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L'ora del diavolo

Di

Editore: Passigli

4.1
(271)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 58 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8836805299 | Isbn-13: 9788836805297 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberto Mulinacci ; Curatore: Teresa Rita Lopes

Disponibile anche come: eBook , Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
È davvero il Diavolo il personaggio che la protagonista incontra di ritorno da un ballo mascherato e che, in un dialogo teso e sconcertante, si presenta non con l'immagine tradizionale del Maligno, ma come il signore dell'immaginazione, della notte, del sogno? E se non è il Diavolo, come mai il figlio che la donna porta in grembo, una volta cresciuto, avrà come sogno ricorrente la stessa visione mostrata alla madre dal misterioso personaggio?
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  • 4

    Interessante dialogo

    Il più delle volte che ci sono dialoghi con il Diavolo risultano essere interessanti.
    L'ora del diavolo è un libro piccino che al suo interno ha un sacco di spunti di riflessione.
    Consigliato!

    ha scritto il 

  • 5

    Lasciatevi tentare...

    Venti pagine alla velocità del sogno.
    Un'endovena di metafisica al chiaro di Luna che ti prepara ad una bellissima vivisezione.
    Alla fine, come Nietzsche prima di te, ti chiederai:
    "Dio non è forse il Diavolo?"

    ha scritto il 

  • 5

    "Mia signora, io sono il Diavolo, sì, sono proprio il Diavolo. Ma non mi tema né si spaventi"
    Come può spaventare questo strano personaggio vestito di rosso, che si presenta come colui che contraria, corrompe ( ma illumina ! ), incarnazione del nulla, oblio di tutti i doveri, musicista sole ...continua

    "Mia signora, io sono il Diavolo, sì, sono proprio il Diavolo. Ma non mi tema né si spaventi"
    Come può spaventare questo strano personaggio vestito di rosso, che si presenta come colui che contraria, corrompe ( ma illumina ! ), incarnazione del nulla, oblio di tutti i doveri, musicista solenne dei silenzi, signore dell'interstizio, dell'intermedio e del sogno ?
    La prossima volta che ammirerò un colore o sarò allegra, mi volterò..chissà, forse potrei avere anche io un'interessante conversazione inesistente !

    ha scritto il 

  • 4

    Pochissime pagine, tantissimi significati!
    In questo libro piccolissimo, Pessoa riesce a fornire numerosi e grandiosi spunti di riflessione, manifestando la sua pura genialità, la sua capacità di esprimere quel che sente ed in pochi vedono, osservando, in assoluta profondità, dentro se ste ...continua

    Pochissime pagine, tantissimi significati!
    In questo libro piccolissimo, Pessoa riesce a fornire numerosi e grandiosi spunti di riflessione, manifestando la sua pura genialità, la sua capacità di esprimere quel che sente ed in pochi vedono, osservando, in assoluta profondità, dentro se stessi ed in tutto il contesto dove viviamo, toccando diversi punti ed affrontando indirettamente degli argomenti che, attraverso il dialogo tra una donna incinta ed il diavolo, spronano il lettore ad immergersi in intensi ragionamenti.

    Voto: 8,5/10

    ha scritto il 

  • 5

    Il vero volto di Lucifero, "lo spirito che contraria".

    “Corrompo, certo, perché faccio immaginare (…)”
    “Ricordiamoci che io sono il Diavolo. Siamo, dunque, diabolici. Quante volte mi ha sognato?”
    “Che io sappia mai” rispose sorridendo Maria, fissandolo con occhi spalancati.
    “Non ha mai pensato al Principe Azzurro, all’Uomo Perfet
    ...continua

    “Corrompo, certo, perché faccio immaginare (…)”
    “Ricordiamoci che io sono il Diavolo. Siamo, dunque, diabolici. Quante volte mi ha sognato?”
    “Che io sappia mai” rispose sorridendo Maria, fissandolo con occhi spalancati.
    “Non ha mai pensato al Principe Azzurro, all’Uomo Perfetto, all’amante inesauribile? Non ha mai sentito accanto a sé, in sogno, qualcuno che la accarezzasse come nessuno l’accarezza, qualcuno che fosse suo come se facesse parte di lui, qualcuno che fosse, al contempo, il padre, il marito, il figlio, in una tripla sensazione che è solo una?”
    "Per quanto non comprenda bene, sì, credo di averci pensato e di averlo sentito. Mi costa un po’ confessarlo, sa?"
    "Ero io, sempre io, che sono il Serpente - è stato il ruolo che mi hanno assegnato - dal principio del mondo. Devo andare a tentare, ma, beninteso, in un senso figurato e frusto, perché non serve tentare utilmente."

    In questo libricino Pessoa ci mostra il diavolo come non lo abbiamo mai conosciuto, come “il maestro lunare di tutti i sogni, il musicista solenne di tutti i silenzi”, le cui armi magiche sono “la musica, il chiaro di luna e i sogni”, oltre all’ironia, le sue migliori creazioni.
    Che non pretende di dire la verità perché non la conosce e perché non serve a nulla.
    “Il negativo assoluto, l’incarnazione del niente, quello che si desidera e non si può ottenere, quello che si sogna perché non può esistere”.
    La notte è il suo regno, il sogno il suo dominio.

    Pessoa ci accompagna in un viaggio alla scoperta quelle due figure complementari che sono Dio e il Diavolo. Complementari come il giorno e la notte, il sole e la luna. Dio - che crea - e quella figura che per Pessoa non è così cattiva come viene dipinta dalla Chiesa. Il diavolo, che è ciò che desideriamo.

    ha scritto il 

  • 4

    il mio primo Pessoa, che non sarà l'ultimo..di "derivazione" ebraica, tanto per non smentirsi rispetto a quello che, nel profondo, mi corrisponde..un racconto che, poeticamente, ti fa come rivalutare o comunque valutare in un modo diverso, a tratti direi quasi "simpatico", l'idea stessa del diavo ...continua

    il mio primo Pessoa, che non sarà l'ultimo..di "derivazione" ebraica, tanto per non smentirsi rispetto a quello che, nel profondo, mi corrisponde..un racconto che, poeticamente, ti fa come rivalutare o comunque valutare in un modo diverso, a tratti direi quasi "simpatico", l'idea stessa del diavolo.."l'anima vive perchè perpetuamente tentata, benchè resista"..

    ha scritto il 

  • 4

    "La verità, però, è che non esisto – né io, né un’altra cosa qualsiasi. Tutto questo universo, e tutti gli altri universi, con i loro diversi creatori e i loro diversi Satana – più o meno perfetti e addestrati – sono dei vuoti dentro il vuoto, dei nulla che girano, satelliti, nell’orbita inutile ...continua

    "La verità, però, è che non esisto – né io, né un’altra cosa qualsiasi. Tutto questo universo, e tutti gli altri universi, con i loro diversi creatori e i loro diversi Satana – più o meno perfetti e addestrati – sono dei vuoti dentro il vuoto, dei nulla che girano, satelliti, nell’orbita inutile di nessuna cosa."
    (pp. 22, 23)

    ha scritto il 

  • 4

    Diavolo di un Pessoa!

    Piccolo frammento di Pessoa, che narra del Diavolo che rapisce una signora borghese, annoiata e incinta, facendole fare sopra il mondo un viaggio senza meta effettiva né proposito utile. Il figlio che darà alla luce sarà poeta, e la forza della sua poesia deriverà proprio da quell'incontro ...continua

    Piccolo frammento di Pessoa, che narra del Diavolo che rapisce una signora borghese, annoiata e incinta, facendole fare sopra il mondo un viaggio senza meta effettiva né proposito utile. Il figlio che darà alla luce sarà poeta, e la forza della sua poesia deriverà proprio da quell'incontro tra sua madre e il Diavolo.
    Volando sulla terra il Diavolo di fatto genera il poeta, discettando in una logica hegeliana ed apparentemente paradossale del suo essere l'altra faccia di Dio, del suo avere come armi magiche la musica, il chiaro di luna e i sogni.
    Il Diavolo di Pessoa è quindi il principio della creatività, è la percezione della necessità dell'arte, allo stesso tempo contrapposto e logica conseguenza della presenza di Dio, cioè della realtà materiale delle cose.
    Infatti il Diavolo dice a un certo punto: Corrompo, certo, perché faccio immaginare. Ma Dio è peggiore - in un senso perlomeno, perché ha creato il corpo corruttibile, che è molto meno estetico. I sogni, almeno, non marciscono. Passano. Meglio così, non è vero?.
    Il testo è di agevole lettura ma di non facile comprensione, e richiede concentrazione. Anche se frammentario, mi ha permesso (considerando che è la prima cosa di Pessoa che ho letto) di avvicinarmi ai temi della poetica di questo grande ed eccentrico autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono particolarmente affezionata alla casa editrice per motivi personali e poi vado pazza per le collane che si attribuiscono appellativi così suggestivi: occasioni. Come se fossero dei veri e propri incontri.
    Una stazione ferroviaria, immaginata, fa da sfondo al dialogo raccontato. Binari, ...continua

    Sono particolarmente affezionata alla casa editrice per motivi personali e poi vado pazza per le collane che si attribuiscono appellativi così suggestivi: occasioni. Come se fossero dei veri e propri incontri.
    Una stazione ferroviaria, immaginata, fa da sfondo al dialogo raccontato. Binari, e treni che si incrociano ognuno diretto alla sua destinazione, ognuno la sua direzione, divergenti.
    La sua filosofia, la sua visione del mondo, sono dichiarate per bocca del diavolo: la molteplicità, la realtà frammentata, la contrapposizione che contraria senza negare, questi sono gli argomenti che hanno disorientato la vita e il pensiero di Pessoa in perenne ricerca di una verità senza eccezioni che resta inattingibile.
    Anche la metafisica – esclusivamente individuale - si assoggetta all'idea dell'inconsistenza dell'assoluto: l'uomo ha al di sopra di sé un dio, il quale a sua volta è l'uomo di un dio superiore e via così, senza fine. In quest'ottica il diavolo è solo una ulteriore divinità, a sé stante, con caratteristiche peculiari. Il diavolo è semplicemente il signore del sogno, della musica, dei chiari di luna e dell'immaginazione, di quel mondo che non è e che si desidera. Una sfera di influenza ampia e potente, ma che non ha niente a che vedere con il mondo fisico, creato, che invece è il regno di dio.
    Il diavolo non è affatto cattivo, anzi, Pessoa lo fa apparire dimesso, spogliandolo del connotato puramente negativo e maligno. L'universo non è un campo di battaglia fra bene e male, fra dio e diavolo, che si rivelano invece complementari, pur se separati, opposti. Se dio ha la funzione di creare, il diavolo ha quella di far sognare. Entrambi sembrano perfino divertirsi a spese della condizione umana di cui per altro non comprendono niente.
    La vita e ciò che desideriamo da essa non coincidono in questa totale mancanza di fine di tutto e noi camminiamo sempre avanti verso dove mai si arriva e dove non c'è dove arrivare. È anche vero però, che di ogni versione insoddisfacente, cruenta e tragica, esiste sempre anche il contrario: il gioco, la finzione, il sogno, da cui trarre piacere. Tutto vive perchè si oppone a qualcosa. Al diavolo tutto si oppone, se lui non esistesse, nulla esisterebbe perchè non ci sarebbe a cosa opporsi.
    É dunque il diavolo il motore di questo mondo che gira nell'orbita inutile di nessuna cosa? Non manca l'ironia in questo breve dialogo, e del resto quale arma migliore per insinuare qualche verità. Verità che però non serve a nulla, ammesso la si conosca.
    Anche la forma frammentata di quest'opera – che segue l'ispirazione altalenante del suo creatore – è l'ulteriore conferma che per Pessoa esistono solo tessere – singoli pezzi mobili – dentro al puzzle che nel loro insieme contribuiscono a formare.

    ha scritto il 

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