago alla rutilante San Francisco, alla ricerca di un posto dove vivere insieme al fratello più piccolo. Intorno una ridda di personaggi improbabili e decadenti, immersi in una quotidianità fatta di continui sogni ad occhi aperti e circondata da un'apparente, mellifluo, benessere.
    Sullo sfondo, il cuore tragico di tutta la vicenda: il ricordo della morte della amatissima madre. Il dolore, il sangue, la malattia, il respiro sempre più debole, le corse in ambulanza. Ma soprattutto la tenerezza, i sorrisi, le parole, le cose dette e quelle non dette, quello che si sarebbe potuto fare e quello che non si è fatto. Fino all'epilogo, il ritorno a casa alla ricerca dei corpi e delle ceneri, il riappropriarsi della memoria. Un viaggio nei luoghi di quella memoria e di quei luoghi che custodiscono, gelosi, l'immagine di lei. E alla fine del viaggio, un rito commemorativo che sa di liberazione e di espiazione. Di riconciliazione. Ciò che rimane, dentro, è solo il vorticare incessante delle parole e delle azioni, alla ricerca, l'ultima, di un senso e del senso ultimo di tutte le cose.

    ha scritto il 

  • 3

    che dire

    Lo stile di Eggers è una buona miscela di sfrontatezza e studio, però Wallace è altro pianeta. Ho come l'impressione che l'autore si specchi troppo nello stile senza affrontare il vero vuoto di trama ...continua

    Lo stile di Eggers è una buona miscela di sfrontatezza e studio, però Wallace è altro pianeta. Ho come l'impressione che l'autore si specchi troppo nello stile senza affrontare il vero vuoto di trama che avvolge questo libro. Sarò anche all'antica, ma per me ci deve essere una trama. Voglio movimento e personaggi con una direzione, personaggi con uno struggimento interiore che cambiano.
    Quì c'è un racconto in prima persona con alcune trovate geniali e tanta carta sprecata.

    ha scritto il 

  • 1

    Un brodo allungato di falsa ironia

    Darei una stella e mezza, se possibile.
    Il romanzo è - narrativamente - logorroico, ridondante fino all'imbecillità assoluta. La "grande scrittura" non si vede proprio dove sia. La storia, incluse le ...continua

    Darei una stella e mezza, se possibile.
    Il romanzo è - narrativamente - logorroico, ridondante fino all'imbecillità assoluta. La "grande scrittura" non si vede proprio dove sia. La storia, incluse le due o tre riflessioni sulla midclass americana - uniche note almeno curiose - poteva stare agevolmente in 140 pagine anziché in 400 e passa. Il protagonista narratore è insopportabile; si crogiola in pose narcisistiche falsamente autoironiche nell'intento detto e ridetto e straripetuto di farci capire che di pose, appunto si tratta. Pagina dopo pagina il buon Eggers si rivela qual è : un noioso americano medio, ultraconservatore e borghesuccio con la pretesa - benché disordinatamente rinnegata, ché tutto fa il brodo del libro - che proprio la mediocrità di un giovane sia sempre, per forza, originale. Il tema ricorrente del libro, segreto ma fin troppo scoperto, è la televisione e in particolare il reality, astro nascente dei network americani di fine millennio.; il guardare e soprattutto l'essere guardati di una generazione cresciuta a furia di sceneggiati televisivi.
    Nel complesso il libro trasuda falsità a ogni piè sospinto: non c'è un solo episodio che sembri genuino, anche se l'autore garantisce che è tutto genuino... ma forse proprio per questo suona falso (e comunque la genericità di tanti degli episodi narrati, lascia più di un dubbio sul fatto che siano realmente accaduti) Una fatica matta per finirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un nuovo classico

    Mi è piaciuto molto. Un libro molto personale e autobiografico, vista la vicenda dell'autore, e al tempo stesso in grado di toccare le vite di tutti. Una buona lettura, in particolare per chi va verso ...continua

    Mi è piaciuto molto. Un libro molto personale e autobiografico, vista la vicenda dell'autore, e al tempo stesso in grado di toccare le vite di tutti. Una buona lettura, in particolare per chi va verso i 30 anni. Lo stile, poi, lo trovo per molti versi una moderna evoluzione di Joyce e Salinger.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono molteplici e svariati, i motivi per cui arriviamo a dire che “un libro ci è piaciuto.”
    Lo stile di scrittura, la capacità dell’autore di mantenerci in equilibrio tra andamento lineare e climax, ...continua

    Sono molteplici e svariati, i motivi per cui arriviamo a dire che “un libro ci è piaciuto.”
    Lo stile di scrittura, la capacità dell’autore di mantenerci in equilibrio tra andamento lineare e climax, l’intreccio particolarmente avvincente, che ci inchioda alla pagina, la risposta a domande cui non abbiamo ancora trovato risposta, ecc. ma noi serial lettori, che finiamo i libri pregustando l’inizio del successivo, non scegliamo le nostre letture nella ricerca di uno dei motivi succitati ma nella speranza che avvenga il Miracolo.
    Aprire un libro e scoprire che ci possiamo identificare nei personaggi e nelle situazioni descritte, magari nel momento in cui stai facendo un bilancio della tua vita e ti domandi come sia stato possibile che tu abbia avuto una vita tanto travagliata, al punto che a 17 anni , già pensavi (del tutto erroneamente) di aver pagato il 95% del tuo debito di tragedia, e nonostante tutto sia diventata una persona allegra, responsabile, amante della vita, per non dilungarmi in aggettivi auto referenziati e di cui, tutto sommato, sei soddisfatta.
    Il Libro che ha generato il miracolo è L’Opera Struggente di un Formidabile Genio, di Dave Eggers
    Si tratta di un romanzo autobiografico, opera prima, pubblicato nel 2000, Eggers aveva30 anni.
    A 22 il nostro vive in un sobborgo di Chicago, ha perso i genitori per cancro a cinque mesi di distanza l’uno dall’altra. Ad affiancarlo durante la difficile malattia dei genitori, la sorella maggiore Beth e solo virtualmente e in parte economicamente il fratello più grande Bill, che vive e lavora a Los Angeles.
    Ogni responsabilità, dopo la perdita dei genitori, dai funerali, alla vendita della casa, al trasloco in California, ma soprattutto la cura e l’educazione del fratellino Toph, di otto anni, sarà di Dave. La sorella studia legge e lavora, il fratello Bill verrà poco citato nel libro: “è un repubblicano” (cit.)
    Dave affronterà questo compito sentendosi ora un genitore 41enne, ora un fratello maggiore, ora un fratello minore, perché la meraviglia di questo rapporto, talvolta surreale , sta nel continuo scambio di ruolo e di età tra i due.
    Ci sono molti modi per affrontare il dolore, la tragedia.
    Si può ingoiare e lasciare che il dolore si metta in circolo con il sangue trasformandolo in rabbia, lasciando che degeneri in odio, verso il mondo intero e verso sé stessi e attribuendo a questo l’alibi dietro cui nascondere errori e fallimenti, lasciandolo defluire, semmai, in sterile lamentazione e autocommiserazione.
    Oppure puoi masticarlo, tenerlo dentro per un po’ e poi sputarlo trasformato in affetto ed è questo ciò che Dave riesce a fare: il racconto della sua vita insieme a Toph, l’elaborazione del lutto per le sue perdite, i sacrifici, i successi e i fallimenti, Eggers le dona al mondo raccontando e teatralizzando e rendendo il tutto in un romanzo (ma soprattutto in una vita) che ha punte di umorismo inaspettate, e che contiene considerazioni profondissime sull’esistenza e il senso della vita.
    Pur essendo esilarante, non si tratta certo di un romanzo comico: è un insieme di storie autobiografiche, impazzite, schifose e divertenti fino al parossismo. Ma attenzione! Poiché sono realmente autobiografiche, queste storie risultano anche strappacuore.
    Non aspettatevi un prodotto di pura comicità: si tratta di Letteratura Seria. Giù il cappello, al cospetto di questa Commedia Umana versione secc. XX / XXI!
    Dave è sostanzialmente un maniaco depressivo, paranoico, che reagisce.
    Guarda l’abisso fino a richiamare il mostro, ma quando questo accorre, giocano a farsi disegni osceni sulla faccia col pennarello indelebile.
    Eggers viene annoverato come scrittore del “realismo isterico”
    “Il realismo isterico, anche chiamato recherché postmodernism o postmodernismo ricercato, è un genere letterario caratterizzato da lunghezza cronica, personaggi maniacali e frequenti digressioni su argomenti secondari rispetto alla storia”
    Dal mio modesto punto di vista, ho vissuto il romanzo come un incontro tra amici, quei momenti sublimi in cui incontri qualcuno con cui vai in sintonia e si decide di raccontarsi le proprie storie, con l’aiuto di qualche birra e magari di una canna nei punti più dolorosi e difficili.
    … siamo bizzarri, spettacoli, soggetti da talk show.
    … Non sapete che sono legato a tutti voi? Non sapete che sto cercando di pompare sangue dentro di voi, che tutto questo è per voi, e che vi odio tutti quanti, tutti voi, figli di puttana…

    ha scritto il 

  • 4

    Che stile

    Come scrive DFWallace in copertina “Grande,grande scrittura”. La storia lascia un po’ a desiderare ma Eggers scrive proprio bene, il romanzo è una specie di flusso di pensieri quindi ti capita di pass ...continua

    Come scrive DFWallace in copertina “Grande,grande scrittura”. La storia lascia un po’ a desiderare ma Eggers scrive proprio bene, il romanzo è una specie di flusso di pensieri quindi ti capita di passare da Eggers che ti racconta una storia, a lui che dialoga con uno dei personaggi della storia, a lui che dialoga con sé stesso su come e perché abbia inserito determinati personaggi o scene nel racconto stesso. In pratica lui si sposta continuamente da dentro a fuori il romanzo, a tratti lo vive come protagonista, a tratti ne parla da esterno -spesso con altri personaggi del romanzo che, in quei momenti, non fungono da personaggi bensì da personalità alternative nella mente dello scrittore- ma fa tutto con grande stile, senza annoiare.
    Il vero problema del libro è che l’evento più importante (la morte dei genitori del protagonista) avviene nel primo capitolo e poi, per carità, qualcosa succede, ma non c’è più niente di così forte immenso e catastrofico, anzi Eggers va alla continua ricerca di disgrazie e morte e merda ma ovviamente, la morte della madre resta un evento inarrivabile.
    Come scrive l’autore stesso nella lunghissima e geniale (è veramente geniale) introduzione, dopo pagina duecento la storia si sfilaccia, i pensieri di Eggers sono sempre più fitti e lunghi, e messi un po’ dappertutto rovinano di brutto il corso della storia.
    Per concludere –ho già scritto abbastanza- le prime duecentotrenta pagine sono da quattro stelle sicure, a tratti anche cinque, mentre le ultime centocinquanta sono da tre stelle.
    Quindi gliene do 4 ma sarebbe tre e mezzo.
    Lo consiglio. Per forza. Libro buono, scrittura magnifica

    ha scritto il 

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