L'uccello che girava le viti del mondo

Di

Editore: Baldini & Castoldi (I Nani, 210)

4.1
(4421)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 740 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Giapponese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Russo , Olandese , Svedese , Portoghese , Catalano , Polacco

Isbn-10: 888490059X | Isbn-13: 9788884900593 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Lui, protagonista e voce narrante, è un giapponese di oggi. Trent'anni,felicemente sposato con una donna in carriera, nullafacente (o casalingo tuttofare?), il nostro si trova all'improvviso al centro di una rete intricata di vicende passate e presenti più grandi di lui. Tutto prende il via da due episodi insignificanti: la scomparsa del gatto di casa e una misteriosa telefonata anonima durante la quale una sensuale voce femminile gli chiede un incontro. L'uomo inizia un duplice viaggio nella geografia della megalopoli giapponese e nei labirinti delle passioni amorose. Lungo il percorso troverà i fantasmi del passato di una nazione che non si è ancora riconciliata con la propria storia.
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  • 3

    Difficile parlare di questo romanzo che, a leggere i commenti è adorato in modo pressoché unanime.
    Io onestamente non l'ho apprezzato totalmente. La parte onirica di Murakami mi lascia abbastanza sbig ...continua

    Difficile parlare di questo romanzo che, a leggere i commenti è adorato in modo pressoché unanime.
    Io onestamente non l'ho apprezzato totalmente. La parte onirica di Murakami mi lascia abbastanza sbigottita e, a mio avviso, ne perde anche di lucidità e struttura narrativa, tanto che ci ritroviamo dialoghi del tipo: "sa signor Okada, Creta ha avuto un bambino, si chiama Corsica- mi disse Malta dall'alto del tavolo. Corsica? Ripetei. Nessun uomo è un isola, intervenne allora quel cane nero di Ushikawa, sbucato da chissà dove. Il bambino di Creta? A quel punto mi svegliai, madido di sudore".
    Ecco, ci sono almeno duecento pagine di dialoghi surreali di questo genere. Capisco l'idea (si salva la bella metafora del pozzo anche se, reiterata fino alla nausea) ma francamente per me è troppo e il suo presunto onirismo non porta a niente. Ed è un peccato perché la storia per almeno metá romanzo (quindi almeno 500pag buone) è interessante e avvincente, ma poi vuole fare il verso a David Lynch che qui non ci incastra niente e si perde totalmente.

    ha scritto il 

  • 5

    Giorni e giorni di lettura mi hanno fatto sembrare questo romanzo infinito. Nella prima metà continuavo a ripetermi "non è possibile che proprio non mi piaccia". Ma imperterrita ho continuato e contin ...continua

    Giorni e giorni di lettura mi hanno fatto sembrare questo romanzo infinito. Nella prima metà continuavo a ripetermi "non è possibile che proprio non mi piaccia". Ma imperterrita ho continuato e continuato a centellinarlo. Arrivata alla fine però mi rendo conto che forse ho viaggiato insieme a Okada Toru, un viaggio introspettivo, alla ricerca del proprio posto nel mondo e che per questo forse mi è sembrato così lungo. Riassumerlo sarebbe difficile in poche righe. I personaggi sono tanti come anche le realtà e gli universi in cui si svolgono le vicende. Mi rendo conto che ciò che prima mi sembrava superfluo acquista invece valore al termine della lettura dove ogni tassello sembra trovare il suo posto. Ritrovo la straordinaria capacità dei personaggi di Murakami che riescono a farsi scorrere tutto addosso senza troppe preoccupazioni o esitazioni, qualunque cosa succeda, dal mancato ritorno a casa della propria moglie, alla comparsa improvvisa di una voglia blu sulla guancia.
    E ora che l'ho terminato mi sembra di essermi appena svegliata da uno stranissimo sogno al quale devo ancora dare un'appropriata interpretazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Poetico e veggente come pochi altri. Grazie Haruki

    Un libro che mi ha preso, mi ha fatto viaggiare su piani diversi che s'incontravano nel cuore profondo di un autore che nella sua semplicità sa parlare dell'umano .

    ha scritto il 

  • 1

    Murakami mon "non-amour"

    Okay, sono un lettore troppo fermo agli occidentalismi. Okay, ad ogni nuovo capitolo andavo a vedere quando iniziava quello successivo per vedere come e quanto dovevo 'impostare' la mia concentrazione ...continua

    Okay, sono un lettore troppo fermo agli occidentalismi. Okay, ad ogni nuovo capitolo andavo a vedere quando iniziava quello successivo per vedere come e quanto dovevo 'impostare' la mia concentrazione.
    Okay, è il mio secondo Murakami: il primo è stato 1Q84 (I primi due libri) dove almeno le prime 550 pagine sono state mooolto più coinvolgenti (ma complessivamente nemmeno quel titolo mi ha soddisfatto.)
    Mi conforta che dando una rapida occhiata alla 'rece' sul libro, non c'è questo grosso plebiscito positivo. Normalmente mi faccio qualche scrupolo di fronte ad un libro che a me non ha convinto, ma che comunemente viene apprezzato da molti (trovo sopravvalutato un GRANDE GATSBY e molto di quello che ha scritto FSF). Ma poi non me ne frega niente e faccio sentire la mia voce più o meno fuori dal coro.
    Non conosco molto Murakami, e mi si dice che non era questo il titolo da cui cominciare per approfocndirlo. Meglio A sud del confine a ovest del sole o L'incolore Tsukuru Tazaki e i suoi anni di pellegrinaggio. Ci proverò.
    In questo libro ci sono troppi piani sfasati, troppi sottotesti, troppi simboli poco chiari. Non dico che ci dovesse essere lo spiegone, ma per lo meno ci volesse qualche suggerimento in più.
    Scopro con sorpresa che questo libro è consigliato in quella bella opera che si intitola CURARSI CON I LIBRI alla voce "curare la disoccupazione". E' talmente noioso che un disoccupato accetterebbe qualsiasi mansione pur di smettere di leggere questo mattone.
    Altro che giraviti, questo uccello fa girare qualcos'altro

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha proprio entusiasmato

    Solitamente, leggendo Murakami, non mi chiedo quale sia il significato che l’autore ha voluto dare alla storia, ma quale significato riesca a trovare io. Se non ne trovo uno specifico, mi lascio trasp ...continua

    Solitamente, leggendo Murakami, non mi chiedo quale sia il significato che l’autore ha voluto dare alla storia, ma quale significato riesca a trovare io. Se non ne trovo uno specifico, mi lascio trasportare della narrazione, dalla sua magia.
    Di questo romanzo fatico a trovare un nesso e, purtroppo, anche la magia di altre sue opere (Kafka sulla spiaggia per esempio).
    La parte onirica, solitamente avvincente, qui è soprattutto inquietante; la trama è discontinua, come in altri romanzi, ma eccessivamente sfilacciata e dispersiva.
Non c’è stato un personaggio che mi abbia suscitato empatia (però ho ritrovato Ushikawa, la figura forse meglio descritta nella sua negatività, che raggiunge il massimo del realismo nel romanzo 1Q84).
    La parte più interessante, e anche la più forte, è stata la narrazione di alcuni episodi relativi alla guerra sino giapponese ed è per questo che ho messo tre stelle (sarebbero due e mezzo).
    Nel complesso, rispetto ad altre letture di Murakami, questo libro non mi ha proprio entusiasmato e Kafka sulla spiaggia rimane il migliore che abbia letto finora.

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo l'entusiasmo dovuto alla lettura di Norwegian Wood fremevo all'idea di scoprire un'altra storia di Murakami. Ero armata di tutti i migliori propositi ma questo libro me li ha portati via TUTTI. H ...continua

    Dopo l'entusiasmo dovuto alla lettura di Norwegian Wood fremevo all'idea di scoprire un'altra storia di Murakami. Ero armata di tutti i migliori propositi ma questo libro me li ha portati via TUTTI. Ho impiegato due mesi per riuscire a finirlo. Noioso, lento, e forse troppo pragmatico per riuscire a capirci effettivamente qualcosa.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi sono serviti due mesi per riuscire a finire questo libro. Eppure dopo il grande entusiasmo seguito a Norwegian Wood ero armata di tutti i migliori propositi. Ma Murakami me li ha portati via dal pr ...continua

    Mi sono serviti due mesi per riuscire a finire questo libro. Eppure dopo il grande entusiasmo seguito a Norwegian Wood ero armata di tutti i migliori propositi. Ma Murakami me li ha portati via dal primo all'ultimo con questo suo lavoro. Lento, noioso, e forse troppo pragmatico per riuscire a capirci effettivamente qualcosa.

    ha scritto il 

  • 3

    È piacevole da leggere, MA si evince dal testo che:
    - Murakami voleva farci un esempio di "spiegone finale" (pure abbastanza ingenuo)
    - il popolo nipponico ha evidenti problemi di natura sessuale
    - an ...continua

    È piacevole da leggere, MA si evince dal testo che:
    - Murakami voleva farci un esempio di "spiegone finale" (pure abbastanza ingenuo)
    - il popolo nipponico ha evidenti problemi di natura sessuale
    - ancora il romanzo di formazione col pozzo capisaldo della psicanalisi?

    ha scritto il 

  • 0

    Avete mai letto un libro nella maniera sbagliata? Io sì. Questo. E l'ho capito solo quando sono arrivata alla fine e, soprattutto, quando ho letto questo articolo di Aimee Bender
    http://www.minimumfax ...continua

    Avete mai letto un libro nella maniera sbagliata? Io sì. Questo. E l'ho capito solo quando sono arrivata alla fine e, soprattutto, quando ho letto questo articolo di Aimee Bender
    http://www.minimumfax.com/libri/magazine/242
    Quindi, se non volete commettere il mio errore, vi consiglio di partire da qui.
    E comunque, in generale, godetevi il viaggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro controverso, vuoi per la lunghezza, la disomogeneità, un senso di immobilismo e lentezza, nonché, tutto sommato, affascinante, e per il livello introspettivo e quel senso di onirico e surreal ...continua

    Libro controverso, vuoi per la lunghezza, la disomogeneità, un senso di immobilismo e lentezza, nonché, tutto sommato, affascinante, e per il livello introspettivo e quel senso di onirico e surreale che pervade la trama. Può essere considerato certamente un romanzo di formazione, di crescita del protagonista, che attraverso svariatissime esperienze ed incontri con personaggi assurdi riesce ad avere il senso giusto della realtà e forse della vita. E per questa crescita spirituale ed introspettiva Murakami si avvale di tutti i mezzi tipici dell’analisi psicanalitica come il pozzo per esempio, il buio, le camere d’albergo, in cui non si riesce ad entrare…. Certamente in modo voluto, lo svolgimento non è lineare ma, come in un sogno, si alternano e si susseguono personaggi e situazioni apparentemente surreali che sembrano eludere dallo svolgimento della trama. L’inserimento poi di digressioni, alcune anche realisticamente crude, come la guerra in Manciuria, sembra allungare e rallentare la trama. Poi, a ben vedere, anche queste digressioni hanno un qualche elemento che riconduce o chiarisce coinvolgimenti con quanto si viene delineando. Certo è che non sempre è facile cogliere il messaggio sotteso, che forse riguarda proprio il valore e la qualità della vita. A volte è proprio l’imprevedibilità del destino che si somma con le scelte volontarie, contro il quale nulla si può fare. La conclusione della lettura mi ha lasciata un po’ perplessa, delusa non direi; solo avrei voluto poter mettere meglio a fuoco alcuni personaggi, vedi ad esempio Malta e Creta, e la consequenzialità delle loro azioni. Ma Murakami ha scientemente voluto lasciarci qualche mistero!!!

    ha scritto il 

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