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L'orma del califfo

Di

Editore: TEA

3.7
(759)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 415 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8878191701 | Isbn-13: 9788878191709 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Castino

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    7/10

    Tra i libri che ho letto di Wilbur Smith si piazza in un valore intermedio. Gli elementi sono sempre gli stessi, sia negativi che positivi perciò non starò a ripetermi e indicherò invece le poche differenze. Prima di tutto salta all'occhio una differenza stilistica: molte meno descrizioni e ripet ...continua

    Tra i libri che ho letto di Wilbur Smith si piazza in un valore intermedio. Gli elementi sono sempre gli stessi, sia negativi che positivi perciò non starò a ripetermi e indicherò invece le poche differenze. Prima di tutto salta all'occhio una differenza stilistica: molte meno descrizioni e ripetizioni inutile e racconto più "svelto" dei fatti, anche se da metà in poi lo stile torna quello di sempre (si era accorto che veniva troppo corto per i suoi standard?).
    Secondariamente la trama che rispetto ai libri che ho letto precedentemente è più basata su thriller/azione rispetto al genere "avventura". E terzo elemento collegato direttamente al secondo: ci sono colpi di scena vari che di solito mancano negli altri libri impostati più linearmente.
    Il libro in se è un buon libro da "sotto l'ombrellone" ma sinceramente non mi sentirei di consigliarlo in particolare a nessuno. Questo perchè non è nè carne nè pesce, come thriller è abbastanza scadente (anche perchè non è il genere dell'autore), come avventura pure perchè non è impostato come tale, come denuncia politica idem perchè le tematiche toccate sono tante ma non vengono minimamente approfondite e come libro di Smith neppure perchè nell'incipit non sembra nemmeno lui e, comunque, ne ha scritti di migliori.

    ha scritto il 

  • 5

    sorprendente la trama sullo spionaggio. la febbrile caccia al fantomatico califfo re incontrastato dei terroristi. si può leggere tra le righe e vedere come è attuabile ai giorni nostri... chi è il vero califfo?

    ha scritto il 

  • 0

    Questo è trai romanzi di Smith, uno dei più lenti e noiosi. Inutile anche. E' un ripetersi di clichè e stereotipi, un eroe bello e immortale, un' eroina multimiliardaria bella come una favola e al centro degli intrighi, un nemico mondiale sfuggente come una anguilla, tradimenti, amicizie, soldi, ...continua

    Questo è trai romanzi di Smith, uno dei più lenti e noiosi. Inutile anche. E' un ripetersi di clichè e stereotipi, un eroe bello e immortale, un' eroina multimiliardaria bella come una favola e al centro degli intrighi, un nemico mondiale sfuggente come una anguilla, tradimenti, amicizie, soldi, alta società.
    Decisamente ben lontano dalle atmosfere rozze e realistiche del ciclo dei Courtney. Non lo consiglierei mai a nessuno, a meno che non auguri a qualcuno di rompersi il cazzo.

    ha scritto il 

  • 3

    O l’orma di Seagalmunde

    Se fosse un film sarebbe un incrocio fra un Steven Seagal alle prese con i soliti terroristi dirottatori e una Rosamunde Pichler con le sue storie d'amore smielose. Non è un brutto romanzo ma lascia poca memoria di sè. C'è invece una cosa curiosa che ho appreso, non la conoscevo. Alle Seychelles ...continua

    Se fosse un film sarebbe un incrocio fra un Steven Seagal alle prese con i soliti terroristi dirottatori e una Rosamunde Pichler con le sue storie d'amore smielose. Non è un brutto romanzo ma lascia poca memoria di sè. C'è invece una cosa curiosa che ho appreso, non la conoscevo. Alle Seychelles esiste un frutto,il coco-de-mar, grande due volte una testa umana. E’ detto la noce dell’amore perché il lato A è l’esatta riproduzione del Monte di Venere, completo di fessura e ciuffo di peli ruvidi e ricci. E il lato B assomiglia a un paio di grosse chiappe.

    voto ☆☆☆

    ha scritto il 

  • 4

    Il miglior Smith, secondo me. Personaggi di spessore, ben tratteggiati e (per una volta) non odiosi. Ovviamente le dinamiche e la fine son banali - come potrebbe essere altrimenti? Ma il libro si lascia leggere con piacere.

    ha scritto il