L'ospite invisibile

Di ,

Editore: Polillo

3.8
(143)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8881541580 | Isbn-13: 9788881541584 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alberto Tedeschi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Otto illustri rappresentanti del bel mondo di New Orleans vengono invitati a un ricevimento nell'appartamento di un misterioso anfitrione. Questi, mantenendo l'incognito, li sfida a un gioco perverso: scommette che riuscirà ad assassinare a uno a uno tutti i convenuti di lì all'indomani mattina, mentre a loro spetterà il compito di impedirglielo.
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  • 5

    Capostipite di una sorta di “sottogenere” giallo che ha vissuto i suoi risultati migliori con “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie per quanto concerne la letteratura e con la splendida parodia “ ...continua

    Capostipite di una sorta di “sottogenere” giallo che ha vissuto i suoi risultati migliori con “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie per quanto concerne la letteratura e con la splendida parodia “Invito a cena con delitto” per la cinematografia, pur ammettendo che non mancano diversi aspetti migliorabili merita comunque le cinque stelle, indipendentemente dal fatto che sia l’opera prima dei due autori. I principali punti di forza sono l’ottima tensione, che si traduce in un pieno coinvolgimento del lettore, e la sostanziale correttezza degli autori nell’enigma giallo (approfondisco il concetto nella recensione spoilerata). Tra i punti migliorabili, l’identificabilità dei personaggi, che se migliora decisamente dopo l’inizio, torna per me nuovamente a ingarbugliarsi nel finale. Intendo dire che, mentre l’avevo fatto per tutti gli altri (anche se con un po’ di fatica per Slamon e Osgood, peraltro entrambi uccisi ben presto), almeno personalmente non sono mai riuscito nel corso della lettura a distinguere perfettamente l’uno dall’altro gli ultimi due uomini rimasti vivi. Ancora: il testo avrebbe potuto essere abbondantemente rimpinguato (io, nei gialli, sono per il minimalismo; ma qui, di spazio per un maggiore approfondimento, ce n’è in abbondanza, senza rischiare di appesantire troppo il romanzo). Infine, non mi hanno del tutto convinto alcuni aspetti legati alla soluzione, di cui parlo più estesamente nella recensione spoilerata, per non rovinare la lettura. Tutto sommato, però, un libro assolutamente consigliabile ai giallofili: sia ai classicisti, che agli amanti della tensione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    POSTFAZIONE – RIFLESSIONI SULLA SOLUZIONE

    Devo dire che, alla rilettura dopo tanti anni, sono arrivato quasi “vergine”, mentalmente, perché non ricordavo veramente nulla della soluzione. Così mi sono potuto cimentare nell’agone classico tra a ...continua

    Devo dire che, alla rilettura dopo tanti anni, sono arrivato quasi “vergine”, mentalmente, perché non ricordavo veramente nulla della soluzione. Così mi sono potuto cimentare nell’agone classico tra autore e lettore… uscendone però sconfitto! Perché ho individuato che la chiave era legata al fatto che la voce dell’anfitrione era registrata e che, quindi, c’era qualcuno che “dialogava” con se stesso sapendo già le risposte: peccato che, non essendomi soffermato troppo a riflettere, mi sembrava che questi fosse Slamon... (e il fatto che sia uscito di scena per terzo risolveva il problema per i dialoghi successivi). Chissà perché (a testimonianza della mia “memoria” labile…) mi sembrava di rammentare che alla fine si sarebbe trovata una bara vuota e che il colpevole fosse uno dei personaggi apparentemente già morti in precedenza... Parentesi: ero anche arrivato correttamente a confermare la presenza del colpevole tra gli otto in considerazione del fatto che i morti, alla fine, sarebbero stati nove, con quello trovato nell’armadio all’inizio, mentre le bare erano otto.
    Tornando al focus del giallo, ciò che ho trovato poco convincente, riguardo alla soluzione (per azzeccare la quale, una volta capita la chiave, il lettore è in grado di gareggiare alla pari con chi ne individua l’identità nel testo), è il fatto che risulta troppo perfetto il dialogo tra le persone e l’anfitrione registrato, così come, trattandosi di un giallo di quasi un secolo fa, mi chiedo se ci fossero adeguate tecnologie per mettere in pratica il piano. Per di più, mi è parsa un po’ tirata per i capelli la spiegazione della sparizione delle due pistole in occasione dell’ultimo omicidio.
    Ultimo, ma non ultimo, come ho già accennato, ho faticato non poco a distinguere Daly e Abbott: se non è un limite mio, è un limite del giallo, perché sono loro, alla fine, i personaggi-chiave.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sono trenta parole", disse la telefonista. "Vuole rileggere il testo del telegramma?", chiese la voce dall'altro capo del filo. La telefonista lesse: "Congratulazioni stop progettato ricevimento in s ...continua

    "Sono trenta parole", disse la telefonista. "Vuole rileggere il testo del telegramma?", chiese la voce dall'altro capo del filo. La telefonista lesse: "Congratulazioni stop progettato ricevimento in suo onore giardino pensile palazzo Bienville sabato prossimo ore venti stop grande sorpresa stop mantenga segreto stop prometto ricevimento massima originalità stop il suo anfitrione".

    Questo è l'invito per la festa che trovate in questo bellissimo romanzo di  Gwen Bristow e Bruce Manning. Otto persone dell'alta società di New Orleans vengono invitati ad una festa organizzata in loro onore da un anonimo anfitrione. Inizia il ricevimento ed inizia la sfida con un gioco perverso: in otto ore ucciderà tutti e otto gli invitati, uno per uno. Gli ospiti d'onore dovranno impedirglielo.

    Una storia intelligente, dove si alternano abilità ed eleganza, dove le storie dei personaggi s'intrecciano grazie ad un comune passato. Bristow e Manning hanno saputo dare alla storia un ritmo accellerato che non lascia scampo al lettore, trasportato nel turbinio non riesce a far emergere la verità.
    Continua su:

    http://www.labottegadelgiallo.com/#!Lospite-invisibile-di-GBristow-e-BManning-Anno-1930/cmbz/554920f70cf21fee136bfb80

    ha scritto il 

  • 5

    Una delle pietre miliari della storia del giallo e della golden age, questo romanzo del 1930 che anticipa 10 piccoli indiani della Christie è un gran divertimento, io personalmente l'ho letto tutto d' ...continua

    Una delle pietre miliari della storia del giallo e della golden age, questo romanzo del 1930 che anticipa 10 piccoli indiani della Christie è un gran divertimento, io personalmente l'ho letto tutto d'un fiato non riuscendo a staccarmi dal libro, meccanismo quasi perfetto

    ha scritto il 

  • 5

    Piccolo gioiello di una coppia di autori, vorremmo dire della "serie C" dell'epoca, ma che scrivevano molto meglio di tanta gente che scrive ai nostri tempi. Questo romanzo è famoso per avere conteso ...continua

    Piccolo gioiello di una coppia di autori, vorremmo dire della "serie C" dell'epoca, ma che scrivevano molto meglio di tanta gente che scrive ai nostri tempi. Questo romanzo è famoso per avere conteso a "10 piccoli indiani" della Christie, l'idea di un assassino che si crede morto ma che invece elimina una alla volta delle persone da lui convocate in un determinato posto : nella Christie è un'isola, qui un appartamento.

    Analisi sul mio blog:

    http://lamortesaleggere.myblog.it/2013/07/23/gwen-bristow-bruce-manning-l-ospite-invisibile-the-invisibil/

    ha scritto il 

  • 4

    L'ospite invisibile è il libro a cui Agatha Christie si è ispirata per scrivere il suo Dieci piccoli indiani. Otto influenti personaggi del bel mondo di New Orleans vengono invitati a una presunta fes ...continua

    L'ospite invisibile è il libro a cui Agatha Christie si è ispirata per scrivere il suo Dieci piccoli indiani. Otto influenti personaggi del bel mondo di New Orleans vengono invitati a una presunta festa in loro onore. Vanitosi ed egocentrici, tutti accettano, ma quando si ritrovano sul luogo del ricevimento sono costretti ad accettare la sfida del loro anfitrione: essere onesti con se stessi in cambio della salvezza. In caso contrario saranno proprio loro a offrire inconsapevolmente l'arma che li ucciderà.

    ha scritto il 

  • 5

    Lo consiglio a tutti gli appassionati del genere... Scritto molto bene, per niente prolisso, ricco di suspense...
    Mentre lo leggevo mi ha ricordato un po'il film "Saw, l'enigmista" (il primo della ser ...continua

    Lo consiglio a tutti gli appassionati del genere... Scritto molto bene, per niente prolisso, ricco di suspense...
    Mentre lo leggevo mi ha ricordato un po'il film "Saw, l'enigmista" (il primo della serie).
    Veramente bello!

    ha scritto il 

  • 5

    Gira voce che...

    Agatha Christie si sia ispirata a questo romanzo per il suo "10 piccoli indiani". Beh, nel caso fosse vero , come darle torto? E' scritto benissimo, i personaggi che nelle prime pagine possono sembrar ...continua

    Agatha Christie si sia ispirata a questo romanzo per il suo "10 piccoli indiani". Beh, nel caso fosse vero , come darle torto? E' scritto benissimo, i personaggi che nelle prime pagine possono sembrare troppi alla fine sono caratterizzati così bene che basta un aggettivo per riconoscerli. La trama è degna di una mente disturbata dei giorni nostri - benché sia stato scritto nel '29 -, il finale è stato una vera sorpresa. E in alcuni momenti, lo confesso, non ho apprezzato troppo il fatto di leggerlo a casa da sola! Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 2

    No, l'ospite era ben visibile

    Se da questo racconto la Christie abbia tratto lo spunto per "10 piccoli indiani" qualcosa di buono deve averlo, mi son detto.
    Tuttavia il ritrito gioco di otto cavie, condannate a morte, convocate da ...continua

    Se da questo racconto la Christie abbia tratto lo spunto per "10 piccoli indiani" qualcosa di buono deve averlo, mi son detto.
    Tuttavia il ritrito gioco di otto cavie, condannate a morte, convocate da un'elegante anfitrione in villa sontuosa e con mille
    riguardi è un deja vù.
    Se poi l'anfitrione si rivela essere tutt'altro che invisibile ed infallibile, in una parola umano, più del previsto... beh vorrà dire che sarà più simpatico, toh.
    Ma da ciò a risollevare le sorti di un bassotto alquanto modesto ce ne corre.

    ha scritto il