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L'ultima estate di Klingsor

Di

Editore: Newton Compton (TEN. Centopaginemillelire)

3.7
(344)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 91 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8879835688 | Isbn-13: 9788879835688 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: F. Ricci ; Contributi: Viviana Finzi Vita

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Il pittore Klingsor ha solo quarantadue anni, ma sente che non riuscirà atenere a lungo accesa la fiamma intensa e scintillante della sua esistenzatroppo piena, troppo appassionata, troppo profondamente vissuta per durareancora. Questa sarà la sua ultima estate. Il piacere e il tormento della suapittura, la gioia e l'ossessione della creazione, l'amicizia sincera, un amorenuovo, delicato, diverso, l'incanto di una natura in cui non si teme l'abbandono e il suo stesso animo irrequieto accompagnano i suoi ultimi giorni, vissuti con la veemenza, lo slancio e l'impazienza di chi non si accontenta delfluire indolore del tempo, ma tenta di strappare ogni minuto alla vita, consempre rinnovata voluttà, il senso delle proprie ore.
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  • 3

    «È questo che alcuni amici più amano nel quadro. Sostengono: questo è l'uomo, ecce homo, l'uomo stanco, avido, selvaggio, infantile e raffinato della nostra tarda epoca, il morente uomo europeo intenzionato a morire: raffinato da ogni struggimento, malato di ogni vizio, entusiasticamente a ...continua

    «È questo che alcuni amici più amano nel quadro. Sostengono: questo è l'uomo, ecce homo, l'uomo stanco, avido, selvaggio, infantile e raffinato della nostra tarda epoca, il morente uomo europeo intenzionato a morire: raffinato da ogni struggimento, malato di ogni vizio, entusiasticamente animato dalla coscienza del proprio tramonto, pronto a ogni progresso, maturo per ogni passo indietro, tutto ardore e anche tutto stanchezza, devoto al destino e al dolore come il morfinomane al veleno, solitario, scavato, vecchissimo, Faust e Karamazov al tempo stesso, bestia e saggio, completamente spogliato, senza ambizione, tutto nudo, in preda a un'infantile paura della morte, ma anche stancamente pronto a morire».

    ha scritto il 

  • 5

    Finito di leggere L'ultima estate di Klingsor di Hermann Hesse.Si tratta di un romanzo tra i più intensi scritti dal grande autore tedesco. E' in parte autobiografico e ci insegna a vivere intensamente, a inebriarci del mondo che ci circonda, a bere alla fonte della conoscenza con eterna, inesaur ...continua

    Finito di leggere L'ultima estate di Klingsor di Hermann Hesse.Si tratta di un romanzo tra i più intensi scritti dal grande autore tedesco. E' in parte autobiografico e ci insegna a vivere intensamente, a inebriarci del mondo che ci circonda, a bere alla fonte della conoscenza con eterna, inesauribile arsura. Per Hermann Hesse esiste una sola grande anima che abita tutto l'universo e tutte le sue creature. Dunque c'è del divino in tutto quello che ci circonda. L'arte della pittura diventa occasione irripetibile di conoscenza.Di sè Hesse disse: “Non che mi consideri un pittore, ma dipingere è meraviglioso. Non ti restano le dita nere d'inchiostro, come quando si scrive, ma rosse e blu".
    Lo scrittore cominciò a dipingere su invito del suo medico che gli consigliò la pittura per uscire da una seria depressione. L'acquerello la tecnica preferita; dall'esperienza con la pittura disse di aver imparato a scoprire i colori delle cose.
    Se credete di sapere di che colore è il cielo, provate a guardarlo per due sere consecutive al tramonto...

    ha scritto il 

  • 2

    Che fatica finirlo. Una inconludente serie di descrizioni, colori e parole si confondono. Una strana proiezione di se stesso su un pittore ubriacone, sconclusionato, circondato da donne con l'idea della morte. Fa coppia con lui l'amico Luigi.

    ha scritto il 

  • 4

    Come dice il titolo, si parla dell'ultima estate vissuta dal pittore Klingsor.
    Attraverso la narrazione di alcuni episodi si capisce la natura, la personalità di questo artista. Egli è un po' una stereotipizzazione dell'artista. In preda a forti sentimenti, passioni intense e brevi. Amore p ...continua

    Come dice il titolo, si parla dell'ultima estate vissuta dal pittore Klingsor.
    Attraverso la narrazione di alcuni episodi si capisce la natura, la personalità di questo artista. Egli è un po' una stereotipizzazione dell'artista. In preda a forti sentimenti, passioni intense e brevi. Amore per la bella vita, il cibo, il vino, le donne, ma tutto vissuto con tormento e furia. La pittura sgorga con impeto e disordine, come disordinata è la vita quotidiana dell'artista protagonista del libro.
    E' molto presente la morte. Arte-morte si rivela essere un connubio stretto. Il pittore è molto a contatto anche con altri artisti; altri pittori, poeti e ama molto proprio la poesia.
    Ci sono immagini forti provenienti dal miscuglio di ricordi che il protagonista ogni tanto mette in gioco. Immagini molto poetiche. L'ambiente in cui si muove è ideale per la vicenda. Molto a contatto con la natura, che imprime sulle tele dopo averla vissuta, dopo averne fatto piena esperienza e profonda osservazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Noioso

    Non ce la faccio, lo abbandono perchè arrivare a girare pagina mi costa troppa fatica. Probabilmente non è il momento giusto, non avrò l'umore adatto. La cosa certa è che lo sto trovando di una noia mortale, preferisco accantonarlo per riservarmi eventualmente di riprenderlo più avanti.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho trovato il racconto decisamente noioso. Sono riuscito a capire poco e niente della personalità di Klingsor, il pittore protagonista, per non parlare di quella di tutti gli altri personaggi di contorno. L'idea della vita di un artista non sarebbe stata neanche male, se l'autore non avesse speso ...continua

    Ho trovato il racconto decisamente noioso. Sono riuscito a capire poco e niente della personalità di Klingsor, il pittore protagonista, per non parlare di quella di tutti gli altri personaggi di contorno. L'idea della vita di un artista non sarebbe stata neanche male, se l'autore non avesse speso pagine e pagine per le infinte descrizioni dei luoghi e avesse dedicato maggiore cura nel presentare personaggi che, in questo modo, appaiono sfuggenti e incomprensibili. Vista la grande stima da parte di molti lettori (ottenuta soprattutto grazie al classico Siddharta), devo dedurre che la scrittura di Hermann Hesse non sia proprio il mio genere, ma spero di ricredermi.

    ha scritto il 

  • 5

    la morte che non c'è

    Chi non ha pensato prima di leggere il libro che Klingsor fosse un luogo ? Altra curiosità di questo testo è che si parla della morte di Kligsor solo nel titolo, eppure essa è presente ovunque e da spessore e fascino al vitalismo debordante del protagonista. Non amo particolarmente Hesse, ma il ...continua

    Chi non ha pensato prima di leggere il libro che Klingsor fosse un luogo ? Altra curiosità di questo testo è che si parla della morte di Kligsor solo nel titolo, eppure essa è presente ovunque e da spessore e fascino al vitalismo debordante del protagonista. Non amo particolarmente Hesse, ma il personaggio Klingsor è potente e toccante.

    ha scritto il