L'ora prima dell'alba

Di

Editore: Garzanti

3.3
(38)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 255 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811684005 | Isbn-13: 9788811684008 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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  • 2

    Cosa resterá di queste pagine?

    Mi son chiesta al termine della lettura. E mi son risposta: quasi nulla.
    Non saprei come classificare questo libro: romanzo di formazione? Di avventura? Memoir? Diario di bordo?
    Tanti personaggi (il p ...continua

    Mi son chiesta al termine della lettura. E mi son risposta: quasi nulla.
    Non saprei come classificare questo libro: romanzo di formazione? Di avventura? Memoir? Diario di bordo?
    Tanti personaggi (il prigioniero presentato all'inizio del romanzo sembrerebbe figura clou, ma poi lo si dimentica, poi ricompare a sprazzi, poi segna addirittura l'epilogo); varie vicende, alcune delle quali mi hanno lasciato parecchio perplessa, (una sopra tutte, quella che vede protagonista un certo Hector malato di idrofobia); qualche flashforward che dovrebbe rappresentare una riflessione introspettiva su "come eravamo e perché eravamo, come siamo diventati e perché siamo diventati così", ma che non mi ha convinto, sembrandomi attaccato simil post-it, che ci vuol niente a togliere; qualche sgranatura nella scrittura, una sintassi al limite dell'anacoluto e, talvolta, espressioni che non centrano l'irrinunciabile - almeno per me - proprietà lessicale.
    Due stelle, perché la sufficienza non puoi non darla; ma non puoi nemmeno fare a meno di pensare che l'aurea mediocritas si traduce per alcuni in vilis mediocritas.

    ha scritto il 

  • 2

    Titolo affascinante...

    ...ma la trama non è il mio genere. Mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente invece il viaggio del protagonista, un undicenne che da Colombo si imbarca per arrivare in Inghilterra, non mi ha catturat ...continua

    ...ma la trama non è il mio genere. Mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente invece il viaggio del protagonista, un undicenne che da Colombo si imbarca per arrivare in Inghilterra, non mi ha catturata. La lettura è abbastanza scorrevole ma non è il mio genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Tre ragazzini in viaggio, da soli, nel meraviglioso mondo di un transatlantico che dalla natia Colombo li porterà in Inghilterra per diventare uomini. Un viaggio di tre settimane in cui i tre preadole ...continua

    Tre ragazzini in viaggio, da soli, nel meraviglioso mondo di un transatlantico che dalla natia Colombo li porterà in Inghilterra per diventare uomini. Un viaggio di tre settimane in cui i tre preadolescenti, diversissimi tra loro, si scambieranno pelle ed esperienze in un autentico rito di passaggio. Uno dei tre è la voce narrante del romanzo, quello che tesse la trama tra il passato del viaggio e il presente, rinnodando destini e ricordi, quello che prova nostalgia intravedendo i fili spezzati di futuri non avverati.
    Dolcissimo e bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un ragazzino in viaggio da solo su un bastimento da Ceylon a Londra,la sua scoperta di un'umanità nuova, i suoi pensieri e le sue avventure.
    Un libro affascinante, anche perchè accompagnamo il protago ...continua

    Un ragazzino in viaggio da solo su un bastimento da Ceylon a Londra,la sua scoperta di un'umanità nuova, i suoi pensieri e le sue avventure.
    Un libro affascinante, anche perchè accompagnamo il protagonista con squarci sulla sua vita adulta e su quella di altri protagonisti.

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura che comincia con toni bassi, quasi tediosi, un ragazzo di undici anni viene imbarcato da Ceylon per raggiungere l'Inghilterra dove incontrerà la madre che non vede da quasi cinque anni, un ...continua

    Una lettura che comincia con toni bassi, quasi tediosi, un ragazzo di undici anni viene imbarcato da Ceylon per raggiungere l'Inghilterra dove incontrerà la madre che non vede da quasi cinque anni, una traversata che durerà ventuno giorni sull' Oronsay . Pian piano si tratteggiano i vari compagni di viaggio, le loro abitudini e come in un diario di bordo ogni episodio viene descritto con tale trasporto che a metà lettura si è come rapiti dalle storie intime infarcite dai flashback di Michael ragazzo e Michael adulto, non è un caso che l'autore abbia dato il suo nome al personaggio principale e che anche lui ad undici anni salpa da Colombo per raggiungere l'Inghilterra, ma L'ora prima dell'alba è una storia di fantasia, una storia che ha la capacità poetica di rendere reale l'idea di come col tempo le cose che si danno per scontate finiscono ad assumere dimensioni e pesi differenti, fino a svelare con malinconia cosa si nascondeva dietro a un prigioniero che veniva concessa l'ora d'aria prioprio l'ora prima dell'alba.

    "Cè una storia che è sempre avanti a noi. Una storia che quasi non esiste. Solo gradualmente ci attacchiamo a leie la nutriamo."

    ha scritto il 

  • 3

    it is not down on any map; true places never are

    Michael Ondaatje nasce a Colombo nel 1943 e ha undici anni quando, nel 1954, affronta il viaggio con cui abbandona Ceylon per l’Inghilterra.
    L’incanto di quegli anni tropicali troverà sempre un modo p ...continua

    Michael Ondaatje nasce a Colombo nel 1943 e ha undici anni quando, nel 1954, affronta il viaggio con cui abbandona Ceylon per l’Inghilterra.
    L’incanto di quegli anni tropicali troverà sempre un modo per emergere nella sua narrativa, fino a cristallizzarsi nel memoir dedicato alla propria bizzarra compagine familiare, ‘Aria di famiglia’. C’è sempre un indizio di India nella sua scrittura, e il tratto distintivo della sua giovinezza torna ancora una volta in questa sua ultima pubblicazione. Ecco perché è naturale per il lettore domandarsi quanto provocatorio l’autore voglia essere precisando che ‘pur assumendo a tratti le tinte e le ubicazioni del libro di memorie e dell’autobiografia, L’ora prima dell’alba è un’opera di fantasia’.
    Solo dopo svariati capitoli scopriamo che il nome dell’undicenne protagonista, passeggero per tre settimane sulla nave di linea Oronsay, è Michael. Al suo primo viaggio da solo, il ragazzo ha l’unica certezza del suo bagaglio: inconsapevole del microcosmo che la nave rappresenta, non è certo neanche di ciò (o di chi) lo aspetterà al suo arrivo a Tilbury. ‘Non erano tanto [...] le dimensioni del viaggio a preoccuparmi, quanto il dettaglio di come avrebbe fatto mia madre a sapere esattamente quando sarei arrivato in quell’altro paese. E se sarebbe davvero stata là.’.
    A bordo di una nave, il tavolo peggiore della sala da pranzo viene chiamato ‘il tavolo del gatto’ – nomignolo e titolo che purtroppo, con una scelta infelice, la Garzanti ha preferito non far apparire in copertina. Situato nel punto più distante dal Captain’s Table, il Cat’s table è la posizione meno privilegiata per un passeggero, ma la più interessante per un lettore e, di certo, la più stimolante per Michael. Circondato da una serie di personaggi stravaganti e misteriosi, il ragazzo riceverà da ognuno di loro un tipo di educazione molto diversa da quella tradizionale, arrivando così a condensare in ventuno giorni esperienze che impiegheranno venti anni per essere completamente comprese e accettate. Accanto a lui gli amici (e commensali) Cassius e Ramadhin, con i quali sperimenterà il terreno insolito fornito dall’Oronsay dove i genitori sonnecchiano nei ponti più inaccessibili, e l’occasione del proibito sembra offrirsi spudoratamente.
    Michael “Mynah” attraverserà così di volta in volta le tappe del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, fino allo scioglimento finale. La costruzione stessa del romanzo ci permette, grazie ai vari flashback e flashforward, di avere una visione ampia della storia, ma mai completa. Ondaatje ha fatto un cavallo di battaglia della capacità di sfumare i contorni e i destini dei suoi personaggi, lasciando al lettore il potere di scegliere quali conclusioni immaginare. Ancora una volta, inoltre, l’autore decide di dare una valenza fortemente simbolica al paesaggio che fa da sfondo alla vicenda; se nel romanzo che gli valse il Booker Prize, Il paziente inglese, è il deserto a rappresentare l’aspirazione alla perdita dell’identità provata dai protagonisti, in L’ora prima dell’alba l’oceano diventa metafora di un carattere ancora in progress, di una vita completamente aperta ai cambiamenti suggeriti dal mare aperto.

    Intimo e disincantato, il punto di vista offerto dal tavolo del gatto ci permette di guardare con irriverenza tanto alla società europea, quanto alla borghesia ceylonese, fornendoci un approccio più fresco con cui ripensare alle ossessioni narrative di Ondaatje. Identità e memoria, realtà e immaginazione, passato e presente trovano a bordo della Oronsay una dimensione più leggera e limpida rispetto alle sue opere precedenti, ma non per questo meno significativa; lasciando a lettura terminata la stessa sensazione provata alla conclusione di un viaggio – stanchezza, rimpianto e un pizzico di riconoscenza.

    ha scritto il 

  • 0

    non mi è piaciuto moltissimo..... mi aspettavo un romanzo ricco di stati d'animo ed emozioni..... parole scritte dallo stomaco cariche di gioia, felicità e dolore. Invece sembra una cronaca dettagliat ...continua

    non mi è piaciuto moltissimo..... mi aspettavo un romanzo ricco di stati d'animo ed emozioni..... parole scritte dallo stomaco cariche di gioia, felicità e dolore. Invece sembra una cronaca dettagliata di un viaggio in nave di un adolescente e nient'altro di più.

    ha scritto il 

  • 0

    Dopo il grande successo de “Il paziente inglese”, che ha ispirato il film diretto da Anthony Minghella vincitore di ben 9 premi Oscar, con questo romanzo Michael Ondaatje si riconferma come uno dei mi ...continua

    Dopo il grande successo de “Il paziente inglese”, che ha ispirato il film diretto da Anthony Minghella vincitore di ben 9 premi Oscar, con questo romanzo Michael Ondaatje si riconferma come uno dei migliori autori contemporanei. L’ora prima dell’alba è un’opera vibrante che dipinge, con i tratti vividi e sgargianti ma anche imprecisi e nebulosi tipici della giovinezza, il ritratto del polimorfo gruppo di passeggeri che, con le proprie vicissitudini, ha caratterizzato la navigazione sulla Oronsay.

    Nonostante i toni autobiografici, l’autore precisa trattarsi di un’opera di fantasia, in cui personaggi e ambientazioni non trovano alcun riscontro con la realtà. E’ però impossibile non immaginarsi il giovane ed ingenuo Michael senza sovrapporlo mentalmente all’immagine dell’autore. Durante il viaggio che lo riporterà tra le braccia della madre per cominciare una nuova vita in Inghilterra, Michael incontrerà e approfondirà la conoscenza con l’eccentrico gruppo di passeggeri che compongono il tavolo del gatto, la tavolata più distante da quella del capitano della nave e, di conseguenza, meno prestigiosa. Notare che il titolo originale, “The cat’s table” (il tavolo del gatto), rappresenta sicuramente meglio il romanzo di quello che è stato scelto come titolo per l’edizione italiana. Infatti, sono proprio le vicende che coinvolgono i commensali del tavolo del gatto ad essere le più interessanti e importanti di tutto il viaggio, nonostante la posizione di poco conto

    Continua su: http://www.diariodipensieripersi.com/2012/02/recensione-lora-prima-dellalba-di.html

    ha scritto il 

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