L'ospite

Di

Editore: Ponte delle Grazie - Romanzi

3.4
(512)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 544 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8862200838 | Isbn-13: 9788862200837 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: M. Bartocci

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Hundreds Hall, l'antica dimora di campagna della famiglia Ayres: varcarne i cancelli dopo trent'anni è un momento di grande trepidazione per il dottor Faraday, lui che ancora bambino, nel lontano 1919, ne aveva ammirato con occhi sgranati lo sfarzo e lo splendore. Quel passato, tuttavia, è ormai un vago ricordo: i suoi abitanti - la vedova del Colonnello Ayres e i figli Roderick e Caroline - sono, infatti, impegnati in una disperata battaglia per salvare dalla rovina se stessi e la casa. Ma proprio quest'ultima sembra gettare le ombre più funeste sul futuro: stanze che di colpo diventano trappole, pareti da cui emergono sussurri malevoli e segni inquietanti, un devastante incendio notturno. Chi, o che cosa, c'è dietro questi eventi? Quale mistero grava sul destino degli Ayres? Ma, soprattutto, fino a che punto si spingerà la minaccia? Sarah Waters si confronta con un classico tra i generi letterari, la ghost story, e lo rinnova assottigliando il confine tra sovrannaturale e psicopatologico.
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  • 3

    Parzialmente soddisfatta

    Ho apprezzato lo sforzo dell' autrice di scrivere un romanzo che esuli dai clichè delle case infestate, ma già a metà libro circa mi sono chiesta dove volesse andare a parare.
    La narrazione è scorrevo ...continua

    Ho apprezzato lo sforzo dell' autrice di scrivere un romanzo che esuli dai clichè delle case infestate, ma già a metà libro circa mi sono chiesta dove volesse andare a parare.
    La narrazione è scorrevole ed evocativa di certe atmosfere tipiche delle case nobiliari ma in certi passaggi davvero prolissa.
    Ho trovato i personaggi un pò scialbi e mi sarebbe piaciuta una maggiore introspezione psicologica degli stessi. In realtà la vera protagonista di questo romanzo è questa monumentale casa che a dispetto del trascorrere del tempo, del degrado e dell' incuria cui è sottoposta succhia la vita dei suoi ospiti sfruttandone le loro debolezze e fragilità.
    Il finale, nonostante la sua prevedibilità, sconvolge ed è la parte migliore a mio avviso di questo romanzo nel complesso buono ma non del tutto convincente.

    ha scritto il 

  • 3

    Ogni tanto ci riprovo con le ghost stories, ma finora tutti i tentativi di avvicinarmi a questo genere sono stati poco soddisfacenti.

    In questo caso l’ambientazione sembra perfetta per una ghost-st ...continua

    Ogni tanto ci riprovo con le ghost stories, ma finora tutti i tentativi di avvicinarmi a questo genere sono stati poco soddisfacenti.

    In questo caso l’ambientazione sembra perfetta per una ghost-story: Hundreds Hall, un’antica dimora di campagna che aveva goduto in passato di prestigio ma che al momento dell’avvio del romanzo (nel 1945) è semi diroccata e segnata dagli anni e dall’incuria. Gli abitanti di Hundreds Hall sono una famiglia nobile ormai decadente e alquanto bislacca: la vedova del colonnello Ayres, una donna elegante e raffinata che tenta in tutti i modi, ma invano, di ristabilire quella rispettabilità che aveva caratterizzato la sua famiglia nei decenni passati, la figlia Caroline, eccentrica e mascolina e il figlio Roderick, psicologicamente labile e sofferente di stress post-traumatico causato da un ferimento avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.
    Il dottor Faraday, il narratore della storia, si avvicina casualmente alla famiglia Ayres dopo aver fatto visita a Betty, la giovane cameriera che la signora Ayres si ostina a tenere in casa per dimostrare di appartenere ancora alla nobiltà. Ciò che colpisce il dottor Faraday fin dalla sua prima visita, è lo stato disastroso in cui versa Hundreds Hall. Il medico diventa presto un visitatore assiduo della casa e il confidente di Caroline. Scopre così che la famiglia Ayres non ha più i mezzi per mantenere una villa come Hundreds Hall. La famiglia vive infatti solo in poche stanze prive di riscaldamento. Roderick cerca non senza difficoltà a far fronte alle spese, ma la consapevolezza delle ristrettezze della famiglia mina ancora di più il suo fragile equilibrio mentale.
    Il dottore si rende conto che la salute mentale di Roderick peggiora giorno per giorno: non esce dalla sua stanza ed è preda di visioni. È convinto che la una forza maligna si sia impadronita di Hnndreds Hall e che voglia annientarlo. Quel che è peggio, e Faraday non tarda ad accorgersene, anche gli altri membri della famiglia ne sono convinti: la signora Ayres si rifugia sempre più spesso nel ricordo di un passato felice e nel ricordo della primogenita morta quando era solo una bambina e persino la pragmatica Caroline sembra incline a credere che i misteriosi eventi che si verificano a Hundreds Hall siano opera di una forza oscura.

    Non che succeda granchè a Hundreds Hall: ad ogni pagina ci si aspetta che capiti qualcosa di veramente pauroso, misterioso, oscuro, imperscrutabile e invece, a parte un evento abbastanza significativo, non succede…nulla! La storia è ben scritta, ma a volte è un po’ prolissa o forse dà questa impressione perché si è sempre in attesa che accada qualcosa. Di certo si tratta più di una descrizione della decadenza che colpì le famiglie aristocratiche nel dopoguerra, che una ghost-story. Il dottor Faraday, poi, non ha un grande appeal: è piuttosto scialbo, con poco charme. Ad un certo punto c’è anche una storia d’amore abbastanza strana che già dall’inizio si intuisce come andrà a finire.

    In generale ho l’impressione che nelle ghost stories l’autore impieghi tutti i suoi sforzi per creare la giusta atmosfera di tensione e di paura, a discapito della trama che risulta molto esile. Anche in questo romanzo accade così, ad un certo punto non si capisce quale direzione andrà a prendere la storia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'ospite

    Definito da più parti come un "romanzo gotico", L'ospite (The Little Stranger) di Sarah Waters certo non lo è come collocazione storica, risalendo solo al 2009, ma lo è come atmosfera: un'isolata dimo ...continua

    Definito da più parti come un "romanzo gotico", L'ospite (The Little Stranger) di Sarah Waters certo non lo è come collocazione storica, risalendo solo al 2009, ma lo è come atmosfera: un'isolata dimora di campagna, ormai in decadenza come la stessa famiglia che la abita, che pare nascondere oscuri segreti, oltre che esercitare un sinistro fascino su chi le gravita attorno.

    SPOILER ALERT

    La vicenda viene narrata attraverso gli occhi del dottor Faraday, un semplice medico di campagna di umili origini, che da bambino, in occasione di una festa locale aveva avuto modo di entrare nella casa, rimanendone conquistato.
    Sono passati trent'anni da quel giorno, e la seconda visita di Faraday a Hundreds Hall è per motivi professionali: Betty, la giovane cameriera, arrivata solo da pochi giorni, lamenta forti dolori di stomaco. Faraday non impiega molto per capire che si tratta solo di una messa in scena: una ragazzina in cerca di attenzioni, e con nostalgia di casa; Betty, però, è pronta a giurare che non è solo quello, che c'è davvero qualcosa, qualcosa legato a quella casa e che la spaventa a morte....
    Pian piano Faraday si trova sempre più coinvolto nelle vicende di Hundreds Hall e della famiglia Ayres, forse all'inizio per semplice simpatia umana (la morte della prima figlia, Susan, di soli sette anni, l'incidente di guerra dell'erede maschio Roderick, che lo ha segnato nel corpo e nello spirito, le infinite difficoltà economiche), poi per quello che interpreta come amore nei confronti di Caroline Ayres, ragazza indubbiamente intelligente, modo gentile per non definirla esplicitamente "bruttina".
    Nel frattempo la situazione economica si fa sempre più disastrosa, e Roderick Usher non riesce più a sopportare il peso delle responsabilità, perdendo il lume della ragione. O almeno è quello di cui Faraday è convinto, mentre Roderick parla di un'"infezione" che si aggira per la casa e su cui deve vegliare per proteggere madre e sorella. Alla fine un prostrassimo Roderick viene allontanato da Hundreds Hall per ricevere le cure adeguate, ma l'incubo non è che appena iniziato: la stessa signora Ayres comincia ad avvertire una presenza, forse invocata da lei stessa, mai ripresasi del tutto dopo la morte della prima amatissima figlia, e Caroline si fa sempre più convinta che ci sia una forza sovrannaturale dietro quanto sta avvenendo, responsabile prima di piccoli eventi ma poi di episodi sempre più terrificanti. Faraday cerca di tenere insieme i pezzi, ma senza successo, e la tragedia si compie.

    L'efficacia della narrazione sta nel far coincidere il punto di vista del lettore con quello di un "estraneo", che dovrebbero rimanere obiettivo di fronte alle vicende che coinvolgono Hundreds Hall, ma in realtà finisce per esserne coinvolto sempre più, cambiando profondamente, e costringendo il lettore stesso a prenderne le distanze: il razionale e generoso Faraday, infatti, appare progressivamente piuttosto che innamorato, ossessionato da Caroline, e forse la ragazza non è altro che un surrogato di quello che è il suo vero interesse, ossia Hundreds Hall, la casa che lo stregato da quando era un ragazzino, un little stranger che si aggirava furtivo tra le sue stanze, sperando di non essere scoperto.
    Non è il rifiuto della ragazza ad atterrirlo, quanto piuttosto l'idea di non poter entrare in possesso della Hall, una casa in rovina che certamente non sarebbero mai stati in grado di mantenere, e a cui eppure ostinatamente e irrazionalmente non vuole rinunciare.
    Ciò che gli appare imperdonabile, il vero "tradimento", è che Caroline voglia lasciare Hundreds Hall.
    La casa è furba e sa sfruttare le debolezze di ognuno (il senso di inadeguatezza di Roderick, l'amore della signora Ayres per la piccola Susan, il legame tra Gyp e Caroline), e nel caso di Faraday è la sua ricerca di un luogo a cui appartenere: non si riconosce ormai più nella classe sociale di origine, ma allo stesso tempo quell'aristocrazia di campagna a cui ha sempre aspirato, per quanto in rovina, lo rifiuta, abbarbicata com'è alle superate convenzioni di un tempo. Hundreds Hall è il modo per trovare finalmente il proprio posto, ma alla fine al dottore non resta che aggirarsi ancora una volta solitario tra quelle decadenti stanze.

    L'Ospite è così un thriller sovrannaturale, con venature horror, ma anche un romanzo storico che mette in scena la caduta di un'intera classe sociale, come pure lo smarrimento di un'intera società, costretta a cambiare profondamente dopo lo sconvolgimento del secondo conflitto mondiale.
    Furbescamente i tanti misteri di Hundreds Hall non vengono rivelati, lasciando al lettore la facoltà di interpretare come preferisce i fatti (l'incidente della piccola Gillian, Caroline che dopo la morte ella madre afferma di non poter perdonare di essere stata "usata" contro la propria volontà, Faraday che ha delle visioni - ricordi?- degli ultimi istanti di vita di Caroline, e così via).

    Un romanzo che si legge tutto d'un fiato, nonostante le oltre 500 pagine.

    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello ma non ottimo

    Non mi sento di giudicare questo libro eccezionale, nè tanto meno ottimo, però va benissimo con tre stelline, quindi buono. Credo che l'abbia letto in un momento un pò sbagliato, per i miei eccessivi ...continua

    Non mi sento di giudicare questo libro eccezionale, nè tanto meno ottimo, però va benissimo con tre stelline, quindi buono. Credo che l'abbia letto in un momento un pò sbagliato, per i miei eccessivi impegni, infatti ho impiegato quasi un mese, cosa che mi capita raramente, di solito sono molto veloce a leggere, ma non so bene perchè, non riuscivo ad ingranare con la lettura. Credo che il motivo sia legato al fatto che ogni capitolo è eccessivamente lungo, cosa che non amo particolarmente e le descrizioni troppo dettagliate, il che da un lato apprezzo, ma personalmente non amo eccessivamente e questo ha rallentato troppo la lettura arrivando a risultarmi noiosa in alcuni punti, anche perchè attendevo i momenti cruciali, rispetto alla trama, pensando che fossero il nucleo della storia. Invece, questi momenti sono giunti quasi a fine libro e sono stati proprio gli ultimi capitoli che ho apprezzato di più e che, di impegno, ho letto consecutivamente. La storia, comunque, mi è piaciuta, cosi come le ambientazioni, i racconti dettagliati degli eventi finali mi sono piaciuti particolarmente e in alcuni punti mi hanno un pò inquietata. Mi aspettavo però, dai commenti che avevo letto, che queste sensazioni, che mi aspettavo di provare, fossero maggiori e soprattutto riguardassero almeno più della metà del libro, invece interessano la parte finale. Il finale mi ha lasciata un pò stordita, non c'è esattamente un finale, è aperto a diverse interpretazioni, per chi è più razionale la spiegazione è legata a fatti puramente immaginari, per chi crede nei fantasmi la spiegazione è legata proprio a questi. Io personalmente temo di non essermi goduta in maniera adeguata la storia, cogliendo tutti i dettagli e le sfumature dei racconti, per cui non mi sento di abbracciare un'interpretazione piuttosto che un'altra, per cui mi limito a considerare il finale aperto, così come l'autrice lo ha lasciato.

    ha scritto il 

  • 3

    Mmh

    Altissime aspettative, ma nella realtà ho trovato questo libro non così esaltante come pensavo che fosse. Mi è piaciuta l'ambientazione e ragionandoci il finale, che subito mi ha lasciata con l'amaro ...continua

    Altissime aspettative, ma nella realtà ho trovato questo libro non così esaltante come pensavo che fosse. Mi è piaciuta l'ambientazione e ragionandoci il finale, che subito mi ha lasciata con l'amaro in bocca, si è poi rivelato interessante dopo qualche riflessione "a mente fredda". Come contro però ci sono certe parti della storia che a mio parere potevano essere benissimo saltate a piedi pari (non dico quali per evitare spoiler) ed in più non ho trovato quel brivido, quel mistero che all'inizio prometteva bene.

    Voto: 6 e mezzo/10

    ha scritto il 

  • 3

    un pò deluso

    da questo libro mi aspettavo molto, mi era stato consigliato con entusiasmo, ma poi leggendolo mi sono reso conto di non esserne coinvolto e che per i miei ritmi la trama era troppo lenta, di una lent ...continua

    da questo libro mi aspettavo molto, mi era stato consigliato con entusiasmo, ma poi leggendolo mi sono reso conto di non esserne coinvolto e che per i miei ritmi la trama era troppo lenta, di una lentezza disarmante, non dico sia un brutto libro, era anche piacevole, ma se l'autrice ci avesse messo maggiore azione, se avesse raccontato tutto in un modo più dinamico e meno statico poteva essere un ottimo romanzo! il finale è stato al quanto inutile per me! date 3 stelle ma ne meritava 2 e mezza! :)

    ha scritto il 

  • 4

    La capacità di questa autrice è impareggiabile.... Riesce a portare il lettore all'interno dell'ambientazione stessa.Quelle descrizioni di grande intensità non ci fanno solo immaginare i luoghi , ma ...continua

    La capacità di questa autrice è impareggiabile.... Riesce a portare il lettore all'interno dell'ambientazione stessa.Quelle descrizioni di grande intensità non ci fanno solo immaginare i luoghi , ma ce li fanno vivere a 360 gradi. Con grande semplicità, questo romanzo regala suspance e tensione emotiva. Consigliatissimo.

    ha scritto il