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L'ultima estate di Hiroshima

Di ,

Editore: Ancora del Mediterraneo

4.0
(54)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8883252721 | Isbn-13: 9788883252723 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gala Maria Follaco

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Tamiki Hara è stato uno scrittore eccellente e il più bravo, tra gli scrittori giapponesi contemporanei, a descrivere l’esperienza dell’atomica. Sono convinto che la sua prosa sia tra le più belle della letteratura contemporanea, e che i giovani lettori dovrebbero avere l’occasione di conoscerla. Hara Tamiki era a Hiroshima il 6 agosto 1945, quando sulla città fu sganciata la bomba atomica. Da quel momento in poi, ha posto il disastro atomico alla base del suo discorso letterario e della sua stessa vita. Il terrore e la disperazione che le armi nucleari hanno causato agli esseri umani non saranno ricompensati né cancellati, finché esse non saranno eliminate. Noi tutti stiamo in piedi su questa terra completamente nudi e privi di alcuna possibilità di superare il terrore e la disperazione delle armi nucleari. E intanto sogniamo un futuro lontano ignorando se ci porterà distruzione o salvezza. Ed è quindi superfluo spiegare ancora perché io riponga la mia speranza individuale, che è poi di tutti gli uomini, nel proposito di avvicinare i giovani alle opere di Tamiki Hara. Ōe Kenzaburo (premio Nobel per la letteratura)
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  • 3

    【作家之死】

    作家不見得只能寫親身經歷作為小說的題材,有些是生活感觸或者所見所聞, 感知能力強的作家,自然能信手拈來,不費力的。 ...continua

    作家不見得只能寫親身經歷作為小說的題材,有些是生活感觸或者所見所聞, 感知能力強的作家,自然能信手拈來,不費力的。 創作一直以來是作者與文字間很私人的交流,既然公開分享給讀者知曉,自然知道文字魅力驚人! 因為一句話裡藏有作者生活感悟的心血結晶,真要說人人都能是作家, 不如說作家之所以為作家,必然是到了非寫不可的地步,否則就無法順遂度日。

    靠文字維生的確很不簡單, 出版發行,一來賺得稿費或贏得一只出版合約, 甚或成為社會大眾廣為人知的作家,成名只是遲早的事。 不過作家的心路歷程,卻鮮為人知。

    這位作家情路並不順遂,即便有過婚姻,也在愛妻過世後, 選擇自殺結束自己生命,恐怕是帶著極大的恐懼或痛苦,到了不得不走上極端。

    親友離世的傷感直接或間接影響了該作者的寫作生活, 思緒常受干擾不說,生死難判之事,也常令他苦惱。 如果有能力自殺,為什麼不帶著勇氣繼續活下去,作家天生就敏銳的情感,或許才是根源所在。

    危機就是轉機。 生命多麼可貴啊,就算是天才作家也應當對生命抱以敬畏,珍惜生命才是。

    經歷過歷史戰亂生活的人,如何從創痛中恢復,需要更大的智慧。 傷口難以撫平,生活處在一種沒有安全感的狀態下,親友的鼓勵與宗教信仰是最好的支持。

    ha scritto il 

  • 4

    Sobrecogedor

    Sin ser un alarde de recursos literarios el libro te engancha por lo impresionante del momento vivido por el autor. Más cuando lo que conocemos acerca de las consecuencias del lanzamiento de la ...continua

    Sin ser un alarde de recursos literarios el libro te engancha por lo impresionante del momento vivido por el autor. Más cuando lo que conocemos acerca de las consecuencias del lanzamiento de la primera bomba atómica es tan poco y tan mal contado.

    Este libro me llevó a interesarme por el tema, a informarme y conocer los hechos. Si vosotros también estáis interesados os recomiendo un documental: "Luz blanca, lluvia negra". En YouTube está entero.

    ha scritto il 

  • 0

    Novela sobre la bomba

    Flores de verano es un ejemplo de genbaku bungaku, o “literatura de la bomba”, un subgénero literario japonés que recoge testimonios, más o menos novelados, de supervivientes de la ...continua

    Flores de verano es un ejemplo de genbaku bungaku, o “literatura de la bomba”, un subgénero literario japonés que recoge testimonios, más o menos novelados, de supervivientes de la catástrofe causada por el lanzamiento de la bomba H sobre la ciudad de Hiroshima.

    El volumen recoge la trilogía de relatos sobre Hiroshima que Tamiki Hara escribió sobre sus vivencias del 6 de agosto y de los días y meses posteriores, y que fueron publicados en distintas revistas algunos años después del fatídico acontecimiento. La escritura de estos relatos responde a la necesidad de «dejar testimonio escrito de todo esto», como reconoce el propio autor en “Flores de verano”. Es un librito breve que relata de manera muy sobria, al más puro estilo japonés, sin dramatismos innecesarios el terrible acontecimiento. Interesante por su valor histórico y por disfrutar del estilo en que está escrito.

    ha scritto il 

  • 4

    Una gran novela que, en mi caso, ha dejado una huella indeleble en el corazón y que con el tiempo volveré a leer en busca de ocultas escenas que me ampollen la piel, seguro que las hay.

    Para saber ...continua

    Una gran novela que, en mi caso, ha dejado una huella indeleble en el corazón y que con el tiempo volveré a leer en busca de ocultas escenas que me ampollen la piel, seguro que las hay.

    Para saber más: http://untinterodesapphire.blogspot.com/2011/08/flores-de-verano.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un documento inestimabile, un resoconto forte, importante e terribile di una delle più grandi tragedie del secolo scorso, una tragedia troppo spesso trattata velocemente e con scarsa attenzione ...continua

    Un documento inestimabile, un resoconto forte, importante e terribile di una delle più grandi tragedie del secolo scorso, una tragedia troppo spesso trattata velocemente e con scarsa attenzione nelle nostre scuole, ma non solo nelle nostre. Hara Tamiki vide con i suoi occhi e sperimentò sulla sua pelle e su quella dei suoi familiari le indicibili sofferenze provocate dalla bomba atomica sganciata su Hiroshima: vide le ustioni terrificanti sui corpi e sui volti degli abitanti, li vide morire come mosche nelle ore successive al disastro, vide la devastazione della città e si trovò straziato a stranito di fronte a tanta morte arrivata così all'improvviso. Letto oggi, con il Giappone di nuovo schiavo dell'incubo nucleare e con il dibattito sulle centrali così attivo, fa riflettere molto su cosa possa significare servirsi di un'arma così terribile e potente. Nella prima parte, “Preludio alla devastazione”, Hara ci descrive la città di Hiroshima nei mesi precedenti il bombardamento, una città tesa e angosciata dai continui allarmi antiaerei, a cui quasi mai seguono bombardamenti veri e propri e per questo tutto sommato sicura di non essere in immediato pericolo, inconsapevole che proprio la mancanza di bombardamenti intensi serviva a garantire il massimo sconvolgimento emotivo generato dall'atomica nella popolazione. Le altre due parti, “Fiori d'estate” e “Dalle rovine”, sono una fotografia della devastazione causata dall'atomica. Un libro a mio avviso fondamentale, scritto con una prosa malinconica che indugia solo quanto basta sui particolari più crudi, per raccontare una pagina di storia terribile che troppo spesso viene affrontata quasi con leggerezza nelle nostre scuole, come se la morte di più di duecento mila persone fosse di minor conto solo perché erano “il nemico”. Hara Tamiki non era un militare, come non lo era Yamaguchi Tsutomu, l'unica persona ad aver avuto lo status di doppio sopravvissuto sia al bombardamento di Hiroshima che a quello di Nagasaki, e come non lo erano centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini che sono morti nelle due città e che vanno ricordati sempre e comunque come vittime, non importa da che parte fossero. Un libro da leggere, soprattutto oggi, soprattutto adesso.

    Voto: 9/10

    ha scritto il 

  • 5

    Parece mentira que, casi setenta años después de la bomba de Hiroshima todavía sigan impresionándonos y conmoviéndonos relatos escritos en aquella época sobre aquellos días, como si no ...continua

    Parece mentira que, casi setenta años después de la bomba de Hiroshima todavía sigan impresionándonos y conmoviéndonos relatos escritos en aquella época sobre aquellos días, como si no supiéramos nada de lo ocurrido. Y eso es precisamente lo que me sucedio cuando lei este libro Desgarrador ,pero de una belleza esquisita

    ha scritto il 

  • 3

    Cronaca di vita quotidiana a Hiroshima, qualche settimana prima e qualche settimana dopo quel drammatico 6 agosto 1945. L’autore che visse personalmente quel tragico evento, ci fa il reso conto di ...continua

    Cronaca di vita quotidiana a Hiroshima, qualche settimana prima e qualche settimana dopo quel drammatico 6 agosto 1945. L’autore che visse personalmente quel tragico evento, ci fa il reso conto di come trascorreva la vita in attesa della fine della guerra, quindi la sconcertante esperienza dell’attacco nucleare e il dopo sconvolgente, doloroso, tragico. Secondo me, ancora una volta, la circostanza più evidente che si coglie nella narrazione è la dignità e compostezza del popolo giapponese . Il ritmo e la cadenza non mi hanno però attratto in modo particolare, infatti nonostante sia un libricino di poche pagine, ho interrotto più volte la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Ecco qui un libro scovato casualmente navigando alla ricerca di qualcosa di giapponese da aggiungere alle mie letture. Trovato, guardato un attimo, immediatamente preso in biblioteca senza nemmeno ...continua

    Ecco qui un libro scovato casualmente navigando alla ricerca di qualcosa di giapponese da aggiungere alle mie letture. Trovato, guardato un attimo, immediatamente preso in biblioteca senza nemmeno transitare per la mia personale lista dei desideri.

    Sinceramente mi sono chiesto il perché di un “amore” così folgorante… Per l’argomento trattato ed il fatto che Hara Tamiki non sia stato spazzato via, al contrario di molti suoi concittadini, nell’Hiroshima del 6 agosto 1945? O forse per le parole spese da Kenzaburo Oe per questo autore e la sua scrittura? Per l’attualità delle esplosioni di Fukushima e del nostro referendum sul nucleare? O perché, venendo da una lettura che veicolava un messaggio su regimi totalitaristici e pena capitale, cercavo dell’altro che comunicasse qualcosa oltre le semplici parole?

    Sinceramente… Non so il perché di questa scelta così fulminea ma posso dire di essere stato soddisfatto da queste 120 pagine. Certo, l’argomento non è leggero… l’enormità dei fatti, delle conseguenze, delle vite distrutte e l’assurdità oltreché il disgusto e lo sbigottimento per quanto la stupidità umana possa scatenare contro propri simili. Questa scomodità viene arricchita dalle parole dell’autore che si è trovato in prima persona a muoversi ad Hiroshima prima, durante e dopo l’esplosione atomica.

    Si viene colpiti anzi, meglio, calpestati, dai volti delle persone, dalla tanto vera quanto incredibile realtà di perdere tutto da un momento all’altro. Fino ad un attimo prima dell’esplosione la vita, seppur impegnata nell’evacuazione visti i bombardamenti americani in atto sul Giappone, c’era, pulsava tra le vie di Hiroshima ma, dopo quei brevissimi quanto maledetti secondi, solamente morte, distruzione, disperazione, lacrime, devastazione materiale e, soprattutto, umana. Questo passaggio tra “prima e dopo” trova, dal mio punto di vista, perfetta rappresentazione dalle otto righe che concludono la prima parte del libro “preludio alla devastazione” e sulle quali, oltre all’essermi soffermato a lungo, il pensiero non ha potuto che andare a quelle normalissime esistenze irrazionalmente spazzate via da un momento all’altro.

    ”Poco dopo, nel pollaio vicino al magazzino, due pulcini annunciarono l’ora, ognuno per conto proprio. A Jun’ichi e gli altri qualche volta veniva da ridere per il fatto che non riuscissero ancora ad andare a tempo, ma adesso nessuno prestava orecchia a quel canto. I caldi raggi del sole riempivano il cielo silenzioso al di sopra delle magnolie. Mancavano poco più di quaranta ore allo scoppio dell’atomica.”.

    Insomma un gran libro, c’è la negatività che ci si aspetta di trovare ma, a differenza di una rivisitazione storica, di un documentario o di qualsiasi ricostruzione, qui la voce narrante è quella di un sopravvissuto e, di conseguenza, la narrazione è vera, reale, ancora più dolorosa di quanto lo potrebbe essere altrimenti.

    Da leggere in quanto testimonianza di un nerissimo passato e, contemporaneamente, monito perché ciò non si ripeta in futuro. Utilizzando le toccanti parole di Hara Tamiki...

    ”Dopo essere sopravvissuto alla tragedia dell’atomica, per me e la mia scrittura fu come essere esclusi con violenza da qualcosa. Volovo descrivere quelle scene che avevo visto con i miei occhi, fosse ancora l’ultima cosa che facevo. […] In mezzo alle grida e al caos della morte, ardeva dentro di me una supplica agli uomini nuovi. Se, debole come sono, ho potuto sopportare una fame e uno stato di necessità così estremi, è in parte anche per questo. Ma l’onda di isteria del dopoguerra mi ha travolto furiosamente, e sembrava sempre sul punto di ridurmi in mille pezzi. […] Ogni singolo istante di vita su questa terra, per me, è come attraversato da brividi vertiginosi. Da allora mi porto dentro il dolore acuto della tragedia che si svolge quotidianamente nel cuore delle persone, dell’ultimo sforzo a cui ciascun essere umano è sottoposto. Riscirò a resistere a tutto questo, riuscirò a descriverlo?”

    A quest’ultima domanda rispondo condividendo pienamente le parole di Kenzabuto Oe... Sì, ci è riuscito ed ha saputo farlo in maniera memorabile.

    PS: e la copertina?! Guardando la miniatura in internet credevo si trattasse di una fioritura segno di rinascita dopo la distruzione ed invece... Quando ho avuto il libro in mano mi sono accorto essere isemplicemente l'inumana devastazione provocata dall'atomica....................

    ha scritto il