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L'orologiaio di Everton

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi 477)

3.9
(660)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 166 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8845919846 | Isbn-13: 9788845919848 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Frausin Guarino

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Da quando la moglie se n'è andata, quindici anni e mezzo prima, senza portarsi via il figlio di pochi mesi e lasciandosi dietro solo una vestaglietta di cotonina e la scia del suo profumo, Dave ha vissuto soltanto per Ben. Ogni attimo della sua vita. La notte come il giorno. Il figlio ha sempre detto che sì, era felice. Sulla madre non ha fatto mai troppe domande. Allora perché una notte è andato via, anche lui senza una parola per quel padre ch enon desiderava altro che essergli amico? E perché lui e Lillian, la ragazzina quindicenne che lo ha seguito, hanno ucciso un uomo? Solo quando Ben, dopo il suo arresto, rifiuterà di vedere il padre, Dave comincerà a capire il figlio e il suo disperato bisogno di ribellarsi...
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  • 5

    I libri di Simenon restano sulla pelle. Sarà forse la potenza dei pensieri, dei turbamenti, degli stati d'animo dei personaggi, così normali, veri e attuali da sentirli pienamente nostri? Saranno ...continua

    I libri di Simenon restano sulla pelle. Sarà forse la potenza dei pensieri, dei turbamenti, degli stati d'animo dei personaggi, così normali, veri e attuali da sentirli pienamente nostri? Saranno le ambientazioni e le situazioni descritte così bene che sembra di esserci dentro? Non lo so cos'è, so solo che io ero in quel tribunale a fianco di Dave Galloway, l'orologiaio di Everton.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo Simenon che leggo. Mi ha tenuta incollata alle pagine con la voglia di andare avanti e saperne sempre di più. Libro bello, lettura veloce, coinvolgimento garantito. Alla fine, però, lascia un ...continua

    Primo Simenon che leggo. Mi ha tenuta incollata alle pagine con la voglia di andare avanti e saperne sempre di più. Libro bello, lettura veloce, coinvolgimento garantito. Alla fine, però, lascia un po' d'amaro in bocca e un senso come d'incompiuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Dave ha una vita tranquilla, forse troppo. Ha anche un figlio: Ben. Mai un problema, mai un grattacapo. Da quando sua moglie l'ha abbandonato lasciandolo solo ad accudirlo lui se n'è fatto una ...continua

    Dave ha una vita tranquilla, forse troppo. Ha anche un figlio: Ben. Mai un problema, mai un grattacapo. Da quando sua moglie l'ha abbandonato lasciandolo solo ad accudirlo lui se n'è fatto una ragione ed è andato avanti. Tutto bene? No. Una sera Ben non torna a casa, uccide un passante, ruba un auto anzi due, ruba dei soldi, vuole sposare una sua amica minorenne incinta di lui. E finisce in galera. Forse lo aspetta la pena capitale. E' l'inizio della fine? O forse lo squarcio al velo che impedisce a Dave di intuire la verità?. Ci sono uomini che comandano e altri che subiscono. Ma non è sempre così. Anche chi sta sotto deve dimostrare di esistere. Non lo ha forse fatto il padre di Dave? Non lo ha fatto Dave sposando quella donna - contro il volere di tutti? E non lo sta facendo oggi Ben?. Dave ha una rivelazione. E tutto appare in luce nuova. Ora ha di nuovo suo figlio vicino a sé. Ora la sua vita ha un significato.

    ha scritto il 

  • 4

    Le azioni altrui ci sembrano sempre strane perchè non ne conosciamo i veri motivi

    Inizia in sordina questo splendido romanzo di Simenon, il racconto è così pacato e tranquillo che sembra quasi una novella su Dave Gallaway, quarantenne orologiaio, padre single dell’adolescente ...continua

    Inizia in sordina questo splendido romanzo di Simenon, il racconto è così pacato e tranquillo che sembra quasi una novella su Dave Gallaway, quarantenne orologiaio, padre single dell’adolescente Ben, uomo tranquillo, abitudinario, che passa la sua vita tra casa, figlio, a cui dedica tutto il suo essere, lavoro e, al sabato, la serata tranquilla a casa dell’amico Musak a giocare e bere. Ma mano mano che si prosegue nella lettura, così come gli eventi scardinaneranno la tranquilla vita di Dave (suo figlio non rientra a casa), così cambia lo stile di Simenon, diventa graffiante, incalzante, crudo, freddo e lucido nella descrizione dei fatti quanto devastante nell'esaminare lo stato d’animo del povero Dave. Le emozioni che lo attraversano nel momento in cui capisce che suo figlio è scappato e poi, in un secondo momento, quando apprende che è fuggito con la giovane Lilian e sono ricercati dalla polizia, mi hanno fatto sbandare, il continuo cercare giustificazioni per questo ragazzo che alla fine si rende conto di non conoscere o conoscere troppo bene fa veramente mancare il respiro. Ancora una volta Simenon mi tramortisce e mi lascia senza parole. p.s. stupita inizialmente dall'ambientazione americana!

    Capita che in sogno ci si trovi improvvisamente davanti a un paesaggio strano e familiare allo stesso tempo, angoscioso come un precipizio. Non vi è niente che assomigli a ciò che si è conosciuto nella vita reale, eppure si sente qualcosa destarsi nella memoria, si ha quasi la certezza di essere già passati di là, di esserci forse vissuti in un sogno precedente o in una vita anteriore. Anche Dave Galloway aveva già vissuto, una volta, il momento che stava vivendo adesso, con il corpo e lo spirito invasi dalla stessa sensazione di collasso totale e lo stesso vuoto intorno; anche allora si era lasciato cadere nella stessa poltrona verde, davanti al divano coordinato che anni prima lui e sua moglie avevano comprato a credito in un negozio di Hartford, con i due tavolini bassi, le due sedie e la mensola per la radio, perché all'epoca non c'era ancora la televisione.

    ha scritto il 

  • 3

    Dave Galloway è un uomo mite e remissivo, un orologiaio di provincia che vive solo assieme al figlio sedicenne dopo essere stato abbandonato dalla moglie quando il bambino aveva solo sei mesi. La ...continua

    Dave Galloway è un uomo mite e remissivo, un orologiaio di provincia che vive solo assieme al figlio sedicenne dopo essere stato abbandonato dalla moglie quando il bambino aveva solo sei mesi. La sua esistenza grigia e metodica, rigidamente costruita in base ai propri limiti, viene sconvolta all’improvviso quando il figlio Ben fugge insieme alla sua fidanzata bambina ed uccide un uomo per rubargli la macchina.

    Tutto il libro ruota lentamente attorno a Dave ed alle sue domande senza risposta sulla propria vita, su quella di un padre che aveva sempre chinato la testa e su quella di un figlio che credeva di conoscere. Quando tutto il fango si è depositato sul fondo e l’acqua è tornata limpida Dave finalmente intuisce come in Ben sia emersa alla luce del sole la rabbia repressa di generazioni di sconfitti, l’insubordinazione atavica ad intere vite fatte di impotenza e frustrazione. Alcuni riescono a soffocare la ribellione per tutta la vita. Altri lasciano che esploda.

    Un altro dei borghesi piccoli piccoli di Simenon (qui alle prese con un’inconsueta ambientazione americana) che vive al riparo in una bolla di sogno finché il mondo non gli esplode in faccia.

    ha scritto il 

  • 4

    Quanto può l'amore di un padre...?

    Adoro Simenon è questo è un dato di fatto. Questo romanzo mi ha tenuto letteralmente incollata alla storia che ruota tutto sulla vita di questo piccolo orologiaio. Supefacente il modo in cui ...continua

    Adoro Simenon è questo è un dato di fatto. Questo romanzo mi ha tenuto letteralmente incollata alla storia che ruota tutto sulla vita di questo piccolo orologiaio. Supefacente il modo in cui Simenon tratta argomenti così delicati. Sembra leggendo il libro che non sei un lettore ma piuttosto sei un personaggio facente parte del romanzo. Eccezionale specie il finale.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono stata molto colpita da questo libro. Ti avvicini a "lui" ed inizi a leggerlo e mormori: è sempre la solita storia un uomo e una donna, un padre e un figlio questa volta. Ti avventuri nella ...continua

    Sono stata molto colpita da questo libro. Ti avvicini a "lui" ed inizi a leggerlo e mormori: è sempre la solita storia un uomo e una donna, un padre e un figlio questa volta. Ti avventuri nella lettura e dici ci siamo, il solito giallo. E la tensione cresce e non sai dove ti porterà...che idiota quel padre, ma come si fa ad essere così, comportarsi in questo modo con un figlio che meriterebbe solo un ceffone e mentre continui a leggerlo ti convinci sempre di più di quanto Simenon sia bravo nell'analizzare questo rapporto, da un padre che concede tutto non ci si poteva aspettare altro, suo figlio non ne è che la conseguenza..allora si incominciano a trovare mille spiegazioni poiché ci piace pensare che tutto avvenga secondo un principio di causa ed effetto e il geniale Simenon, perché questa volta l'ho trovato geniale, delude le aspettative, penso più o meno di tutti e conclude: "Spesso girando per casa, o nel negozio, e perfino per strada, Dave parlava sottovoce con suo padre, con suo figlio che lo accompagnavano dovunque. E presto avrebbe parlato anche con il nipotino, per rivelargli il segreto degli uomini"

    Niente può aiutarci a capire come siamo

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine. Credo che tutto il libro sia incentrato sul padre, e non sul figlio Ben da cui si è scatenata la vicenda, il processo a Ben non era ...continua

    Questo libro mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine. Credo che tutto il libro sia incentrato sul padre, e non sul figlio Ben da cui si è scatenata la vicenda, il processo a Ben non era altri che il processo a Gallowey stesso, un processo che lui non ha mai subito, ma doveroso di dover scontare. Non rinnega il figlio, capisce, a suo modo, cosa a portato Ben a farlo, cosa ha portato suo figlio a ribellarsi anche senza nessun motivo apparente. E lo sostiene come solo un padre potrebbe fare.

    ha scritto il 

  • 5

    Getaway!

    L'ambientazione americana del magnifico "L'orologiaio di Everton" nulla toglie alla sapiente analisi psicologica e alla scrittura di Simenon. L'orologiaio è Dave Galloway, padre single del sedicenne ...continua

    L'ambientazione americana del magnifico "L'orologiaio di Everton" nulla toglie alla sapiente analisi psicologica e alla scrittura di Simenon. L'orologiaio è Dave Galloway, padre single del sedicenne Ben. Al figlio, abbandonato dalla madre quando il piccolo aveva sei mesi, Dave ha dedicato ogni ora della propria esistenza. Il rapporto fra i due è di rispettosa distanza: Dave ama così totalmente il figlio, fino a crescerlo senza mai interferire, disturbare, porre quelle domande che tutti i genitori pongono ossessivamente ai propri figli. Ben ha buoni risultati a scuola, vive una propria vita sociale con coetanei, nulla da segnalare se non un eccesso di riserbo. Hanno giornate e vite routinarie, Dave e Ben; il lavoro e il sabato sera con l'anziano e burbero amico Musak per Dave, la scuola e uscite con coetanei per Ben. Ed è proprio un sabato sera come tanti, che Dave rientra dopo la partita a "jacquet" con Musak e Ben non è in casa. Nelle ore di attesa successive, la scoperta della fuga del ragazzo, del furto del furgone del padre, della relazione con la giovane figlia dei vicini, anche lei fuggita insieme a Ben. Sarà l'arrivo della polizia, la mattina seguente, a stravolgere la vita di Dave con la rivelazione del fatto criminoso che vede coinvolti i due ragazzi fuggiaschi. La descrizione che Simenon cesella dello stato d'animo incredulo e devastato di Dave è qualcosa che va al di là della semplice bravura narrativa. Un padre che trova giustificazioni a tutti i comportamenti del figlio, addossandosi ogni colpa, trovando ossessivamente modi per comprendere e perdonare qualcosa di enormemente sbagliato. Ho amato Dave Galloway e ho desiderato proteggerlo da tutto e da tutti, così come ho detestato Ben, inconsapevole e crudele figlio, che non ha saputo apprezzare e fare tesoro di un genitore tanto speciale. Musak, l'amico che tutti vorremmo avere, che pochissimi incontrano nella propria vita.

    ha scritto il 

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