L'ultima estate di Klingsor

Di

Editore: Newton Compton (TEN. Centopaginemillelire)

3.7
(352)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 91 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8879835688 | Isbn-13: 9788879835688 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: F. Ricci ; Contributi: Viviana Finzi Vita

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Il pittore Klingsor ha solo quarantadue anni, ma sente che non riuscirà atenere a lungo accesa la fiamma intensa e scintillante della sua esistenzatroppo piena, troppo appassionata, troppo profondamente vissuta per durareancora. Questa sarà la sua ultima estate. Il piacere e il tormento della suapittura, la gioia e l'ossessione della creazione, l'amicizia sincera, un amorenuovo, delicato, diverso, l'incanto di una natura in cui non si teme l'abbandono e il suo stesso animo irrequieto accompagnano i suoi ultimi giorni, vissuti con la veemenza, lo slancio e l'impazienza di chi non si accontenta delfluire indolore del tempo, ma tenta di strappare ogni minuto alla vita, consempre rinnovata voluttà, il senso delle proprie ore.
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  • 4

    Un libro che è un quadro

    Ho appena finito di leggere "L'ultima estate" di Klingsor di Hermann Hesse.
    Devo dire che mi è piaciuto molto, in particolare per alcune frasi e momenti specifici.
    Trovo come sempre molto bello e anch ...continua

    Ho appena finito di leggere "L'ultima estate" di Klingsor di Hermann Hesse.
    Devo dire che mi è piaciuto molto, in particolare per alcune frasi e momenti specifici.
    Trovo come sempre molto bello e anche costruttivo il solito dibattito tormentato ma anche dolce di Hesse dove in lui vige la sua angoscia per la vita ma anche per l'amore che nutre per essa.
    Il protagonista Klingsor è un pittore, quindi del tutto naturali sono le sue mille descrizioni di paesaggi, visi, colori e molto altro; e sono descrizioni che fanno immaginare ciò che lui vedeva.
    Descrizioni in cui perdersi e sognare; sentirsi un po' protagonisti di questo libro insieme a Klingsor e vivere nella propria mente ciò che può trasmettere e imparare da lui a riflettere sulla propria vita.
    Io credo che questo libro sia in realtà un quadro, e non mi trovo d'accordo con chi dice che le troppe descrizioni sono noiose.
    Non mi permetto di aggredire nessuno, sapendo che i gusti sono gusti, semplicemente ritengo che il libro (di cui protagonista è un pittore, quindi un personaggio che vive di descrizioni e di entrare molto a fondo in ciò che lo circonda) ha un senso ben specifico e che va raccolto.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ultima?

    L’ho barattato ad uno scambio libri. Bello, piccolino, da zaino.
    Verso i quarant’anni mi ero letto tutto di Hermann. Narciso, il lupo, le perle di vetro, Siddharta. E naturalmente l’ultima estate. Ama ...continua

    L’ho barattato ad uno scambio libri. Bello, piccolino, da zaino.
    Verso i quarant’anni mi ero letto tutto di Hermann. Narciso, il lupo, le perle di vetro, Siddharta. E naturalmente l’ultima estate. Amavo tutto di Hesse, il poeta, lo scrittore, l’acquerellista. Acquerellista come me.Dannazione. Alla faccia del giallo ocra, del blu cobalto e del bruno van dicke. Ogni estate, a luglio, mi rileggevo il primo capitolo, non prima di essermi preparato una brocca di vino rosso con pesche e chiodi di garofano.
    Profumato ed inebriante come una signora di mezza età.

    ha scritto il 

  • 3

    «È questo che alcuni amici più amano nel quadro. Sostengono: questo è l'uomo, ecce homo, l'uomo stanco, avido, selvaggio, infantile e raffinato della nostra tarda epoca, il morente uomo europeo intenz ...continua

    «È questo che alcuni amici più amano nel quadro. Sostengono: questo è l'uomo, ecce homo, l'uomo stanco, avido, selvaggio, infantile e raffinato della nostra tarda epoca, il morente uomo europeo intenzionato a morire: raffinato da ogni struggimento, malato di ogni vizio, entusiasticamente animato dalla coscienza del proprio tramonto, pronto a ogni progresso, maturo per ogni passo indietro, tutto ardore e anche tutto stanchezza, devoto al destino e al dolore come il morfinomane al veleno, solitario, scavato, vecchissimo, Faust e Karamazov al tempo stesso, bestia e saggio, completamente spogliato, senza ambizione, tutto nudo, in preda a un'infantile paura della morte, ma anche stancamente pronto a morire».

    ha scritto il 

  • 5

    Finito di leggere L'ultima estate di Klingsor di Hermann Hesse.Si tratta di un romanzo tra i più intensi scritti dal grande autore tedesco. E' in parte autobiografico e ci insegna a vivere intensament ...continua

    Finito di leggere L'ultima estate di Klingsor di Hermann Hesse.Si tratta di un romanzo tra i più intensi scritti dal grande autore tedesco. E' in parte autobiografico e ci insegna a vivere intensamente, a inebriarci del mondo che ci circonda, a bere alla fonte della conoscenza con eterna, inesauribile arsura. Per Hermann Hesse esiste una sola grande anima che abita tutto l'universo e tutte le sue creature. Dunque c'è del divino in tutto quello che ci circonda. L'arte della pittura diventa occasione irripetibile di conoscenza.Di sè Hesse disse: “Non che mi consideri un pittore, ma dipingere è meraviglioso. Non ti restano le dita nere d'inchiostro, come quando si scrive, ma rosse e blu".
    Lo scrittore cominciò a dipingere su invito del suo medico che gli consigliò la pittura per uscire da una seria depressione. L'acquerello la tecnica preferita; dall'esperienza con la pittura disse di aver imparato a scoprire i colori delle cose.
    Se credete di sapere di che colore è il cielo, provate a guardarlo per due sere consecutive al tramonto...

    ha scritto il 

  • 2

    Che fatica finirlo. Una inconludente serie di descrizioni, colori e parole si confondono. Una strana proiezione di se stesso su un pittore ubriacone, sconclusionato, circondato da donne con l'idea del ...continua

    Che fatica finirlo. Una inconludente serie di descrizioni, colori e parole si confondono. Una strana proiezione di se stesso su un pittore ubriacone, sconclusionato, circondato da donne con l'idea della morte. Fa coppia con lui l'amico Luigi.

    ha scritto il 

  • 4

    Come dice il titolo, si parla dell'ultima estate vissuta dal pittore Klingsor.
    Attraverso la narrazione di alcuni episodi si capisce la natura, la personalità di questo artista. Egli è un po' una ster ...continua

    Come dice il titolo, si parla dell'ultima estate vissuta dal pittore Klingsor.
    Attraverso la narrazione di alcuni episodi si capisce la natura, la personalità di questo artista. Egli è un po' una stereotipizzazione dell'artista. In preda a forti sentimenti, passioni intense e brevi. Amore per la bella vita, il cibo, il vino, le donne, ma tutto vissuto con tormento e furia. La pittura sgorga con impeto e disordine, come disordinata è la vita quotidiana dell'artista protagonista del libro.
    E' molto presente la morte. Arte-morte si rivela essere un connubio stretto. Il pittore è molto a contatto anche con altri artisti; altri pittori, poeti e ama molto proprio la poesia.
    Ci sono immagini forti provenienti dal miscuglio di ricordi che il protagonista ogni tanto mette in gioco. Immagini molto poetiche. L'ambiente in cui si muove è ideale per la vicenda. Molto a contatto con la natura, che imprime sulle tele dopo averla vissuta, dopo averne fatto piena esperienza e profonda osservazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Noioso

    Non ce la faccio, lo abbandono perchè arrivare a girare pagina mi costa troppa fatica. Probabilmente non è il momento giusto, non avrò l'umore adatto. La cosa certa è che lo sto trovando di una noia m ...continua

    Non ce la faccio, lo abbandono perchè arrivare a girare pagina mi costa troppa fatica. Probabilmente non è il momento giusto, non avrò l'umore adatto. La cosa certa è che lo sto trovando di una noia mortale, preferisco accantonarlo per riservarmi eventualmente di riprenderlo più avanti.

    ha scritto il