L'ultima estate

Di

Editore: Fazi

3.7
(258)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8864110127 | Isbn-13: 9788864110127 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , eBook , CD audio

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Salute, Mente e Corpo

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Descrizione del libro
Da dove arriva la voce di Zeta? Apparentemente dal luogo più inabitabile e muto: la malattia, in quel punto estremo che toglie possibilità, respiro, futuro. Ma è solo apparenza: questa voce proviene dal nucleo più irriducibile e infuocato della vita. Che non tace, non cessa di guardare e amare. E anzi, comincia qualcosa: a scrivere. È fragile l'equilibrio che genera queste pagine. Per Zeta qualsiasi gesto ora è enorme, la fatica non solo fisica è in ogni momento fatale. E i ricordi sono uno squarcio lacerante nella memoria di una vita tenacemente irregolare: la nascita fuori dal matrimonio della "bambina più amata del mondo", l'infanzia sotto le bombe, Venezia splendida e meschina, il primo disastro sentimentale e poi, ancora, Roma becera e vitale, l'esperienza della psicanalisi, l'avventura del femminismo, il cammino della malattia. E sempre la coriacea e gentile difesa della propria individualità, l'irrisione delle tribù e delle cliniche cui ha rifiutato di appartenere. Così la storia dei suoi settant'anni scorre laterale, vissuta intensamente ma mai accettata, come non fosse mai meritevole di piena identificazione. Con una lingua nitida, a tratti feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietas, l'autrice affronta il più evitato degli argomenti: la sofferenza.
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  • 2

    Me l'aspettavo un libro diverso. Pensavo fosse più incentrato sulla malattia, invece è un ripercorrere la bellissima e imperfetta vita che ci è capitata in sorte, affrontata con spirito e dignità fino ...continua

    Me l'aspettavo un libro diverso. Pensavo fosse più incentrato sulla malattia, invece è un ripercorrere la bellissima e imperfetta vita che ci è capitata in sorte, affrontata con spirito e dignità fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 3

    Ci vuole un grande coraggio per mettere su carta le proprie emozioni più profonde, quelle legate a una grave malattia e alla morte. Complimenti all'autrice per questa prova.

    ha scritto il 

  • 5

    La protagonista racconta, dal suo capezzale, episodi della sua vita passata.
    Uno stile narrativo scorrevole, colto e ironico.

    La parte finale del libro narra il presente, l'ultima estate trascorsa con ...continua

    La protagonista racconta, dal suo capezzale, episodi della sua vita passata.
    Uno stile narrativo scorrevole, colto e ironico.

    La parte finale del libro narra il presente, l'ultima estate trascorsa con la malattia grave.
    Ma la narrazione ha sempre un fine e disincantato (nella giusta misura) senso dell'umorismo.

    ha scritto il 

  • 5

    Con la libertà che le viene dall'essere al termine della propria vita, la Vighy ripercorre la propria storia, senza indulgenze con nessuno, e soprattutto con sé stessa, ma anche con l'ironia che rende ...continua

    Con la libertà che le viene dall'essere al termine della propria vita, la Vighy ripercorre la propria storia, senza indulgenze con nessuno, e soprattutto con sé stessa, ma anche con l'ironia che rende leggere le cose più "pesanti", e con molta lucida tenerezza per le persone amate, vive e morte, per i suoi gatti, per la natura. "Patti chiari: non sarà un acquerello, piuttosto un'autopsia. Forse vi farò male. Ne farò anche a me".

    ha scritto il 

  • 5

    La leggerezza

    L'ultima estate è un testo scritto con una piuma. Solo così può essere spiegato. Una tematica seria, per certi versi devastante, eppure una leggerezza fantastica. Leggerezza non intesa come semplicità ...continua

    L'ultima estate è un testo scritto con una piuma. Solo così può essere spiegato. Una tematica seria, per certi versi devastante, eppure una leggerezza fantastica. Leggerezza non intesa come semplicità, né come disimpegno. E' un velo che ti avvolge e che ti trasporta tra le fiamme dell'inferno senza farti scottare. Si sente la malattia opprimere, ma non se ne ha paura. La si sente arrivare, lenta e inesorabile, e quel che lascia non è timore.
    E' il racconto di una vita attraverso ricordi significativi nella loro piccolezza, quei ricordi che sembrano minori rispetto alle emozioni che si provano in una vita intera, eppure restano vivi nella mente.
    L'ultima estate è un libro difficile da commentare, impossibile da recensire. Quel che posso dire è che lo consiglierò a chiunque abbia voglia di riflettere. E per quanto riguarda me, pur essendo un genere che non m'appartiene, ha toccato alcune corde del mio animo che non dimenticherò mai.

    ha scritto il 

  • 3

    un libro sulla malattia e sulla morte che, finalmente, non mi ha fatto piangere eppure mi ha migliorata.
    se mai mi dovessi ammalare vorrei riuscire a vivere la mia malattia con la forza che traspare d ...continua

    un libro sulla malattia e sulla morte che, finalmente, non mi ha fatto piangere eppure mi ha migliorata.
    se mai mi dovessi ammalare vorrei riuscire a vivere la mia malattia con la forza che traspare da queste coraggiose pagine.
    lei è simpatica e il rapporto che ha con i suoi gatti è proprio simile a quello che io ho con i miei cani.
    magari diventassi una settantenne così!
    non dò le 5 stelle perchè i libri scritti con sincerità e che raccontano in prima persona, fatti personali, un po' mi imbarazzano. mi sembra di spiare un diario... e certe cose (il rapporto con la madre morente ad esempio) non avrei voluto leggerle.

    ha scritto il 

  • 4

    L'insostenibile leggerezza del morire.

    Mai la morte è stata raccontata, direi in presa diretta, con tanta ironia, leggerezza e profondità.
    Un'autrice che è una vera scoperta, come la città da cui proviene, Venezia, e come la città che l'ha ...continua

    Mai la morte è stata raccontata, direi in presa diretta, con tanta ironia, leggerezza e profondità.
    Un'autrice che è una vera scoperta, come la città da cui proviene, Venezia, e come la città che l'ha adottata, Roma. Purtroppo per noi, scoperta postuma.

    Una citazione su tutte le innumerevoli, possibili:
    "... il malinconico presagio di una città destinata a diventare da Dominante a Disneyland, l’unghiata innocua di un Leone che si è tagliato le unghie"

    E adesso passerò al suo secondo libro: scendo, buon proseguimento.

    ha scritto il