L'ora d'italiano

Scuola e materie umanistiche

Di

Editore: Laterza

3.8
(15)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 134 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8842059943 | Isbn-13: 9788842059943 | Data di pubblicazione: 

Genere: Educazione & Insegnamento

Ti piace L'ora d'italiano?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Sappiamo ancora parlare la nostra lingua? Se non lo facciamo è responsabilità degli insegnanti o di un cambiamento culturale profondo? Quanto conta ancora l’ora di italiano? L’opinione di un linguista di eccellenza su un tema che riguarda tutti.

Il professore di lettere si trova oggi tra due fuochi. Da un lato le polemiche, di grande risonanza mediatica, sulla scarsa preparazione dei ragazzi non soltanto rispetto all’ortografia e alla sintassi, ma anche sulla padronanza di quel lessico un po’ più alto (velleitario, dirimere, faceto...) che può capitare di incontrare anche solo leggendo l’editoriale di un quotidiano; dall’altro, dopo decenni, il primato umanistico ha subito un complessivo ridimensionamento a favore delle materie scientifiche. L’italiano resta comunque l’asse portante di qualsiasi progetto didattico: sono in gioco la capacità di capire quel che si legge, di articolare un discorso efficace, di imparare il gusto della lettura e di accostarsi al patrimonio dei classici. Alla luce di una lunga esperienza e di una grande sensibilità didattica, Luca Serianni, tra i ‘saggi’ incaricati della supervisione dei nuovi programmi che entreranno in vigore nel settembre 2010, riflette a tutto campo sullo stato dell’italiano a scuola, guardando anche al latino, il tradizionale asse portante della cultura umanistica dall’Unità a oggi. Non si tratta di mettere sotto accusa qualcuno, men che meno gli insegnanti alle prese con un lavoro che viene scelto quasi sempre per vocazione ma deve fare i conti, oltre che con le ristrettezze di bilancio, con un precario riconoscimento sociale; si tratta di proporre riflessioni e suggerimenti operativi che rendano più efficace l’attività didattica, senza restare, per inerzia o per semplice omaggio alla tradizione, nel solco delle abitudini acquisite.
Ordina per
  • 3

    Qualche idea interessante (soprattutto sull'insegnamento della lingua e sulla grammatica), un po' di aria fritta - un approccio alla letteratura che vuole apparire moderno, ma sa di vecchiume.

    Se son ...continua

    Qualche idea interessante (soprattutto sull'insegnamento della lingua e sulla grammatica), un po' di aria fritta - un approccio alla letteratura che vuole apparire moderno, ma sa di vecchiume.

    Se sono completamente d'accordo nel convenire che insegnare l'amore per la lettura sia un'impresa titanica, penso anche che gli strumenti che abbiamo a disposizione siano davvero efficaci e che rimanere ancorati ai classici sempre e comunque ci farà affondare insieme alla nave (scuola). Oltretutto Serianni quando prova di fornirci giustificazioni per salvare i classici o per salvare il latino risulta davvero poco convincente. Con questo non voglio dire "gettiamo Dante dalla finestra", mai sia, però mentre leggevo i suggerimenti per un'analisi interessante della Divina Commedia - suggerimenti per gli studenti delle scuole superiori - sbuffavo. Ma dai, non scherziamo. Facevo fatica a capire io, alla veneranda età di venticinque anni e con una laurea in lettere alle spalle, quello di cui parlava l'autore, figuriamoci i quindicenni con tutti quegli ormoni e la testa tra le nuvole.

    Smettiamo per un attimo di essere ipocriti, insegniamo (anche) i classici, ma ammettiamo che la passione per la lett(erat)ura i nostri adolescenti non la troveranno leggendo Manzoni, Dante e Tasso. La lingua invecchia, anche per noi del Bel Paese, che peraltro ogni giorno dovremmo dire grazie al buon vecchio Bembo.

    Su su su ... un po' di contemporaneità se no affogo !

    ha scritto il 

  • 0

    oggi ho detto a un'amica che questa cosa
    era pleonastica e lei mi ha guardato come si

    guarda il muro quando si è stanchi, a letto
    prima di chiudere gli occhi

    mi ha fatto sentire molto pleonastico que ...continua

    oggi ho detto a un'amica che questa cosa
    era pleonastica e lei mi ha guardato come si

    guarda il muro quando si è stanchi, a letto
    prima di chiudere gli occhi

    mi ha fatto sentire molto pleonastico questa
    cosa, un pleo-dasein-nastico

    ha scritto il 

  • 5

    Libro gustosissimo!

    All'interno di questo breve ma ottimo saggio sull'insegnamente dell'italiano nelle scuole, c'è anche e naturalmente un capitolo dedicato all'insegnamento del latino, dove finalmente Serianni sfata que ...continua

    All'interno di questo breve ma ottimo saggio sull'insegnamente dell'italiano nelle scuole, c'è anche e naturalmente un capitolo dedicato all'insegnamento del latino, dove finalmente Serianni sfata questo mito passatista del latino come rimedio universale all'ignoranza dell'italiano, almeno nel modo in cui il latino è stato sempre insegnato nelle scuole. Inoltre sono sicuro che la sua condanna della versione vergine latino-italiano, unica prova di verifica in uso nelle scuole, sarà sicuramente sottoscritta da generazioni e generazioni di studenti! Ecco allora che il prof. Serianni, oltre all'italiano. propone anche un'utile e ragionevole riforma dell'insegnamento del latino.
    Per il resto il libro, per chi è interessato all'argomento, è gustosissimo!

    ha scritto il 

  • 5

    Il sempre ottimo Luca Serianni ha raccolto le sue riflessioni sulla scuola italiana (la grammatica, l’ossessione dei libri di latino per la consecutio temporum che, scopro, seguirebbe una a me ignota ...continua

    Il sempre ottimo Luca Serianni ha raccolto le sue riflessioni sulla scuola italiana (la grammatica, l’ossessione dei libri di latino per la consecutio temporum che, scopro, seguirebbe una a me ignota “legge di Reusch“, il senso del leggere i “classici”, la supposta contrapposizione umanistico/scientifico etc. ) in un libretto molto carino...

    (continua qua: http://cheremone.wordpress.com/2013/01/11/si-usa-la-parola-menda/ )

    ha scritto il