L'oscura immensità della morte

Di

Editore: E/O

4.0
(1072)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 177 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8876415629 | Isbn-13: 9788876415623 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nel corso di una rapina, un malvivente prende in ostaggio una donna e il figlio di otto anni e li uccide. L'uomo, Raffaello Beggiato, viene condannato all'ergastolo, mentre il suo complice riesce a fuggire. Il marito della donna assassinata e padre del bambino, Stefano Contin, non si dà pace. Per quindicianni vive con l'ossessione di quella che lui chiama "l'oscura immensità dellamorte". Cambia vita, lascia il lavoro di successo che aveva prima della tragedia e diventa ciabattino in un supermercato, non frequenta più nessuno e va a vivere in uno squallido appartamento di periferia, dove trascorre il tempo a guardare quiz o le foto dei cadaveri dei suoi cari. Ha in mente solo la vendetta e architetta un piano machiavellico per portarla termine...
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  • 4

    Prologo
    1989- una città del nordest
    L'imputato aveva il labbro spaccato, gli occhi pesti, il naso gonfio e rotto con due tamponi emostatici che spuntavano dalle narici e lo costringevano a respirare c ...continua

    Prologo
    1989- una città del nordest
    L'imputato aveva il labbro spaccato, gli occhi pesti, il naso gonfio e rotto con due tamponi emostatici che spuntavano dalle narici e lo costringevano a respirare con la bocca. I due agenti della polizia penitenziaria che lo sorreggevano dovettero aiutarlo a sedersi.Era conciato male. Il giudice, seccato, guardò l'avvocato per cercare di capire se avrebbe tentato di inviare l'interrogatorio. L'alto lo rassicurò alzando le spalle. Il suo cliente aveva ben altri problemi a cui pensare. Il giudice, sollevato, dettò al cancelliere le generalità dei presenti e chiese all'imputato se intendeva sottoporsi all'interrogatorio.

    Inizia con questa scena il romanzo di Massimo Carlotto, che ha avuto anche una rappresentazione teatrale con la regia di Alessandro Gassman: un imputato di un duplice omicidio, che si trova di fronte al magistrato per un interrogatorio che è di pura formalità.
    Perché il delitto è stato particolarmente abbietto, una mamma e il suo figlio uccisi durante la fuga per una rapina di un gioielliere.
    Perché non ci sono dubbi sulla dinamica, spiegazioni, attenuanti: Raffaello Beggiato era strafatto di coca e, in quell'attimo, ha rovinato la vita di tre persone e anche la sua. Non si riesce a provare pena per una persona del genere. Due morti e un padre di famiglia Silvano Contin sprofondato nell'oscura immensità della morte. Dall'altra parte, un complice in fuga e l'altro arrestato. E pestato dalla polizia una volta in commissariato.
    Condanna all'ergastolo, sul fascicolo di Raffaello c'è scritto “fine pena: mai”.

    Passati quindici anni, troviamo i due sopravvissuti alla triste vicenda uno di fronte all'altro: Raffaello e Silvano, le cui vite vengono raccontate in prima persona da loro stessi.
    Raffaello, malato di cancro, passa le sue giornate in carcere scandite da orari e ritmi predefiniti:
    “Domani è martedì. Un giorno del cazzo. Manca ancora troppo al sabato e alla domenica, i migliori in galera. Doccia, colloquio, pasta al forno, fettina, patate e il calcio”.

    Silvano si è allontanato da tutti: dagli amici, dai parenti, dal vecchio lavoro. Il dolore, la solitudine, l'hanno schiacciato in un'esistenza che scorre grigia e monotona quasi come quella di Raffaello. Cibi pronti da scaldare al microonde, vino in cartone, le serate davanti la tv a guardare i quiz.
    Fino all'arrivo della lettera di Raffaello, dove gli viene chiesto perdono: un perdono legato alla richiesta di sospensione della pena per motivi di salute, la cui decisione è a capo di un giudice e di altri esperti.
    Ma che dipende anche dal parere della vittima.
    Vittima e colpevole.
    “Rilessi la lettera di Beggiato. L'assassino, il pezzo di merda, il figlio di puttana chiedeva la mia pietà. Accartocciai le lettere e le gettai nella spazzatura”.

    La lettera di Raffaello ha dietro un piano, per uscire dal carcere e scappar via, coi soldi della rapina ancora in mano a quel complice il cui nome non ha mai voluto fare.
    Ma in questi anni Silvano non solo non è riuscito a ricostruirsi una vita: la sua esistenza si è mutata come fosse in un carcere dove, anziché le pareti di cemento, ci sono le pareti del dolore
    “Il dolore pulsava come quello di una ferita infetta ma mi faceva sentire vivo e mi aiutava a orientarmi nell'oscura immensità della morte”.

    La sua Clara è morta dopo una lunga agonia in ospedale: le sue ultime parole gli sono rimaste scolpite dentro: “Non vedo più nulla, ho paura, ho paura, aiutami, è buio”.
    No, Silvano non può perdonare affatto l'assassino della moglie e del figlio: perché per perdonare bisognerebbe provare ancora dei sentimenti, avere una vita, delle passioni che ti fanno sentire vivo.
    A Silvano sono rimasti i pochi ricordi che tiene chiusi in garage e la voce della moglie, cui chiede ispirazione per le sue scelte. Come una persona malata di mente ..
    Anche Silvano allora escogita un piano per vendicarsi di Raffaello: un piano criminale per far pagare all'assassino e al complice, su cui si è messo sulle tracce, le loro colpe.
    “La mia esistenza era chiusa per sempre dall'oscura immensità della morte. Il mio presente e il mio futuro erano solo tempo trascorso in anticamera in attesa della fine perché non mi era rimasto altro..”
    Da vittima a carnefice, boia, giudice che emetterà una sentenza definitiva e senza appello.
    Il suo sprofondare in questa “oscura immensità”, in questo “buio sempre più profondo” lo porteranno a compiere dei delitti, per cui non proverà alcuna pietà. Per cui rischierà di trovarsi ad un passo dal finire dalla parte sbagliata dalla legge.
    A meno che qualcuno, la persona che meno te la aspetti, non gli dia una seconda possibilità …

    L'oscura immensità della morte racconta, mettendole l'una al fianco dell'altra, due tragedie personali che si fondono: il detenuto che si rende conto di aver sbagliato tutto, che avrebbe potuto vivere una vita diversa solo se .. e quella della vittima, schiacciato dal dolore e incapace di uscirne fuori. Di fronte alla domanda di grazia, presentata dall'avvocato del suo carnefice, la sua reazione è improntata al rancore e al desiderio di vendetta.
    Una storia nerissima, raccontata in modo asciutto, veloce con un ritmo volutamente incalzante, con argomentazioni politicamente scorrette, secondo la mentalità comune, ipocrita e falsa.
    I ladri in galera senza alcuna pietà perché non cambieranno mai.
    In galera a proteggere la vita delle brave persone fuori. Anche quelle che covano il proprio demone dentro.
    Da questo, parte la catena degli eventi di questo romanzo in cui Carlotto riesce a raccontare una storia che si può leggere a più livelli.

    Sulla strumentalizzazione del dolore delle vittime (da parte dei media), specie quelle dei reati “comuni”, come rapine e furti.
    Sulle condizioni ignobili delle carceri italiane, pensate per redimere i carcerati, per renderli alla società migliori di come sono entrati. Luoghi dove invece si inacidisce l'animo, nelle piccole prepotenze quotidiane, nelle piccole ruberie.

    ha scritto il 

  • 4

    "La pietà era un sentimento che faceva parte di un'altra vita, prima che la morte avvolgesse la mia esistenza."

    Spietato, duro, senza speranza. Romanzo in cui la voglia di vendetta e il desiderio di dimenticare un dolore immenso, portano un uomo qualunque a conoscere e a scontrarsi con la parte più crudele d ...continua

    Spietato, duro, senza speranza. Romanzo in cui la voglia di vendetta e il desiderio di dimenticare un dolore immenso, portano un uomo qualunque a conoscere e a scontrarsi con la parte più crudele di se stesso. Triste e indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 3

    E’ un po’ difficile giudicarlo. E’ molto crudo, in alcuni passaggi in modo fastidioso. I ruoli di vittima e carnefice che si confondono annullano l’iniziale empatia per chi in origine è la vittima. Il ...continua

    E’ un po’ difficile giudicarlo. E’ molto crudo, in alcuni passaggi in modo fastidioso. I ruoli di vittima e carnefice che si confondono annullano l’iniziale empatia per chi in origine è la vittima. Il tutto, comunque, è raccontato in modo intenso e non noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    La pietà era un sentimento che faceva parte di un’altra vita, prima che la morte avvolgesse la mia esistenza.

    2013:
    Come dice l’autore stesso nell’antefatto, i temi di questo durissimo romanzo sono la giustizia, la vendetta, il perdono. Il protagonista ha perduto in modo brutale i propri affetti più cari e vi ...continua

    2013:
    Come dice l’autore stesso nell’antefatto, i temi di questo durissimo romanzo sono la giustizia, la vendetta, il perdono. Il protagonista ha perduto in modo brutale i propri affetti più cari e vive per anni il suo dolore, nell’isolamento più assoluto. Un dolore che lo trasformerà in un mostro, una macchina di vendetta spietata, lucida e senza rimorsi. E alla fine nessuno viince. Escono tutti sconfitti: dal dolore, dalla vita…...

    ha scritto il 

  • 3

    vittima e colpevole. Ex commerciante di vini con una bella famiglia felice, distrutto dall'omicidio di moglie e figlio. Tossico, rapinatore commette un duplice omicido e deve scontare l'ergastolo. ...continua

    vittima e colpevole. Ex commerciante di vini con una bella famiglia felice, distrutto dall'omicidio di moglie e figlio. Tossico, rapinatore commette un duplice omicido e deve scontare l'ergastolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso, seppur crudo ed oscuro: uno dei migliori libri che abbia mai letto. Una storia estremamente difficile, un gioco di specchi in cui non è la luce a riflettersi ma un buio profondo che ingh ...continua

    Meraviglioso, seppur crudo ed oscuro: uno dei migliori libri che abbia mai letto. Una storia estremamente difficile, un gioco di specchi in cui non è la luce a riflettersi ma un buio profondo che inghiotte la distinzione fra bene e male, giusto e sbagliato: la vendetta, anche per il più odioso dei crimini, può essere giustizia, può essere redenzione? Fin dove si è giustificati ad arrivare, a spingersi in nome di un dolore subìto ingiustamente per mano di un vile atto criminale?
    La parabola umana, opposta eppure parallela, di vittima, Silvano Contin a cui sono stati strappati moglie e figlio e carnefice, Raffaello Beggiato autore del crimine, ce lo racconta. Personaggi e storia destinati a rimanere a lungo nella memoria e nella coscienza del lettore, narrazione condotta in maniera impeccabile che varia io narrante, in un ping pong, in un intreccio superbo e fatale fra Contin e Beggiato.
    Carlotto spiazza più volte, toglie il fiato letteralmente, tanto che, a volte, proseguire diventa difficile, è necessaria una pausa per respirare, talmente la trama è intensa dal punto di vista emozionale e in cui gli accadimenti si susseguono serrati. Un testo che indaga anche la risposta della società verso chi subisce un atto criminale tremendo, risposta che troppo spesso si incaglia in una commiserazione di circostanza, in una richiesta di pena elevata per il colpevole o, al contrario, nell'incitare al perdono la parte offesa; il tutto senza veramente cercare un'empatia, una vicinanza umana reale.
    Cosa aggiungere, oltre a stra-consigliarlo?! Solo di essere consapevoli, prima di iniziarlo, che sarà una giostra in cui tutto si ribalta rimanendo eppur ribaltabile,un racconto fatto di spigoli vivi che si dipana stritolando certezze morali in un dinamico, amarissimo divenire. Non posso che esser grata a Carlotto per averlo scritto!

    ha scritto il 

  • 4

    Quando una vittima di un duplice omicidio della moglie e del figlio, corroso dal desiderio di vendetta, diventa a sua volta un efferato assassino, adopererà tutti i mezzi perversi immaginati negli a ...continua

    Quando una vittima di un duplice omicidio della moglie e del figlio, corroso dal desiderio di vendetta, diventa a sua volta un efferato assassino, adopererà tutti i mezzi perversi immaginati negli anni di rancore saporoso in cui si era rifugiato per tentare di sopravvivere al dolore.

    ha scritto il 

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