L'ultima estate di innocenza

Di

Editore: Piemme

3.8
(188)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8838488584 | Isbn-13: 9788838488580 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
E' un'estate strana, piena di sole accecante e di temporali improvvisi. E' l'estate di Lisa, che ha tredici anni e non parla. Ha smesso un giorno di febbraio. Il giorno in cui non è tornata a casa da scuola fino a notte inoltrata. Il giorno che sua madre Roberta cerca disperatamente di ricostruire, per poter finalmente colmare il muro di silenzio che da allora le tiene distanti. E' l'estate di Michele Ferrara che si sveglia dal coma dopo sei mesi. E che non ricorda quasi nulla della sua vita passata. Niente dell'incidente che lo ha spedito nel buio di una notte di neve. Niente dell'uomo che era e che ritrova piano piano, scoprendo un altro se stesso che non conosce più. E che gli fa paura. E' l'estate di Nicola Zanardi, che fa il fotografo e ritorna dall'Iraq. Con una donna da dimenticare, un amico morto in un attentato e una valigia scambiata che nasconde fotografie che nessuno dovrebbe vedere. E che molti vorrebbero avere. E' l'estate di Giovanni Marra, poliziotto con troppi ricordi, e del corpo di una bambina che mezza Italia sta cercando, riaffiorato all'improvviso dalla terra di un parco. E di altre morti strane e sospette arrivate senza un motivo apparente a disegnare una trama difficile da decifrare. Storie che sembrano distanti tra loro, ma che si riveleranno strettamente intrecciate una all'altra. Finché ognuno dovrà fare i conti con un presente diventato troppo pericoloso.
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  • 0

    Grande noir, assolutamente non all’italiana

    “Le storie hanno bisogno di spazio, di tempo, di pagine, di ore. Se non avete tempo, spazio, minuti o pazienza, be'... allora tornate a giocare con lo smartphone e andatavene affanculo.” Lo ha detto – ...continua

    “Le storie hanno bisogno di spazio, di tempo, di pagine, di ore. Se non avete tempo, spazio, minuti o pazienza, be'... allora tornate a giocare con lo smartphone e andatavene affanculo.” Lo ha detto – sostiene la rete – Simone Sarasso a proposito del suo Confine di stato, che in realtà è tra i pochi noir italiani che io abbia letto che mi sembrano avvicinarsi a questo. Che a mio parere è ancora più bello, perché salvaguarda maggiormente quel filo di epica che pure il povero lettore brama.
    Certo ci vuole testa e pazienza: a proposito della pazienza, io non sono di quei lettori che pretendono di capire per forza tutto subito (in questo credo di essere un potente alleato di molti scrittori) però mi piace che la trama, per quanto su più piani narrativi e scenari, mi resti chiara. Forse appunto perché ho testa, forse perché sono un lettore non-protagonista, che si contenta di seguire piuttosto che spadroneggiare. Anche se confesso che del maggiore enigma di questa storia ho avuto presto sentore: sono anche un lettore perverso, evidentemente, come i miei scrittori preferiti.
    Mi ha fatto pensare al Don Winslow del Potere del cane, a molto James Ellroy, forse, ancora in Italia, oltre a Sarasso, a La verità è un cane, di N. Quatrano, ingiustamente meno noto. Insomma a un pugno di voci urticanti che non concedono nulla a un immaginario assopito o anche solo bisognoso di quiete, semplicità, lieto fine. Come a volte è anche il mio. E come mai è la vita.
    Ma grande noir.

    ha scritto il 

  • 3

    Potevano essere 4 stelline, forse persino 5. Purtroppo sono 3, per non dire 2 e mezzo, e il perché é presto detto: se in un thriller viene a mancare la comprensione della trama, cosa resta? La presenz ...continua

    Potevano essere 4 stelline, forse persino 5. Purtroppo sono 3, per non dire 2 e mezzo, e il perché é presto detto: se in un thriller viene a mancare la comprensione della trama, cosa resta? La presenza di numerosi personaggi di per sé va benissimo, ma è un enorme problema il fatto che per tutto il romanzo il lettore resti con una confusione totale riguardo alle azioni, relazioni e identità dei "colpevoli" (c'è almeno una mezza dozzina di persone che, durante tutta la vicenda, parla in codice e viene nominata attraverso pseudonimi: bene, è evidente che - per dirla in soldoni - quelli sono "i cattivi", ma non basta per tenere il filo della storia e godersi la lettura). Si potrebbe forse applicare, traslandola sul versante letterario, la famosa spiegazione che Hitchcock diede a Truffaut intervistatore sulla differenza tra sorpresa e suspense. Se lo spettatore (in questo caso il lettore) scopre all'improvviso qualcosa, l'effetto è la sorpresa; ma se lo spettatore, lungo il corso della vicenda, ha degli indizi ed è a conoscenza di qualcosa di cui il personaggio principale non è a conoscenza, l'effetto è quello di suspense: è così che nasce la tensione, ed è così che le trame diventano avvincenti. Nel caso di questo libro di Fogli, c'è tensione, ma è in gran parte annichilita dalla confusione di nomi e circostanze. Ed è davvero un'occasione mancata (guerra in Iraq, pedofilia, prostituzione: il troppo stroppia?), perché è evidente che l'autore abbia grandi doti.

    ha scritto il 

  • 4

    Agghiacciante. Questa storia è agghiacciante. Sarà perchè sono madre di due bambine, ma giuro che ho avuto gli incubi, davvero!
    Ma non è solo la "tratta delle bambine" che graffia il cuore e lo stomac ...continua

    Agghiacciante. Questa storia è agghiacciante. Sarà perchè sono madre di due bambine, ma giuro che ho avuto gli incubi, davvero!
    Ma non è solo la "tratta delle bambine" che graffia il cuore e lo stomaco, è anche la parallela vicenda politica. Perchè è la realtà; anche se questo è solo un libro, quella è la realtà. E fa male vedercela sbattere sotto gli occhi di nuovo, e ancora e sempre. E chi sembrava buono alla fine è il più crudele di tutti, e ai giusti non rimane altra scelta che soccombere o uscire dalla lotta. Un romanzo che graffia, che fa male, che non vuoi, ma che è giusto leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello. Mi sono piaciute sia le caratterizzazioni dei personaggi che l'intrigo della trama. La scrittura invece mi ha piacevolmente colpito. Spigolosa, netta, incisiva. C'è un notevole uso di similitud ...continua

    Bello. Mi sono piaciute sia le caratterizzazioni dei personaggi che l'intrigo della trama. La scrittura invece mi ha piacevolmente colpito. Spigolosa, netta, incisiva. C'è un notevole uso di similitudini il che, nel mio piccolo, me lo fa sentire più vicino come autore. Sicuramente leggerò altro del buon Patrick.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ogni tanto mi chiedo se non ci siamo tutti rincoglioniti.Se a furia di stare seduti davanti All'Isola dei Famosi o al Grande Fratello non abbiamo cominciato a pensare che anche la vita, in fondo,sia ...continua

    "Ogni tanto mi chiedo se non ci siamo tutti rincoglioniti.Se a furia di stare seduti davanti All'Isola dei Famosi o al Grande Fratello non abbiamo cominciato a pensare che anche la vita, in fondo,sia uno strano reality che qualcuno sceneggia tenendosi nell'ombra"

    ha scritto il 

  • 3

    Do 3 stelline, perché è un racconto graffiante e geniale, peccato che si perda ammaccandosi continuamente: scene tagliate e spezzettate, nemmeno fosse un telefilm da commedia, frasi altrettanto spezza ...continua

    Do 3 stelline, perché è un racconto graffiante e geniale, peccato che si perda ammaccandosi continuamente: scene tagliate e spezzettate, nemmeno fosse un telefilm da commedia, frasi altrettanto spezzate, senza che serva; una miriade di personaggi, buoni, cattivi, falsi, soprannominati in mille modi, che non vedi mai davvero, tranne tre di loro; pagine di troppo; sogni di troppo; tutti particolari che non fanno arrivare mai al punto. Per quanto alla fine rimani con la bocca spalancata, sei anche rimasto con un pugno di mosche.
    Insomma, un'dea geniale, portata avanti nella maniera più confusa per 600 pagine.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 0

    dal blog Giramenti

    «È stata seminata troppa erba cattiva perché basti tenere in ordine il giardino per non farne crescere più» (pagina 14). Lo dice uno dei protagonisti a proposito dell’Iraq, lo stesso si potrebbe affer ...continua

    «È stata seminata troppa erba cattiva perché basti tenere in ordine il giardino per non farne crescere più» (pagina 14). Lo dice uno dei protagonisti a proposito dell’Iraq, lo stesso si potrebbe affermare dell’editing di questo romanzo. Confesso d’aver mollato il libro a metà, il pensiero di sorbirmi tutte le 600 pagine mi è sembrato allettante quanto la ceretta all’inguine. Quando ti rendi conto che l’unico motivo che ti spinge a leggere un testo è la conta delle ripetizioni, o sei stato colto da un raptus o il romanzo è autoimploso.

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2012/11/19/lultima-estate-di-innocenza-di-patrick-fogli/

    ha scritto il 

  • 5

    L'ultima estate di innocenza

    Mi chiedo: ma perché ho aspettato così tanto, dopo averlo comprato, per leggerlo? Mah...mistero!
    Cosa dire, a me lo stile di Patrick Fogli piace, mi fa sentire la mente viva e attiva, per non perdermi ...continua

    Mi chiedo: ma perché ho aspettato così tanto, dopo averlo comprato, per leggerlo? Mah...mistero!
    Cosa dire, a me lo stile di Patrick Fogli piace, mi fa sentire la mente viva e attiva, per non perdermi nel dedalo delle trame che si intrecciano, ma non si confondono.
    Confesso che a volte ho rischiato di perdermi, ma la storia è talmente avvincente, talmente seria, perché basata su fatti che possono succedere tutti i giorni senza neanche rendersene conto, che sentivo comunque la spinta di andare avanti, di continuare la lettura, per capire in che maniera si sarebbero sciolti i vari nodi.
    Poi ti accorgi che stai trattenendo il fiato, il momento è intenso e ti sta avvolgendo/coinvolgendo..poi ti accorgi anche che ti stai quasi affezionando a certi personaggi, ma hai paura di scoprire che magari stanno dalla parte sbagliata...poi quando tutto succede, come non avresti pensato né voluto, ti ritrovi triste, come a me è successo per il commissario Marra.
    "Lentamente prima di morire" l'ho prestato ad un amico ed è piaciuto, sicuramente presterò anche questo e so già che il risultato sarà lo stesso!

    ha scritto il