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L'opera struggente di un formidabile genio

Di

Editore: A. Mondadori (Strade blu)

3.7
(2796)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 370 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Danese , Tedesco , Francese , Olandese , Spagnolo , Ceco , Portoghese

Isbn-10: 8804488506 | Isbn-13: 9788804488507 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Strazzeri

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un gelido inverno di Chicago, una casetta borghese ai bordi del lago Michigan travolta nel giro di pochi mesi da un duplice, inaccettabile lutto. Dave, ventiduenne, si ritrova da un giorno all'altro a fare da padre e madre al piccolo Toph, di soli otto anni. Il mondo li attende e loro due non hanno nessuna intenzione di farlo aspettare: Dave vende la casa di famiglia, sale in macchina e si dirige insieme al fratello verso il sole della California, trasformando un evento devastante nell'inizio di una nuova vita piena di libertà...
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  • 3

    L'opera verbosa di una penna tendenzialmente divertente

    "L'opera struggente di un formidabile genio" è il lungo tentativo di elaborare un lutto, come qualcuno ha scritto. A me, però, piace più vederlo come lo sforzo "alla Sherazade" di rinviare i propri conti con la morte e, più banalmente, col solo fatto che si invecchia e occorre fare a patti con l' ...continua

    "L'opera struggente di un formidabile genio" è il lungo tentativo di elaborare un lutto, come qualcuno ha scritto. A me, però, piace più vederlo come lo sforzo "alla Sherazade" di rinviare i propri conti con la morte e, più banalmente, col solo fatto che si invecchia e occorre fare a patti con l'obbligo di crescere e maturare.

    Così si può motivare il modo che ha Eggers di procedere per accumulo, affastellando aneddoti personali a profusione. Il rischio, in cui l'autore si tuffa senza remore e quasi in modo compiaciuto, è quello di perdersi, perché la narrazione ne esce sfilacciata e appesantitaa.

    Non mancano i momenti divertenti, anzi. Ma già dall'introduzione si capisce che si è di fronte a uno scrittore dall'ego smisurato, che avrebbe probabilmente avuto bisogno di un editor severo. Uno scrittore che a fare a patti con la vita - e la morte - alla fine è arrivato. Ma che poteva riuscirci in meno tempo, a vantaggio suo e nostro.

    ha scritto il 

  • 2

    Struggente....ma anche tanto palloso

    Siamo nel campo delle opere alla DFW, prolisse, verbose, autoreferenziali e masturbatorie. Una volta iniziato un simile testo, bisogna rassegnarsi: o si abbandona senza rimpianti, o si va a fondo fino allo spasimo.
    In questo libro si salva la prima parte, drammatica e sì, decisamente strugg ...continua

    Siamo nel campo delle opere alla DFW, prolisse, verbose, autoreferenziali e masturbatorie. Una volta iniziato un simile testo, bisogna rassegnarsi: o si abbandona senza rimpianti, o si va a fondo fino allo spasimo.
    In questo libro si salva la prima parte, drammatica e sì, decisamente struggente. Poi è tutto un parlarsi addosso nel tentativo, peraltro infruttuoso, di elaborare un lutto per troppo tempo rinviato.

    ha scritto il 

  • 0

    fuori tempo massimo

    La commovente storia della sgangherata famiglia di Dave, che si ritrova ad essere, allo stesso tempo, genitore e fratello del piccolo Toph, è il nodo centrale cui si costruisce il romanzo.
    Un romanzo, però, che è invecchiato male. La generazione che vuole raccontare, quella degli albori del ...continua

    La commovente storia della sgangherata famiglia di Dave, che si ritrova ad essere, allo stesso tempo, genitore e fratello del piccolo Toph, è il nodo centrale cui si costruisce il romanzo.
    Un romanzo, però, che è invecchiato male. La generazione che vuole raccontare, quella degli albori della flessibilità creativa che si trasforma presto in precarietà di vita, ora ha circa 40 anni. Improvvisamente, come in un triste gioco di specchi, sembra di guardare le generazioni successive; sembra di guardarci, quindi, come se fossimo già vecchi.
    Non mi è dispiaciuto ma non ho visto l'opera formidabile che molti decantano.

    ha scritto il 

  • 1

    Abbandonato

    Altro libro abbandonato questa estate, non sono stato fortunato nelle scelte. Se lo scrittore si fosse fermato a circa 150 pagine forse tre stelline si sarebbero anche potute dare. Troppo lungo, troppo confuso, troppo.

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato

    Come poche volte mi è capitato, mi appello al terzo diritto del lettore secondo Pennac, e cioè, non finire il libro.
    Dopo un centinaio di pagine cedo all'evidenza che la storia non mi prende per nulla. Trovo fastidioso, a tratti disgustoso, il modo che in cui il narratore racconta la malatt ...continua

    Come poche volte mi è capitato, mi appello al terzo diritto del lettore secondo Pennac, e cioè, non finire il libro.
    Dopo un centinaio di pagine cedo all'evidenza che la storia non mi prende per nulla. Trovo fastidioso, a tratti disgustoso, il modo che in cui il narratore racconta la malattia della madre, quasi si trattasse di un fatto privo di importanza, uno di quelli che non esige tatto e delicatezza.
    Proverò a leggere qualche altro di Eggers, fra un po', ma questo lo abbandono.

    ha scritto il 

  • 2

    Come dice al lettore Eggers stesso nella (infinita) prefazione, fino a pagina 104 le cose vanno abbastanza bene, anche narrativamente parlando. La storia di Dave e Toph mi aveva catturato, ero felice come una Pasqua e pronto a mangiarmi le duecento pagine seguenti. Peccato che da lì in poi L'o ...continua

    Come dice al lettore Eggers stesso nella (infinita) prefazione, fino a pagina 104 le cose vanno abbastanza bene, anche narrativamente parlando. La storia di Dave e Toph mi aveva catturato, ero felice come una Pasqua e pronto a mangiarmi le duecento pagine seguenti. Peccato che da lì in poi L'opera struggente di un formidabile genio cessi di essere interessante. Da romanzo autobiografico ben scritto e avvincente si tramuta in un noioso compendio sull'ego dell'autore e sulla sua generazione. Evitabilissimo.

    ha scritto il 

  • 2

    Crudo e leggermente odioso

    Un libro che arriva dritto nello stomaco, in particolare su alcune scene.
    Ha del potenziale, ma è la ridondanza fatta persona e il troppo stroppia.
    Bella l'idea del metà libro, per cui ogni pagina (anche l'interno di copertina) è una parte integrante del libro, e bella la storia che d ...continua

    Un libro che arriva dritto nello stomaco, in particolare su alcune scene.
    Ha del potenziale, ma è la ridondanza fatta persona e il troppo stroppia.
    Bella l'idea del metà libro, per cui ogni pagina (anche l'interno di copertina) è una parte integrante del libro, e bella la storia che due orfani se la cavino ma dopo un po' risulta banale e un po' come dire fastidioso.
    Il protagonista ricco e fico perde i genitori in maniera tragica, quindi vince una borsa di studio e alleva il fratellino e la sorella in un campus californiano ed è tutto wow bellissimo dopo che prima è andato tutto buuu bruttissimo. Ed è tutto scritto in questo modo. Dopo un po'.. Bleah!

    ha scritto il 

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